L’isola di Eleonora e la Toponomastica femminile: scuole, comuni, regione all’opera!

Ricca e articolata si presenta l’attività di Toponomastica femminile nel territorio sardo. Dai risultati ottenuti in questo semestre, si ha la sensazione che un’ondata d’aria fresca sia entrata nei comuni, laddove la toponomastica di genere è troppo spesso ignorata dalle amministrazioni locali. 

Dalla riflessione sulla ridotta presenza delle intitolazioni femminili nell’odonomastica cittadina, si è passati alle iniziative e alle buone pratiche. 

Col supporto metodologico della ricerca-azione in molte scuole si sono raggiunti risultati d’indagine che hanno avvalorato quelle percentuali, ovunque bassissime, di strade intitolate alle donne, creando nelle giovani generazioni il desiderio di adoperarsi per colmarne il vuoto. 

Sono scaturite con forza dal mondo della scuola, proposte di nuove intitolazioni, sia a donne famose sia a donne meno note ma comunque legate alla memoria collettiva del proprio comune, di cui è stato bene riconoscerne meriti e qualità nell’esercizio del proprio mestiere: tessitrici, ostetriche, infermiere, mediche, insegnanti…

Nel panorama dell’isola è nata una condivisione d’intenti anche attraverso il gruppo di donne guidate dalla presidente della Commissione delle Pari Opportunità della Regione, Gabriella Murgia, con la proposta di un progetto condiviso chiamato Toponomastica al femminile, a sua volta monitorato nel territorio dalla commissaria Chiara Furlanetto. 

A Oristano, l’11 novembre 2017, l’incontro “Memorie, saperi, sguardi: dalle targhe stradali alla ricostruzione delle storie femminili”, promosso dalla Commissione regionale per le Pari Opportunità, ha lanciato l’iniziativa a scuole, sindache e sindaci, consigliere e commissarie della Pari Opportunità di otto comuni sardi. 

Il progetto, che in Sardegna porta la firma della Commissione regionale per le pari opportunità, s’ispira alla ricerca nazionale promossa dall’associazione Toponomastica femminile, la cui presidente, in quella giornata, coadiuvata dalla referente regionale dell’associazione, lo ha presentato a primi cittadini e capi d’istituto degli otto Comuni aderenti: Borutta, Ploaghe, Lotzorai, Fonni, Lunamatrona, Santulussurgiu, San Nicolò Gerrei e Villamassargia.

Ed ecco i risultati in chiusura dell’anno scolastico.

Foto 1-2. Villamassargia: intitolazioni a Nadia Gallico Spano e Fanny Trastu

8 Giugno 2018, Villamassargia (SU)

Cerimonia di intitolazione di tre targhe: 

Nadia Gallico Spano, costituente e partigiana; 

Luisa Orrù. antropologa dell’Università di Cagliari; 

Fanny Trastu, maestra tessitrice del paese. 

Il Museo “Casa Fenu” ha ospitato l’iniziativa organizzata dalla sindaca, Debora Orrù. 

Le ragazze e i ragazzi della classe III/A della Scuola Secondaria di Primo grado di Villamassargia hanno presentato il video vincitore del concorso nazionale “Sulle vie della parità”.

Presenti i genitori, i parenti delle donne cui sono state intitolate le strade; il Gruppo cagliaritano dell’associazione Toponomastica femminile – con Agnese Onnis, Rita Sanna e Maria Cocco; Simona Spada per la Commissione P.O. Regione Sardegna.

Foto 3. Ploaghe

8 Giugno 2018, Ploaghe (SS)

Presso il Centro di aggregazione sociale “Don Quirico Usai”, alla presenza del sindaco Carlo Sotgiu, l’assessora alle Pari opportunità del Comune di Ploaghe Maria Grazia Medde e la classe II/B, guidata dalla docente Delia Garau, sono state presentate le figure di prossima intitolazione: 

Maria Francesca Canu, maestra di Ploaghe e prima donna con la patente di guida – necessaria per raggiungere le scuole dei piccoli comuni – insignita del premio di benemerenza;

Eva Mameli Cubeddu Calvino, botanica di fama e figlia della concittadina ploaghese Maddalena Cubeddu;

– Caterina Angela Uleri, “levatrice” condotta della comunità ploaghese dal 1926 al 1967, nata e vissuta nel Comune;

Maddalena, la maestra di Dottrina, una sostituta tra le maestre donne pie, che supplì il parroco nell’insegnamento del catechismo nel paese, amata e stimata dalla comunità.

9 Giugno 2018, Borutta (SS)

Presso il Centro di Educazione ambientale (ex asilo) a Borutta, il progetto sostenuto dall’Amministrazione comunale e dall’Istituto comprensivo di Thiesi, ha riportato alla luce tre protagoniste della storia e della cultura locale:

– Ninetta Bartoli, prima sindaca d’Italia, alla quale sarà intitolata l’attuale piazza Kennedy per gli «altissimi meriti in campo professionale e politico». Ninetta Bartoli venne eletta prima cittadina nel 1946, con un vero plebiscito (89% delle preferenze) e rimase in carica fino al 1958.

– Maria Carta, di Siligo, artista sarda di fama e cultrice del canto locale, etnomusicologa, attrice e deputata nel PCI;

– Gemina Fernando di Pozzomaggiore, scrittrice e traduttrice.

Alle tre donne, cui sono state intitolate tre strade nel paese, è stato dedicato un suggestivo reading letterario: la classe II/B di Thiesi ha simulato un incontro narrativo: Ninetta  Bartoli racconta l’inaugurazione del monastero di San Pietro di Sorres; Maria Carta legge “Canto Rituale”e Gemina Fernando legge un brano tratto da “Gli Shardana dal cuore ribelle”. Il reading si è concluso con l’esecuzione di un brano musicale suonato dalla classe.

Foto 4-5. Una delle brochure elaborate dalla classe

Alla riapertura delle scuole si attende una nuova tornata di iniziative.




Toponomastica solidale

Partono in questa settimana gli ultimi pacchi di libri donati alle scuole terremotate.

Il 27 agosto 2016, immediatamente dopo il tragico evento che ha colpito le regioni dell’Italia centrale, è nata la campagna TOPONOMASTICA SOLIDALE-CI AIUTATE AD AIUTARE? L’obiettivo era quello di dare la possibilità a molte/i bambine/i e ragazze/i di affrontare con qualche disagio in meno un difficilissimo anno scolastico.
Nel giro di qualche settimana abbiamo organizzato la consegna diretta  del materiale didattico che ci veniva inviato, a scuole e docenti delle zone terremotate laziali (Amatrice) e marchigiane (Arquata). Le offerte pervenute, le raccolte e le consegne sono state pubblicate sulla pagina facebook. 

Fig. 1. Consegna borse a bambine e bambini di Arquata

Ringraziamo l’IC Mar dei Caraibi (Ostia), che si è unito a noi nella raccolta.

Grazie alla società GEDSHOP, che ha donato le borse per il materiale didattico fornito a ogni studente, alla casa editrice Matilda, di Donatella Caione, che ha inviato libri di lettura per infanzia e primaria, a Barbara Imbergamo per le sue carte CUNTALA e a Maria Rosaria Raimondi, per le penne e i pennarelli.

Grazie a Vittoria Conte, Paola Spinelli, Paloma, e Francesca Ferrari, che hanno confezionato con le loro mani gli astucci.

I compassi per i kit di classe di scuole medie e superiori sono giunti dalla S.n.c. Aricci Compassi di Palosco (BG). E con le scatole multiple di Coccoina e Didò, un grazie e tanta stima verso le aziende generose! 

