Aaron Becker è un illustratore statunitense, autore della trilogia di cui fanno parte i libri senza parole Viaggio, Scoperta e Ritorno (pubblicati in Italia da Feltrinelli rispettivamente nel 2014, 2015 e 2016).
Nato e cresciuto negli Stati Uniti, si può dire che la sua formazione sia in realtà legata ai numerosi viaggi compiuti, “zaino in spalla”, in giro per il mondo. Un’esperienza di vita riscontrabile nel suo lavoro, sia nelle tematiche che nei dettagli e nei riferimenti visivi a diverse culture, che vanno a popolare la sua opera.

FOTO 1. Viaggio

FOTO 2. Viaggio
Il primo capitolo della trilogia si intitola infatti Viaggio e racconta di una bambina che, sola e annoiata, disegna sulla parete della sua cameretta una porticina con un gessetto rosso, attraverso la quale riesce a entrare in un mondo spettacolare e magico. Un universo parallelo, ricco di colori e particolari, dove la bambina vivrà numerose avventure, tra cui la nascita di una nuova amicizia.

FOTO 3. Scoperta

FOTO 4. Scoperta
Scoperta è il secondo libro della trilogia e riprende la storia di Viaggio, con la bambina e il suo nuovo amico cui viene affidata una missione da un misterioso re uscito da una porta magica, che consegna loro un altro gessetto colorato e una mappa per trovare tutti i colori dell’arcobaleno. Ritorniamo così nel mondo fantastico che avevamo incontrato nel primo libro, per vivere una nuova avventura alla ricerca della libertà dei colori.
L’ultimo capitolo che va a concludere la trilogia è Ritorno. La storia riprende ancora una volta i capitoli precedenti, ma stavolta vede il papà della bambina protagonista che scopre la porta magica ed entra così nel mondo fantastico alla ricerca della figlia. Combatterà al suo fianco e vivrà con i due bambini sorprendenti avventure, alla ricerca di un modo per sconfiggere i nemici e una macchina terribile che cattura i colori dell’arcobaleno.

FOTO 5. Ritorno

FOTO 6. Ritorno
Le tavole realizzate da Becker sprigionano colori vividi e avvolgenti, frutto di una maestria nella tecnica dell’acquerello, con i quali descrive luoghi grandiosi, ricchi di dettagli e pieni di vita.
I volti e le espressioni sono invece sempre poco caratterizzati, a volte persino non visibili: la narrazione è, infatti, affidata alla spettacolarità delle ambientazioni, presentate con straordinarie prospettive cinematografiche (l’autore ha lavorato anche con gli studi della Disney e della Pixar) che segnano e accompagnano il ritmo della narrazione, serrato come nelle migliori avventure.
L’interpretazione e le molteplici letture che questi libri offrono, però, spettano a chi ha la fortuna di sfogliarli e di entrare in un magico mondo dove il colore diventa strumento delle più potenti “armi” contro la noia: l’immaginazione e la meraviglia.
Due valori che, a mio parere, ci ricordano proprio l’importanza di saper viaggiare, di poter scoprire e, estremamente arricchiti, ritornare.






