Investimenti ed emotività

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Come in tutti gli aspetti della vita anche in campo finanziario l’emotività influenza le nostre scelte.

L’immagine i copertina illustra il rischio che si corre quando le scelte sono guidate dall’emotività: chi investe può essere spinto/a a entrare nei momenti di euforia dei mercati e uscirne quando gli stessi sono fortemente negativi. Tale rischio è accentuato quando gli andamenti dei mercati sono sotto i riflettori dei media.

Termini come “euforia”, ”record”, “nuovi massimi” possono spingere l’investitore e l’investitrice prudenti a effettuare investimenti non adatti al proprio profilo di rischio, oppure, il sentir parlare di “crack” e “miliardi bruciati” può convincerli a liquidare investimenti destinati a soddisfare esigenze di lungo periodo realizzando perdite difficilmente recuperabili.

Molto spesso le scelte di investimento si basano sul tentativo di valutare una serie fattori al fine di capire qual è il momento giusto per investire. Si tenta, cioè, di predire il futuro in merito ad un settore, quello finanziario, influenzato dalle più disparate variabili.

I mercati possono salire o scendere a causa dell’andamento dell’economia, delle politiche delle banche centrali, di crisi o accordi internazionali, di esiti elettorali e mille altri motivi tutti difficilmente prevedibili e su cui non si ha nessun tipo di influenza.

Nel momento in cui le previsioni non si verificano è facile lasciarsi prendere dallo sconforto e pensare di aver sbagliato tutto, di dover rivedere i propri  investimenti basandosi magari su nuove previsioni  che si ritengono migliori e vincenti.

Tutto questo perché spesso quando scegliamo gli investimenti tralasciamo di dare la giusta importanza proprio a ciò che conosciamo meglio e su cui possiamo influire: noi stessi.

Qual è il nostro reddito, la capacità di risparmio, la composizione del nucleo familiare, gli obiettivi che ci poniamo e in quali tempi, sono solo alcuni degli elementi che devono essere alla base delle nostre scelte di investimento e che spesso non consideriamo o alle quali non diamo la giusta importanza.

Analizzare la propria situazione, individuare il proprio profilo di rischio, scegliere gli obiettivi e i tempi ragionevolmente necessari per realizzarli in base alle nostre disponibilità presenti e prospettiche, in altre parole pianificare è l’unico mezzo che abbiamo per evitare che l’emotività prenda il sopravvento e spinga a compiere scelte irrazionali dannose per i nostri risparmi.

 

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Paolo Ricci Vitiani, Private Banker iscritto all’Albo dei Consulenti Finanziari, svolge la professione dal 1989 presso un primario gruppo bancario.