ITALIA – Strade di donne nella città del Grifo (parte II)

di Paola Spinelli

Stavamo volando alla fine della prima parte su via Giuseppina Pasqua, mezzosoprano molto apprezzata dal cigno di Busseto, riprendiamo da qui la seconda parte del nostro percorso.

Viva VERDI! Gridavano i patrioti che volevano l’unificazione dell’Italia. A Perugia uno dei salotti che tiene le fila ai patrioti della città è quello di una signora, Maria Bonaparte Valentini (Roma 1818 – Perugia 1874).

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Figlia di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, Maria sposò giovanissima Vincenzo Valentini, ministro del tesoro della Repubblica Romana. Dopo la caduta della Repubblica, Vincenzo fu costretto all’esilio nella città di Firenze. Maria, cugina di Napoleone III, aveva la possibilità di rimanere nello Stato Pontificio e scelse Perugia come sede più conveniente per l’educazione dei suoi quattro figli.

Nel suo palazzo di Porta Sole, oggi sede della Biblioteca Augusta, la contessa diede vita a un prestigioso salotto letterario e scientifico che divenne uno dei centri del movimento risorgimentale perugino.

Sostenitrice del governo provvisorio della città, dopo le stragi del XX giugno fu costretta ad abbandonarla e vi poté rientrare solo quando Perugia fu annessa al regno piemontese.

C’è una donna in città che prende la parola per condannare le stragi del XX giugno, tanto che poi nel 1860 sarà l’unica donna ammessa eccezionalmente a votare per il plebiscito di conferma dell’annessione delle Marche e dell’Umbria al Piemonte: Alinda Bonacci Brunamonti.

2.via Brunamonti

Poetessa e scrittrice (Perugia 1841 – 1903), Alinda Bonacci sposa Pietro Brunamonti, docente dell’Università di Perugia.

Apprezzata da scrittori del suo tempo, quali Zanella, Tommaseo, De Sanctis, Fogazzaro, inizia giovanissima a comporre versi di carattere religioso, ma nel 1859 le stragi perugine del XX giugno ad opera delle truppe pontificie che massacrano la popolazione inerme della città ribelle le ispirano i versi patriottici e anti-pontifici dei Canti nazionali.

Bellissimo il suo Diario floreale, pubblicato in data abbastanza recente grazie a un ritrovamento di suoi manoscritti con delicate riproduzioni ad acquerello e tempera della flora umbra che lei stessa raccoglie nelle passeggiate.

Ad Alinda Bonacci Brunamonti sono dedicate, oltre alla via, due targhe, una nella casa dove nacque e una nella casa dove morì.

Ecco un’altra poetessa: Vittoria Aganoor (Padova 1855 – Roma 1910).

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Già affermata per le sue liriche, nel 1901 Vittoria sposa a Napoli Guido Pompilj, deputato e letterato umbro, cui la legava un grande affetto, nato anche dall’ammirazione per questo brillante uomo politico. Con lui si trasferisce a Perugia e i suoi impegni perugini sono intervallati da lunghi periodi nella villa di proprietà del marito a Monte del Lago, sulle rive del Trasimeno.

Il 9 aprile del 1910, all’età di cinquantacinque anni, ricoverata in una clinica romana per sottoporsi a un’operazione, dovuta probabilmente all’insorgenza di un cancro, muore improvvisamente, lasciando nello sconcerto i suoi cari. Il dolore provocato dalla sua scomparsa porta il marito a togliersi la vita; dopo aver sistemato velocemente gli affari di famiglia più urgenti, Guido si spara quel giorno stesso. Il gesto di Guido Pompilj conferì un’aura romantica al loro matrimonio e pose le poesie di Vittoria in un’ottica del tutto nuova, favorendone la divulgazione.

A Monaco di Baviera si possono ammirare diversi ritratti di una studiosa perugina considerata tra le più belle del suo secolo: Marianna Florenzi (Ravenna 1802 – Firenze 1870).

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Figlia del conte, Bacinetti di Ravenna, Marianna vive a Perugia dove sposa, a 17 anni, il marchese Ettore Florenzi e, dopo la sua morte, l’inglese Evelyn Waddington, di 25 anni più anziano di lei.

Per quarant’anni mantiene una relazione sentimentale (?) e intellettuale con Ludovico I re di Baviera, che soggiorna più di trenta volte nella sua villa La Colombella (ora proprietà dell’Università per Stranieri) o nel castello di Ascagnano, suscitando le dicerie della gente. Probabilmente le chiacchiere, mai raccolte dal marito inglese, nascevano anche dal suo attivismo culturale, ritenuto spesso ingombrante, quando mosso da menti femminili.

