ITALIA – Dal nome alle gesta, dalle pratiche alla narrazione: il IV convegno di Toponomastica femminile

Narrare le donne in un’ottica di parità è stato il leitmotiv del convegno “Donne in piazza” organizzato dall’associazione Toponomastica femminile nella Libera Università di Alcatraz, a Gubbio (Pg), dal 18 al 20 Settembre.

Finalità sempre raggiunta attraverso le diverse attività del gruppo su territorio nazionale e internazionale. E che, l’iniziativa, svoltasi attorno a quattro tavoli: Didattica e toponomastica, Lavoro femminile: memoria e futuro, Toponomastica femminile in Italia e all’estero, La Dea madre: un fil rouge dal matriarcato al post-femminismo, è servita a rafforzare.

venerdì mattina a PG. Laboratorio tessitura

4° TF nazionale Alcatraz set 2015 (23)

“La necessità di colmare le lacune della storia ufficiale in merito all’assenza delle donne, se è sicuramente codivisa perché chiara nelle sue finalità non è però sempre raggiungibile nella pratica della scrittura – ha spiegato la presidente Maria Pia Ercolini – esiste una difficoltà oggettiva nel reperire informazioni sull’agire femminile perché queste conoscenze sono nascoste tra le righe di un racconto maschile che tende, in modo più o meno evidente, secondo le epoche, a dare poco spazio alle donne. Le tracce della presenza femminile si trovano più facilmente nella trasmissione orale del sapere che in quella scritta. Le donne narrano oralmente delle donne. La seconda difficoltà – ha aggiunto – consiste nel trovare il linguaggio. Perché, se il racconto è stato e spesso continua a essere maschile, anche il linguaggio usato è maschile, come il punto di vista”.

4° TF nazionale Alcatraz set 2015 (46)

Al primo posto la ricerca e l’azione didattica per ricostruire la memoria femminile, raccontare quello che le donne hanno saputo creare, cambiare la realtà in cui viviamo, per indicare una “strada maestra” alle nuove generazioni, i sentieri delle donne.

sabato mattina in plenaria

Da qui,  le mostra fotografica itinerante Donne e lavoro e la collana delle Guide di Toponomastica femminile, percorsi turistici che evidenziano le tracce della presenza delle donne nella storia del territorio preso di volta in volta in considerazione.

Mostra alla biblioteca centrale di Terni

Caos 31

Terni –  Biblioteca comunale

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Il concorso, “Sulle vie della parità” rivolto alle scuole, indetto con la Fnism e giunto alla terza edizione, poggia sul carattere trasversale della toponomastica, capace di offrire numerose opportunità pluridisciplinari.

I percorsi di genere, nei giorni del convegno, hanno davvero seguito delle piste che, attraverso un racconto a più voci, hanno condotto i partecipanti dal Museo-Ateliere Giuditta Brozzetti allo Studio Moretti Caselli, dal  museo archeologico del polo culturale  Caos (Centro Arti Opificio Siri) alla Biblioteca comunale di Terni e infine alla Casa delle Donne, che ha contribuito con “La fortuna di avervi incontrate”, ritratti di donne dipinti da Francesca Ascione.

Alcatraz_Assemblea delle socie




LAVORATRICI IN PIAZZA

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LAVORATRICI IN PIAZZA

IV Convegno nazionale di Toponomastica femminile

Libera Università di Alcatraz – Gubbio, località Santa Caterina (PG)

18-20 settembre 2015

 

Programma

ANTEPRIMA

Mercoledì 16 settembre

Terni – Ore 17

Bct – Biblioteca comunale – Caffè letterario  (piazza della Repubblica, 1)

Incontro con Ester Rizzo autrice di Camicette bianche. Oltre l’8 marzo (Navarra 2014)

Coordina Carla Arconte, presidente IrsUM e vice presidente ISUC

Interverranno Daniela Tedeschi, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Terni,

e Maria Pia Ercolini, fondatrice e presidente dell’associazione Toponomastica femminile

Mostre sulle intitolazioni femminili collegate al libro e su donne di penna nella toponomastica nazionale

