ITALIA – Napoli, nuova frontiera delle intitolazioni al femminile

di Giuliana Cacciapuoti

Riequilibrare e rendere visibile il talento delle donne nelle strade della città, quale atto duraturo e non effimero, è stato il primo obiettivo del nuovo innovativo “Regolamento per la toponomastica cittadina” di Napoli.

Se occorre essere nominate per essere ricordate, Napoli, città femminile per eccellenza nell’immaginario collettivo, ha cominciato, a partire dalla Regolamentazione odonomastica rivisitata in chiave di genere, a colmare il divario tra intitolazioni al maschile e al femminile presenti in ogni città.

Intitolare a donne memorabili sempre più strade, con un criterio generale condiviso dalla Commissione per la Toponomastica cittadina presieduta dal Sindaco, che considera la toponomastica un veicolo identitario della città, è stato un primo significativo esordio della nuova Commissione. Importante è stato introdurre, nelle valutazioni per la scelta di intitolazioni, il punto di vista di una toponomastica femminile, attraverso figure di donne “notevoli” e non solo donne “vittime”.

Lo sguardo di genere ha prodotto e sostenuto alcuni cambiamenti importanti, come rivedere l’odonomastica cittadina favorendo la partecipazione al procedimento amministrativo dell’intera cittadinanza, enti gruppi e associazioni. Con la promozione nel settore scolastico di concorsi d’idee, classi intere si sono confrontate sulle scelte dei nomi di donne da assegnare alle strade cittadine. Si sono poi applicati nell’assegnazione degli odonimi al femminile criteri quali intitolare strade prima a napoletane illustri, poi a italiane o straniere che avessero avuto un rapporto privilegiato con la città, e infine dedicare spazi a donne di cultura scientifica o letteraria nelle vicinanze di istituti scolastici, facoltà universitarie e luoghi di formazione. A oggi sono 44 i nuovi luoghi, tra strade giardini, belvederi, scuole e auditori dedicati a donne con un ruolo rilevante nella storia politica scientifica artistica letteraria di Napoli.

In molte città la maggioranza delle strade dedicate alle donne si trova in periferia. Non è proprio così a Napoli: delle 278 targhe che recano nomi di donne, molte sono nel centralissimo quartiere di Chiaia San Ferdinando.

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Foto di Luciana Sarnataro

Via Vannella Gaetani, principessa filo angioina che mise in salvo i suoi cinque figli al tempo della Congiura dei Baroni (1485-1487) portandoli fuori dal regno con grande sagacia, fuggì, sotto il naso di Ferrante d’Aragona, nella confusione della festa di Piedigrotta dal molo di Mergellina.

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Foto di Mauro Zennaro

Via Partenope, venerata come dea protettrice e mitica fondatrice della città, si trova a pochi passi dal Lungomare Caracciolo e dalla spiaggetta del Castel dell’Ovo su cui si adagiò il corpo ferito della leggendaria sirena.

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Foto di Maria Pia Ercolini

Non lontano s’incontra Largo Principessa Rosina Pignatelli (m. Napoli 1955) che, prima di morire, donò allo Stato italiano la sua villa, oggi sede museale.

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Foto di Giuliana Cacciapuoti

Proprio dove c’era la redazione del suo giornale e dove si espresse la sua penna autorevole in cronache politiche e di costume, c’è Piazzetta Matilde Serao (Patrasso 1856 – Napoli 1927), la prima donna in Italia a fondare e dirigere un giornale.

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Foto di Luciana Sarnataro

Le strade della collina del Vomero sono dedicate all’Arte, una strada è intitolata alla pittrice ritrattista di origine svizzera Angelica Kauffman (Coira 1741 – Roma 1807).

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Foto di Maria Rosaria Di Segni

Il ponte della Sanità, che sovrasta uno dei più antichi rioni della città, è stato dedicato all’eroina delle Quattro giornate di Napoli, la partigiana Lenuccia, o meglio Maddalena Cerasuolo (Napoli 1920- Napoli 1999).

