UCRAINA – Rinviato l’incontro trilaterale con Russia e Ue per la fornitura di gas

L’incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Unione Europea inerente la questione della fornitura di gas si sarebbe dovuto tenere martedì scorso a Berlino, ma è stato rinviato alla settimana prossima a Bruxelles. Il mese di Aprile risulta essere determinante per porre una tregua a questo clima di tensione che contrappone Russia e Ucraina dal 2006, per ciò che concerne il prezzo imposto dalla prima alla seconda circa il costo del gas. Si terrà, inoltre entro fine mese un incontro tra il ministro dell’energia russo Alexander Novak e l’ucraino Volodymyr Demchyshyn con la mediazione del vice presidente dell’esecutivo Ue, Maros Sefcovic, avente la delega all’Unione energetica il quale ha dichiarato:”I progressi che Russia e Ucraina hanno fatto finora, in particolare l’estensione del pacchetto invernale per quanto riguarda gli sconti e la non applicazione della clausola ‘take or pay’ fino alla fine di giugno. Sono fiducioso che i colloqui tecnici prepareranno il terreno per il prossimo incontro a livello politico, che dovrebbe tenersi entro Aprile”.

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UCRAINA – Quarantotto ore di combattimenti prima della tregua di sabato prossimo

KIEV – Sul fronte di guerra tra esercito ucraino e miliziani filorussi, nel Dombass, si sta avverando la previsione di Vladimir Putin: “È evidente che da qui a sabato  i combattenti cercheranno di guadagnare posizioni”. Perché la tregua prevede una ritirata delle armi pesanti di 50 chilometri dal fronte. Ma se il fronte si sposta, cambia anche il peso della tregua.

Così ora si combatte più duramente che nei giorni scorsi. Decine le vittime nelle ultime 24 ore, da una parte e dall’altra. Sullo sfondo le consuete accuse reciproche.

Per il portavoce di Kiev, i separatisti hanno ucciso 8 militari ucraini e feriti altri 34. Per le autorità del Donbass invece sono i militari ad aver ucciso 4 civili, compreso un bimbo di nemmeno due anni e due ragazzine di 7 e 14 anni.

Ma Eduard Basurin, portavoce del ministero della Difesa dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk, ha affermato che Kiev nei combattimenti ha perso 42 uomini. Non è chiaro se le vittime di cui parlano Kiev (8 morti) e il Donbass (42 morti) siano per episodi diversi o sia un diverso bilancio dello stesso scontro.

Le notizie di rinnovati colpi di artiglieria arrivano da diverse fonti mediatiche sul terreno: nella notte ci sono stati bombardamenti a Lugansk, riferisce la bbc, e stamattina lo stesso scenario si è riproposto a Donetsk, riportano i corrispondenti sia della tv inglese che di Ria Novosti. “Il nemico ha bombardato posizioni delle forze dell’operazione antiterroristica con la stessa intensità di prima”, ha riferito il portavoce militare di Kiev, Vladyslav Seleznyov, aggiungendo che i combattimenti sono stati particolarmente pesanti nella zona del nodo ferroviario di Debaltsevo, dove separatisti hanno usato razzi e artiglieria.

Ora Mosca dice che la Russia era pronta ad appoggiare un cessate il fuoco immediato, ma che non è stato ritenuto fattibile dai ribelli filorussi dare vita a una tregua duratura. La diplomazia comunque non si ferma, almeno a parole e nei contatti. Il Cremlino ha fatto sapere che i leader di Ucraina, Russia, Germania e Francia che hanno negoziato il cessate il fuoco di Minsk sono in contatto.

E Putin ha dato incarico a degli esperti militari russi di analizzare la situazione nella zona di Debaltseve, lo strategico snodo ferroviario nel sud-est ucraino dove i ribelli sostengono di aver circondato migliaia di militari ucraini e ne chiedono la resa. Ma le autorità di Kiev negano la resa e non vogliono cedere quella fetta di territorio. La questione di Debaltseve è considerata critica per la messa in atto dei nuovi accordi di Minsk.