Giovedì 17 settembre

Gualdo Tadino – Ore 17

Mediateca del Museo dell’Emigrazione Piero Conti (via del Soprammuro)

Incontro con Ester Rizzo autrice di Camicette bianche. Oltre l’8 marzo (Navarra 2014)

A seguire: visita del museo

APERTURA CONVEGNO

 

Venerdì 18 settembre

Mattina. Didattica itinerante in ottica di genere. Orientamento al lavoro

L’imprenditoria femminile nel territorio umbro, tra memoria e futuro

Ore 9.00-10.o0 –Visita al Laboratorio di tessitura Giuditta Brozzetti

http://www.brozzetti.com/default.html

appuntamento ore 9.00 in via Tiberio Berardi, 5/6

Ore 10.30-11.30 –Visita al Laboratorio di vetrate artistiche Moretti Caselli

http://www.studiomoretticaselli.it/

appuntamento ore 10.15 in via Fatebenefratelli, 2

SPUNTINO LIBERO A PERUGIA

Ore 13.30 – Alcatraz, sistemazione nelle camere

 

Pomeriggio. Tavoli di lavoro

Ore 15-17

1A. Didattica e toponomastica: condivisione delle esperienze, progetti locali, nazionali, europei contro la dispersione scolastica, l’orientamento al lavoro, e la prevenzione della violenza.

Conducono Pina Arena e Danila Baldo.

Con mostra fotografica leggera sulle esperienze didattiche

1B. Lavoro femminile: memoria e futuro.

Conducono Irene Giacobbe e Barbara Belotti

Con mostra fotografica leggera sulle targhe delle professioni

Ore 17-19

2A. Toponomastica femminile in Italia e all’estero: esperienze, collegamenti, intenzioni, reti, azioni, confronti istituzionali.

Conducono Ester Rizzo e Livia Capasso

Con mostra fotografica leggera sulle targhe estere e sulle vie/donne umbre.

2B. La Dea madre: un fil rouge dal matriarcato al post-femminismo.

Conducono Nadia Cario e Manila Cruciani

 

Sera

Jacopo Fo: Educazione al sentimento come prevenzione della violenza (1° parte)
Sabato 19 settembre

Mattina – Relazioni convegno
Ore 9.00-9.45 – Saluti delle istituzioni e delle associazioni coinvolte

Conduce Paola Spinelli (Tf Umbria)

Brevissimi interventi di

  • Maria Pia Ercolini (Tf nazionale)
  • Manila Cruciani (per Tf Terni)
  • Fausto Dominici (FNISM)
  • Livia Capasso (Presidente giuria concorso Sulle vie della parità)
  • Luana Conti (BCT-Biblioteca Comunale di Terni)
  • Filippo Maria Stirati, Sindaco di Gubbio

 

Ore 9.45-10.00 – TOPONOMASTICA E DIDATTICA – relazione tavolo di lavoro 1A

Con mostra fotografica leggera sulle esperienze didattiche.

RELAZIONANO E CONDUCONO Pina Arena, Danila Baldo

Ore 10.00-10.15 – Giovanna Conforto: tecnica di narrazione di paesaggi urbani e rurali

Ore 10.15 – 10.30 – Manila Cruciani: la tecnica del Kamishibai

 

Ore 10.30 – 10.45  Pausa caffè

Ore 10.45-11 – LAVORO FEMMINILE – relazione tavolo di lavoro 1B

RELAZIONANO E CONDUCONO Irene Giacobbe e  Barbara Belotti

Ore 11.00-11.15 – Fortunata Dini: donne, salute, benessere e lavoro

Con mostra fotografica leggera sulle intitolazioni a donne mediche e paramediche.

 

Ore 11.15-11.35 – TOPONOMASTICA ITALIANA ED ESTERA – relazione tavolo di lavoro 2A

Con mostra fotografica leggera sulle targhe estere e umbre.

