Incontri jazz

La terza settimana di marzo sarà molto interessante per tutti gli amanti e le amanti del jazz. Vi segnaliamo qui diversi eventi che crediamo possano fare al caso di chi segue questo genere con grande passione.

Al WoPa Temporary di Palermo il 21 marzo c’è il Wallace Roney Quintet, mentre il 22  l’ex bassista degli Area, Ares Tavolazzi, sarà al teatro sociale di Bergamo in compagnia della pianista Rita Marcotulli, del batterista Alfredo Golino e di Logan Richardson al sassofono. Quest’ultimo, durante la serata, proporrà del materiale tratto dal suo disco Blues People.

Se siete appassionati della canzone napoletana, il 23 non potete lasciarvi sfuggire Danilo Rea e Peppe Servillo che ripropongono in chiave jazz alcuni dei più grandi classici di Murolo, Bovio e Carosone. Il duo piano-voce si esibirà al Teatro Shalom di Empoli, non lontano da Firenze.

Il 24 marzo Javier Girotto sarà al Teatro Comunale Giotto di Vicchio, vicino Firenze, con il suo progetto Aires Tango, che rivisita il tango argentino secondo le sue radici musicali di chiara impronta jazzistica. Le sonorità classiche del genere sanno riproposte in una chiave inedita ma fedele della tradizione. Il sassofonista e compositore (abile sia al sax baritono che soprano, oltre che al clarinetto) verrà accompagnato da Marco Siniscalco al basso, Michele Rabbia alla batteria e Alessandro Gwis al pianoforte.

Altro evento di rilievo, sempre dello stesso giorno è l’esibizione del Camille Thurman Quartet al Querce Country Club di Sarottino, in provincia di Catanzaro.

FOTO1 (Camille Thurman)

La sassofonista americana è nota per le sue collaborazioni con Alicia Keys, Wynton Marsalis, George Coleman, Roy Haynes e Diane Reed, oltre ad aver inciso due ottimi dischi come Origins e Spirit Child, usciti entrambi nel 2014. Verrà in Italia con il suo quartetto, con il quale proporrà per lo più brani dagli album sopra menzionati, assieme a Marco Menzola (contrabbasso), Nico Menci (pianoforte) e Darrell Green (batteria).

Notevole è anche una delle serate (quella del 25) del Bergamo Jazz Festival, in cui due giganti del jazz italiano come Paolo Fresu e Enrico Rava suoneranno assieme al grande pianista americano Uri Caine e ad un altro grande trombettista come loro, Dave Douglas (quattro nomi spesso presenti nel cartellone del festival). Si tratta di un evento imperdibile per tutti gli amanti del genere, che chiama a raccolta dei nomi fondamentali per quello che è stato il panorama degli ultimi trent’anni (contando anche il prezioso contributo della sezione ritmica, con Linda May Han Oh al basso e Clarence Penn alla batteria). Il concerto avrà luogo al Creberg Teatro.

Fresu si esibirà anche in altre date questa settimana: il 26 al Teatro Novelli di Rimini con Danilo Rea (pianoforte) e il 27 a Bollate, vicino Milano, con il suo Devil Quartet, le cui sonorità sono però molto più influenzate dal rock.

Degno di nota è anche il Vein Trio di Basilea per una notte esclusiva a San Lazzaro di Savena (BO). Il trio svizzero, noto per le sue rivisitazioni dei brani di Ravel in VEIN Plays Ravel, per un grande disco come Jazz Talks o per le collaborazioni con Dave Liebman e Greg Osby, suonerà per lo più materiale proprio, ma potrebbe suonare anche composizioni di altri autori (sono anche noti per aver rimesso mano ad alcuni brani dell’opera Porgy and Bess).

FOTO 2 (Camille Bertault)

Se invece siete in cerca di una cantante, potreste andare il 28 a sentire Camille Bertault che esegue brani dal suo disco Pas de Géant allo Spazio Alfieri di Firenze.




Le donne del blues e del jazz

Di Livia Capasso e Maria Pia Ercolini

Nell’ambito del Festival Le Compositrici, organizzato nella capitale dall’Università Roma Tre e della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, si apre domani al pubblico, nei locali del teatro Palladium, a Garbatella, una nuova sezione tematica della mostra Donne e Lavoro, curata dall’associazione Toponomastica femminile.

locandinaEuroma2.05

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Il festival, giunto alla sua terza edizione, vuole mettere in risalto opere scritte da musiciste, spesso rimaste nell’ombra, a cui la storia non ha riservato un posto nella memoria collettiva. Molte opere sono disperse, poche sono pubblicate, e anche quando le loro autrici hanno incontrato successo in vita, sono state spesso dimenticate dopo la morte.

Autrici e autori della nuova sezione della mostra sono per lo più docenti d’ateneo e di conservatorio, musiciste e orchestrali.

Non mancano interventi trasversali al tema della composizione, incursioni in altri territori musicali, sguardi sulla contemporaneità.

E tra questi cade lo sguardo sui pannelli dedicati alle donne del jazz e del blues, opera di Mauro Zennaro, relatore, tra l’altro, di un “duetto” con il docente e sassofonista Eugenio Colombo, alla giornata di studi Le Compositrici (Giovedì 14 aprile – Istituto di Scienze della Formazione, Università Roma Tre).

Saranno le successive immagini a raccontare, in due puntate, la storia di queste grandi artiste.

2.Gertrude   3.Bessie

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“È difficile definire il blues. Come per tutta la musica popolare, ne abbiamo notizie certe solo da quando è stato possibile registrarne i suoni. Sul prima, si possono fare solo ipotesi. La musica popolare nasce dalla voce, lo strumento più universale ed economico, adatto a cantare melodie e parole. Come il flamenco, il fado, il rebetiko e tanti altri generi, il blues parla di amore infelice, di soldi che non bastano mai, di sesso: molto dolore e qualche piacere.”

4.Billie    5. Rosetta

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“Il popolo nero, deportato nel Nuovo continente in schiavitù, adattò i suoi canti alla nuova lingua e inventò modi nuovi di suonare gli strumenti che trovava: qualche semplice percussione, la chitarra, il banjo, l’armonica, l’armonium delle chiese rurali. Nelle piantagioni la gente nera era allevata con criteri zootecnici e i maschi in eccesso venivano venduti. Nasce dunque una canzone tipica: il blues del letto vuoto, quello delle donne che improvvisamente perdevano i loro uomini. Con la fine della schiavitù le donne continuarono a restare, lavorando nelle case bianche come domestiche, mentre gli uomini emigravano seguendo il lavoro stagionale nei campi e quello definitivo nelle industrie del Nord. “Mi sono svegliata questa mattina” e ho trovato il letto vuoto: I woke up this morning è l’incipit più tipico del blues.”

6. Big Mama  7. Nina

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“Le grandi donne del blues nascono povere, hanno vite difficili ma hanno dato vita alla grande musica del Novecento. Il jazz, il rock e anche tanta musica “colta” sarebbero impensabili senza il loro canto.”

8.Janis

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