Napoli – Buone pratiche toponomastiche/ buone pratiche in Comune

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Lo spazio pubblico definisce e identifica una comunità con la sua storia, la sua identità, la sua evoluzione futura. La sistematica rimozione ed eliminazione dalla memoria collettiva delle figure femminili che in ogni campo, nel corso dei secoli, hanno dato lustro a ogni settore delle attività umane, si evidenzia nel denominare gli spazi pubblici, dimenticando le figure femminili rilevanti. Ciò ha determinato una scomparsa della memoria delle donne e ha definito un immaginario collettivo squilibrato e asimmetrico. Il genere femminile viene sistematicamente tralasciato così da non permettere alle giovani generazioni, e in particolare alle ragazze e alle giovani donne, un tessuto culturale di riferimento che dia loro la possibilità di valorizzare le attività e il pensiero femminile.

Quest’idea ha inciso nello spazio pubblico delle città italiane e ha portato a un cambiamento significativo nella politica e nella pratica di intitolazione delle aree pubbliche: in particolare, a Napoli ha avuto risultati significativi nella programmazione dello spazio pubblico nella governance e nel cambio legislativo toponomastico improntato al riequilibrio di genere.

Merita di essere ricordata la data del 3 ottobre 2012,giorno in cuiè stato approvato il Nuovo Regolamento per la Toponomastica cittadina del Comune partenopeo, felice conclusione di un percorso iniziato quasi in contemporanea alla nascita di Toponomastica femminile. Già il 22  marzo 2012 con una riunione congiunta delle Commissioni Pari  Opportunità e della Commissione Beni Comuni, in cui ricade l’argomento Toponomastica, in sinergia con il neonato movimento delle Toponomastica femminile s’incominciò a richiedere una modifica di alcuni passaggi del Regolamento Toponomastico della Città di Napoli.

Al primo punto il riequilibrio di genere, passo indispensabile per un cambiamento stabile e duraturo. Il 23 maggio il Consiglio adottò, quale atto d’indirizzo di accompagnamento alla delibera di Giunta sul nuovo regolamento, la mozionesulla Toponomastica Cittadina, affinché la Giunta Comunale, nell’esercizio dei suoi poteri amministrativi applicasse questiprovvedimenti:

  1. rivedere l’odonomastica cittadina per intitolare anche in breve tempo, tre strade cittadine a tre donne;
  2. avviare attraverso gli uffici competenti la revisione della odonomastica cittadina per verificare la percentuale di genere nell’assegnazione;
  • far precedere l’assegnazione dell’odonimo da un dibattito cittadino nelle Municipalità interessate, favorendo la partecipazione al procedimento amministrativo di cittadinanza, enti e associazioni;
  1. promuovere nel settore scolastico l’iniziativa, anche attraverso l’indizione di concorsi di idee tra studenti che si potranno confrontare sulle scelte dei nomi di donne da assegnare alle strade cittadine;
  2. seguire questi criterigraduali nell’assegnazione degli odonimi:

1) napoletane o comunque campane;

2) italiane o straniere che abbiano avuto un rapporto privilegiato con la città;

3) donne di cultura scientifica o letteraria per le strade e le piazze nelle vicinanze di istituti scolastici, facoltà universitarie e luoghi di formazione.

L’azione dal basso ha spinto la Giunta il Sindaco e il Consiglio Comunale della città ad accogliere le istanze della cittadinanza.

I due provvedimenti più incisivi nel formulare il nuovo regolamento, sono senza dubbio il criterio che, nell’assegnazione dei nomi alle strade cittadine, si tenga conto della necessità del riequilibrio di genere e che la compilazione delle targhe stradali rispetti le regole della lingua italiana, indicando nella targa il nome per esteso, il cognome, date di nascita e morte e la professione declinata nel giusto genere.

Foto

 

A Napoli nel 2012 le intitolazioni a figure femminili realmente esistite erano circa l’1,2% a fronte del 31% degli uomini e con una solo intitolazione a una scienziata Maria Bakunin, in un viale interno di un parco residenziale. Oggi sono quarantaquattrole personalità individuate e per le quali è stata decretata l’intitolazione di una via. Si aggiungono poi le altre intitolazioni: scuole, auditorium, sale consiliari, giardini  targhe commemorative.

Regolamento Toponomastica delibera_n.42_del_3.10.2012

 

 

 

 

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Arabista, docente di cultura arabo-islamica. È referente per la Campania di Toponomastica femminile e, dal 2016, è componente della Commissione per la Toponomastica del Comune di Napoli.