La Repubblica Romana, l’emancipazione femminile e la reazione francese

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Nel 1848 è stata concessa una Costituzione scritta anche nello Stato Pontificio, che dal 1846 è retto dal Papa Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti), esponente della nobiltà romana di idee moderate e liberali. L’elezione di Pio IX è stata accolta con entusiasmo sia a Roma che in tutta Italia: il nuovo pontefice concede immediatamente un’amnistia per i prigionieri e si dichiara favorevole all’unificazione della penisola, vedendo di buon occhio in particolare il cosiddetto neoguelfismo teorizzato da Vincenzo Gioberti. Ma nel 1848 il Papa si rifiuta di partecipare alla guerra sabauda contro l’Austria per non inimicarsi gli Asburgo cattolici, sostenendo che il Cattolicesimo debba essere universale e che quindi non possa schierare uno Stato contro un altro. Inoltre, appena si calmano le agitazioni, ritira la Costituzione concessa pochi mesi prima. Questo gesto allontana dal pontefice gran parte delle simpatie di chi spera di vedere l’Italia unita. La situazione a Roma è estremamente tesa.

  1. Assalto del popolo al Quirinale, 16 novembre 1848

A novembre viene assaltato il palazzo del Quirinale e ucciso il ministro papale Pellegrino Rossi. Pio IX riesce a fuggire e trova rifugio nel castello di Gaeta, nel Regno delle Due Sicilie, ospitato dal Re Ferdinando II di Borbone. La fuga del Papa sancisce di fatto la fine del suo potere politico. A Roma vengono indette elezioni a suffragio universale maschile per scrivere una nuova Costituzione. Clericali e legittimisti non riconoscono la legittimità delle elezioni e si astengono dal voto, lasciando una enorme maggioranza alle fasce più povere della popolazione. Nonostante le minacce di scomunica, il 21 gennaio 1849 centinaia di migliaia di romani eleggono un’Assemblea Costituente a maggioranza fortemente democratica.

A febbraio nasce formalmente la Repubblica Romana.

Questa esperienza è caratterizzata da una delle Costituzioni più avanzate del tempo. Vengono nazionalizzati i beni ecclesiastici, istituita totale libertà di stampa senza censura e abolito il tribunale della Santa Inquisizione; la Chiesa mantiene la libertà di culto ma nessun potere politico; il potere esecutivo, da cui dipende l’istruzione pubblica, è affidato a un triumvirato con pieni poteri formato da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, insieme a un governo provvisorio e alla stessa Assemblea Costituente. Il provvedimento più rilevante della Repubblica Romana è l’abolizione della norma che escludeva le donne dalle successioni ereditarie e l’istituzione di un codice civile che prevedetotale parità di diritti tra i sessi.

Un atto del genere nella prima metà del XIX secolo è estremamente rivoluzionario.

Nella Repubblica Romana spicca la figura di Cristina Trivulzio, viaggiatrice e conoscitrice di tutte le lingue europee, responsabile dell’assistenza medica nella Roma liberata. Proprio lei, con grande attenzione all’igiene e alla dignità umana, permette la resistenza della Repubblica. Da lei viene istituito un corpo femminile specializzato in assistenza infermieristica e su sue pressioni viene creato dal triumvirato un servizio ospedaliero ufficiale e organizzato; inoltre i tetti degli ospedali sono coperti da drappi neri perché siano riconoscibili e non toccati.

Ma questi sogni durano poco. Da Gaeta Pio IX chiede l’intervento di tutte le potenze cattoliche europee per riprendere Roma. Francia, Austria, Spagna e Regno delle Due Sicilie rispondono alla chiamata. L’esercito reazionario più numeroso è quello francese: Napoleone III è fortemente interessato all’alleanza con il Papa per mantenersi l’appoggio dei conservatori e dei cattolici francesi e soprattutto per impedire che si rafforzi la presenza austriaca nella penisola. Sotto la guida del generale Oudinot, un ingente esercito cinge d’assedio Roma. Sono Giuseppe Garibaldi e Giuditta Tavani Arquati a guidare la resistenza.

  1. Giuditta Tavani Arquati

Gli ospedali, riconoscibili per i drappi neri, sono i primi a essere bombardati dai cannoni francesi. In un primo momento, le truppe garibaldine riescono a sconfiggere le truppe francesi a Porta San Pancrazio costringendoli a ritirarsi e chiedere una tregua. Ma i rapporti di forza sono schiaccianti e la resistenza non può durare. All’inizio di luglio Oudinot viola la tregua a sorpresa. Perduta l’ultima battaglia sulle alture del Gianicolo, la Repubblica Romana è costretta a capitolare. Per alcuni decenni ancora, Roma rimarrà papale.

Carlo De Paris (1800-1861), Pio IX ritorna da Gaeta, olio su tela, 1850, Musei Vaticani,Museo Storico, Vaticano, Palazzo Aspotolico Lateranense, scalone
  1. Carlo De Paris. Il ritorno di Pio IX a Roma (12 aprile 1850)
  2. Schema di date