L’infibulazione non è citata nel Corano, ma è in auge in Egitto, Eritrea, Guinea, Senegal, Somalia e Sudan

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“I miei genitori hanno organizzato una festa e alcuni parenti sono venuti a vedere la mia cicatrice”; “Mia sorella è morta, la mano della nonna, non è più precisa come un tempo”; l’infibulazione nonostante sia una pratica disumana e le pene nei confronti dei medici che si prestano nell’operare clandestinamente le piccole pazienti, siano severissime, continua ad essere praticata in tutto il mondo. Migliaia di persone in tutto il mondo,ogni giorno si uniscono al grido di sdegno di chi da anni combatte contro le mutilazioni genitali delle donne e grazie a loro qualcosa si sta muovendo, infatti, a giugno, la Nigeria è stato il primo Stato africano a vietarla in maniera ufficiale. Auspicandoci che dopo di essa, molti altri Stati africani si esprimano in tal senso, è importante chiarire che l’infibulazione non ha origini islamiche, in quanto non è citata nel Corano, come peraltro non sono ammesse pratiche che possano in un certo modo mutilare il piacere femminile, ma è stata di sicuro generata da menti grette e per nulla empatiche. Sebbene, nel suddetto libro sacro, non le venga data alcuna rilevanza, l’infibulazione è in auge nei paesi in cui il culto islamico è prevalente come Egitto, Eritrea, Guinea, Senegal, Somalia, Sudan.