Ida Baccini e le memorie di un pulcino

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Ida Baccini nasce a Firenze il 16 maggio 1850 a pochi mesi da Emma Perodi, che era nata a Cerreto Guidi il 31 gennaio 1850. Entrambe quindi toscane in quella regione che è sempre stata patria indiscussa di grandi scrittori e artisti.

Educata come usava allora in una scuola privata gestita da due anziane signorine (l’obbligatorietà della scuola primaria diventò legge solo nel 1877 con la Legge Coppino), conseguì nel 1871 quella che allora si chiamava la “patente” di maestra e insegnò per circa otto anni in varie scuole elementari conoscendo in quel periodo il Professor Pietro Dazzi che, nel 1871, aveva fondato le scuole professionali.

Lasciò però presto l’insegnamento non riconoscendo la validità dei metodi pedagogici allora in vigore, sognando una scuola diversa.

L’esperienza fatta le fu comunque molto utile per il contatto avuto con quel mondo dei piccoli che tenne sempre presente nelle sue successive esperienze di scrittrice e collaboratrice di vari giornali e riviste.

Nel 1875 uscì il suo primo libro “Le memorie di un pulcino” per suggerimento del Professor Dazzi, pubblicato inizialmente con le sole iniziali per lasciare ai lettori il dubbio che l’autore fosse un uomo. I tempi non erano ancora maturi perché avesse successo un libro scritto da una donna!

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Collaborò successivamente con varie testate giornalistiche quali La Vedetta, su cui scriveva sotto lo pseudonimo di Cenerentola, e il Fanfulla della Domenica a cui collaboravano le più prestigiose firme dell’epoca da Carducci a Serao, a Perodi che Ida cominciò a frequentare nella libreria fiorentina dei fratelli Paggi, luogo di ritrovo dell’intellighenzia nazionale.

Nel 1884 diventò Direttrice della rivista Cordelia, fondata nel 1881 da Angelo De Gubernatis e che portava il nome della figlia del fondatore. Nata come rivista per fanciulle, Baccini ne fece un vero successo promuovendo i valori dell’educazione e della famiglia tanto da essere premiata con la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1890 per l’opera di moralizzazione del costume femminile tra le fanciulle di fine Ottocento.

Diresse anche varie riviste per l’infanzia: Il Giornale per i bambini e il Giornale dei Fanciulli.

Pubblicò anche testi scolastici come il fortunato “Lezioni e racconti per i bambini” del 1882 con la prefazione del Professor Dazzi, da sempre suo sostenitore, che osservava come “ I buoni libri non hanno bisogno di raccomandazioni come il buon vino non ha bisogno di frasca”.

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Sulla scia del successo delle Memorie di un pulcino uscì anche il seguito “Le memorie di un pulcino. Come andò a finire” mentre ci furono una serie di scrittrici ispirate dal suo testo: Maria Bertolini, che scrisse “Il mio pulcino”, Caterina Lorenzoni, che pubblicò “Il pulcino verde”, e Milla Vignini Palaschi, con “Ciò Ciò”. Quanto all’invenzione dell’animale come protagonista era già stata sperimentata in Francia dalla Contessa de Segur, scrittrice russa naturalizzata francese, con le sue Memoires d’un Ane nel 1860 e da Zenaide Fleuriot con la sua gallinella. Guarda caso sempre scrittrici donne.

Altri celebri romanzi furono “Una famiglia di Gatti”, in risposta al romanzo della Contessa Lara “Una famiglia di Topi, “Una famiglia di saltimbanchi” e “Il Romanzo di una Maestra” nel 1901. Dieci anni prima Edmondo de Amicis aveva pubblicato “Il romanzo di un maestro”.

FOTO 3. Intitolazione fiorentina. Foto di Laura Ciuccetti

Il 28 febbraio 1911 moriva a Firenze, stroncata da un enfisema polmonare.

La sua fu una particolare letteratura per l’infanzia che iniziò a puntare sull’intimismo e la tenerezza coniugate al fantastico. Il dialogo con i giovani lettori è mantenuto sempre in modo diretto e pervaso di tenerezza materna.