Otto marzo toponomastico a Napoli

Napoli celebra La Giornata internazionale della donna oramai da dieci anni, con un calendario di manifestazioni, eventi, mostre, incontri intitolato MARZODONNA, una sorta dello statunitense Women’s History Month, trentuno giorni per ricordare, riflettere, studiare, organizzare seminari, dibattiti, partecipare a ogni tipo di performance, dare risalto e valore all’azione delle donne. Non potevano perciò mancare nel calendario della città che vanta un Regolamento toponomastico che contempla il riequilibrio di genere, alcuni momenti dedicati all’apposizione di nuove targhe stradali alle donne significative per la storia civile e pubblica della metropoli partenopea. Si comincia proprio l’otto marzo, quando Vico I Quercia cambierà denominazione in via Nina Moscati, ridando visibilità a una donna impegnata nell’opera di assistenza e cura quanto e forse più del celebre fratello il Santo Giuseppe Moscati; Nina è una personalità cara non solo in ambito ecclesiale, una figura di santa del popolo, per laici e religiosi, che riceve l’intitolazione proprio nei pressi della via dove abitò. E ritorna a casa il giorno dopo, 9 marzo, Anna Maria Ortese: in vico Palasciano una lapide commemorativa sarà apposta sulla facciata del palazzo dove visse, abitazione che ispirò il racconto” Gli occhiali d’oro” novella principale del “Mare non bagna Napoli.”

Ipazia d’Alessandria il cui ritratto murale dal titolo “Care of Knowledge”, realizzato dall’artista Mp5, nota Street Artist e scenografa, campeggia sul muro antistante al Centro Documentazione Condizione Donna, una  biblioteca di genere di circa 5000 volumi e un archivio che raccoglie  tutto ciò che è memoria e cultura delle donne. Ipazia, oltre al ritratto affresco, avrà finalmente la via a lei dedicata. Grazie alle ricerche e attività della Commissione consultiva per la Toponomastica cittadina e l’associazione Toponomastica femminile si è individuata quale strada adatta all’intitolazione proprio la via che dal Centro Donna congiunge il dedalo di stradine e scalinate al resto del quartiere Montecalvario. È il luogo giusto. A tre anni dalla delibera di intitolazione, la scienziata e filosofa alessandrina sarà celebrata e ricordata in uno dei luoghi più antichi e suggestivi di Napoli, i Quartieri spagnoli.