Reti e collaborazioni di marzo nel Nord-Est

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Il forte legame di Toponomastica femminile con il territorio trova tanti punti di incontro con le varie associazioni attive per fare cultura, spesso cultura delle pari opportunità, che ancora manca. Nel mese di marzo appena concluso ci siamo trovate a sperimentare nuove collaborazioni.

In un contesto inusuale e specifico come quello degli oronimi bellunesi e del dizionario storico friulano, tra le pareti della Sala Nievo dell’Università di Padova, il sei marzo abbiamo portato i nostri studi sulle presenze femminili soprattutto delle città e, tra appassionate linguiste e linguisti, nel convegno organizzato da Ester Casoni della Fondazione Angelini – Centro studi sulla montagna, abbiamo scoperto, in una materia così vasta, che nella lingua locale del bellunese, quello che noi chiamiamo il monteè la monte, al femminile, fonte di pascoli e di cibo.

Con il Colobrì, tutti i colori del mondoe Non Una di Meno Padova, abbiamo partecipato il nove marzo alla passeggiata a Monselice con un gruppo di ragazze, fermandoci a leggere brani scelti di scrittrici e femministe nei luoghi significativi della città, compresa l’unica strada intitolata a una donna laica, Anna Bianchi Buggiani, che donò al Comune un edificio, appena dopo l’annessione del Veneto all’Italia, per fondare una scuola femminile, in un tempo in cui le bambine non andavano a scuola. Nel giro di venti anni le bambine iscritte erano 300.

Con il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine dei Chimici di Venezia, il diciannove, ci siamo trovate nella sede del Centro Donna di Mestre, dove lo scorso mese è stata apposta nel giardino la panchina rossa contro il femminicidio con la scritta “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”e si è poi svolto il convegno su Maria Sklodowska Curie, scienziata per la quale l’Ordine dei Chimici ha chiesto al Comune di Venezia di intitolarle una via. L’importanza della presenza della scienziata nella toponomastica della città è talmente rilevante poiché nessuna via, strada o piazza è dedicata a qualche donna di scienza. Nella toponomastica veneziana, le scienziate sono le grandi assenti!

Passando dalle scienziate al lavoro, e in particolare alle lotte per la sicurezza sul lavoro, a Mira, in provincia di Venezia, il 25 marzo, siamo state presenti all’incontro organizzato dal Comitato Wangari Maathai, dove, partendo dalla presentazione del libro di Ester Rizzo Camicette bianche. Oltre l’8 marzoe dalle cause che diedero origine alla commemorazione dell’8 marzo, attraverso la lettura delle testimonianze delle sopravissute e documentazione del tempo, sono state ricostruite le assenze e le carenze datoriali che portarono alle lotte, anche queste documentate, per avere maggiore sicurezza nei posti di lavoro. Nonostante ciò, a distanza di oltre un secolo, la situazione lavorativa delle donne è più precaria rispetto agli uomini e soggetta a discriminazioni e molestie sia morali che sessuali.

Tanti argomenti e contesti diversi in cui portare e continuare a portare il nostro sguardo di genere e contribuire alla riqualificazione e trasmissione della memoria alle nuove generazioni.

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Laureata in Governo delle Amministrazioni, è referente per il Veneto di Toponomastica femminile. È componente dell'Esecutivo delle associazioni culturali del Comune di Padova. Collabora con gli organismi di parità locali e regionali.