Il 25 aprile alle ore 12:11 la terra in Nepal ha tremato, provocando danni irreparabili ai luoghi e alle persone tutt’ora impegnate a scavare alla disperata ricerca dei loro cari sepolti tra le macerie. Nonostante si siano verificati dei ritrovamenti miracolosi, come il neonato rinvenuto dopo 22 ore e il bimbo di cinque anni estratto dalle rovine dopo 5 giorni , il bilancio delle vittime è pesantissimo e purtroppo in crescita. Più di settemila morti, 14.365 feriti e per molti di loro non c’è stata nemmeno una cerimonia funeraria, dato che i corpi vengono direttamente cremati nel tempio di Pashupati Nath, a Kathmandu, in cui le riserve di legna per le pire iniziano ad essere insufficienti.
Non esiste una valutazione del numero dei dispersi, dovrebbero essere migliaia, molti turisti tra cui tre italiani.
L’epicentro è stato registrato a ottanta chilometri a nord-est di Katmandu, la capitale nepalese, la magnitudo registrata è stava invece di 7,8.
Sul monte Everest a causa delle scosse di terremoto si sono verificate delle valanghe che hanno distrutto un campo base e provocato 17 vittime.
Non si placano le proteste dovute ai ritardi dei soccorsi, infatti oggi oltre 200 persone hanno manifestato nella capitale, bloccando il traffico.






