SVIZZERA – “C’est les italiens qui ont fait la Suisse”, ma le frontiere dal 2017 saranno chiuse

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Di Giusy Michielli (inviata)

Il 9 febbraio scorso il risultato di un referendum popolare promosso dall’Udc, seppur con uno stretto margine di maggioranza, ha decretato la chiusura delle frontiere elvetiche agli immigrati che arrivano puntualmente in Svizzera alla ricerca di un lavoro e dunque di un futuro migliore. La decisione pare sia stata dettata dal bisogno di tutelare la popolazione autoctona in cui si registra un numero crescente di licenziamenti, a causa del costo più basso del lavoro di un immigrato che percepirebbe una paga corrispondente ai due terzi di quella di un cittadino elvetico.
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L’esito del voto popolare non sarà immediato, ma graduale ed entrerà completamente in vigore solo a partire dal 2017.

Un’altra decisione volta a preservare il popolo svizzero è stata presa dal Gran Consiglio il 29 gennaio e tenderebbe a rivalutare la Convenzione stipulata quarant’anni fa tra Svizzera e Italia per ciò che concerne la condizione dei frontalieri e mirerebbe secondo il deputato Christian Vitta,ideatore dell’iniziativa ad un incremento dell’introito fiscale nelle casse del Canton Ticino e a un trattamento più equo tra i frontalieri, in quanto vi era disparità di servizio tra quelli residenti e non entro 20 km dalla frontiera

10708306_10152400188300888_1163723229_nNonostante attualmente la forza lavoro straniera non sia più gradita,nel paese elvetico c’è un detto che riguarda gli emigrati italiani che recita :” c’est les italiens qui ont fait la Suisse” ossia sono gli italiani che hanno fatto la Svizzera e si riferisce al loro lavoro di manovalanza nella costruzione di infrastrutture ed edifici, dunque agli svizzeri ha fatto comodo il lavoro degli stranieri, quando loro potevano permettersi di non “sporcarsi le mani”.