Intelligente, colta, è una delle prime donne iscritte all’Università di Perugia. Studiosa e traduttrice di opere filosofiche, animatrice di salotti culturali nei due palazzi cittadini in via Baglioni e in via del Verzaro, incarna l’ideale dell’intellettuale femminile politicamente progressista del tempo.

Proprio vicino a via Marianna Florenzi troviamo via Caterina Bonucci Sereni (Perugia 1870 – 1956), figlia di un ricco possidente e della contessa Piccolomini.

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Nel 1888 Caterina sposa l’imprenditore Lucio Bonucci, proprietario del Lanificio di Ponte Felcino, primo opificio industriale della provincia e crea a sue spese due asili d’infanzia: uno a Ponte Felcino (1908) e uno a Colombella (1918), affidandone la gestione alla congregazione delle Apostole del Sacro Cuore. Inizialmente destinate ai figli degli operai del lanificio, le due scuole accolgono a titolo gratuito anche bambini provenienti da famiglie disagiate. Caterina Sereni Bonucci organizza anche frequentatissimi corsi di ricamo e cucito che permettono a molte ragazze del luogo di trovare un’occupazione decorosa.

C’è un’altra donna legata al mondo dell’imprenditoria locale a cui la città deve molto sul piano culturale: Alba Buitoni.

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Moglie dell’imprenditore Bruno Buitoni, Alba, “la signora della musica”, ha avuto una certa influenza sul mondo musicale italiano. Tutti i grandi sono passati per l’associazione “Amici della Musica” di Perugia, da lei fondata. Per capirne il ruolo svolto nel panorama culturale italiano occorre fare qualche nome di esibizioni realizzate grazie ad essa e di artisti chiamati a Perugia prima che diventassero celebri: Stockhausen, Dallapiccola, Berio. Pollini, Accardo, Ughi, Abbado, Karajan, Bernstein, Muti, Strawinskij, Poulenc, Hindemith, Messiaen…

La più famosa delle imprenditrici umbre resta sicuramente Luisa Spagnoli (Perugia 1877 – Parigi 1935).

7.Perugia_L.Spagnoli_Spinelli

Nata da Pasquale Sargentini, pescivendolo, e da Maria Conti, casalinga, poco più che ventunenne Luisa sposa Annibale Spagnoli e, con lui, inizia a produrre confetti in un piccolo locale al centro di Perugia. La modesta attività manifatturiera, grazie all’ingresso di altri soci tra cui soprattutto Francesco Buitoni e suo figlio Giovanni, si trasforma piano piano nella più grande industria dolciaria locale: la Perugina. La tavoletta di cioccolato fondente viene battezzata non a caso Luisa. La ditta si espande grazie all’invenzione del Bacio Perugina e alla trasmissione radio più famosa del tempo I quattro moschettieri, legata alla raccolta delle figurine che vede impegnata tutta Italia.

A Luisa si deve l’istituzione, all’interno dello stabilimento, dell’asilo nido per i figli delle dipendenti.

La Spagnoli, oltre ad essere nel consiglio di amministrazione della Perugina, inizia un’altra attività, l’allevamento dei conigli d’angora che utilizza per la produzione della lana d’angora, un filato particolarmente sottile e caldo. I conigli non vengono uccisi e neanche tosati, ma pettinati. Nel 1928 nasce in un sobborgo di Perugia l’Angora Spagnoli , oggi Luisa Spagnoli. Molte famiglie contadine arrotondano i loro guadagni allevando conigli e mandandone per posta a Perugia il pelo. Vicino allo stabilimento si costruiscono casette a schiera per dipendenti e si organizzano asili nido.

Luisa muore a Parigi per un tumore alla gola senza poter vedere il boom dell’azienda Angora Spagnoli, che inizierà circa quattro anni dopo sotto la guida del figlio Mario.

Ora passiamo in via Bettina, una delle targhe più inadeguate di Perugia: non si era mai visto prima che in un’intitolazione la persona in oggetto fosse indicata col solo diminutivo, come se si scrivesse via Peppino invece che via Giuseppe Garibaldi.

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Bettina è Elisabetta Rampielli Fuso. Nata nel 1898 a Bologna, Elisabetta a quattro anni è già a Perugia e, giovanissima, inizia a dipingere.

Nel 1929 sposa Brajo Fuso. Si iscrive all’Accademia, ma dopo due anni la lascia perché vuole essere libera di fare ciò che vuole e come vuole, senza sentirsi imbrigliata da regole che non rispondono ai suoi bisogni. Espone in varie città d’Italia e a Parigi, riceve consensi e attenzione da parte della critica francese e ottiene anche in Italia numerosi premi e riconoscimenti.

Durante il fascismo e fino agli anni Cinquanta, il salotto di Bettina e Brajo, all’ultimo piano di palazzo Cesaroni, sopra i tetti di Perugia, è un centro culturale dei più vivi, dove lo stesso Brajo, spinto dalla moglie, diventa artista, e che artista!