RELAZIONANO E CONDUCONO Ester Rizzo e Livia Capasso

Ore 11.35-12.00 – La parola alle istituzioni, con Irina Imola e Paola Lanzon

 

Ore 12.00- 12.15 – DEA MADRE – relazione tavolo di lavoro 2B

Con mostra fotografica leggera sulle archeologhe.

RELAZIONANO E CONDUCONO Nadia Cario e Manila Cruciani

Ore 12.15-12.30 – Alessandra Bravi – Antiche Dee madri: archeologia dell’immaginario femminile

Ore 12.30 12.45 – Benedetta Selene Zorzi –Maria di Nazareth e la Dea madre: una lettura teologica femminista

Ore 12.45 – 13.15 – relazione Marisa Pizza – Franca Rame e la dea madre – video su Franca Rame.

 

Pomeriggio – Visita a Terni in ottica di genere

Ore 14.30-15.30

Alcatraz-Terni – pullman 50 posti offerto dal Comune di Terni (in ordine di prenotazione)

In collaborazione con la Coop. Sociale ACTL

Pullman 50 posti offerto dal Comune di Terni (in ordine di prenotazione)

In viaggio, relazione:

Cooperativa ACTL – Storia e memoria del lavoro femminile in fabbrica a Terni: lo Iutificio Centurini, il Lanificio Gruber, le Acciaierie e la Fabbrica d’Armi

Narrazione e ascolto musicale a cura di Carla Arconte

Ore 15.45-16.30 – Visita al museo Archeologico CAOS (viale Luigi Campofregoso, 98) e alla mostra fotografica itinerante Donne e Lavoro di Toponomastica femminile.

A cura di Manila Cruciani

Ore 16.45-17.30 – Visita alla biblioteca comunale – BCT – chiostrina (piazza della Repubblica, 1), che ospita la sezione Donne di penna della mostra Donne e Lavoro

A cura di Luana Conti

Ore 17.45-18.30 – La fortuna di avervi incontrate, ritratti di donne tra video e dipinti, a cura di Francesca Ascione, pittrice e videomaker. Vernissage della mostra personale e visione di corti

Casa delle Donne (via Ludovico Aminale, 20/22)

Ore 18.45-19.45

Terni-Alcatraz

In viaggio, relazione:

Storia e memoria del lavoro femminile a Perugia: Luisa Spagnoli

A cura di Paola Spinelli

 

Sera

Jacopo Fo: Educazione al sentimento come prevenzione della violenza (2° parte)

 

 

Domenica 20 settembre

Mattina

Ore 8.00-11.00 Assemblea delle socie

Ore 11.00-13.00 Conclusioni

– Report assemblea delle socie (Barbara Belotti e Rosa Enini)

– Proposte operative

– Progetti in atto e futuri

Pomeriggio (per chi resta)

Passeggiata sul sentiero delle lavandaie




ITALIA – Da Margherita a Samantha

di Claudia Antolini

Il gruppo di ricerca Toponomastica femminile vuole festeggiare il rientro di Samantha Cristoforetti dedicandole il reportage di questa settimana, tratto dalla mostra Toponomastica femminile: donne e lavoro, esposta fino al 3 maggio alla Centrale Montemartini di Roma. La mostra, prevedeva infatti una sezione su astronome, astrofisiche ed astronaute, di cui riportiamo immagini e testi, e alcuni pannelli fotografici sulle strade intitolate a donne di scienza.

La città di Padova ha recentemente attribuito il nome di Margherita Hack a un parco cittadino.

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Le prime donne che si dedicarono alla disciplina astronomica furono essenzialmente delle osservatrici, intente a catalogare gli astri e a redigere tavole astronomiche.

Le astronome di cui abbiamo ricevuto memoria erano spesso affiancate da una figura maschile preminente – un marito, un tutore, un fratello, un padre che forniva loro l’istruzione negata dalle istituzioni. Considerate dunque “le assistenti” di chi ufficialmente ricopriva l’incarico, le astronome non vengono mai menzionate nei libri di storia, eppure il loro apporto non fu per nulla trascurabile.

