Il Salone internazionale del libro di Torino. Un luogo dove si produce cultura

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Anche quest’anno è alle porte il consueto appuntamento che si rinnova a Torino ogni mese di maggio fin dal 1988, quando il centro congressi Lingotto Fiere ospitò la prima edizione dell’odierno Salone internazionale del libro, diventato nel tempo la più importante manifestazione italiana legata all’editoria.

La grandekermesseinizierà giovedì 10 e per cinque intense giornate ospiterà case editrici, scrittori e scrittrici, personaggi del cinema e dell’arte protagonisti della realtà culturale italiana, ma anche, in gran numero, della cultura europea ed extraeuropea. Vi giungeranno ad esempio il vincitore del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, ma anche i cinque finalisti stranieri dello Strega Europeo, ci saranno Paolo Giordano, con il suo nuovo romanzo, e Dori Ghezzi, che ricorderà Fabrizio De André, ma verranno anche Herta Muller, Alice Sebold, Almudena Grandes, Fernando Aramburu, Guillermo Arriaga, Javier Cercas, Javier Marias, Eduard Limonov e molti altri scrittori e scrittrici di fama le cui opere sono state successi della letteratura mondiale. Parleranno dei loro libri e ci diranno cosa pensano del futuro, che è il tema di questa edizione intitolata appunto “Tutto questo un giorno”.

Verranno ad ascoltarli visitatori e visitatrici da tutta Italia ma anche dalla stessa città ospitante, che sente l’evento come cosa profondamente sua: Torino lo scorso anno ha difeso il Salone con orgoglio e convinzione, quando sembrava che seguendo l’esempio di alcuni big dell’editoria l’evento torinese fosse costretto a spostarsi a Milano. Così non è stato, e quest’anno il successo ottenuto nella precedente edizione ha riportato al Lingotto anche alcuni grossi editori.

Un gran numero di torinesi frequentano il Salone del libro. Ci si va per avere un panorama delle novità editoriali, per incontrare gli amici librai ed editori o gli autori e le autrici che vi presentano i loro libri, ma anche per fruire della ricca offerta di dibattiti sui temi più diversi, dalla letteratura alla gastronomia, dal fumetto al teatro alla lectura Dantis. Vi si incontrano persone con interessi in comune con cui capita anche di stringere relazioni non effimere; l’anno scorso, per esempio, proprio al Lingotto è nata l’idea di una collaborazione, che si è poi realizzata nel tempo, tra Toponomastica femminile e il Concorso letterario nazionale Lingua Madre, riservato alla letteratura della migrazione a firma femminile. Quest’anno Toponomastica femminile parteciperà, attraverso la sua referente piemontese, alla cerimonia di premiazione del Concorso, che avverrà al Salone lunedì 14 maggio; Tf ha accolto infatti l’idea lanciata da Daniela Finocchi, ideatrice del progetto, di proporre al sindaco di Pantelleria di intitolare un lungomare alla memoria di una donna morta durante uno sbarco drammatico sull’isola e madre di due autrici di Lingua Madre, tra cui una vincitrice dell’edizione 2018.

Sono sinergie che si attivano spontaneamente quando vengono a contatto progetti nati dallo stesso humus: è una delle magie del Salone di Torino, luogo dove, come è stato detto, la cultura non solo si mette in mostra, ma in molte forme si produce.

 

Programma completo del salone: http://www.salonelibro.it/it/programma.html

 

 

 

 

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Loretta Junck, torinese, già docente di lettere nei licei, dal 2011 fa parte del “Comitato dei lettori” del Premio letterario Italo Calvino e dal 2012 è referente di Toponomastica femminile per il Piemonte. Nel 2004 ha organizzato, a Torino, il III Convegno di Toponomastica femminile e Fnism. Con Maria Pia Ercolini ha curato gli Atti del II e III Convegno di Toponomastica femminile Strade Maestre. Un cammino di parità (Universitalia 2015). Ha collaborato a Le Mille. I primati delle donne, a cura di Ester Rizzo (Navarra 2016). Suoi articoli sono comparsi su diverse testate (L’Indice dei libri del mese, Leggendaria, Noi Donne, Dol’s ecc.).