In quella casa è ospite il ventenne Renato Guttuso, che ritrae Bettina, e il giovanissimo Alberto Moravia, che a Perugia scrive diverse pagine de Gli indifferenti. Qui passano Curzio Malaparte, Felice Casorati, Enrico Falqui, Cesare Zavattini, Giulio Carlo Argan, Mario Mafai, Aurelio De Felice, Alberto Burri, Gerardo Dottori, Giuseppe Ungaretti, Gianna Manzini con l’amatissimo gatto Felicino.

Verso la fine degli anni ’60 Bettina smette di dipingere, per dedicare tutte le sue energie alla realizzazione del sogno di Brajo: il Fuseum. Il termine deriva dalla fusione delle parole “Fuso” e “Museum” ed è un contenitore sui generis delle opere di Brajo. In quel bosco incantato, tuttavia, si avverte ancora la presenza amorevole di Bettina

Concludiamo il viaggio sulla città con una delle intitolazioni più recenti del comune di Perugia, una figura di donna che è insieme religiosa e intellettuale: Cecilia Coppoli, presso la Corte delle Clarisse.

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Nel nuovo quartiere che sta sorgendo dalla ristrutturazione del vecchio Ospedale di Monteluce, proprio nella zona dove si trovava l’antico convento delle Clarisse ci sono oggi due piazze femminili: Corte delle Clarisse e piazza Cecilia Coppoli (1426 – 1500), che fu badessa in quel convento.

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Cecilia, al secolo Elena, di nobile e illustre famiglia, figlia unica, fu educata come un maschio, cioè, cosa inaudita per il tempo, “il genitore la fece istruire nelle greche e latine lettere”(Cfr. GIO. BATTISTA VERMIGLIOLI, Biografia degli scrittori perugini e notizie delle opere loro ordinate e pubblicate, Perugia, 1829). Poetessa e umanista, donna di grande cultura, scelse la vita monastica e collaborò con i pontefici per la riforma in senso spirituale dei monasteri di cui fu badessa.




LAVORATRICI IN PIAZZA

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LAVORATRICI IN PIAZZA

IV Convegno nazionale di Toponomastica femminile

Libera Università di Alcatraz – Gubbio, località Santa Caterina (PG)

18-20 settembre 2015

 

Programma

ANTEPRIMA

Mercoledì 16 settembre

Terni – Ore 17

Bct – Biblioteca comunale – Caffè letterario  (piazza della Repubblica, 1)

Incontro con Ester Rizzo autrice di Camicette bianche. Oltre l’8 marzo (Navarra 2014)

Coordina Carla Arconte, presidente IrsUM e vice presidente ISUC

Interverranno Daniela Tedeschi, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Terni,

e Maria Pia Ercolini, fondatrice e presidente dell’associazione Toponomastica femminile

Mostre sulle intitolazioni femminili collegate al libro e su donne di penna nella toponomastica nazionale

Giovedì 17 settembre

Gualdo Tadino – Ore 17

Mediateca del Museo dell’Emigrazione Piero Conti (via del Soprammuro)

Incontro con Ester Rizzo autrice di Camicette bianche. Oltre l’8 marzo (Navarra 2014)

A seguire: visita del museo

APERTURA CONVEGNO

 

Venerdì 18 settembre

Mattina. Didattica itinerante in ottica di genere. Orientamento al lavoro

L’imprenditoria femminile nel territorio umbro, tra memoria e futuro

Ore 9.00-10.o0 –Visita al Laboratorio di tessitura Giuditta Brozzetti

http://www.brozzetti.com/default.html

appuntamento ore 9.00 in via Tiberio Berardi, 5/6

Ore 10.30-11.30 –Visita al Laboratorio di vetrate artistiche Moretti Caselli

http://www.studiomoretticaselli.it/

appuntamento ore 10.15 in via Fatebenefratelli, 2

SPUNTINO LIBERO A PERUGIA

Ore 13.30 – Alcatraz, sistemazione nelle camere

 

Pomeriggio. Tavoli di lavoro

Ore 15-17

1A. Didattica e toponomastica: condivisione delle esperienze, progetti locali, nazionali, europei contro la dispersione scolastica, l’orientamento al lavoro, e la prevenzione della violenza.

Conducono Pina Arena e Danila Baldo.

Con mostra fotografica leggera sulle esperienze didattiche

1B. Lavoro femminile: memoria e futuro.

Conducono Irene Giacobbe e Barbara Belotti

Con mostra fotografica leggera sulle targhe delle professioni

Ore 17-19

2A. Toponomastica femminile in Italia e all’estero: esperienze, collegamenti, intenzioni, reti, azioni, confronti istituzionali.

Conducono Ester Rizzo e Livia Capasso

Con mostra fotografica leggera sulle targhe estere e sulle vie/donne umbre.

