ITALIA – Mezzogiorno sfruttato, deriso e ghettizzatoITALIA – Mezzogiorno sfruttato, deriso e ghettizzato

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di Giusy Michielli

L’unificazione dell’Italia non ha mai portato alcun beneficio al Mezzogiorno che invece è sempre stato deriso e ghettizzato. Attualmente ritenuto alla stregua dei paesi del “terzo mondo” è definito dalla maggior parte degli abitanti del settentrione, una zavorra di cui doversi liberare al fine di far divenire il nord dell’Italia competitivo e degno di potersi confrontare con i paesi europei più ricchi. Molti di loro, probabilmente dimenticano che prima dell’Unità d’Italia il Regno delle due Sicilie era prospero ed emancipato, infatti, la rete ferroviaria Italiana fu inaugurata proprio a Napoli nel 1839. Dopo l’unificazione, furono massacrati migliaia di meridionali, tra le stragi più sanguinose si annoverano quelle di Casalduni e Pontelandolfo,due paesi rasi al suolo, 4000 persone furono uccise in un solo giorno. I ribelli erano chiamati briganti, ma in realtà questi ultimi lottavano per la loro libertà. In occasione del 150 anno dell’unificazione dell’Italia,fu inaugurato a Torino Il museo lombroso, in cui vengono esposti i crani di numerosi briganti.
Questo museo oltre a non avere nessuna valenza scientifica, offende ancora una volta la memoria dei meridionali e quei corpi piuttosto dovrebbero restituiti alle loro famiglie. Nonostante siano passati due secoli, i meridionali non sono visti di buon occhio dai settentrionali, la loro presenza è mal tollerata nei paesi del nord dell’Italia. Questa distinzione è ancor più enfatizzata dai movimenti secessionisti, confluiti in un partito chiamato Lega nord nel novembre del 1989. I leghisti solitamente definiscono gli abitanti del mezzogiorno con l’appellativo “terrun”, presumibilmente sapendo d’essere offensivi, ma francamente da Terrona dinnanzi alla bellezza della mia terra, della sua storia e folklore tali parole generate da ideologie rozze e mediocri risultano essere alquanto insignificanti.