Fig. 2. Un grande carico

Con le offerte in denaro raccolte dalla solidarietà di associate e simpatizzanti, anche attraverso le loro scuole (Manzoni di Mottola, Raeli di Noto, Cristofaro Mennella di Ischia, Carlo Levi di Portici, I.C. di Roccagorga) sono stati comprati libri da:

Edizioni Mammeonline

Edizioni Iacobelli

      Edizioni Viella

Edizioni Navarra

Edizioni Universitalia

Edizioni EUS

Edizioni Maria Pacini Fazzi

Le scuole che beneficiano dei pacchi-libro sono: 

Istituto Tecnico Economico “A. Gentili”, di Macerata

Una rappresentanza dell’istituto è intervenuta alla cerimonia di premiazione del nostro concorso Sulle vie della parità, per ritirare attestato e premio per la sezione B2 (Cortometraggi e lungometraggi digitali, blog, siti web e social media). Parte dei libri comprati con la raccolta di solidarietà ha arricchito la loro borsa/premio.

Mercoledì 16 maggio 2018 presso l’ITE ha avuto luogo l’intitolazione della sala riunioni a Maria Simonetti (1878-1922), proposta nel loro lavoro, prima donna a diplomarsi in questo istituto nel 1900.

Fig. 3. Consegna borsa premio al Gentili di Macerata

  • Scuola Montessori, istituto Mestica di Macerata

La docente Fabrizia Brillanti ci scrive:

L’edificio presso cui era situata la nostra scuola, con la scossa di agosto del 2016, è diventato inagibile e lì è rimasta la nostra biblioteca. Da due anni siamo stati spostati in un altro edificio, in attesa che sia pronta la nuova scuola che tra poco inizieranno a costruire.

Il nostro plesso è formato da quattro classi, poiché il percorso Montessori è cominciato 4 anni fa: la prima ha 21 alunni, la seconda 22, la terza 22 e la quarta 16.

Nel ringraziarvi ancora per la generosità, cordialmente saluto.

  • Istituto Pascal-Comi-Forti, di Teramo

La docente Marina Barracchini ci scrive:

L’istituto possiede attualmente due sedi limitrofe, in quanto da due anni è stata accorpata ad esso la scuola per Geometri, collocata a circa 100-200 metri di distanza. Il numero di studenti è di circa 560 alunni.  L’edificio principale, dove sono presenti la segreteria e la presidenza, era stato già coinvolto nelle vicende del terremoto del 2009, infatti aveva riportato lesioni abbastanza consistenti alla struttura del terzo piano dove erano allocati i laboratori di informatica e di inglese. Dopo una lunga attesa, nella primavera del 2016 sono stati riaperti e modernizzati; purtroppo i catastrofici eventi del 2016-17 non solo hanno determinato la chiusura dei nuovi laboratori, ma hanno provocato ulteriori danni. Attualmente tre ali dell’edificio sono parzialmente utilizzabili e la sala dell’Auditorium è chiusa. La provincia ha già stanziato i soldi per la ristrutturazione dell’edificio, ma si parla di tempi lunghi (tre anni circa). Nella scuola è presente una biblioteca funzionante collocata al piano terra, attualmente gestita da un’insegnante.

  • Accumoli (Rieti) – Biblioteca comunale, Parco della Conoscenza e Scuola primaria 

Fabrizia Festuccia, funzionaria amministrativa presso il Comune di Accumoli, collaboratrice del Sindaco, contattata, ci racconta che il comune di Accumoli ospiterà un Centro universitario con un corso di laurea in “Valorizzazione e Tutela dell’Ambiente e del Territorio Montano”. Questo Centro di alta formazione prenderà il nome di “Parco della Conoscenza”, e diverrà entro breve tempo un riferimento per le tematiche ambientali, proponendosi come ponte e collante per tutto il bacino Euro-Mediteranneo. Il campus, immerso in un contesto di pregio ambientale e paesaggistico, rappresenterà un esempio di integrazione tra architettura e spazio aperto. Sarà costituito da tre blocchi distinti, ognuno dei quali sarà destinato a una funzione specifica: didattica, sperimentazione e residenze per allievi e studenti.

Ad Accumoli è funzionante la scuola primaria, che fa capo ad Amatrice. L’edificio è nuovo, progettato da docenti della Sapienza e comprende due pluriclassi della primaria (una 40ina tra bambini e bambine). Il comune aveva una biblioteca, gravemente danneggiata dagli eventi sismici, che andrà rimessa in piedi.

Nella nostra offerta esprimeremo la volontà di devolvere all’istituendo parco della conoscenza, alla Biblioteca comunale e alla scuola primaria.




Aggiornamenti toponomastici di maggio (seconda parte)

13 maggio, Lodi – Toponomastica femminile, insieme a Riparchiamolo e a Bimbinbici ha proposto una Lettura animata con il Kamishibai del libro per bambine e bambini, ma anche per mamme e papà, Una strada per Rita. 

RIPARKIAMOLO, questo il nome del progetto, nasce dalla volontà di cittadine, cittadini e associazioni di sottrarre al degrado e ridare dignità a uno spazio verde che era stato dipinto come “Parco della paura”. Dal 21 marzo al 23 giugno, il progetto propone un calendario ricchissimo di iniziative autogestite e autofinanziate con laboratori, musica, letture, attività ludiche… Per Toponomastica l’occasione di uscire dal contesto scolastico e rivolgersi direttamente alla cittadinanza, con letture di testi come “Una strada per Rita” e “Le mille”. Ma anche per proporre all’amministrazione comunale, attraverso un sondaggio popolare, l’intitolazione del parco, attualmente senza nome, a una donna.

 (Daniela Fusari per Toponomastica femminile).

Fig. 1: Lodi, Una strada per Rita

15 maggio 2018 – Poggio Mirteto

Nella sala conferenze dell’IIS Gregorio da Catino di Poggio Mirteto (RI), nell’ambito di un progetto dal titolo “Contro la violenza di genere: educare ai sentimenti responsabili”, si è tenuto un incontro organizzato e condotto dalla docente Tiziana Concina che ha coordinato il lavoro di dodici gruppi di studenti appartenenti a sette diverse classi dell’istituto. Alla riunione era presente ed è intervenuto anche il Dott. Gabriele Di Mario, psicologo, sessuologo, collaboratore dell’associazione Donne in rete di Forano (RI). 

I risultati del progetto, che sono stati presentati nel corso dell’incontro, verranno raccolti e pubblicati sul sito della scuola e sul giornale online dell’istituto Cyberscuola.

Era presente Barbara Belotti per Toponomastica femminile.

Fig. 2: il genere invisibile a Poggio Mirteto

16/17/18 maggio La mostra di Toponomastica Femminile dedicata alle madri della Costituzione è arrivata a Napoli nella Sala Congressuale Stazione Marittima grazie alla UILTEC Nazionale che l’ha ospitata ai lavori del suo Secondo Congresso Nazionale. 

Fig 3: Napoli, mostra Madri Costituenti

17 maggio, Auditorium Tiziano Zalli, Lodi, h 10,45, in occasione della XXXI Rassegna di Teatro delle scuole – Le classi 3E del liceo statale Maffeo Vegio, con le docenti Danila Baldo e Chiara Corbellini, e 4A della scuola primaria Don Gnocchi di Lodi, con la docente Vania Carboni, hanno presentato Il viale delle Giuste/A fianco di Una strada per Rita, la passione, un racconto.  Le Giuste sono donne che hanno saputo lottare, nella loro vita, contro ingiustizie, soprusi o discriminazioni, mettendo a repentaglio la loro vita, spesso perdendola… esempi di impegno che va oltre una vita individuale, ma si apre al bene comune, a una giustizia universale… a uscire dall’ombra. Le vite e le azioni di Isabella Ambrosi, levatrice di Borghetto Lodigiano; di Serafina Battaglia, testimone contro la mafia; di Harriet Tubman, capace di liberare dalla schiavitù dei campi di cotone centinaia di schiavi; di Budicca, regina celtica ribelle contro i Romani; di Margherita Hack, grande scienziata che seppe anche spendersi per i diritti civili di tutti e di tutte; di Evita Peron, politica che pensò non solo al potere ma a ottenere i diritti fondamentali per le persone meno considerate dalla società. Infine le belle figure di Rosa Parks, che si ribellò alla segregazione dei neri sui pullman pubblici dell’Alabama; di Filiz Saybac, la guerrigliera curda “dagli occhi verdi”; e di Alessandrina Massini Ravizza, la “signora dei disperati”. 

