Uno sguardo oltreconfine – memorie femminili dagli USA al Medio Oriente

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Nella toponomastica extraeuropea, a differenza di quella italiana, le strade sono generalmente numerate e le denominazioni stradali generiche come Street, Avenue, o Square sono usate come suffisso dopo il numero.
Negli USA sono accompagnate da una lettera che le classifica in funzione dell’orientamento (E-W, N-S) consentendo una localizzazione più dettagliata. Anche se la maggior parte delle strade è identificata dal numero piuttosto che dal nome, alcune li hanno tutti e due, ma restano comunque una minima parte e, dal punto di vista della nostra ricerca, andare a caccia di targhe con nomi di donna può diventare un’impresa poco facile che conferma quanto emerso nella ricerca nazionale di Toponomastica femminile: gli spazi urbani dedicati alla memoria femminile sono rari anche all’estero.

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ANN STREET,
New York City
Autrice: Marina Convertino

“Quaint name, Ann street.
Width of same, ten feet.”
 –
Words of the song Ann Street 
Una delle strade più antiche di Manhattan è una piccola via dedicata a una donna di nome Anna, moglie di un mercante, il Capitano Thomas White. Si suppone che Ann abbia ottenuto l’intitolazione, dopo che altre mogli di mercanti avevano già avuto una strada in loro onore.

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ELIZABETH JENNING PLACE,
New York City
Autrice: Marina Convertino

Elizabeth Jenning, simbolo della lotta per la parità dei diritti, era una giovane insegnante afroamericana. Nel 1854 (quasi cento anni prima di Rosa Parks ), Elizabeth si rifiutò di scendere dal tram a cavalli dopo che il conduttore le aveva intimato di scendere. Decise di citare in giudizio la compagnia di noleggio e, rappresentata in tribunale da un giovane avvocato bianco, vinse la causa e aprì la strada alla fine delle discriminazioni razziali sui tram.

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EMILY WARREN ROEBLING
Targa commemorativa –
Brooklyn Bridge – New York
Autrice: Marina Convertino

Icona tra le più evocative di New York, il Ponte di Brooklyn, uno dei più grandi progetti ingegneristici della storia americana , deve la riuscita della sua realizzazione a una donna Emily Warren Roebling. Il ponte fu progettato dal suocero, l’ingegner John Roebling rimasto vittima di un incidente nel 1869. Washington Roebling, marito di Emily, prese il suo posto e diventò il “master builder”. Rimasto a sua volta paralizzato a causa di una malattia, fu sostituito da Emily che aveva iniziato un corso accelerato di ingegneria imparando in breve tempo tutto quello che poteva sulla resistenza dei materiali, analisi delle sollecitazioni, costruzione dei cavi. Sotto la supervisione del marito, il ponte fu così completato. Alla cerimonia di apertura, il 24 maggio 1883, il deputato Abram Hewitt dichiarò il ponte di Brooklyn un monumento eterno alla abnegazione, devozione di donna.

“I COSTRUTTORI DEL PONTE
DEDICANO ALLA MEMORIA DI EMILY WARREN ROEBLING
1843 – 1903
LA CUI FEDE E IL CUI CORAGGIO
AIUTARONO IL MARITO MALATO
COL. WASHINGTON A. ROEBLING, C.E.
1837 – 1926
A COMPLETARE LA COSTRUZIONE DEL PONTE
DAI PROGETTI DI SUO PADRE
JOHN A. ROEBLING, C.E.
1806 – 1869
CHE DIEDE LA VITA AL PONTE
DIETRO OGNI GRANDE OPERA TROVIAMO
IL SACRIFICIO DEVOTO D’UNA DONNA
QUESTA TARGA FU POSTA NEL 1951 DAL CLUB DEGLI INGEGNERI DI BROOKLYN
CON FONDI OFFERTI DALLA POPOLAZIONE”

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GOLDA MEIR SQUARE,
New York City
Autrice: Marina Convertino

Golda Meir nata in Ucraina da una famiglia modesta di origine ebraica e cresciuta negli Stati Uniti è stata premier d’Israele e prima donna a guidare il governo. Arrivata in Palestina nel 1921 quando lo stato d’Israele non era ancora stato creato, è stata una forte sostenitrice della causa sionista. Considerata una lady di ferro per il suo carattere risoluto, si è trovata ad affrontare diversi momenti di crisi internazionale come la guerra del Kippur e l’attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972.

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LOUISE NEVELSON PLAZA,
New York City
Autrice: Marina Convertino

La prima piazza dedicata ad un artista a New York, è stata a una donna, Louise Berliawsky Nevelson, scultrice americana di origine russa tra le più significative esponenti del dopoguerra.
Louise studiò tecniche artistiche diverse, arrivando a sviluppare quella dell’assemblaggio di oggetti scarto, trasformati in opere d’arte.
Nel corso della sua carriera ricevette numerosi riconoscimenti e premi e ricoprì posizioni di prestigio. Le sue opere si possono ammirare nei maggiori musei del mondo e alcune anche negli spazi urbani di New York.

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STELLA MARIS ROAD,
Haifa (Israele)
Autrice: Marina Convertino

Una strada intitolata alla Madonna, in una delle sue tante declinazioni, conduce all’omonimo monastero e santuario sul monte Carmelo di Haifa.
La visita alle celle dei monaci è vietata alle donne. Le uniche due donne alle quali fu consentito di entrare in questa sezione del monastero, furono la Regina del Belgio e la Premier israeliana Golda Meir.

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PRINCESS BASMA STREET,
Amman (Giordania)
Autrice Marina Convertino

Basma bint Talal (letteralmente figlia di Talal), è la principessa sorella del re Hussein di Giordania attualmente in carica.
Dagli anni 70 è molto impegnata nella promozione dello sviluppo umano e per migliorare la condizione femminile, ricoprendo l’incarico di presidente della Jordanian National Commission for women (JNCW).

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QUEEN ALIA AIRPORT STREET,
Amman (Giordania)
Autrice: Marina Convertino

Alia al Hussein fu la Regina consorte di Giordania e la terza moglie di re Hussein di Giordania. Di origine palestinese, ebbe un ruolo pubblico attivo nella società. Durante i cinque anni in cui fu regina, appoggiò una serie di progetti a sostegno delle donne, dei bambini e della cultura nel suo paese. Fra le altre cose si ricorda il suo impegno per promuovere il suffragio femminile in Giordania, che però non fu introdotto prima del 1989.

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