MESSICO – Nomi femminili nelle strade di Città del Messico

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Di Maria Pia Ercolini e Sandra Trejo

La storia di Città del Messico è strettamente legata ai nomi delle sue vie.

La toponomastica conserva i ricordi di un passato quasi interamente distrutto: in molte strade permangono tracce indie (Cocolmeca, Cuaxomulco, Chiconautla, Huacalco, Mixcalco, Tecpan, Tepechichilco, Tepotzan, per citarne alcune), riaffiora la memoria di missionari francescani, domenicani e agostiniani sbarcati nel 1524, delle loro scuole e dei monasteri maschili e femminili ivi fondati (Chavarria de Vergara, Lopez, Alfaro, Ortega, Zuleta, di Alcomedo, Tiburcio, San Hipolito e San Juan de Dios, Concepción…), sopravvivono i titoli nobiliari in uso nella Nuova Spagna (Parque del Conde, la Marescialla, la Contessa…) e le corporazioni artigiane (Plateros, Tlapaleros, Conciatori, Chiquihuiteras, Cedaceros, Saddlers e Cordobanes).

Dalla conquista all’indipendenza. Vicoli, vie quartieri portano i nomi di eroi e potenti, umanisti e scienziati, benefattori e politici.

Attraversando la città con lo sguardo rivolto alle targhe stradali, vi si legge una cronaca vivace, un compendio di storia, un trattato di saperi e di culture sovrapposte.

Poco spazio, come altrove, è riservato alle donne.

Non potevano tuttavia mancare Isabella la Cattolica e Juana Inez de la Cruz.

1.CittàdelMessico_Isabella.ridotta.Sandra Trejo

Alla prima, salita al trono di Spagna nel 1474, va il merito di aver sostenuto Cristoforo Colombo nella spedizione atlantica. La calle le venne dedicata nel 1910, in occasione dei festeggiamenti per il centenario dell’indipendenza. Curiosa occasione per il suo riconoscimento.

La seconda, fille prodige del XVII secolo, fu la maggiore poeta messicana dell’età barocca e una tra le figure più significative di tutta la letteratura ispanoamericana. Juana scelse il convento quale luogo più idoneo a coltivare la sua vita intellettuale, che spaziò dalla prosa al teatro, dalle scienze alla poesia. I suoi versi abbracciano sentimenti, filosofia e religione, raccontando la fugacità e il disincanto delle cose temporali, contrapposte ai piaceri dell’intelligenza. Della sua opera va inoltre sottolineata l’interpretazione della Bibbia in un’ottica di genere, che la portò ad affermare il diritto delle donne allo studio delle sacre Scritture.

2.CittàdelMessico.sorjuana2.ridotta.SandraTrejo

Nel panorama cittadino, la Delegazione Benito Juarez, una delle 16 che compongono il Distretto Federale Messicano, riserva qualche sorpresa.

L’area – divisa in cinquantasei colonie, nodo nevralgico della città tagliato da arterie di grande importanza e servito da tre linee metropolitane con quattordici stazioni – conta 360.000 residenti ma viene quotidianamente attraversata da due milioni di persone, in visita e pendolari, che si trovano a percorrere diverse strade a denominazione genericamente femminile.

3.CittadelMessico_virginia_ridotta.SandraTrejo

4.CittadelMessico_Leonor.ridotta._SandraTrejo

5.CittadelMessico_Laura_ridotta.SandraTrejo

6.CittadelMessico_Luisa2ridotta_SandraTrejo

E così la colonia Natividas dedica strade a Virginia, Leonor, Laura, Luisa, Elisa, Elvira, Emma, Bertha, e Carmen.

7.CittadelMessico_Elisa_Elvira.ridotta_SandraTrejo

8.CittadelMessico_Emma_ridotta._SandraTrejo

9.CittadelMessico_Bertha.ridotta_SandraTrejo

10.CittadelMessico_Carmen2.ridotta_SandraTrejo

Nella colonia Navarte Poniente compare Eugenia e in quella del Valle Norte s’incontra l’avenida Magdalena e in Ciudad de los Deportes, Carolina.

11.CittadelMessico_Eugenia.ridotta_SandraTrejo

12.CittadelMessico_Magdalena_ridotta.SandraTrejo

Le dediche a nomi di donne, piuttosto che a figure reali e riconoscibili, non sorprende: è un fenomeno assai diffuso – da Perugia a Bruxelles, da Lisbona a New York – che non trova corrispondenti nel genere maschile.

Ancora un modo per velare la presenza concreta del contributo femminile alla crescita sociale e culturale del mondo, proposto come galante omaggio alla specie.

Ma le donne non sono fiori.

13.CittadelMessico_Carolina.ridotta_SandraTrejo