Fig.4: Le Giuste a Lodi

23 maggio, Università di Reggio Calabria, h 17/19 – Tavola rotonda promossa dalla Rete per la Parità in riferimento a Goal 5, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile ASVIS sul tema Pari Opportunità e Pianificazione in ottica di genere. Si è svolta all’interno del Simposio Internazionale ” New Metropolitan Perspectives”. Per Toponomastica femminile era presente Roberta Schenal.

Fig.5: Uni. Reggio Calabria

24 maggi0, scuola San Giovanni Bosco, Foggia – alunni e alunne hanno consegnato all’assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Foggia, Claudia Lioia, alla presidente della Consulta comunale sulle Pari Opportunità, Ilaria Mari e al dirigente comunale del settore Toponomastica dell’Amministrazione comunale, Claudio Taggio, i loro lavori di ricerca, chiedendo che alcune vie o piazze vengano intitolate alle figure femminili, oggetto delle loro ricerche. Il progetto ha preso spunto dalla favola scritta da Maria Grazia Anatra, con le illustrazioni di Viola Gesmundo, edita da Donatella Caione della Matilda Editrice, Una strada per Rita, in cui una bambina di nome Rita nota che nella propria città la maggior parte delle vie sono intitolate a uomini più o meno noti, e quando il sindaco visita la sua scuola si fa portavoce di questa esigenza.

Foto 6: Foggia, Una strada per Rita

25 maggio, h 18, Sala antiche terme di Monsummano Terme – Toponomastica femminile e Grotta Giusti spa hanno presentato il libro La Valdinievole, tracce, storie e percorsi di donne, di Laura Candiani, con l’intervento dell’autrice e di alcune collaboratrici.

 

Fig.7: locandina

 

Fig 8: l’evento

25 maggio, ore 18, nella Biblioteca comunale di Villa Leopardi a Roma, in via Nomentana, IV Salotto letterario toponomastico. Il tema delle letture è stato quello della musica, un pretesto per dare voce alla scrittura femminile, in prosa o in versi, ma sempre attinente alla musica, colta, popolare, grandi opere o musichette. Con Maria Pia Ercolini, Livia Capasso, Maria Vittoria Migaleddu, Rosanna De Longis, Barbara Belotti, Giusi Sammartino, Alba Coppola, Irene Giacobbe, Elisabetta Coppola, Andreina Firmani, Maria Rosalba Mereu. Massimo Fedeli al piano e Mauro Zennaro all’armonica. Lavinia Taddei si è esibita alla chitarra con due sue composizioni.

Fig.9: locandina

Fig.10: salotto letterario 

In copertina: intermezzo musicale, con piano e armonica

26 maggio, dalle ore 10.00, a Palazzo Merulana – Via Merulana 121, Roma, in programma MERULANA CULTURE HUB, evento che si rivolge alle associazioni, alle istituzioni e agli operatori culturali della città. Toponomastica femminile c’era, per cercare di avviare un percorso finalizzato alla possibile programmazione e promozione di eventi in comune.

Fig. 11: Merulana Culture Hub




Un lungomare per Leonie

Giusto un anno fa al Salone del libro di Torino si creavano le premesse di una collaborazione tra il progetto di Toponomastica femminile e quello di Lingua Madre, il Concorso letterario nazionale nato nel 2005 e rivolto alle donne straniere o di origine straniera residenti in Italia, ma anche alle italiane che scelgono di raccontare storie di donne straniere. Lo scopo è quello di “dare voce a chi abitualmente non ce l’ha, cioè gli stranieri, in particolare le donne che nel dramma dell’emigrazione/ immigrazione sono discriminate due volte”. 

L’Associazione Toponomastica femminile quindi ha accolto volentieri l’invito di Daniela Finocchi, fondatrice di Lingua Madre, di proporre al sindaco di Pantelleria di intitolare un lungomare dell’isola alla memoria di una donna straniera, Leonie Mujinga Muteba, perita nel 2011 durante un drammatico sbarco sulle coste dell’isola. La sua tragica fine era stata raccontata dalla figlia Kerene Fuamba, autrice del Concorso Lingua Madre premiata nel 2013. Quest’anno anche la sorella di Kerene, Aicha, ha inviato al Concorso un suo racconto, scritto a quattro mani con Sofia Teresa Bisi, e l’opera ha vinto il primo premio della XIII edizione.

Il 14 maggio scorso, ancora al Salone del libro, mi è stata offerta quindi l’occasione di accompagnare Aicha sul palco a ricevere il premio, ed è stata un’esperienza significativa, per l’intensità dei vissuti che vi ho incontrato. Aicha viene dalla Repubblica Democratica del Congo, ha ventiquattro anni ma, sarà per la zazzera corta che incornicia il visetto sbarazzino, ne dimostra di meno. Ha dovuto riconoscere la madre tra le persone perite tra i flutti durante lo sbarco, ha dovuto elaborare il dolore della perdita e inserirsi nella realtà di un paese straniero, superando anche la temporanea separazione dai fratelli e dalle sorelle. Sono cinque i fratelli e le sorelle Fuamba giunte in Italia. Aicha è stata accolta a Rovigo, dove si è iscritta al liceo, e vi ha passato un anno, poi ha scelto di tornare a Pantelleria per ricongiungersi con la sua famiglia. Al Salone l’accompagnavano la sorella maggiore Kerene e un fratello, oltre a Teresa Bisi che, prima di diventare coautrice del racconto vincitore, è stata sua insegnante di italiano al liceo. Mi ha colpito l’atteggiamento, pieno di rispetto, con cui la professoressa Bisi ha parlato del suo compito, consapevole della responsabilità che si assumeva nell’accostarsi a un così grande dolore. “Io ci ho messo le parole, ma lei ci ha messo la sua vita” mi ha detto alludendo ad Aicha.

Aicha non sapeva del progetto di intitolazione, che è stato quindi una sorpresa per lei. Purtroppo il sindaco di Pantelleria, invitato (come pure l’ambasciatore del Congo), non è potuto intervenire alla premiazione; nell’isola si stanno preparando le nuove elezioni comunali, previste per la metà di giugno, ma spero che il progetto della targa per ricordare Leonie Mujinga Muteba vada avanti con la nuova amministrazione, attraverso Grazia Mazzè, sindacalista Uil e aderente di Toponomastica femminile, che se n’è finora interessata. Lo dobbiamo alle figlie e ai figli di Leonie che vivono nel suo ricordo, lo dobbiamo a tutte le donne coraggiose che attraversano il mare affrontando tanti pericoli per cercare una vita migliore.

 




Aggiornamenti toponomastici di maggio

3 maggio – L’aula della 1°A LSU dell’Istituto Benini di Melegnano è stata intitolata a Franca Viola. Si conclude così il lavoro che la classe ha presentato alla quinta edizione del concorsoSulle vie della parità, col quale, dopo un approfondimento del diritto di famiglia e lo studio della disciplina del matrimonio riparatore nella legislazione italiana, ha scelto la figura di Franca Viola tra le donne vittime di mafia.

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3 maggio – Cerimonia di chiusura al palazzo della Cultura di Catania della terza edizione del progetto Un Giardino delle Giuste e dei Giusti in ogni scuola, indetto dalla Fnism (Federazione Nazionale Insegnanti) di Catania e Toponomastica femminile. Tante le scuole presenti, dalla Sicilia e non solo: è arrivato anche un gruppo di studenti e insegnanti svedesi. Sono state raccontate e scoperte storie inedite di donne e uomini per cui le scuole creano Giardini di memoria. “Ogni Giardino meriterebbe un racconto a sé. Non è soltanto il risultato di un lavoro di ricerca e conoscenza. È anche un viaggio di consapevolezza e ripensamento della storia, – ha detto Pina Arena, ideatrice e coordinatrice del progetto – è un atto di amore per la Terra che li ha generati e che ora accoglie gli alberi di memoria”.

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5 maggio – Nell’I.C. Santa Caterina di Cagliari è stata inaugurata la mostra Le Madri della Repubblica, con la partecipazione di Agnese Onnis, referente di Tf per la Sardegna. La mostra sarà visitabile dalle scuole dell’isola, in occasione della manifestazione Monumenti aperti.