Il fenomeno non è certo nuovo. Spesso il contributo scientifico femminile è stato inglobato nella ricerca svolta dalle figure maschili di riferimento e la maternità di alcune scoperte effettuate da donne ha valso importanti riconoscimenti ai loro collaboratori.

Bisogna aspettare tempi più recenti perché le donne con la testa tra le stelle ricevano la meritata attenzione: oggi la loro visibilità è più alta sia nella scienza che nell’esplorazione, grazie ad alcune personalità indiscusse e alla crescente presenza di astronaute nelle missioni spaziali internazionali.

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Un piccolo passo per una donna un grande passo per l’umanità

Fino ad oggi, su un totale di 536 viaggiatori dello spazio, 59 sono di genere femminile: Russia, India, Cina, Stati Uniti, Corea del Sud, Canada, Francia, Iran, Giappone, Regno Unito e, con Samantha Cristoforetti, anche l’Italia ha mandato una donna nello spazio.

Sebbene la prima partecipazione di una donna a un programma di esplorazione spaziale avvenne nel 1963, poco dopo l’inizio dei viaggi con equipaggiamento umano, ci vollero circa vent’anni perché l’evento si ripetesse; durante gli anni ’80 diverse donne furono incluse nelle missioni spaziali (soprattutto statunitensi) fino a rendere abbastanza comune la loro presenza.

In questo elenco, sono incluse astronaute (partecipanti a programmi statunitensi), cosmonaute (parte di programmi sovietici) e taikonaute (viaggiatrici dello spazio per l’agenzia spaziale cinese).

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ITALIA – Fotografando Cosenza

di Livia Capasso e Maria Pia Ercolini

Leggiamo dal censimento operato da Toponomastica femminile nell’omonimo sito, che le strade, i larghi, le piazze a Cosenza sono 955, di cui appena 48 dedicate a donne, a cui si aggiungono un giardino in memoria di Matilde Serao e un parco per Grazia Deledda.

Molti odonimi alludono a località geografiche, altri ricordano l’esistenza di botteghe, come la piazza dei Follari, dove si vendevano i bozzoli del baco da seta (detti appunto follari), o via dei Pettini, dove i venditori di pettini esponevano la mercanzia, oppure il rione Pignatari, legato alla presenza di artigiani produttori di pentole di terracotta (le pignatte). Singolari anche le vie Paparelle e Cannuzze, la Giostra Vecchia, gli Archi di Ciaccio e Portapiana. Degna di nota è peraltro la via Popilia, un’arteria romana costruita nel 132 a.C. da Publio Popilio, che portava da Capua a Reggio Calabria.

Recentemente gli addetti alla toponomastica si sono accorti della forte disparità nelle intitolazioni tra uomini e donne, e nelle ultime delibere sono state privilegiate le figure femminili, per cui ora l’odonomastica cosentina annovera anche una medica, sindacaliste, attiviste politiche, vittime di violenza.

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Foto di Maria Pia Ercolini

Due le sante presenti nell’odonomastica della città, S. Teresa e Santa Lucia. A quest’ultima sono dedicati 11 toponimi tra via, vicoli e vicoletti. La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana. Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all’anno 304). Nella lista dei primi 20 odonimi italiani è seconda dopo S. Maria.

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Foto di Maria Pia Ercolini

Il largo delle Vergini prende nome dall’omonima chiesa, annessa all’ormai soppresso Monastero delle Vergini. L’edificio nacque nel 1515 dalla fusione di due conventi cistercensi femminili, destinato a ospitare ragazze delle nobili famiglie cosentine; fu danneggiato dal forte terremoto che colpì la città di Cosenza nel 1639. Nel 1808, lasciò posto a un orfanotrofio e oggi ospita l’Istituto Educativo Femminile S. Maria Delle Vergini.

