“Riding the buffalo”, la rubrica di Impagine per migliorare l’informazione on-line

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Troppe notizie false circolano in rete  rendendo pericoloso l’uso dell’informazione on line, tante le polemiche, poche le azioni volte a migliorarla e a tutelare i lettori.

Non è difficile cadere nei tranelli architettati da siti internet che diffondono informazioni non vere infischiandosene dell’etica. Eppure riescono a farla franca, a restare  on-line e a galleggiare nei motori di ricerca.

Il livello culturale dei lettori conta poco di fronte a queste trappole mediatiche in gran voga e diffusione. Basta poco per cadere nelle trappole tese da gente spregiudicata e senza scrupoli, pronta a diffamare e a ledere la dignità della persona, chiunque essa sia, pur di ottenere proventi dalla pubblicità veicolata tramite siti immorali che attraverso like e condivisioni circolano potentemente sui social network, dove, sappiamo bene, l’opinione pubblica si forgia. Basta  un minimo di distrazione e anche l’occhio più attento, il lettore più scaltro e abituato  finisce in trappola.

E’ successo anche alla nostra redazione di inciampare in uno di questi tranelli, ma siamo gente vaccinata e, invece di sbattere fuori il malcapitato redattore, abbiamo deciso di mettere in campo un’azione volta al miglioramento dell’informazione on-line, perchè riteniamo doveroso da parte di un giornalista 2.0  segnalare i siti che non rispettano la deontologia. Chi vuol fare buona informazione oggi non può solo limitarsi a confezionare notizie, deve esercitare controllo.

Questa rubrica nasce con l’intento di fermare le bufale, di domarle.

Non pensiamo che la rete e i social abbiano dato parola a “legioni di imbecilli” (Umberto Eco) e per questo costituiscano il male peggiore, è risaputo che la madre degli stolti è sempre incinta ovunque ella abiti,  ma riteniamo che il web vada usato in maniera corretta, regolamentata, e gestito come tutte le comunità. E’ necessario dunque che ognuno faccia la propria parte. Noi abbiamo deciso di calvalcare le bufale. Fatelo anche voi. Inviate segnalazioni a redazione@impagine.it




Anche i non-luoghi hanno barriere. “Impagine” le supera rispettando le direttive W3C

Quando si pensa a una barriera generalmente si immagina qualcosa di solido e possente  che impedisca l’accesso a un luogo.  I luoghi in cui dovrebbe svolgersi la vita democratica di tutti i paesi del mondo hanno molte barriere, che impediscono non solo l’accesso, ma anche la diffusione di informazioni verso l’esterno.

Sino alla metà del secolo scorso, per svolgere la propria  funzione, al giornalismo bastava superare queste barriere. Ma con l’avvento delle nuove tecnologie e la nascita del web gli ostacoli si sono innalzati all’ennesima potenza: le barriere non riguardano più soltanto i luoghi fisici, ma soprattutto quelli virtuali, i non-luoghi, i cosiddetti social. Paradossalmente , nella società dei social network, il non-detto è molto più di quanto viene comunicato.

La sfida del giornalismo contemporaneo sta nell’abbattere le barriere che si frappongono tra il lettore e la fruizione democratica delle notizie, che impediscono alle minoranze di diversa origine (socio-economica, socio-culturale, psico-fisica, etnica, ecc.) di avere accesso all’informazione.

Il nostro gruppo editoriale si è posto un obiettivo molto alto e difficile da perseguire: garantire l’accesso ai contenuti del proprio webzine al maggior numero di persone possibile non di meno ai diversamente abili.

Raggiungere utenti con disabilità e permettere loro la navigazione è possibile attraverso un’interfaccia grafica progettata rispettando le direttive W3C.

Impagine  è un giornale  per chi ama  la libertà di opinione, di parola, di espressione, di stampa: la Democrazia. Perchè divulgare nel modo più completo le notizie di cui è a conoscenza è il primo dovere di un giornalista che voglia distinguersi da un imbrattacarte.