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5 maggio – Al circolo Acrase Maria Lai di Roma, presentazione del libro I movimenti degli anni 70 fra Sardegna e continente, a cura di Federico Francioni e Loredana RosenKranz. Ha introdotto Maria Vittoria Migaleddu. Per Toponomastica femminile Per Toponomastica femminile, testimone Livia Capasso, che ha illustrato le iniziative dell’associazione a favore della parità di genere.

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5 maggio – È partita la missione InSight della Nasa diretta verso Marte, con a bordo Toponomastica femminile. Il lancio è avvenuto alle 13,05 italiane, dalla costa occidentale degli Stati Uniti, dalla base californiana di Vandenberg. nonostante le condizioni meteo non ottimali. La sonda comincerà il suo lungo viaggio, che prevede l’arrivo a Marte il 26 novembre 2018, nella regione vulcanica chiamata Elysium Planitia.

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9 maggio – Toponomastica femminile nelle aree verdi imolesi. Sono ventuno i giardini che la commissione toponomastica ha dedicato ad altrettante donne all’interno del progetto Tf. Queste le figure femminili scelte: Tina Anselmi, Hannah Arendt, Emanuela Sansone, Ondina Valla, Sibilla Aleramo, Teresa Gullace, Anna Maria Mozzoni, Maria Grazia Lombardi, Giuseppina Strepponi, Vittoria Guadagnini, le sorelle Mirabal, Rita Levi Montalcini, Nella Marcellino, Vittorina Dal Monte, Margherita Hack, Giulia Cavallari, Giovanna Tabanelli, Hina Saleem, Ildegarda di Bingen, Audre Lorde, Sabina Santilli. Il percorso si conclude con la targa dedicata a “Le Lavandaie”.

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9 maggio – Università di Caltanissetta, Una giornata per Tina, in ricordo di Tina Anselmi – Per Toponomastica femminile è intervenuta Ester Rizzo.

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13 maggio – Ad Ausonia (FR), cerimonia di intitolazione di una piazza all’ostetrica Iliana Tosti, con l’intervento della presidente di Tf, Maria Pia Ercolini.

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14 maggio – Al Salone internazionale del libro di Torino, premiazione di Aicha Fuamba, autrice del Concorso Lingua Madre, con l’intervento di Loretta Junk, referente di Tf per il Piemonte, che presenta il progetto dell’associazione. Il Concorso Lingua Madre, in collaborazione con Toponomastica Femminile, ha avviato le procedure per intitolare una strada di Pantelleria alla madre di Aicha Fuamba, Leonie Mujinga Muteba (originaria del Congo), morta sulle coste dell’isola a causa di un naufragio.

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16 maggio – Con l’intitolazione della sala riunioni dell’ITC Gentili di Macerata alla prima donna diplomata all’ITC, Maria Simonetti, si conclude il lavoro che la 4° D dell’istituto ha presentato alla quinta edizione del concorso Sulle vie della parità. L’ITC è nato nel 1864, nel suo archivio sono conservati i vecchi registri delle ‘classificazioni’ e delle ‘licenze’ e da una ricerca sulle ragazze che hanno frequentato la scuola a partire dalla sua fondazione, risulta che Simonetti Maria si è diplomata nel 1899-1900 ed è stata la prima donna a diplomarsi a Macerata nell’ambito degli studi tecnici. Maria è nata nel 1878, è morta nel 1922, ha fatto l’insegnante e ha potuto vivere in modo autonomo del suo lavoro. Alla cerimonia presenti anche i suoi attuali discendenti.

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A breve – Ad Avola sarà intitolata ad Adelia Cagliola la scuola dell’infanzia di via Galeno. L’iniziativa è sostenuta dall’amministrazione comunale, da Fidapa e da Toponomastica femminile per ridurre il gap di genere presente nella toponomastica avolese.

Adelia Cagliola, allieva di Luigi Pirandello, fu educatrice, intellettuale impegnata, scrittrice, demologa e raccoglitrice di canti tradizionali avolesi, che trascrisse illustrandoli in un volume intitolato “I canti popolari in Sicilia”.

 




Premiazione del concorso “Sulle vie della parità” – V edizione (seconda parte)

Continua dalla prima parte il racconto della cerimonia di premiazione della quinta edizione del Concorso Sulle vie della parità, di Toponomastica femminile, svoltasi il 27 aprile scorso in un’aula della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre.

Gran parte dei progetti pervenuti hanno saputo cogliere il valore della presenza femminile nei vari contesti, da quello politico a quello culturale, dall’ambito sociale al mondo del lavoro, sviluppando i temi con originalità e incontrando lungo il percorso tante figure meritevoli del ricordo.  Astronaute, vittime del caporalato, della mafia, o dei recenti terremoti che hanno colpito l’Italia centrale e l’isola di Ischia, costituenti e staffette partigiane, passaturi e cappellette, gelsominaie e tessitrici, pilote e badesse, cantanti e attrici, una piccola folla di figure femminili è venuta alla luce nella ricerca, testimoniando la forte componente delle donne nella storia, nel tessuto economico, nella cultura del nostro Paese. Molte biografie, spesso in versione plurilingue, talvolta anche in arabo. Tante le presentazioni in ppt, o i video in cui giovani studenti, diventate/i attrici e attori, danno vita alle figure scelte, cartelloni e collage vivaci e colorati, una guida di genere della città di Cagliari in forma di libro sfogliabile online, una radio su cui vengono caricate periodicamente biografie e interviste immaginarie.  Una app per le vie di Macerata, completa di traduttore e navigatore, una rivisitazione in stile rap del nostro inno nazionale, che diventa Sorelle d’Italia. Hanno contribuito anche Samantha Cristoforetti, intervenuta in una scuola primaria di Milano,  l’on. Caterina Chinnici, intervistata da una classe di Caltanissetta, la street artist Malina Suliman, invitata da una scuola di Noto.

Di seguito le motivazioni dei premi assegnati alle scuole superiori convenute a Roma:

Premio speciale interclasse – IIS Matteo Raeli, Noto(SR)

Classi del liceo artistico, economico/sociale, scientifico e classico hanno realizzatoun percorso, una vera e propria esperienza di cittadinanza attiva, rigoroso e attento alla costruzione di una storia inclusiva e paritaria. Tre i video realizzati: Donne contro la mafia, Storie di donne e di luoghi, Malina Suliman e la street art, dove  le immagini  riescono a valorizzare efficacemente lo spessore e l’impegno civile di ogni protagonista. Lavori che si propongono di rileggere e riscoprire lo spazio urbano attraverso l’ottica di genere. Da segnalare anche le appropriate scelte musicali e l’attenzione a un uso non sessista della lingua.

Fig. 1

Attestato di merito Sezione C – Viale delle Giuste e Premio speciale Dialogo con le Istituzioni – IISS Vergani-Navarra, Ferrara, sede di Ostellato (FE)

Notevole è stato l’impegno di un gruppo di studenti dell’Istituto Agrario di Ostellato profuso nella conoscenza del proprio territorio, e confermato dal loro duplice lavoro, sia per la sezione C del concorso (Viale delle giuste), che per la sezione A2, per la quale hanno realizzato mappe cittadine, per le vie femminili di Ferrara e per quelle del comune di Ostellato. L’apertura verso le comunità locali e l’interazione con diversi soggetti della pubblica amministrazione hanno dato vita a un’interessante occasione di cittadinanza attiva. Fondamentale è stata la collaborazione con l’Ufficio Toponomastico del Comune di Ferrara; la volontà di conoscere e far conoscere la propria realtà territoriale è il primo passo di un percorso di condivisione con la tutta la comunità. Il lavoro è svolto con coerenza espositiva e cura, sia nella stesura delle biografie delle donne studiate, sia nello studio del territorio e nella predisposizione tecnica dei percorsi cittadini.

