Regnanti, reggenti e regine. Introduzione

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La natura femminile è stata a lungo definita “debole”, quindi inadatta al governo di regni, imperi e domini. In realtà nel corso della storia ci sono state figure di grande valore, che hanno lasciato tracce indelebili del loro operato. In diversi casi la storiografia ha nascosto o criticato le protagoniste femminili del potere, ritenendole incapaci e subdole, dedite alla lussuria e al complotto.
Osteggiate per questioni dinastiche e di successione, molte regnanti – regine, imperatrici, giudicesse, duchesse, contesse, marchese – e molte reggenti, chiamate a governare in vece dei loro mariti e dei loro figli, hanno saputo vincere i pregiudizi dimostrando carattere forte, lungimiranza e capacità politiche. Né ingenue, né sprovvedute hanno amministrato con giustizia e imparzialità i loro territori, giocando importanti partite nello scacchiere politico-militare del proprio tempo. Va detto inoltre che tante, tantissime consorti e concubine, seppure sottovoce e senza titolo, hanno caratterizzato una corona o un’epoca ed esercitato enorme potere all’interno e all’esterno delle corti. In alcuni luoghi è la toponomastica cittadina a ravvivarne la memoria.

ImPagine dedica loro una nuova rubrica, accompagnandone i singoli profili alle targhe stradali presenti sul territorio nazionale

I prossimi numeri:

1. Galla Placidia. Imperatrice romana – V secolo (in copertina, a sinistra)

2. Caterina Sforza. Signora di Imola e di Forlì – XV secolo (in copertina, a destra)

3. Ansa. Regina dei Longobardi e d’Italia (VIII secolo)

A seguire, le giudicesse sarde.

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Laureata in Lettere e in Storia e Società a Roma, insegna Geografia nella scuola superiore e coordina progetti di didattica di genere. È fondatrice e presidente nazionale dell'associazione e del gruppo di ricerca-azione Toponomastica femminile. Autrice negli anni di numerosi articoli su testate diverse, cartacee e on-line, ha pubblicato nel 2011-2013 le guide turistico-culturali Roma. Percorsi di genere femminile, (voll. 1 e 2, ed. Iacobelli). Ha curato i volumi Sulle vie della parità (Universitalia, 2013) e Strade maestre (Universitalia, 2015) e cura, per EUS edizioni, la collana Le guide di Toponomastica femminile, volta a riscoprire tracce femminili nei diversi territori.