UCRANIA – Riesplode la violenza a Donetsk: sette morti e 23 feriti

0
903
image_pdfimage_print

La Nato “supporta le sanzioni economiche” della Ue alla Russia. “E’ importante che la Russia senta le conseguenze di violare il diritto internazionale” afferma il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, aggiungendo che “le sanzioni sono benvenute” perché “l’alternativa sarebbe tra non far nulla e usare i mezzi militari”. Ribadendo che “non ci può essere soluzione militare”, aggiunge che le sanzioni “sono il modo migliore per cercare una soluzione negoziata basata sull’accordo di Minsk”.

Il Consiglio straordinario dei ministri degli esteri Ue ha infatti deciso di prolungare fino a settembre le sanzioni contro la Russia. Inoltre la Ue si dice “pronta ad adottare ulteriori sanzioni” se la situazione sul campo si dovesse aggravare. Lo indicano il ministro degli esteri Paolo Gentiloni e l’alto rappresentante Federica Mogherini.

In risposta alla situazione politica e militare Mosca annuncia che “rafforzerà i gruppi delle proprie forze militari nelle aree strategiche”. Lo ha detto il ministro della difesa russo Serghiei Shoigu, citato da Interfax.

Il Consiglio dei ministri degli Esteri Ue “è diventato ancora una volta ostaggio di una minoranza aggressiva per la quale la crisi ucraina è solo un pretesto per imporre misure russofobe e impedire una normale cooperazione Russia-Ue”, ha detto il ministro degli Esteri russo commentando la decisione del Consiglio straordinario dei ministri degli esteri Ue.

Questa mattina l’amministrazione di Donetsk, la città roccaforte dei separatisti filorussi, ha riferito che almeno sette civili sono stati uccisi e altri 23 feriti dai bombardamenti che si sono abbattuti sulla città nelle ultime 24 ore.

Dura la condanna di Berlino: la recente esplosione di violenza in Ucraina “non è accettabile”, ha detto il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, a margine di un incontro bilaterale con il collega bulgaro Daniel Mitov. Le parti devono tornare agli accordi di Minsk, hanno concordato i due ministri, chiedendo che si metta fine allo spargimento di sangue nell’est del Paese.