Fig.2

Premio interregionale B1 – ITIS Fermo Corni, Modena (MO)

Il lavoro ha il merito di essere stato realizzato da due scuole partner che ne hanno curato parallelamente le diverse fasi, una scuola di Modena e una di Casamicciola.  Il percorso, complesso e variamente articolato, comprende lezioni frontali, attività laboratoriali di ricerca, documentazione, produzione di testi, sceneggiature, recitazione, visite guidate.  Si segnalano la creatività e l’efficacia comunicativa del file audio sulla storia drammatizzata della Nave Elettra, dell’intervista immaginaria a Elettra Marconi, e degli altri file audio per la radioweb Beacon Waves sulla biografia di Elettra e Gioia Marconi. L’inserimento del percorso nell’ambito delle iniziative della Settimana della scienza e delle attività di orientamento ha avuto inoltre un’importante valenza formativa.

Fig.3

Premio ex aequo Sezione A1 – Liceo Classico Linguistico e Coreutico Ruggero Settimo, Caltanissetta (CL)

Dalla visita alla sede del Parlamento europeo a Bruxelles è nato l’interesse di un gruppo di studenti di questo liceo ad approfondire la storia del ruolo delle donne nel Parlamento europeo e in particolare quella di Simone Veil, prima Presidente del Parlamento europeo, a cui hanno deciso di intitolare un’aula del loro istituto. Dall’intervista all’onorevole Caterina Chinnici poi hanno tratto spunto per approfondire la ricerca.

Fig.4

Premio Alternanza scuola/lavoro- IIS Paolini Cassiano, Imola (BO)

Il lavoro della classe è stato inserito nell’attività del giornale Nuovodiario Messaggero, che lo ha pubblicato in un fascicolo.

La città “guardata” come mai prima, aggiunge consapevolezza al ruolo della cittadinanza, e al significato della “custodia della memoria” e della trasmissione di saperi alle giovani generazioni . Accurata la fase di programmazione dell’intervento, molteplici gli strumenti usati per rendere la comunità consapevole e direttamente coinvolta.  La scelta per la proposta di intitolazione di una rotonda,  luogo deputato all’intreccio di molte vie, in una città come Imola, caratterizzata dalla sua vocazione ai “motori”, assume un respiro simbolico ampio.

Fig.5

Premio speciale Campus – Università Sapienza, Facoltà di Scienze Politiche/Giurisprudenza, Corso di Laurea in Scienze dell’Amministrazione

L’esperienza avviata quest’anno, anche se ancora in fase iniziale, ha contribuito a far maturare negli studenti e nelle studentesse del corso la consapevolezza di una disparità di riconoscimento alle imprese femminili, piuttosto che a quelle maschili. E a far riflettere che intitolare aule universitarie a studiose che hanno dato un rilevante contributo al pensiero umano può essere un’occasione per diffondere democrazia nei luoghi di studio e di lavoro ed esigere parità di espressione e di valorizzazione.

Fig.6

Premio Sezioni multiple – Liceo scientifico Pietro Paleocapa, Rovigo (RO)

Performances, rappresentazioni teatrali e musicalisu alcune figure femminili del Rinascimento polesano, mostra itinerante fotografico-documentaria sulle 21 costituenti, proposta di intitolazione dell’edificio principale dell’aviosuperficie di S. Maria Apollinare di Rovigo a Maria Antonietta Avanzo, tra le prime donne pilota di auto, e di aerei ,  Radio-viaggio per l’”Itinerario di genere di Rovigo” e Audio-guide per le woman streets rodigine, rendono questo progetto ben articolato nella sua complessità e varietà,  continuando un lavoro  iniziato nei precedenti anni scolastici.  Si apprezzano sia la cura scrupolosa e sapiente profusa sia la capacità di dare concretezza alle idee e di cogliere ogni spunto per arricchire e ampliare le conoscenze.

Fig.7

Premio Sezione B5 – I.P.S. Adriano Olivetti, Fano(PU)

Originale il breve filmato in cui tre alunne interpretano e raccontano la storia di tre staffette partigiane, storia di coraggio, di passione e di resistenza in nome della libertà; ma ancora più originale il rifacimento rap del nostro inno nazionale, che accanto ai fratelli d’Italia vuole dare merito anche alle sorelle d’Italia nella storia risorgimentale e non solo. Significativo  appare il tentativo, felicemente riuscito,  di legare il passato al presente.

Fig.8

Premio ex-aequo sezione B2 – I.T.E. Alberico  Gentili, Macerata(MC)

Una classe del corso di informatica, prevalentemente maschile, sollecitata sul tema del contributo dato dalle donne allo sviluppo dell’umanità, in linea col loro indirizzo di studi, ha costruito, con il contributo dell’Osservatorio di Genere di Macerata, e del Comune di Macerata, una app per smartphone e tablet, che sicuramente potrà essere esempio e modello per ulteriori applicazioni in altre aree geografiche. Oltre a mappare le strade femminili di Macerata, l’app fornisce informazioni sulla figura femminile titolare della strada, con relativa traduzione in inglese, e un navigatore che indica il percorso per raggiungerla. L’incontro poi col vicolo delle orfane ha prodotto un’interessante ricerca sugli orfanatrofi e un sito web.

Fig.9

Premio Sezione D – IISS Carlo Urbani, Porto Sant’Elpidio (FM)

Nell’ambito del progetto “Cittadinanza e legalità al femminile”, la classe ha condotto una  interessante ricerca  sul ruolo produttivo delle donne nella realtà elpidiense nel corso del Novecento: cappellette, sarte e ricamatrici, lavoratrici  del mare e occupate nell’attività calzaturiera, nelle cantine, albergatrici , titolari di negozi,  e maestre, hanno dato un contributo determinante alla crescita culturale, economica e sociale del territorio

Fig. 10

Premio Sezione A2 – IISS Enrico Mattei, Recanati (MC)

Un esperimento di classi aperte, una didattica inclusiva, la valorizzazione della biblioteca scolastica e di quella comunale, hanno permesso a due classi di accostarsi alla conoscenza di figure femminili significative della città di Recanati e di elaborare poi un prodotto multimediale ben sceneggiato e ben recitato.

Fig.11

Premio interregionale B1 e Premio ex-aequo Sezione B2 – IISS Cristofaro Mennella, Casamicciola Terme (NA)

L’istituto Mennella di Casamicciola anche quest’anno ha aderito al nostro concorso, e ha presentato due lavori: il primo, realizzato insieme all’ITIS Corni di Modena, è consistito in una complessa ricerca che ha prodotto poi l’intervista immaginaria a Elettra Marconi, file audio per la radioweb Beacon Waves sulla biografia di Elettra e Gioia Marconi e sulla storia drammatizzata della Nave Elettra. Il secondo lavoro ha ricostruito due vicende biografiche estremamente significative, legate al  terremoto che ha colpito Ischia il 21 agosto 2017, dove si avverte come il tragico episodio sia una ferita profonda e ancora aperta in chi vive a Casamicciola e in tutta l’isola.  Il video, infatti, vuole avviare una fase di “metabolizzazione” della paura e del dolore che passa attraverso la memoria, intrecciando i versi poetici de La Ginestra  di Giacomo Leopardi, le immagini del mare e della natura mediterranea, le foto del devastante terremoto del 1883 e quelle del sisma del 2017.

Fig. 12

 

Vengono inviati per e-mail diplomi e attestati alle seguenti scuole non presenti alla premiazione:

IPSEOA Tor Carbone, Roma

IISS Vincenzo Benini, Melegnano (MI)

IISS Alessandro Volta, Caltanissetta (CL)

IISS Bojano (CB)

 

Servizio fotografico di Giovanni Savio




Premiazione del concorso “Sulle vie della parità” – V edizione (prima parte)

Grande partecipazione ed entusiasmo anche quest’anno alla premiazione della quinta edizione del Concorso “Sulle vie della parità” indetto da Toponomastica femminile, il 27 aprile scorso, in un’aula della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. Alto il livello dei lavori pervenuti, ed emozionante la giornata, per la presenza di tante scolaresche, dalla primaria all’università, venute da tutta Italia, a testimoniare la passione e l’impegno con cui affrontano le tematiche di genere. La loro presenza ci inorgoglisce, ci conferma la bontà della strada da noi intrapresa e ci gratifica del tanto lavoro svolto. Garantisce il successo dell’iniziativa, di cui sono orgogliosamente a capo, e dimostra che la buona scuola si può fare, per la competenza e la passione presente in tanta parte della classe docente che riesce a sollecitare le giovani generazioni sui temi della parità e della memoria femminile.

