NEPAL – Bidhya Devi Bhandari è la prima presidente donna

Bidhya Devi Bhandari è  la prima presidente donna del paese: ha ottenuto 327 voti dal parlamento, contro i 214 del suo avversario. Il presidente in Nepal ricopre un ruolo perlopiù cerimoniale, mentre il primo ministro è il capo politico del paese. Bhandari fa parte del partito comunista di Khadga Prasad Oli, che è primo ministro dall’11 ottobre di quest’anno, e si batte da tempo per i diritti delle donne nel paese. Bhandari è la seconda persona a ricoprire il ruolo di presidente del Nepal, da quando il paese è diventato una repubblica parlamentare: prima era una monarchia retta dal re Gyanendra.




NEPAL – Dopo il sisma aumentano le schiave del sesso

Il 25 aprile scorso uno dei terremoti tra i più violenti registrati negli ultimi anni, ha messo in ginocchio il Nepal. Il bilancio delle vittime è stato tragico, infatti è costato la vita a 8.673 persone. Dopo ogni disgrazia è consuetudine degli avvoltoi e sciacalli recarsi nei luoghi feriti ed approfittare della condizione disagiata in cui versano gli sfollati. Nonostante molte nazioni si siano mobilitate, affinché la situazione non peggiorasse, gli sciacalli hanno potuto agire indisturbati, infatti dopo il sisma è aumentato in modo esponenziale il numero di donne costrette a divenire schiave del sesso, le spose bambine e i bambini ceduti al mercato delle adozioni illegali. Le donne indotte alla prostituzione e le spose bambine provengono dalle classi sociali più povere in cui il livello di alfabetizzazione è molto basso, rendendole dunque più vulnerabili rispetto a quelle istruite, spesso inoltre gli sfruttatori si avvicinano alle ragazze in veste di soccorritori e le convincono a seguirli prospettando a esse la possibilità di una vita migliore. Il ministro dell’infanzia Ram Prasad Bhattarai, per ciò che concerne l’emergenza legata ai bambini scomparsi, ha sentenziato che i bambini non potranno viaggiare se non accompagnati dai parenti o se scortati dai tutori legali, essi dovranno avere l’autorizzazione dei servizi sociali. Il governo, oltre a ciò , dopo il fermo da parte della polizia di due pullman con a bordo dei bambini che viaggiavano senza accompagnatori, ha deciso di sospendere le adozioni internazionali.




NEPAL – In duecento protestano per il ritardo dei soccorritori: oltre 7.000 deceduti, 14.365 feriti

Il 25 aprile alle ore 12:11 la terra in Nepal ha tremato, provocando danni irreparabili ai luoghi e alle persone tutt’ora impegnate a scavare alla disperata ricerca dei loro cari sepolti tra le macerie. Nonostante si siano verificati dei ritrovamenti miracolosi, come il neonato rinvenuto dopo 22 ore e il bimbo di cinque anni estratto dalle rovine dopo 5 giorni , il bilancio delle vittime è pesantissimo e purtroppo in crescita. Più di settemila morti, 14.365 feriti e per molti di loro non c’è stata nemmeno una cerimonia funeraria, dato che i corpi vengono direttamente cremati nel tempio di Pashupati Nath, a Kathmandu, in cui le riserve di legna per le pire iniziano ad essere insufficienti.
Non esiste una valutazione del numero dei dispersi, dovrebbero essere migliaia, molti turisti tra cui tre italiani.
L’epicentro è stato registrato a ottanta chilometri a nord-est di Katmandu, la capitale nepalese, la magnitudo registrata è stava invece di 7,8.
Sul monte Everest a causa delle scosse di terremoto si sono verificate delle valanghe che hanno distrutto un campo base e provocato 17 vittime.
Non si placano le proteste dovute ai ritardi dei soccorsi, infatti oggi oltre 200 persone hanno manifestato nella capitale, bloccando il traffico.