Le madri della Repubblica

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Sono passati settantadue anni da quel 2 giugno 1946, quando gli italiani, e per la prima volta le italiane, si recarono alle urne per scegliere la forma di governo da dare al Paese ed eleggere l’Assemblea Costituente.

IL voto, maschile e femminile, indicò 556 nominativi, di cui 21 donne.

Maria Agamben Federici, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter Jervolino, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Livia Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra Fiorini, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio avevano alle spalle storie d’impegno sociale e politico e, a volte, esperienze di lotta partigiana, di carcere per attività antifascista, di esilio o deportazione.

Provenivano da ogni parte del Paese, lavoravano e possedevano titoli di studio alti: quattordici erano laureate, molte insegnanti, due giornaliste, una sindacalista e una casalinga. Nove militavano nel partito democristiano, nove nel partito comunista, due nel partito socialista, una nel partito dell’Uomo Qualunque.

Su di loro pesavano aspettative e diffidenze: parlavano in nome dei partiti ma anche in nome delle donne, rappresentando istanze ‘trasversali’ a gruppi e programmi politici.

In tempi in cui le donne erano sottoposte alla patria potestà, non accedevano a molti ruoli della Pubblica Amministrazione e la disparità salariale era sancita dalla legge, le deputate sostennero il diritto a pari opportunità e l’uguaglianza tra i sessi a casa e al lavoro.

Portano il loro segno l’art. 3 della Costituzione, che disciplina il principio di uguaglianza, l’art. 29 che riconosce l’uguaglianza tra i coniugi, l’art. 30 che tutela i figli nati al di fuori del matrimonio, l’art. 37 che regola il lavoro delle donne e dei minori, l’art. 51 che garantisce alle donne l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive.

Toponomastica femminile racconta in quindici pannelli itineranti la loro storia.

Una convenzione siglata in questi giorni con l’Istituto Comprensivo Santa Caterina di Cagliari consente alla mostra di raggiungere le scuole dell’isola che ne faranno richiesta.

L’inaugurazione avverrà sabato 5 maggio 2018 e da tale data l’esposizione sarà visitabile c/o l’Istituto Comprensivo Santa Caterina, in via Canelles, 1.

Locandina presentazione Cagliari

Per informazioni ed eventuali richieste:

caic89300g@tiscali.it– Tel. 070/662525

 

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Laureata in lettere c/o l’Università degli Studi Sapienza, e in Storia e Società c/o l’Università Roma Tre, insegna Geografia nella scuola superiore e coordina attività formative sulla didattica di genere. È fondatrice e referente nazionale del gruppo di ricerca Toponomastica femminile e ne ha curato gli Atti del I Convegno Nazionale (Sulle vie della parità, Universitalia, 2012). Ha pubblicato nel 2011 la guida turistico-culturale Roma. Percorsi di genere femminile, di cui è uscito un secondo volume nel 2013, e cura, per la casa editrice Iacobelli, una collana volta a riscoprire tracce femminili nei diversi territori. È parte del Comitato Scientifico della Rete per la Parità e della commissione consultiva di toponomastica del Comune di Roma. m.ercolini@impagine.it