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Foto di Luciana Sarnataro

Via Giuseppina Guacci Nobile ricorda la dantista e mazziniana (Napoli 1807-Napoli 1848), poeta napoletana e patriota del Risorgimento che sosteneva anche con la sua poesia. Nella sua casa di Capodimonte ospitava incontri con i liberali e fu attiva nel circolo politico delle poete Sebezie.

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Foto di Rita Ambrosino

Il quartiere di Ponticelli che ha avuto un’espansione urbanistica notevolissima e dunque molte nuove strade da dedicare, ospita in particolare nomi di artiste, attrici, cantanti e donne del cinema. Via Elvira Notari (Salerno 1875 – Cava de’ Tirreni 1946), prima italiana regista prima autrice cinematografica tra le più prolifiche e titolare della sua casa di produzione la Dora Film; adiacente alla sua la via Marylin Monroe (Los Angeles 1926-Brentwood L.A. 1962).

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Foto di Rita Ambrosino

Tanto forte è l’intento di rendere omaggio a figure dell’arte dello spettacolo che quasi non ci si rende conto del fatto che, in realtà, la strada dedicata a Filumena Marturano, è rivolta alla protagonista dell’opera di De Filippo (1946), una figura immaginaria, archetipo di donna concreta e reale, protagonista della scena di Napoli.

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Foto di Rita Ambrosino

Sempre nel quartiere di Ponticelli, via Vera Lombardi (1904-Napoli 1995), è dedicata all’educatrice antifascista e socialista, animatrice indimenticata e presidente dell’Istituto campano per la Storia della Resistenza che, dopo la sua morte, le è stato intitolato.

Giuliana Cacciapuoti

Arabista, docente esperta di cultura arabo islamica. Coordina progetti nel campo delle attività di relazione culturale e di genere, relazioni euro/mediterranee, nuove tecnologie per donne, migranti, fasce deboli, con le Istituzioni pubbliche e/o privato sociale. S’impegna a fornire al pubblico non musulmano uno sguardo imparziale vario e approfondito del Nord Africa e del Medio e Vicino Oriente. Nel 2014 ha fondato GCCK “connecting knowledge” formazioni informazioni e consulenze mondo arabo islamico. E’ componente della Commissione consultiva per la Toponomastica del Comune di Napoli.




ITALIA – La toponomastica per misurare il sessismo delle città

di Marina Convertino

La toponomastica come scienza che studia i toponimi e i nomi di luoghi, così come l’abbiamo studiata e come siamo abituati a pensarla, nel 2012 vede un allargamento della prospettiva e una riconsiderazione radicale dei suoi confini, grazie all’idea di Maria Pia Ercolini docente e autrice di guide di genere, che semplicemente associando l’aggettivo ‘femminile’ al termine, rivela una verità presente da sempre, eppure da sempre ignorata: l’invisibilità delle donne in quello che è il catalogo delle memorie presente nelle strade.

A gennaio del 2012 viene fondato il gruppo Toponomastica femminile utilizzando il social network facebook: il gruppo cresce connettendo energie e competenze, allaccia relazioni strategiche e si sviluppa in maniera virale arrivando a superare oggi 8.000 adesioni di persone impegnate in uno studio di ricerca che investe sia il territorio nazionale che quello estero, catturando da subito la simpatia dell’opinione pubblica e l’interesse della stampa (da quella nazionale a testate straniere come la BBC e The Times).

Il lavoro collettivo, si muove  dal censimento di strade, piazze, giardini per evidenziare la disparità di genere esistente, articolandosi in breve tempo in numerosissime iniziative come  raccolte firme e campagne di sensibilizzazione per l’intitolazione di strade a protagoniste della scienza e della società civile.

Con le recenti scomparse di importanti donne di cultura, sono state avviate: “Una strada per Miriam” in onore di Miriam Mafai, “La lunga strada di Rita” per celebrare Rita Levi Montalcini, “Una Margherita sulle nostre strade” a sostegno di Margherita Hack e “Una scena per Franca” in ricordo di Franca Rame.

