Gesta e opinioni del dottor Faustroll patafisico

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da Giusi Sammartino

Avrebbe compiuto 120 anni tondi. Ma si sarebbe ostinato (e sicuramente si ostina) a mantenere testardamente l’età della sua nascita: sessantatré anni. Mancavano ancora due anni per il XX secolo e nasceva la Patafisica, il cui rappresentante è appunto il dottor Faustroll, protagonista eccentrico di Gesta e opinioni del dottor Faustroll. Romanzo neo-scientifico uscito dalla penna di  Alfred Jarry. Un autore troppo scomodo per le coscienze “abitudinarie” di tutti gli anni passati e a venire e indiscutibilmente punto di partenza di tutte le avanguardie.

Ci ritroviamo così oggi a festeggiare un ultracentenario, nato in Circassia nel 1898, come detta il secondo capitolo del libro a lui dedicato, all’età di sessantatré anni e a questa età rimasto per tutta la vita.

A quell’età, che conservò per tutta la vita – troviamo scritto nel testo fondatore della scienza Patafisica –  il dottor Faustroll era una persona di statura media, cioè, per essere perfettamente veridico, di (8 × 1010 + 109 + 4 × 108 + 5 × 106) diametri di atomi; di pelle giallo-oro, con il viso glabro, salvo un baffi verde mare uguali a quelli che portava il re Saleh; i capelli alternativamente, pelo per pelo, biondo cenere e molto nero, ambiguità biondo-rame cangiante con l’ora del sole; gli occhi, due capsule di semplice inchiostro per scrivere, preparato come l’acquavite di Danzica, con dentro spermatozoi d’oro.

Come tutti i grandi personaggi letterari, dal Don Quijote di Cervantes al Cyrano di Rostand o al Bloom di Joyce e, meglio, al Faust di Goethe, Faustroll, che già dal nome prende corpo dalla figura goethiana, vive di vita propria alternandosi nella coscienza dell’autore all’autore stesso, scrivendone la sua biografia spirituale. Spesso la critica ha voluto offrire questo posto nell’autore Jarry a Père Ubu, ma Ubu risulta essere, alla fine, un’ulteriore prova perché si arrivi a Faustroll, dottore in patafisica e navigatore in “terra” parigina. Jarry definì la Patafisica come: «… scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà dgli oggetti descritti per la loro virtualità».

Il Dottor Sandomir la spiegò in questo modo:  La Patafisica pazienta; è benigna; la Patafisica non compete mai, non deraglia mai, non è obesa, non ambisce affatto, non cerca il suo vantaggio, non si irrita, non pensa male; non ride dell’iniquità: non gioisce della verità scientifica; sopporta tutto, crede tutto, spera tutto, essa sostiene tutte le cose.

Albert Einstein ha scritto: Quello che è più incomprensibile è che ci sia ancora qualche cosa di comprensibile. Questa affermazione del grande premio Nobel è la prova, oseremo dire “scientifica”, della rivolta della realtà a se stessa proprio attraverso i metodi dell’indagine scientifica. Faustroll, più degli altri personaggi di Jarry, rappresenta in maniera ancora più globale la sovversione di qualsiasi luogo comune del linguaggio e della realtà, è la Patascienza fattasi “uomo” arrivando a misurarsi con Dio, indicandone in numeri matematici la superficie così come, lo abbiamo visto, all’inizio del romanzo lo aveva fatto con lo stesso Faustroll.

L’operazione che Jarry compie è di costante violenza su una realtà che non deve obbedire alle regole del metodo induttivo, ma che deve costantemente essere osservata secondo le leggi delle eccezioni dato che il consenso universale è di per sé un pregiudizio miracoloso e incomprensibile.  Questo modo di concepire la scienza come scienza delle eccezioni e quindi delle soluzioni immaginarie è l’essenza stessa della patafisica che si aggiunge alla metafisica, sia in essa, sia fuori di essa estendendosi così ampiamente al di là di questa quanto al di là della fisica e che trova i suoi predecessori in Democrito, Zenone, Lucrezio, ma soprattutto in Platone, citato da Jarry per le sue concezioni della verità apparente relativa alla conoscenza dell’uomo, oltre che in Rabelais al quale l’autore di Faustroll guarderà sempre.

Il viaggio “via terra” di Faustroll sul suo “vaglio allungato” (il cui nome francese as si potrebbe condurre a quello della moneta romana che era appunto di rame) attraverso le “isole” culturali di Parigi rispetta il principio trino fondamentale in Jarry: Dio trascendente è trigono e l’anima è trascendente è teogona e quindi similmente trigona. Con questo è chiaro che gli occupanti dell’ as debbano essere necessariamente tre: Faustroll, il funzionario Pammuphle e Bosse-de-Nage, scimmia-babbuino il cui viso, irriverente opera d’arte di trapianto del dottor Faustroll, può ricordare il motivo tricolore della bandiera francese e che  lo stesso Bosse-de-Nage , con la sua succinta esclamazione “ha ha”,  sia la negazione a sua volta del suddetto principio perché denuncia dello strano animale: lo sforzo, la fatica servile e obbligatoria, la coscienza della propria inferiorità, riprova, come il bastone-da-fisica, dell’identità dei contrari ed ennesima irrisione e violenza di Jarry sul linguaggio e sulle sue funzioni

Questa “esplorazione geografica” fatta da Jarry-Faustroll è ulteriore argomento della sua “lotta” contro la quarta dimensione che, da I giorni e le notti a L’amore a tempo fino a La costruzione della Macchina per esplorare il tempo e a La Dragonne, forma un filo rosso serpeggiante lungo tutta l’opera jarriana. La grande distorsione che Jarry ha operato sul modello goethiano per Faustroll è l’abolizione dell’angosciosa necessità di vittoria sul tempo, come notò Carlo Bo, facendo nascere il suo personaggio a sessantatré anni e facendolo poi, di contro, rimanere fisso a quell’età. Jarry “veggente ispirato” delle future rivelazioni della scienza si pose a sfida di questa einsteiniana quarta dimensione. E Jarry non sfiderà forse “faustrollianamente” il tempo scrivendo alla fine delle Gesta: “Questo libro non sarà pubblicato integralmente fino a che l’autore non avrà acquistato sufficiente esperienza per gustarne tutte le bellezze”? Ora noi sappiamo che il libro su Faustroll fu pubblicato nel 1911, a quattro anni dalla morte dell’autore. Forse un buon motivo per intuire il forte, metafisico coinvolgimento dell’autore con il suo personaggio. Auguri dottor Faustroll!