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Foto di Maria Pia Ercolini

Col nome di Olimpia, Lucrezia della Valle entrò a far parte dell’Accademia Telesiana, sorta a Cosenza nel 1509. Compose 42 sonetti, 1 canzone, 3 sestine, 6 ballate e un capitolo sull’amore platonico, dove l’amore è presentato come un’esperienza propedeutica alla riflessione religiosa. Scrisse anche un libro sull’eleganza della lingua latina e un altro, perduto, sull’arte poetica. I critici la avvicinano per stile a Vittoria Colonna. Madre del letterato Sertorio Quattromani, morì nel 1622 e fu sepolta nel Duomo di Cosenza. In città porta il suo nome anche un istituto scolastico.

04.Cosenza.Manuela.CarloAlbertoDallaChiesa.MPErcolini.ridotta

Foto di Maria Pia Ercolini

Emanuela Setti Carraro (Borgosesia, 1950 – Palermo, 3 settembre 1982), infermiera, e volontaria della Croce Rossa italiana, sposò il generale e prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, rimasto vedovo e di 30 anni più anziano. Ma appena due mesi dopo il matrimonio, a soli 31 anni, rimase vittima a Palermo dell’attentato mafioso in cui persero la vita anche il generale e l’agente di scorta. Emanuela risulta contitolare della via insieme al marito, ma nella targa il suo cognome non compare.

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Foto di Maria Pia Ercolini

Stessa sorte anche a Francesca Morvillo (Palermo, 1945 – Palermo, 23 maggio 1992), accomunata nella targa al marito, ma senza memoria del suo cognome. Francesca, magistrata, fu uccisa nella strage di Capaci insieme al marito, Giovanni Falcone, giudice antimafia, e agli uomini della scorta.

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Foto di Maria Pia Ercolini

Sono ricordate qui due vittime della strada; Cosenza dedica anche un’altra via a una vittima di incidenti stradali, Natascia Berlingieri.

07.Cosenza.Nosside.MPErcolini.ridotta

Foto di Maria Pia Ercolini

Nosside (Locri Epizefiri, IV sec a.C. circa – III sec. A.C. circa) è stata senza dubbio la più grande poetessa greca di età ellenistica. Le sue poesie appartengono al filone epigrammatico, e, come quelle di Saffo, sono un inno alla vita, alla bellezza femminile e alla dolcezza dell’amore, ma se ne distinguono per una velata impostazione filosofica.

08.Cosenza.AnnaLucente.MPErcolini.ridotta

Foto di Maria Pia Ercolini

Anna Lucente (Aprigliano, 1930 – Cosenza, 2008), figura dal forte impegno sociale e politico, militante comunista e antifascista, ha lottato con forza e determinazione per l’emancipazione delle donne. Impegnata nell’amministrazione della città di Cosenza, ha sostenuto numerose battaglie sociali: per la casa, per i servizi, per la sicurezza e la legalità del territorio.

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Foto di Maria Pia Ercolini

Roberta Lanzino, giovane studentessa cosentina, è stata vittima di femminicidio. Il 26 luglio 1988 stava raggiungendo col suo motorino i genitori che erano nella loro villetta al mare, a San Lucido. Sulla strada del valico fu aggredita da due sconosciuti che la colpirono al collo e alla testa con un coltello, la violentarono e la soffocarono. Ancora oggi non si conosce la verità su questo caso. Un anno dopo la sua morte, i genitori hanno dato vita alla Fondazione che porta il nome della figlia, e si occupa di dare sostegno economico e legale a donne e minori in difficoltà; è stata anche creata la Casa di Roberta, nel Comune di Rende, per accogliere e dare ospitalità a donne e minori costretti a lasciare la propria casa per violenza sessista.

Cosenza rende omaggio ad altre due vittime di femminicidio: Anna Morrone e la giornalista Maria Rosaria Sessa.

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Foto di Maria Pia Ercolini

Lisa Bilotti (1969 – 1989), figlia dell’imprenditore e mecenate cosentino Carlo Bilotti, scomparve a vent’anni per leucemia. Grazie al facoltoso collezionista e imprenditore internazionale nel campo della cosmetica, oggi Corso Mazzini, storico fulcro della vita sociale della città, trasformato in isola pedonale, si è arricchito dei lavori di artisti di fama internazionale, dando vita al Museo all’aperto Bilotti.