Donne e pace: Bernice King a Monteleone di Puglia

0
719
image_pdfimage_print

“Questa parte istituzionale era importante perché siamo riusciti a portare un pezzo di Storia qui!” queste le appassionate parole del Sindaco Giovanni Campese nel salone del palazzo municipale quando sabato 11 marzo alle 10 circa Bernice Albertine King è arrivata a Monteleone di “Pughlia”, come poi avrebbe detto lei salutandoci, il comune che con molte Istituzioni scolastiche, locali e viciniori, ha avviato da ben tre anni un percorso, probabilmente unico in Italia, di educazione alla Pace e alla Nonviolenza.

Nell’attesa che Bernice King arrivasse nella tensostruttura che ospitava numerose e vivaci scolaresche, ci sono stati due importanti interventi: quello della presidente del Centro Studi Sereno Regis, Angela Dogliotti Marasso, che con incisiva brevità ha scandito le tappe fondamentali del pacifismo femminile partendo da Bertha von Suttner passando per Rosa Genoni fino a Leymah Gbowe e, appunto, Bernice King senza tralasciare naturalmente i vari movimenti e gruppi di donne che hanno fatto la storia della nonviolenza come le “Monteleonesse”, che nel 1942 lottarono contro il fascismo per il pane e la pace e da cui nasce tutto il percorso di riscoperta valorizzazione e ricerca avviato da questo piccolissimo comune montano pugliese. Di seguito l’intervento  della prof. dell’Università di Bari, Gabriella Falcicchio, che ha presentato con passione gli studi sul periodo perinatale e sulla “buona nascita”, sulle lotte nazionali e internazionali delle donne contro la violenza ostetrica, sulle dinamiche di genere, in rapporto alla formazione delle bambine e delle ragazze.

FOTO 1

Giunta l’attesissima King, il ritmo è diventato incalzante anche per la stessa presentatrice Rossella Brescia e davvero tanto commovente: studenti di tutte le età che le declamavano poesie in inglese, che cantavano “We shall overcome” e “Ebony and Ivory”, che danzavano con l’arcobaleno della bandiera della Pace; interventi calorosi come quello del prof. Rocco del Centro “Gandhi” di Pisa Altieri sulla necessità di eliminare le spese belliche a favore dell’istruzione perché l’alternativa è la nonviolenza alla non esistenza, ricordi ferventi delle battaglie di suo padre Martin Luther, ringraziamenti e riconoscimenti da parte delle rappresentanze varie di Amministrazioni, Provincia e Università ma non della Regione. Inoltre, come ricordato anche dal Ministro Plenipotenziario del CIDU (Comitato Interministeriale per i Diritti Umani), Fabrizio Petri, l’evento è stato particolarmente importante perché ricorre la celebrazione del 70° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, per la quale il Comitato Interministeriale per i Diritti Umani ha in programma di organizzare eventi in occasione di varie date significative delle Nazioni Unite nel corso del 2018.

FOTO 2

Confusione e concitazione, avrei saputo dopo, hanno fatto saltare un po’ la scaletta e alcuni interventi come quello di Marinetta Cannito Hiort dell’Institute of Peace (Washington DC), in primo piano nell’organizzare l’evento, lasciato frettolosamente alla fine di tutto. Ma quando ha preso la parola Bernice la forza e l’impeto delle sue parole, un po’ tradite da una emozionata traduzione, ci hanno proiettato in un futuro denso di passato: “Mia madre Coretta diceva “Donne, se l’anima della Nazione deve essere salvata voi dovete diventare la sua anima!” e poi citando il padre “Abbiamo ancora una scelta oggi: la coesistenza nonviolenta o violento co-annichilimento.” Ringraziando per il premio, ci ha invitato a continuare la lotta, così come farà lei per il resto della sua vita perché crede che l’unica via è la nonviolenza e “God bless you!”.

 

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteL’educazione finanziaria: perché?
Articolo successivoToponomastica femminile si presenta
Docente di Lettere dal 2001, vive a Mottola, sullo Jonio, dove unisce all'interesse per la sperimentazione educativo-didattica l'impegno per i temi della pace, della giustizia e dell’ambiente, collaborando con l'associazionismo e le amministrazioni locali. Dal 1993 collabora a titolo volontario con il settimanale "Riforma"; è autrice delle considerazioni a latere "Il nostro libero stato d'incoscienza" nel testo Fanino Fanini. Martire della Fede nell’Italia del Cinquecento di Emanuele Casalino.