2B. La Dea madre: un fil rouge dal matriarcato al post-femminismo.

Conducono Nadia Cario e Manila Cruciani

 

Sera

Jacopo Fo: Educazione al sentimento come prevenzione della violenza (1° parte)
Sabato 19 settembre

Mattina – Relazioni convegno
Ore 9.00-9.45 – Saluti delle istituzioni e delle associazioni coinvolte

Conduce Paola Spinelli (Tf Umbria)

Brevissimi interventi di

  • Maria Pia Ercolini (Tf nazionale)
  • Manila Cruciani (per Tf Terni)
  • Fausto Dominici (FNISM)
  • Livia Capasso (Presidente giuria concorso Sulle vie della parità)
  • Luana Conti (BCT-Biblioteca Comunale di Terni)
  • Filippo Maria Stirati, Sindaco di Gubbio

 

Ore 9.45-10.00 – TOPONOMASTICA E DIDATTICA – relazione tavolo di lavoro 1A

Con mostra fotografica leggera sulle esperienze didattiche.

RELAZIONANO E CONDUCONO Pina Arena, Danila Baldo

Ore 10.00-10.15 – Giovanna Conforto: tecnica di narrazione di paesaggi urbani e rurali

Ore 10.15 – 10.30 – Manila Cruciani: la tecnica del Kamishibai

 

Ore 10.30 – 10.45  Pausa caffè

Ore 10.45-11 – LAVORO FEMMINILE – relazione tavolo di lavoro 1B

RELAZIONANO E CONDUCONO Irene Giacobbe e  Barbara Belotti

Ore 11.00-11.15 – Fortunata Dini: donne, salute, benessere e lavoro

Con mostra fotografica leggera sulle intitolazioni a donne mediche e paramediche.

 

Ore 11.15-11.35 – TOPONOMASTICA ITALIANA ED ESTERA – relazione tavolo di lavoro 2A

Con mostra fotografica leggera sulle targhe estere e umbre.

RELAZIONANO E CONDUCONO Ester Rizzo e Livia Capasso

Ore 11.35-12.00 – La parola alle istituzioni, con Irina Imola e Paola Lanzon

 

Ore 12.00- 12.15 – DEA MADRE – relazione tavolo di lavoro 2B

Con mostra fotografica leggera sulle archeologhe.

RELAZIONANO E CONDUCONO Nadia Cario e Manila Cruciani

Ore 12.15-12.30 – Alessandra Bravi – Antiche Dee madri: archeologia dell’immaginario femminile

Ore 12.30 12.45 – Benedetta Selene Zorzi –Maria di Nazareth e la Dea madre: una lettura teologica femminista

Ore 12.45 – 13.15 – relazione Marisa Pizza – Franca Rame e la dea madre – video su Franca Rame.

 

Pomeriggio – Visita a Terni in ottica di genere

Ore 14.30-15.30

Alcatraz-Terni – pullman 50 posti offerto dal Comune di Terni (in ordine di prenotazione)

In collaborazione con la Coop. Sociale ACTL

Pullman 50 posti offerto dal Comune di Terni (in ordine di prenotazione)

In viaggio, relazione:

Cooperativa ACTL – Storia e memoria del lavoro femminile in fabbrica a Terni: lo Iutificio Centurini, il Lanificio Gruber, le Acciaierie e la Fabbrica d’Armi

Narrazione e ascolto musicale a cura di Carla Arconte

Ore 15.45-16.30 – Visita al museo Archeologico CAOS (viale Luigi Campofregoso, 98) e alla mostra fotografica itinerante Donne e Lavoro di Toponomastica femminile.

A cura di Manila Cruciani

Ore 16.45-17.30 – Visita alla biblioteca comunale – BCT – chiostrina (piazza della Repubblica, 1), che ospita la sezione Donne di penna della mostra Donne e Lavoro

A cura di Luana Conti

Ore 17.45-18.30 – La fortuna di avervi incontrate, ritratti di donne tra video e dipinti, a cura di Francesca Ascione, pittrice e videomaker. Vernissage della mostra personale e visione di corti

Casa delle Donne (via Ludovico Aminale, 20/22)

Ore 18.45-19.45

Terni-Alcatraz

In viaggio, relazione:

Storia e memoria del lavoro femminile a Perugia: Luisa Spagnoli

A cura di Paola Spinelli

 

Sera

Jacopo Fo: Educazione al sentimento come prevenzione della violenza (2° parte)

 

 

Domenica 20 settembre

Mattina

Ore 8.00-11.00 Assemblea delle socie

Ore 11.00-13.00 Conclusioni

– Report assemblea delle socie (Barbara Belotti e Rosa Enini)

– Proposte operative

– Progetti in atto e futuri

Pomeriggio (per chi resta)

Passeggiata sul sentiero delle lavandaie