Salvatore Marzullo, il papà di Vanessa, una delle due militanti rapite e rilasciate in Siria, dopo che il governo italiano ha pagato un riscatto milionario, nelle ore successive alla liberazione della ragazza, ha sostenuto che la figlia non avrebbe dovuto chiedere scusa a nessuno.
Chiedere scusa no: ognuno è libero di portare avanti la propria opinione, ma dire grazie sì, sosteniamo Noi, visto che hanno chiesto aiuto e il nostro paese ha civilmente e moralmente soddisfatto la loro richiesta.
Salvatore Marzullo l’ha detto alla stampa durante la festa fatta per Vanessa, in quello che era stato raccontato come il “suo ristorante”: la Trattoria Cascina Bolsa a Verdello.
Il ristorante in realtà non è suo, è proprio di Vanessa, che prima di partire per la Siria era diventata imprenditrice e adesso ha già un nuovo mestiere pronto in grado, si spera, di trattenerla dalla tentazione di tornare in Siria e di far sperperare altro denaro pubblico (di cui i disoccupati italiani hanno tanto bisogno), causare altri problemi al governo e al popolo italiano (come se, con la crisi economica, politica e sociale che c’è, non ne avesse abbastanza) e infangare e distruggere il buon operato di quanti si dedicano con grandi sacrifici, senza secondi fini e in nome della pace alla cooperazione internazionale.
Che siano servite per distogliere l’attenzione e far organizzare meglio l’attentato in Francia?
Gli affari in casa Marzullo sembrano in crescita e in qualche modo anche la pubblicità del caso potrà attirare la clientela non solo dal paese e dai dintorni.







