Tre sigle sindacali hanno deciso di aderire allo sciopero breve del 12 maggio contro la somministrazione della prova Invalsi, contro l’ennesimo fenomeno demenzial-italiano di chi arriva in ritardo rispetto ad altri paesi che si sono liberati di qualcosa che hanno constatato essere superflua o addirittura controproducente.
Le tre sigle sindacali sono gli Autoconvati Scuole Roma, l’Unicobas Scuola, l’USI.
Sarà uno sciopero di mansione che consiste nel restare in servizio e svolgere l’attività di insegnamento, rifiutando di somministrare i quiz. Si tratta di una modalità prevista dalla normativa generale, ma inedita per la scuola.
La commissione Cultura della Camera, il 7 maggio ha cancellato il comma dell’articolo 21 sulle deleghe al governo che prevedeva di affidare all’Esecutivo una specifica delega per la riforma. L’emendamento, che era stato presentato dal Pd, primo firmatario Stefano Fassina, è stato approvato con il parere favorevole del governo.
Restano congelati gli articoli dal 7 al 9 che riguardano i temi più caldi: organici, assunzioni ed assegnazione dei docenti.
la Gilda ha lanciato la possibilità di bloccare gli scrutini, promettendo un fine anno di fuoco.
“Se dovessi dire che abbiamo la certezza che incontreremo il governo – ha detto la leader Cgil, Susanna Camusso, dopo essersi recata al Nazareno – direi una cosa non vera, anche se il Pd ha registrato la nostra richiesta. Abbiamo rispiegato le ragioni dello sciopero e del successo che ha avuto, abbiamo apprezzato la disponibilità di metodo per continuare a vederci ma – ha concluso – molti nodi li può sciogliere il governo non un singolo partito”. Camusso ha ricordato tra gli scogli da superare le questioni dei precari, del contratto fermo da 6 anni e della valutazione dei prof.
La protesta della Scuola italiana in 30 scatti:





































