MINSK, DAL 1 GENNAIO 2015 L’UNIONE DOGANALE EUROASIATICA LASCERÀ IL POSTO ALL’UNIONE ECONOMICA EUROASIATICA. ADERIRÀ ANCHE L’ARMENIA

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Di Angela Milella

MINSK – In una fase particolarmente delicata dei rapporti tra i Paesi che compongono la CSI e delle relazioni diplomatiche tra Russia e Paesi occidentali seguita alla crisi Ucraina, i Paesi dell’Unione doganale – dal primo gennaio 2015 dell’ Unione economica euroasiatica- hanno sottoscritto a Minsk un accordo per la nascita dal 1 gennaio 2015 dell’Unione economica euroasiatica (UEE), con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione istituzionale e l’integrazione economica dei Paesi della regione. All’UEE ha annunciato di aderire dal prossimo anno pure l’Armenia. Il completamento dell’Unione – un processo che si prevede giunga a compimento nel 2020 – prevede l’eliminazione dei dazi e delle barriere doganali (tariffarie e non), la rimozione di ogni limitazione burocratica al movimento delle merci e degli investimenti, l’introduzione di standard uniformi nei Paesi dell’area in linea con le previsioni in ambito WTO. Gli scambi commerciali dei Paesi dell’Unione doganale hanno coperto nel 2013 una quota pari a quasi il 3% del commercio mondiale (3,6% le esportazioni e 2,2% le importazioni). In termini assoluti l’interscambio dei tre Paesi con il resto del mondo è stato nel 2013 pari a circa 1.056 miliardi di dollari, in leggera contrazione ( -1,3% sul l’anno precedente) per la prima volta dalla crisi finanziaria del 2009. Il calo registrato nel 2013 aveva seguito una crescita modesta del commercio estero anche nel 2012 (+3,3%), se confrontata con la dinamica sostenuta del biennio precedente, dal l’avvio dell’Unione doganale, pari al + 32,1% medio annuo, ed è stato a sua volta seguito, sulla base di dati ancora preliminari, da una ulteriore contrazione nel 1 semestre 2014 (- 1,6% sul 1 semestre 2013). Sul calo dei volumi scambiati (-5,6% tendenziale) hanno pesato, in aggiunta, le tensioni geopolitiche nella regione e tra la Russia e i Paesi occidentali, con l’inasprimento delle sanzioni annunciate dall’UE ( e altri paesi occidentali) e delle contro-sanzioni russe. Anche se le sanzioni occidentali non hanno colpito gli altri paesi dell’Unione doganale e Bielorussia e Kazakistan non si sono a loro volta associati alle contro sanzioni russe, gli effetti sull’Unione rimangono significativi non solo in forza del peso delle statistiche russe sugli aggregati dell’area, ma anche e soprattutto per le ripercussioni negative sull’Unione del deterioramento intervenuto nel clima degli affari e, in prospettiva, del potenziale di crescita atteso dall’economia russa. Superate auspicabilmente in tempi brevi le tensioni militari in area CSI e diplomatiche nei rapporti tra UE e Russia, L’Unione doganale rimane un’area ad alto potenziale economico e strategico per l’Europa e, tenuto conto della peculiare specializzazione produttiva, per l’Italia.