La terra trema, con la presunta innocenza dell’air gun

Notte tra il 23 e il 24 marzo: ero nel letto, raffreddatissima, e ho pensato a un brivido che dalla testa mi scorresse fino ai piedi. Certo, era un brivido ben cadenzato e particolare … L’indomani avrei saputo che era stato un terremoto.

Così come all’alba del primo aprile al largo di Bari.

Io ne ho vissuti alcuni tra cui quello dell’Irpinia del 1980. “Vissuti”, in verità, è parola grossa perché nella provincia di Taranto di solito arrivano sempre le onde di propagazione. Ma ricordo, per esempio, l’ondulazione violenta della poltrona sulla quale ero seduta e il lampadario che dondolava.

Questo è stato diverso: è stato come una leggera raffica.

Ora, per quanto non sia un’esperta, da anni mi preoccupo di ambiente e ho conosciuto, virtualmente, il prof. Ferdinando Boero dell’Università di Lecce e la prof. Maria Rita D’Orsogna: l’uno mi ha fatto riflettere sul fatto che, sommato tutto, si devono ‘ringraziare’ le lobby del petrolio se si è riusciti ad arginare quelle del nucleare, l’altra mi ha fatto scoprire i pericoli che insidiano il nostro Adriatico, sebbene lei ormai abiti stabilmente a Los Angeles.

Si tratta dell’air gun, uno strumento usato in geofisica, e in particolare nelle prospezioni geofisiche in mare, che genera spari che servono per individuare giacimenti di idrocarburi da trivellare. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia si possono generare vibrazioni anomale ma non terremoti; però nell’immediato, per esempio, viene danneggiato il pescato.

Fatto è che, come previsto da una concessione governativa che ha scavalcato le decisioni delle regioni Abruzzo e Puglia, l’air gun nell’Adriatico è iniziato a marzo scorso e gli accordi prevedono che continuerà fino a marzo prossimo;dopo verrà il pozzo esplorativo e poi quello permanente; a seguire saranno costruiti l’infrastruttura a terra e a mare e gli impianti di raffinazione con oleodotti, trasporti e pericolo riversamenti.

La situazione è allarmante a partire dalla mancanza di democrazia nelle scelte e dalla distorta o mancata informazione.

Il Ministero dell’Ambiente è anche quello della Tutela del territorio, ma di tutela del mare se n’è occupato davvero poco: ditte d’oltralpe, sempre in questi giorni, hanno avuto il permesso di eseguire indagini geofisiche in due aree protette al largo di Santa Maria di Leuca, tra cui al “Posidonieto Capo San Gregorio – Punta Ristola” fra le zone più protette al mondo per la loro unicità. Tre milioni di spari, ventiquattro ore su ventiquattro, su strenelle striate, balenottere, capodogli e ancora su gamberi, scampi e pure tartarughe Caretta Caretta!

Il WWF da undici anni ci invita a partecipare a Earth Hour, l’Ora della Terra, partita come iniziativa dall’Australia nel 2007 e quest’anno celebrata il 24 marzo: un’ora nella quale vengono spente tutte le luci, dai monumenti delle città alle singole abitazioni, per contrastare i cambiamenti climatici tagliando i consumi energetici.

L’obiettivo, inutile dirlo, è l’utilizzo di energie alternative e la mobilità sostenibile: come dire, una simbolica ora al buio per vincere il buio di chi non vede che il petrolio e i combustibili fossili in genere, come fonte energetica e prima ancora come fonte di lavoro e di ricchezza.

Ai danni della sicurezza e della bellezza della Terra e di chi la abita.