ITALIA – Morti bianche: due storie recenti

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Incidente sul lavoro  al Petrolchimico di Marghera. Il lavoratore era di origine albanese e ha perso la vita a causa della pressione di una pompa idraulica a cento atmosfere. Immediato l’intervento di ambulanza e automedica arrivate poco dopo che i primi soccorsi del responsabile sanitario dello stabilimento allarmato dai colleghi del’operaio. La vittima era dipendente di una ditta in appalto – la Sirai Srl – ed è deceduta nella zona del cracking dove stava lavando dei serbatoi con una pompa ad alta pressione.

La segreteria della Filctem Cgil di Venezia sottolinea che il sindacato denuncia di continuo la pericolosità del ricambio degli appalti basati sul massimo ribasso. Questo porta con sé la riduzione delle tutele dei diritti e delle tutele dei lavoratori. La Filctem Cgil chiama in causa l’Eni e le principali imprese di appalto perché vengano a confrontarsi sulle regole che vadano a tutelare a pieno i lavoratori con azioni di prevenzione e nella gestione corretta delle spese nel bilancio dedicate a salute e sicurezza. Invece – dice la Filctem – ad oggi la sicurezza viene vista come un costo aggiuntivo e non come una opportunità per qualificare il lavoro.

Miceli (Filctem), basta lavoratori appalti di serie B
“Accertare subito le responsabilità; seguiremo con grande attenzione l’evolversi della situazione, senza fare sconti a nessuno” . A dirlo è Emilio Miceli, segretario generale della Filctem. “Purtroppo – ha aggiunto il dirigente sindacale, che ha espresso le condoglianze e la solidarietà della sua organizzazione alla famiglia del lavoratore scomparso –, in Italia, i lavoratori in appalto sono ancora considerati di serie B, con scarsi diritti e tutele”.

Marghera, 22 luglio prima ora di sciopero
“A pochi giorni dall’incidente che ha visto come vittima un lavoratore in nero a Favaro Veneto dobbiamo registrare con sdegno e rabbia l’ennesima morte sul posto di lavoro. Ancora una volta si tratta di un dipendente di una ditta in appalto”. Così un comunicato della Cgil Venezia. Prima ora di sciopero dei chimici di Cgil Cisl e Uil, alla quale aderiranno categorie impegnate al Petrolchimico.

“Crediamo che, da subito, si debba affrontare seriamente la questione degli appalti su scala nazionale, con una legge che ne regoli le modalità e che scardini finalmente la logica del massimo ribasso. In questi giorni, in tutta Italia si sta impennando il numero di incidenti mortali. Nella gran parte dei casi, le vittime sono proprio di lavoratori impiegati nelle ditte in appalto. Questa è un’emergenza – lo sottolineiamo con forza -, da affrontare subito. Il periodo di crisi ha incrementato gli incidenti sul lavoro, che sono assolutamente sottostimati dai dati ufficiali, proprio perchè è altissimo il ricorso al lavoro irregolare, l’utilizzo degli appalti senza controllo che portano alla mancata denuncia o al camuffamento degli infortuni. La crisi ha portato come conseguenza l’abbassamento della qualità e la sicurezza del lavoro in una perversa spirale al ribasso. Invece, pensiamo che sia urgente prendere di petto la questione della qualità e della sicurezza del lavoro, perché sono questi i requisiti per una sana ripresa dell’economia del nostro Paese”, prosegue la Camera del Lavoro.

Nel caso del Petrolchimico, saranno le indagini degli organi competenti a dire se la ditta era in regola con tutte le prescrizioni di legge. Chiediamo a Eni di verificare la regolarità degli appalti, che ha stipulato sia al Petrolchimico che in Raffineria, visto che sta al committente garantire la gestione di tutte le fasi della filiera. Nei mesi scorsi, il sindacato ha tenuto un tavolo in Prefettura sulla sicurezza in Fincantieri. Chiediamo che un analogo incontro avvenga per Eni, al fine di predisporre azioni di prevenzione, piani formativi e bilanci che prevedano il giusto peso per le voci sicurezza, salute e tutela ambientale. I diritti e le tutele dei dipendenti diretti devono essere estesi a tutti i lavoratori a prescindere dall’azienda di provenienza. Questo deve avvenire in tempi stretti ed essere finalizzato ad una buona contrattazione sugli appalti. Contrattazione che deve avere come priorità la regolarità dei capitolati e la tracciabilità delle imprese in appalto. In qualsiasi caso, la Cgil ribadisce che nel terzo millennio non si può ancora morire di lavoro e porterà avanti in tutte le sedi il diritto dei lavoratori e dei cittadini ad avere delle aziende che rispettino la vita, la dignità e la sicurezza di tutti. Anche in questo caso, la Cgil è vicina alla famiglia ed è a disposizione per risolvere le pratiche legali e previdenziali”, conclude il sindacato.

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Un bracciante impegnato in Salento nella raccolta dei pomodori è morto dopo un malore mentre stava lavorando sotto il sole in un campo di raccolta nelle campagne tra Sant’Isidoro e Avetrana, nel tarantino. Si tratta di uomo di 47 anni proveniente dal Sudan. L’uomo, lavoratore stagionale presso una ditta di ortofrutta di Nardò, era impegnato nella raccolta di pomodori, ad una temperatura molto vicina ai 40 gradi, ha accusato un malore, dal quale non si è più ripreso. stando ad alcune testimonianze raccolte sul posto, l’ambulanza sarebbe arrivata troppo tardi perchè sarebbe stata chiamata dopo due ore circa.