Melbourne

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Nel 2013 arrivammo a Melbourne dopo un volo faticoso; che fosse lungo, lo sapevamo… ma ignoravamo che nella fila davanti a noi avremmo trovato una giovanissima mamma con una bimba di pochi mesi. Pianse per tutta la durata del viaggio, benché la mamma cercasse di cullarla, di darle il biberon, di farla “camminare” nei corridoi… Dunque, scesi dall’aereo, avremmo solo voluto dormire, invece la città ci accolse all’alba: l’aria era così tersa e luminosa che la stanchezza (con il nervosismo) sparì. Eravamo preparati a trovarci in una città grande – ma non come Sidney – e vivace, attraversata da un lungo fiume, abitata da genti provenienti dai Paesi più diversi, attenta alle politiche giovanili, ricca di verde e di attività culturali. Tutto vero, ma “di più”. Ci piacquero le strade e le piazze che conservavano – più di Sidney – elementi europei; ci affascinarono i bianchi discendenti dei britannici, i gialli, i neri, tutti ugualmente sorridenti e cortesi, pronti a cedere il posto in tram, a indicarci la direzione ecc. ecc. Quando partimmo, dicemmo che saremmo ritornati. Promessa mantenuta!

Quattro milioni di abitanti convivono civilmente, accolgono gli studenti che arrivano da tutto il mondo nella “città letteraria” dell’Unesco, una delle città più vivibili del mondo. Il fiume Yarra è percorribile con battelli, i vari quartieri sono ben collegati con il centro, con la grande Federation Square, dominata dalla Stazione, dalla Cattedrale e dal grande Centro Visitatori.

FOTO 1. Melbourne Museum

Prima tappa è il Melbourne Museum, ricca collezione di manufatti che raccontano la storia dello Stato di Victoria, di cui Melbourne è la capitale. L’esposizione è ricca e ben organizzata, si vedono gli animali, le piante, le abitazioni, le armi, gli utensili del passato più lontano, e si può approfondire ogni aspetto della civiltà aborigena con strumenti moderni, adatti soprattutto alle numerose scolaresche che incontriamo. Ma noi abbiamo l’appuntamento con Francesca e Virginia, due giovani giornaliste italiane che ho conosciuto per motivi di lavoro, quindi, dopo una visita piuttosto breve, ci precipitiamo a prendere il mitico tram 35, quello che attraversa il centro città ad uso dei turisti e dei residenti. È un tram “storico”, la corsa è gratuita. Arriva, saliamo contenti, una signora ci fa posto, ci sediamo e poi… rumori sinistri, il tram non parte e noi scendiamo. Vorremmo prenderne un altro, che è già arrivato, ma è bloccato dal nostro. Quindi, a piedi – anche a Melbourne ci sentiamo di casa – raggiungiamo Federation Square, incontriamo le due amiche, pranziamo insieme al ristorante giapponese che è sulla piazza, nel cuore della città, nello stesso modernissimo fabbricato in cui ha sede la radio per cui Francesca e Virginia lavorano, la SBS. Queste due giovani donne dall’Italia sono arrivate quaggiù, all’altro capo del mondo: sono serene, lavorano bene, rispettate e adeguatamente retribuite. Virginia ha due bimbi, ma gli asili funzionano e lei non ha problemi; la radio per cui lavora le consente di utilizzare orari flessibili. E così anche suo marito, che lavora altrove, ma trova nella sua azienda uguale comprensione. Ci raccontano che si trovano bene e non hanno intenzione di tornare. In Italia si recano una volta all’anno, in genere tra luglio e agosto. Qui la vita a loro sembra più “facile”, i mezzi pubblici circolano regolarmente rispettando gli orari; dalle 5 p.m. sono libere, incontrano gli amici in un clima familiare e informale. Alla loro radio, lavorano tanti giovani che arrivano dai luoghi più disparati, si sentono come in famiglia. La gente è serena, non c’è disoccupazione e lo stato sociale esiste davvero. Io e Piero le ascoltiamo molto volentieri, mangiamo il gyu tataki nigiri, ma rifiutiamo decisamente le bacchette. Intorno a noi, tante persone che vanno e vengono, gruppi di studenti che si fermano sul muretto che circonda il centro visitatori, bambini che giocano… voci sommesse, nessuno disturba.

Famous Landmark of Architectural Building Design at Australian Federation Square in Melbourne.

FOTO 2. Federation Square

Dopo pranzo Francesca ci fa salire alla radio: è un insieme di “isole”, da ciascuna delle quali si trasmette in una lingua. Le “isole” sono 74, quanto le lingue. Dunque, c’è il mondo. Questa è secondo me la dimensione di Melbourne, una città dal sapore europeo, aperta a tutti.

Salutate le amiche, il nostro giro continua; ogni tanto bisogna pure dedicarsi allo shopping: compriamo quattro bottiglie di vino e, passeggiando nel verde, troviamo il bus che ci porta a bordo.

 

 

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Nata a Potenza, cresciuta a Salerno, laureata a Napoli e poi vissuta tra Roma, Verona, Catanzaro, Benevento, Grado, Potenza e Trento (dove oggi risiede), ha insegnato Italiano, Latino, Greco, e Storia nella scuola superiore. Ha pubblicato racconti, eserciziari didattici e saggi, ha collaborato nell’allestimento di spettacoli teatrali e ha guidato per anni il Consiglio delle donne del Comune di Trento. Collabora con la testata online “L’Adigetto” e con il mensile Trentino Mese ed è segretaria di redazione della rivista trimestrale “Soroptimist News/La voce delle donne”.