Un mare di plastica

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“Eh, magari facessero tutti come voi …!”

È la frase che io e i miei familiari ci sentiamo spessissimo dire dai negozianti quando affermiamo di avere la busta (o la shopper!) per mettervi quanto acquistato. Ormai ne abbiamo tantissime, anche ricavate da vecchi jeans: quella per il supermercato, quella per la frutta e la verdura, quella per i piccoli acquisti.

Devo ammettere che inizialmente, e parlo di almeno dieci anni fa, provavo un certo imbarazzo… poi, però, leggi notizie come quella di sabato 2 giugno e ti convinci che è davvero il minimo che si possa fare: al largo della costa meridionale della Thailandia, infatti, è stata trovata morta  una balena pilota con ben ottanta buste di plastica nello stomaco per l’equivalente peso di otto chilogrammi!

Nella sola Thailandia ogni anno almeno 300 animali marini, tra cui balene pilota, delfini e tartarughe, muoiono per aver ingerito plastica abbandonata in natura, ha spiegato un biologo marino.

Da noi, oltre al comportamento virtuoso di singole persone e famiglie, qualcosa si sta muovendo: dal primo maggio, per esempio, sulle isole Tremiti la plastica è vietata per legge grazie al sindaco Antonio Fentini che sta pure pensando di abolire i contenitori di polistirolo, compresi quelli utilizzati dai pescatori. Invita, altresì, colleghe e colleghi di isole e comuni sul mare a fare altrettanto, precisando che la sua cittadinanza è molto felice per la decisione presa.

La decisione segue, infatti, la ricerca diffusa nei mesi scorsi dall’Istituto di scienze marine del CNR di Genova, dall’Università Politecnica delle Marche e da Greenpeace Italia, che hanno campionato le acque durante il tour “Meno plastica più Mediterraneo” della nave ammiraglia di Greenpeace, Rainbow Warrior. Dalla ricerca è emerso che nel Mediterraneo ci sono livelli di microplastiche paragonabili a quelli dei vortici che si formano nel Pacifico, le cosiddette ‘zuppe di plastica’, e “nelle acque marine superficiali italiane si riscontra un’enorme e diffusa presenza di microplastiche, comparabile ai livelli presenti nei vortici oceanici del nord Pacifico, con i picchi più alti rilevati nelle acque di Portici (NA), ma anche in aree marine protette come le Isole Tremiti (FG)”.

Nell’attesa che arrivi anche la direttiva dell’UE, già approvata a fine maggio dalla Commissione, affinché si arrivi nel 2025 a non usare più la plastica e in particolare cotton fioc, posate, piatti, cannucce e aste per palloncini (prodotti che dovranno essere fabbricati con materiali sostenibili), gli Stati membri, attraverso campagne di sensibilizzazione, dovranno anche ridurre il consumo di contenitori per alimenti e tazze, fissando obiettivi nazionali, mettendo a disposizione delle alternative, o impedendo la fornitura gratuita di prodotti in plastica.

E noi nel nostro piccolo? Possiamo iniziare sin da ora a cambiare stile di vita e abitudini: ingegniamoci e facciamo in modo che il mare viva la sua stagione più bella tutto l’anno!

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Docente di Lettere dal 2001, vive a Mottola, sullo Jonio, dove unisce all'interesse per la sperimentazione educativo-didattica l'impegno per i temi della pace, della giustizia e dell’ambiente, collaborando con l'associazionismo e le amministrazioni locali. Dal 1993 collabora a titolo volontario con il settimanale "Riforma"; è autrice delle considerazioni a latere "Il nostro libero stato d'incoscienza" nel testo Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento di Emanuele Casalino.