La musica di Hildegard von Bingen

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Museum - Hildegard von Bingen
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Hildegard von Bingen, Santa Ildegarda di Bingen nacque nel 1098 a Bermersheim, fu monaca benedettina, mistica e profetessa, ma anche cosmologa, guaritrice, linguista, naturalista, filosofa e probabilmente la prima donna musicista e compositrice nella storia cristiana.

La musica è il corpo e l’anima dell’uomo, un’allegoria dinamica, scrive nel cuore del Medioevo l’ottantenne Ildegarda di Bingen, la quale racconta di comporre canzoni e melodie in onore di Dio e dei Santi senza aver ricevuto alcun insegnamento:

“E dato che a volte, ascoltando una melodia, un essere umano spesso sospira, e geme, circondandosi della natura dell’armonia celeste, il profeta Davide, considerando sottilmente la profonda natura dello spirito, e sapendo che l’anima dell’uomo è sinfonica (Symphonialis), ci esorta nel suo salmo a proclamare il Signore sul liuto e a suonare per lui sulla cetra a dieci corde: egli desidera riferire il liuto, che suona più basso, al controllo del corpo; la cetra, che suona più alto, all’intenzione dello spirito; le dieci corde, al compimento della Legge”.

Passi scritti da mani decise, tratti da una lettera della Bingen in risposta all’interdizione dell’Arcivescovo di Magonza di eseguire la musica nel monastero. Ildegarda aveva appena scritto la Sinfonia dell’armonia delle rivelazioni celesti frutto e fonte della personale concezione filosofica della musica. La musica non è solo musica mundana, ma strumento, espressione e comprensione della storia, un modus grazie al quale gli uomini possono ancora incarnare la divina beltà sulla terra. L’anima umana è sinfonica, e ogni sinfonia di voci e strumenti sulla terra, che sia diretta verso il cielo, è un modo per reintegrarsi, per ridare nuovamente vita alla perduta condizione paradisiaca dell’uomo. La Symphonia è materiale e immateriale perché le voci sono umane e gli strumenti costruiti e suonati da uomini terrestri, non solo da angeli. La musica terrena viene dalla terra, tuttavia non è legata alla terra, per questo il musicista e chi ascolta la musica sopravvivrà.

Queste parole non ebbero successo con i prelati che non ritirarono l’interdetto, solo sei mesi prima che Ildegarda morisse, l’Arcivescovo di Magonza decise di ritirare il bando.

Ildegarda intrattiene fitti rapporti epistolari con Papi e Re, dei quali assurge a consigliera spirituale; ma attende l’età adulta per intraprendere le scritture di opere musicali, di trattati religiosi, filosofici, per dissertare di medicina e di botanica.

Ildegarda nasce in una famiglia nobile, ultima di dieci figli e già in tenera età ricorda di aver avuto le prime visioni accompagnate a malattie fisiche fortemente debilitanti e che avrebbero contrassegnato tutta la sua esistenza.

La musica, secondo Ildeagrda, ricrea sulla terra l’armonia perduta e prefigura quella della fine dei tempi. La musica, nella cultura medievale, era una delle arti liberali perché “liberava l’anima dai vincoli stretti del corpo” e apparteneva al gruppo delle scienze matematiche come l’astronomia e la geometria.

Mentre si dedicava alla storia naturale e alla medicina compose settanta canti, che insieme al suo dramma musicato, Ordo Virtutum formarono la Symphonia, definita dai posteriori come la prima morality play tramandataci. Ildegarda sviluppò idee avanzate sulla musica, proponendo la musica strumentale come parte integrante del canto umano, che per gli antichi padri era l’unica musica legittima e soprattutto componeva pensando alle voci femminili, non esclusivamente per le voci bianche.

La linea melodica delle sue opere è unica, tipica del Canto Gregoriano, ma la sua originalità è caratterizzata dal ritmo irregolare, con un’enfasi non convenzionale, combinando testo e musica con risultati di grande effetto.

In uno dei suoi Lieder Inno alla Forza della Vita, narra il senso e il vissuto della musica, sapere e sentire sintetico, “luogo” dove l’armonia tra anima e corpo si esprime al massimo livello:

 

“O viriditas nobilissima. che hai radici nel sole,

e in candida serenità riluci

nella ruota,

che nessuna altezza terrena contiene,

tu sei circondata dall’amplesso dei divini misteri.

Risplendi come la rossa aurora

 e ardi come la fiamma del sole”.

 

Papa Giovanni Paolo II definì Ildegarda la “profetessa della Germania”, la donna “che non esitò a uscire dal convento per incontrare, intrepida interlocutrice, vescovi, autorità civili, e lo stesso imperatore (Federico Barbarossa)”. E al genio di Ildegarda fece ancora cenno nell’enciclica sulla dignità femminile Mulieris Dignitatem. Nel 2012 papa Benedetto XVI proclama santa Ildegarda di Bingen Dottore della Chiesa Universale.

A settembre del 2017, Cristina Borgogni, autrice e attrice teatrale, ha portato il suo spettacolo “Ildegarda. La Sibilla Renana” nel Duomo di Firenze, all’interno della rassegna di musica sacra O flos colende.

Speriamo di poter ascoltare sempre più spesso dal vivo la musica di Ildegarda: protettrice delle battaglie.  

 

Possibili consigli per l’ascolto musicale:

https://www.youtube.com/watch?v=hvfc9BYkXWw

https://www.youtube.com/watch?v=Ei88J4lERbk&t=252s

 

 

 

 

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Milena Gammaitoni è ricercatrice e docente di Sociologia Generale presso l’Università di Roma Tre - Dipartimento di Scienze della Formazione - l’Università Jagellonica di Cracovia e la Sorbonne Nouvelle di Parigi. Suoi temi di studio riguardano la questione dell’identità, storia e condizione sociale di artiste e artisti, la metodologia della ricerca sociale di tipo complementare; dal 1998 cura e pubblica saggi in libri collettanei, riviste scientifiche e culturali ed è autrice di tre volumi monografici.