In apertura, doverosi i ringraziamenti all’ospite, la padrona di casa, Lucia Chiappetta Caiola, prorettrice vicaria dell’Università Roma Tre, e all’onLaura Boldrini, che da presidente della Camera dei Deputati ha voluto patrocinare quest’anno il nostro concorso. L’onorevole, nei saluti, ha dato una preziosa testimonianza delle sue battaglie a favore della parità di genere, denunciando gli ostacoli che si incontrano percorrendo questa strada, ma insistendo anche sulla necessità di non demordere: rivolgendosi a bambine e ragazze, le ha incoraggiato a lottare per pretendere uguale dignità e parità di diritti, nella convinzione che bisogna avere a fianco anche i compagni maschi. E il suo accalorato discorso è stato seguito dalla platea che lo ha condiviso con frequenti applausi.

Tra le presenze anche due sindache, qualche preside, commissarie PPOO, oltre alle tante associazioni da sempre amiche di Toponomastica femminile – Affi, Fildis, Acume, Sis, Reteperlaparità, Noidonne – e molte referenti regionali, venute di proposito a Roma.

Le rappresentanze delle scuole vincitrici sono state chiamate a ricevere diploma e borsa premio, avendo a disposizione anche qualche minuto per parlare, mentre sullo schermo scorrevano le slide  che illustravano il loro lavoro.

Di seguito le motivazioni dei premi destinati alle scuole primarie e secondarie di 1° grado presenti alla cerimonia. Nel prossimo numero di ImPagine pubblicheremo le motivazioni dei premi assegnati alle scuole superiori convenute a Roma.

 

1° Premio con lode – Sezione A mista – IC Santa Caterina, Cagliari

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Due classi dell’Istituto Comprensivo Santa Caterina, di Cagliari, la V A della Primaria e la IE della Scuola Secondaria di 1° grado, hanno elaborato una Guida Turistica al Femminile della città, sia cartacea che multimediale, che illustra il patrimonio storico-artistico della città e  ricorda le tante donne che vi hanno lasciato traccia. Il loro eccellente lavoro si chiude con la proposta di intitolazione di una Piazza a Maria Lai nello storico quartiere di Castello della città di Cagliari. Emergono con evidenza il potenziale comunicativo del progetto, la freschezza dei disegni, la documentazione fotografica, la completezza della ricerca; un merito particolare va alla docente, Maria Carmen Sulis, che da anni motiva i suoi alunni e le sue alunne a lavorare su tematiche di genere, educando al rispetto e all’uso di un linguaggio non sessista.

Premio ex aequo Sezione D – Primaria – IC Marcello Candia, Milano – Scuola Primaria di via Vallarsa

Foto 2

Il tema scelto, le donne dello spazio, è di grande attualità, importanza e interesse anche per il futuro delle nuove generazioni.  E’ stato trattato in modo ampio, attento, completo, approfondito, con uno sguardo a 360 gradi, in accordo e collegamento con ricerche precedenti. Si apprezzano l’impegno, la curiosità non banale, il metodo di lavoro, la passione intelligente per la ricerca profuse dal gruppo di studenti sotto la guida attenta e consapevole delle docenti.

1° Premio Sezione A Juniores – IC F. Meloni, Domusnovas (SU), sede di Villamassargia

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La lezione di cittadinanza attiva che alunni e alunne della III A della scuola Secondaria di 1° Grado di Villamassargia hanno condotto per le strade del loro paese è felicemente documentata dal video presentato al concorso.  La ricerca che hanno condotto poi sui testi li ha portati ad individuare tre figure femminili sarde, donne fiere e combattive, a cui chiedono di intitolare  tre vie del loro paese. Intanto da soli hanno realizzato la targa della biblioteca civica, dedicandola a un’artista loro conterranea, Amelia Camboni.

2° Premio ex-aequo Sezione A Juniores – IC G. Pascoli, Noci (BA)

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La ricerca si è svolta nell’arco dei tre anni della scuola media stimolando l’interesse e la curiosità di allieve e allievi. Si tratta della raccolta di brevi biografie e testimonianze di alcune donne protagoniste, a vario titolo e in settori diversi, della storia dei loro Paesi nelle diverse parti del mondo. Interessante, positivo ed educativo risulta l’accento posto sia sul ruolo delle donne durante le due guerre mondiali e la tragedia dell’olocausto sia sulla proposta di intitolazione “Alle donne vittime del caporalato”.

2° Premio ex aequo Sezione A Primaria – Scuola  Primaria Marino Mazzacurati, Galliera (BO)

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La classe IV A della scuola primaria Marino Mazzacurati di Galliera ha affrontato lo studio di alcune figure femminili già ricordate nell’odonomastica cittadina., riflettendo sull’operato di queste donne e successivamente  affinando le  capacità di scrittura e di elaborazione grafica in pannelli vivaci dal punto di vista cromatico e personali per segno grafico.

E inoltre…

Sezione C – Viale delle Giuste

Nei giorni 10 e 11 marzo 2018, nella Libera Università di Alcatraz (Gubbio) il progetto Viale delle Giuste, sezione C del nostro concorso nazionale, si è concluso con l’intitolazione di altri venti viali, che si aggiungono ai precedenti venti, intitolati l’anno scorso, ad altrettante donne giuste scelte dalle scuole partecipanti.

Si tratta di donne che hanno operato contro discriminazioni, ingiustizie e soprusi, mettendo a repentaglio o perdendo addirittura la loro vita.

Quest’anno il merito va a un gruppo di scuole di Lodi – IC Cazzulani, IPS Einaudi, ITE Bassi, ITIS Volta, Liceo Vegio, Liceo artistico Piazza; all’IC di Codogno e all’Associazione Girovagando, all’IISS Benini d Melegnano, all’IISS Vergani/Navarra di Ferrara, e all’Istituto Paritario Regina Coeli, di Napoli.

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Vengono inviati per e-mail diplomi e attestati alle seguenti scuole non presenti alla premiazione:

Scuola Primaria S. Giovanni Bosco, Foggia

IC di Montecarlo, Scuola Primaria Salvo D’Acquisto, Villa Basilica (LU)

IC Luigi Capuana, Primaria plesso A. Caia, Avola (SR)

IC Thiesi (SS)

IC De Amicis/Masi, Atripalda (AV)

IC San Biagio Vittoria (RG)

IC Salvo D’Acquisto, Messina

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Le parole per dirlo. Toponomastica femminile Noto/Avola e il silenzio delle donne

Vera Parisi

Riflettendo su un tema che unifichi e metta insieme le tante attività di Toponomastica femminile del gruppo Noto/Avola, penso che il leitmotiv sia il silenzio delle donne e la nostra mission dare loro le parole per narrarsi. Cosa hanno fatto, qual è stato il loro vissuto, raccontare le storie e cercare di cogliere ed esprimere la forza emotiva che rende incisive e pregnanti quelle parole, è un arduo compito che si rivela sempre di più legame sororale di un circolo virtuoso di amiche e compagne.

Questa esperienza comune è diventata quest’anno formazione per docenti. Il gruppo ha partecipato al corso di formazione, piattaforma Sofia, “Educare al rispetto e alla consapevolezza di genere: strategie di intervento e cambiamento”, organizzato dall’ASP – GAOP e dall’ASL USR Sicilia – A.T. Siracusa. 