La campagna “8 marzo 3 donne 3 strade”, lanciata a un mese dalla fondazione del gruppo, è rivolta a tutti i Sindaci e le Sindache d’Italia con la richiesta di intitolare tre strade a tre donne: una figura di rilevanza locale, una di rilievo nazionale e una straniera, per unire le tre anime del Paese.

Per  approfondire la conoscenza delle partigiane che hanno contribuito alla liberazione dell’Italia e celebrare in ottica paritaria il 25 aprile parte il progetto “Partigiane in città” e  in occasione del 2 giugno il progetto “Largo alle Costituenti”, con l’intento di far riemergere dall’oblio  le madri costituenti.

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Attraverso una intensa collaborazione nell’ambiente virtuale della rete, la toponomastica è diventata all’improvviso un terreno fertilissimo di studio per misurare il sessismo che  caratterizza le città. Dai censimenti capillari condotti su tutti i Comuni italiani, si rileva un indice nazionale di femminilizzazione delle strade valutato intorno all’8%, vale a dire dodici strade dedicate a uomini per ogni intitolazione femminile, e si scopre che gli odonimi celebrativi contribuiscono a formare un immaginario collettivo fatto quasi esclusivamente di uomini illustri, che lascia uno spazio al genere femminile marginale e fortemente indirizzato verso figure religiose: sante e beate, madonne nelle diverse declinazioni, benefattrici e martiri cristiane. Poche le donne politiche, di scienza, di storia, d’arte.

Anche in Puglia, che è la regione dove molta attenzione viene dedicata alle politiche di genere e della quale ci occuperemo principalmente in questo spazio, alternando fotoreportage e articoli nazionali ed esteri, la ricerca sta facendo emergere una forte discriminazione nei confronti del genere femminile, scoprendo che  anche gli spazi urbani fatti di targhe stradali e commemorative, monumenti, pietre d’inciampo, riflettono una cultura androcentrica che non tiene conto di tanti nomi femminili meritevoli di essere ricordati.

Toponomastica femminile conduce una battaglia culturale di recupero della memoria femminile, scrivendo biografie femminili pubblicate su diverse testate on line e siti, che siano di supporto e di ispirazione alle Commissioni toponomastiche. Organizza ogni anno convegni nazionali e regionali, allestisce mostre fotografiche ricchissime di immagini provenienti dall’Italia e dall’estero; collabora con Wikipedia nella realizzazione di voci inedite. Con il supporto della FNISM – Federazione Nazionale Insegnanti – e il patrocinio del Senato della Repubblica, ha promosso il concorso “Sulle vie della parità” alla sua seconda edizione, rivolto a tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Il lavoro coinvolgente ed appassionante del gruppo, che già nei primi mesi di vita è riuscito a raggiungere molti dei suoi obiettivi e ha saputo coinvolgere le amministrazioni locali e la pubblica opinione,  ha consentito di raggiungere diversi riconoscimenti: Toponomastica femminile vince il  concorso “Nome dell’anno 2012” indetto dalla Rivista Italiana di Onomastica» (RION), l’VIII edizione del concorso nazionale DONNAèWEB, promosso da Tag Gender Art & Tecnologies e Cna Toscana per valorizzare la creatività femminile in rete e il premio nazionale Immagini Amiche promosso dall’UDI.

Toponomastica femminile oltre a essere presente su facebook, ha un suo sito dove è possibile consultare i dati dei censimenti delle varie province e le tante sezioni dedicate ai percorsi femminili ai progetti, alle biografie, alle proposte di intitolazione: http://www.toponomasticafemminile.com/.

Da dicembre di quest’anno il gruppo si è costituito formalmente in Associazione, alla quale rivolgiamo i nostri auguri perché forte delle sue radici consolidate, cresca ancora di più nell’attività di ricerca e di recupero della memoria storica delle donne, di divulgazione della cultura di genere, contribuendo in misura significativa alla  sensibilizzazione delle istituzioni e all’ apertura degli orizzonti delle giovani generazioni.

Buon 2015 da Toponomastica femminile!

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Marina Convertino

Associazione Toponomastica femminile – Referente Puglia

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