La Premiata Forneria Marconi a Legnano

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Su queste pagine abbiamo già parlato di progressive rock italiano, un ambito nel quale il nostro Paese ha sempre eccelso, ricevendo apprezzamenti sia in patria che all’estero (da una decina d’anni molte band si sono riunite facendo tour di grande successo in Giappone, come il Balletto di Bronzo). Questa settimana, in occasione del concerto al Teatro Galleria di Legnano (MI) il prossimo 12 maggio, parliamo del gruppo indubbiamente più popolare e riconosciuto di quella stagione (se escludiamo i Goblin, legati a doppio filo con Dario Argento). La Premiata Forneria Marconi (meglio nota come PFM) è un caso molto particolare: dire che sono i migliori di tutti dal punto di vista qualitativo è esagerato, dato che, nel periodo d’oro della stagione prog (tra il ’69 e il ’75), c’erano molti loro colleghi come Banco Del Mutuo Soccorso, Area e Biglietto Per L’Inferno (la lista potrebbe continuare ancora con Osanna, Perigeo, i già menzionati Balletto di Bronzo e non solo) che hanno prodotto capolavori che da subito si sono distinti dal sound inglese con ottimi risultati. Rispetto a questi nomi, a loro va il merito di essere riusciti a sopravvivere alla crisi del genere nella seconda metà degli anni settanta e aver condotto una carriera di tutto rispetto che dura fino ad oggi, pur con diversi cambi di formazione (l’ultimo, il più significativo, con l’abbandono dello storico chitarrista Franco Mussida). L’unico membro fondatore è il cantante e batterista Franz di Cioccio (inizialmente soprattutto dietro le pelli, poi con gli anni passato a ricoprire più volte il ruolo di frontman). Ad oggi il loro disco più riuscito ed apprezzato è il debutto Storia di Un Minuto, del 1972 (anche se molti in Italia li associano unicamente alle loro collaborazioni con Fabrizio De Andrè). Uscito per la Numero Uno (etichetta di proprietà di Lucio Battisti e Mogol), l’album ha avuto il merito di introdurre delle sonorità inedite in un Paese come il nostro. È stato uno dei primi in cui compare il minimoog (sintetizzatore monofonico), che per l’epoca era un’assoluta novità, oltre ad essere l’unico di quel periodo con un grande singolo come “Impressioni di Settembre”.

Il 12 maggio è l’unica data primaverile, ma ne seguiranno altre nel periodo estivo. Non lasciatevi sfuggire una band che ha fatto la storia e ha ancora molto altro da dire: dal vivo è sicuramente uno spettacolo che è meglio non perdersi.

 

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Daniele Zennaro nasce a Roma il 19 marzo 1989. Si è laureato in filosofia all’Università degli Studi Roma Tre e ha un master in architettura dell’informazione e uno in critica giornalistica, conseguito all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Scrive di musica dal 2008 e da diversi anni è collaboratore per La Repubblica XL e The New Noise.