FOTO 1. Laboratorio di Toponomastica femminile – Corso di formazione docenti “Educare al rispetto e alla consapevolezza di genere

FOTO 2. Raccontiamo di donne con il kamishibai – Corso di formazione docenti “Educare al rispetto e alla consapevolezza di genere”

FOTO 3.La prof.ssa Graziella Priulla incontra le/i docenti – Corso di formazione docenti “Educare al rispetto e alla consapevolezza di genere”

Attraverso interventi e guidando un laboratorio di Toponomastica femminile, l’esperienza si è rivelata coinvolgente e altamente formativa, soprattutto il lavoro sui pre-giudizi ha favorito consapevolezza personale e dinamiche di confronto e crescita per tutte noi. In questo progetto siamo state coinvolte anche come docenti corsiste e abbiamo prodotto, a conclusione dell’iter formativo, progetti in rete tra le scuole del territorio che verranno realizzati nel prossimo anno scolastico. Le toponomaste che operano nelle scuole di Noto lavoreranno al progetto “Senza chiedere il permesso”, quelle che operano ad Avola si occuperanno di “Donne e lavoro”, il tutto in perfetta continuità con i progetti di Toponomastica femminile presenti nelle nostre scuole.

FOTO 4. Sezione del progetto “Senza chiedere il permesso” del gruppo Noto – Corso di formazione docenti “Educare al rispetto e alla consapevolezza di genere”

Altra bella esperienza appena iniziata: Toponomastica femminile è entrata nella rete delle Associazioni che è presente nel comune di Avola. Prima attività della rete a cui abbiamo partecipato è stata la piantumazione di 21 alberi, olivi e carrubi, in uno spazio ampio al centro di un quartiere popolare della città. D’accordo con il Sindaco dott. Cannata e la Giunta comunale, saranno intitolati alle 21 madri costituenti, naturalmente coinvolgendo in questa attività scuole e cittadinanza.

  1. FOTO 5. I momenti dell’evento che ha coinvolto anche Toponomastica femminile – Piantumazione di alberi da intitolare alle Madri della Costituzione

Non dirò/diremo mai grazie abbastanza alla nostra Presidente Maria Pia Ercolini, che ci coinvolge insistentemente nelle attività di Toponomastica femminile, come la realizzazione della mostra “Viaggiatrici”. Il gruppo Noto/Avola ha progettato tre pannelli: Viaggi di nozze, Il caso: la fuitina (foto di copertina) e Il caso: le caminanti di Noto. Lavoro intenso e pesante che ci ha permesso di coinvolgere non solo tutte noi, ma le nostre famiglie, amiche e amici, gli ambienti di lavoro. È stato bello, emozionante, anche commovente, condividere racconti, foto, storie e scoprire particolari, vicende del vissuto delle nostre mamme, sorelle, amiche, tirare fuori dal silenzio donne e storie nascoste, mettere a nudo le nostre radici. Scoprire che è catartico, liberatorio, entusiasmante trovare “le parole per dirlo” e avere conferma di quanto le nostre donne siano resilienti, ha reso questa esperienza fonte di crescita personale e dell’intero gruppo.

E il lavoro nelle scuole. A 360° per il “Matteo Raeli” è stata l’operazione “Giardino delle Giuste e dei Giusti”, non solo perché permette di coinvolgere ragazze e ragazzi di indirizzi di studio molto diversi fra loro, ma anche perché vede crescere un luogo fisico della scuola che diventa topos della memoria, della cura, della bellezza, della ricchezza identitaria di una comunità realmente educante.

Ancora i lavori per il concorso “Sulle vie della parità”.

FOTO 6. “Il Giardino delle Giuste e dei Giusti” del “Matteo Raeli”

L’inizio della costruzione di itinerari femminili nella città di Noto: “Storie di donne e di luoghi”. La storia di Isabella Rau della Ferla, intrecciata a quella della basilica del SS. Salvatore, espressione del profondissimo intreccio tra luoghi, opere architettoniche, vissuto personale. I luoghi parlano e ci raccontano l’intreccio di relazioni umane, di storie. Queste storie sono registrate in documenti e monumenti, sono narrate con ogni genere di materiale, sono visibili in oggetti d’uso e opere d’arte. Le opere d’arte, poi, sono capaci di permanere nel mondo, di sfidare il tempo, di rendere immortali.

L’intitolazione di un’aula del Liceo Classico alle Donne che “hanno sfidato la mafia”: protagoniste in più ruoli, poliziotte, magistrate, testimoni di giustizia, madri, mogli, sorelle, il loro sacrificio viene quasi sempre oscurato dalle figure maschili. Eppure, queste donne ribelli (così le definisce Nando Dalla Chiesa), andando oltre gli stereotipi della Siciliana, emblema della sottomissione e del silenzio, o della matriarca custode e trasmettitrice dei “Codici” dell’onore e dell’omertà, hanno sfidato la mafia con quella forza che è propria dell’essere donna.

Altre ricerche sono in corso, progetti e nuovi itinerari che coinvolgono donne silenti. O perché oscurate dagli uomini della loro vita, o perché le sofferenze vissute le hanno isolate e il mondo le ha dimenticate, o perché la loro forza dirompente ha sconvolto equilibri familiari con cui ancora bisogna fare i conti, il loro silenzio ha bisogno di parole e noi proviamo a dare loro voce. 




Toponomastica, memoria e didattica a Melegnano

Di Sara Marsico

Se abbiamo avuto una scuola media e una scuola superiore pubbliche a Melegnano, lo dobbiamo alle donne. E a Melegnano quasi nessuno lo sapeva.

Lo scorso 8 marzo si è fatta un’operazione di giustizia: si è finalmente portato a conoscenza della cittadinanza melegnanese il ruolo che le donne hanno avuto nella promozione della cultura attraverso la scuola e sono uscite dall’invisibilità due figure femminili di grande spessore umano e intellettuale. Ciò si deve al gruppo melegnanese di Toponomastica femminile, con la collaborazione delle assessore Roberta Salvaderi e Marialuisa Ravarini.

Foto 1. Istituto superiore Vincenzo Benini

Già in passato la collaborazione con l’amministrazione precedente, e di colore diverso dall’attuale, e in particolare con l’assessora Raffaela Caputo, aveva visto e ottenuto un ordine del giorno per il riequilibrio tra le vie dedicate alle donne e quelle dedicate agli uomini a Melegnano. Lo stesso era accaduto a Cerro al Lambro, con in più l’intitolazione della pista ciclabile ad Alfonsina Strada.

Foto 2. Cerro al Lambro.jpg

Durante la giornata internazionale della donna è stata posata, nella sede dei Licei Scientifico e Scienze Umane dell’Istituto Vincenzo Benini di Melegnano, una targa

a ricordo di due pioniere locali, Rachele Ghisalberti Cesaris e Mariuccia Gandini Biglia, che vollero fermamente una scuola media pubblica nella nostra città.

Alla presenza dei parenti e dei primi studenti di questa scuola, ormai ultraottantenni,si è ricordato come fino al 1948 l’unica scuola media presente fosse quella cattolica e confessionale, frequentata dai figli della cosiddetta Melegnano bene, ma che, appena fu istituita la prima classe della scuola laica della Repubblica, molte di quelle stesse famiglie melegnanesi vi iscrissero i loro figli. Lo scopo di queste due donne, però, era quello di offrire a tutti i giovani adolescenti di Melegnano e dintorni l’opportunità di frequentare la scuola media, ancora non obbligatoria per legge.

Foto 3. Le nipoti di Cesaris e Biglia scoprono la targa.

In particolare, Rachele Ghisalberti Cesaris, laureata in Scienze Naturali, una delle prime all’epoca, destinata alla carriera universitaria, si batté per istituire il patronato scolastico, invogliando in tal modo anche le famiglie più povere a iscrivere i figli a scuola. Mariuccia Gandini Biglia, docente di Lettere e poeta locale, divenne poi la preside di quella scuola.

Al Benini sono state rese visibili anche altre due donne molto importanti per la scuola a Melegnano: Sofia Predabissi, nobildonna milanese che visse nell’800, cui si deve la costruzione, con un lascito, dell’edificio in cui si trova la sede dell’Istituto Tecnico Commerciale e che per molto tempo è stato l’ospedale dei poveri di Melegnano e Vizzolo, e Maria Teresa Marchetti Chiozzotto, impavida docente che volle fermamente l’autonomia di un Istituto tecnico di Ragioneria a Melegnano.

La classe IV A del Liceo Scientifico di Melegnano ha approfondito lo studio di queste due figure ricordandole con una targa.

Foto 4. Intitolazione a Luisa Marchetti Chiozzotto

A Melegnano la scuola l’hanno voluta le donne, anche se, per una sorta di sottile misoginia, la scuola secondaria di primo grado è intitolata a Paolo Frisi, che ha anche una via che porta il suo nome e il nostro Istituto d’istruzione superiore è intitolato a un medico melegnanese, Vincenzo Benini, cui, non casualmente, è anche dedicata una via della città.A tale proposito sarà bene ricordare che il Viale che porta alla scuola si chiama solo Viale Predabissi e in tutti questi anni si è dato per scontato che Predabissi fosse il nome di un uomo o di una località, Vizzolo Predabissi, appunto. Una donna come Sofia Predabissi è stata fondamentale per la storia melegnanese, eppure la targa di uno dei viali principali della nostra città ha scelto di ometterne il nome.

Foto 5. Viale Predabissi

L’8 marzo 2018 è continuata l’iniziativa consolidata nell’Istituto di intitolare delle aule a donne che abbiano lasciato un segno nella storia. L’aula della V C RIM è stata quindi intitolata a Felicia Impastato (Foto4 – Aula Felicia Impastato) madre di Peppino Impastato, dal cui assassinio per mano mafiosa ricorrono i quarant’anni. Le classi V A e V B LSU hanno scelto per le loro aule a Maria Anna Mozart e a Saamiya Yusuf Omar.

Foto 6. Aula Felicia Impastato

Negli anni precedenti le iniziative di cittadinanza attiva si erano concentrate su consigli comunali aperti in cui chiedere il riequilibrio delle vie intitolate alle donne, nella consulenza al Consiglio comunale per la segnalazione di nomi di donne in un nuovo quartiere dedicato alle donne di San Donato Milanese.

Molte altre iniziative hanno visto percorsi di poesia e letteratura al femminile, lo studio del pensiero di donne economiste, l’intitolazione dell’orto del Benini a Berta Caceres, ambientalista uccisa per il suo impegno politico, il reading a teatro del libro di Ester Rizzo Licata “Camicette bianche”.

Foto 7. Orto Targa Caceres

Altre aule sono state intitolate negli anni passati a Teresa Sarti Strada, a Ilaria Alpi, a Lea Garofalo. Il Progetto, partito in sordina nell’indirizzo Tecnico nel 2012, ha coinvolto nuovi docenti e nuove classi dei due Licei e ha dato origine ad attività promosse dalle e dagli studenti, protagonisti e promotrici di azioni di cittadinanza attiva e di peer education.

I semi sparsi hanno dato frutti insperati: quest’anno una ragazza porterà all’esame di Stato un lavoro su Waangari Maathai, una delle giuste di Alcatraz, un’altra si cimenterà con il tema dell’ecofemminismo, una terza approfondirà il Pink New Deal.

Stiamo scoprendo una miniera e nel contempo riflettendo sugli stereotipi legati al genere presenti nella società, sulla scarsissima visibilità data alle donne nei libri di scuola, nell’intitolazione delle vie, nei posti chiave del potere, sui femminicidi e sulla violenza nei confronti delle donne. Inevitabile la riflessione sul linguaggio e sulla rappresentazione delle donne nei media.

Le idee in cantiere sono molte e gli/le studenti stanno imparando che agire la cittadinanza attiva è possibile, così come è possibile promuovere quei cambiamenti che consentono di attuare la seconda parte dell’articolo 3 della nostra Costituzione, secondo cui “è compito della Repubblica (quindi in primis della scuola) rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti… all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Foto 8. Striscione

 

In copertina. Mostra di Toponomastica femminile “Partigiane e Costituenti” al Castello di Melegnano

 




Catania, città delle donne

di Pina Arena

Dalla pista ciclabile intitolata alle Partigiane, alle recenti intitolazioni di strade a Maria Nicotra e Ottavia Penna Buscemi, ai giardini delle Giuste in ogni scuola, la toponomastica catanese continua a cercare vie di parità, di conoscenza e riconoscenza all’impegno e al coraggio delle donne.

Il comune denominatore del lavoro di Toponomastica femminile a Catania è proprio il coraggio delle donne che legano la storia della città a quella del Paese: dalla partigiana Graziella Giuffrida, partita da Catania e uccisa a Genova; ad Andreana Sardo, salvatrice dei libri della Biblioteca dell’Università di Catania, alle ventuno Madri Costituenti, tra le quali due siciliane, entrambe catanesi.

Così i luoghi intitolati alle donne di valore diventano luoghi vivi, aperti a iniziative di memoria al servizio della libertà, della giustizia, della libertà. È la scuola di Toponomastica femminile a promuovere questo movimento virtuoso di conoscenza, pensiero e azione, in condivisione con la Fnism-Catania, con le associazioni civiche, femminili, ambientaliste.

Per le Giuste, nel corso di tre anni, sono stati piantati ottanta alberi nelle scuole e nelle piazze cittadine. Nel mese di marzo, sono state piantumate dalle ragazze e dai ragazzi di dieci scuole cittadine di ogni ordine e grado, una iacaranda e ventuno piante di rose nel giardino storico della città.  Una grande festa, nella quale studenti, insegnanti, con il sindaco di Catania, con le donne delle associazioni, hanno ricordato l’impegno delle Madri che hanno inaugurato una democrazia di parità e reso più giusto e libero il mondo in cui viviamo.

I luoghi intitolati alle donne sono luoghi vivi: per iniziativa della scuola di Toponomastica femminile, diventano luoghi di incontro e di nuove iniziative di parità. Così è stato il 25 Novembre nella Piazza Cavour, attorno alle aiuole intitolate a Malala: studenti di tante scuole hanno recitato, cantato, suonato contro il femminicidio e la violenza sulle donne. Così è stato il 21 marzo nel Giardino delle Giuste e dei Giusti, nella giornata dell’impegno contro la criminalità mafiosa: studenti, insegnanti, associazioni contro le mafie hanno creato un filo ideale da Catania a Lampedusa, in nome delle donne e degli uomini contro la mafia, da Rita Atria a Felicia Bartolotta, a Elena Fava, da Pippo Fava a Pio La Torre. Con la scuola di Toponomastica femminile c’erano anche i familiari di chi ha combattuto la mafia e, anche per questo, il luogo di memoria diventava luogo di comunione di sentimenti, di emozioni intense, di amore riconoscente.

Ma è, come sempre, la trasversalità dell’idea-chiave di Toponomastica femminile, a consentire la sua trasferibilità anche a iniziative non propriamente toponomastiche: così, nel momento dell’anno di scuola in cui tanti percorsi giungono a conclusione, tante e diverse iniziative si aprono al respiro topomastico femminile.

Nasce presso l’Istituto superiore “Vaccarini” la Biblioteca delle donne che accoglierà libri scritti da donne o che riguardano i temi della Storia delle donne e dei gender-studies. Sarà luogo aperto alla città, che promuove la cultura di genere, di incontri, di formazione. L’intitolazione a una donna di valore sarà il primo passo e la scelta del nome della donna sarà affidata alle ragazze e ai ragazzi della scuola.

Ultima tappa di quest’anno. Toponomastica femminile si muove altrove ma resta in strada con la street art: un murale sarà realizzato per celebrare l’impegno delle “Giuste”. Per ora si discute sul luogo. A breve si avrà risposta dall’amministrazione cittadina.

Un percorso di realizzazioni così intense non può essere disgiunto dalla formazione ed ecco un segmento toponomastico femminile, rientrare anche nel corso di formazione-docenti, “Scuola aperta alle pari opportunità”, finanziato dal ministero dell’Istruzione, realizzato dal “Vaccarini” e rivolto a insegnanti delle scuole del territorio. Così, da luogo in luogo, da ambito in ambito, la Toponomastica femminile disegna a Catania, pian piano, una Città nuova, diversa, una Città anche delle donne.