Il viale delle Giuste

È un progetto che nasce nel Parco della Libera Università di Alcatraz (Gubbio) durante un’esperienza di Alternanza Scuola Lavoro, nel marzo 2016.

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Dopo aver conosciuto il villaggio gestito da Jacopo Fo, individuato come sede del quinto Convegno nazionale dell’associazione Toponomastica femminile nel settembre 2015, ci era sembrato interessante pensare a un’attività che permettesse di continuare il nostro cammino di toponomaste con la Libera Università di Alcatraz. Così era nata l’idea di portar lì una classe, affinché imparasse la conduzione e l’organizzazione di un villaggio turistico-culturale quale quello di Alcatraz, con una progettualità che avrebbe implicato tematiche inerenti la Toponomastica femminile.

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Utilizzando la tecnica del brain storming, stimolata a illustrare le proprie idee, a scatenare la fantasia, una classe terza del Liceo Maffeo Vegio di Lodi, alla fine del percorso ha individuato un progetto che è stato chiamato “Viale delle giuste“, con l’intento di ricordare le numerose donne che hanno ben agito per la collettività, figure di donne non più viventi e preferibilmente non ancora riconosciute come Giuste in uno dei tanti giardini dedicati, a partire dal Giardino dei Giusti di Gerusalemme.

Per “Giuste” s’intendono donne laiche che in ogni tempo e in ogni luogo si sono distinte, anche a rischio della propria vita, sia per le loro attività volte alla salvezza di singole persone oggetto di persecuzione e di discriminazione, sia per la loro lotta e denuncia dei soprusi e delle ingiustizie, in difesa di un ideale superiore di dignità e umanità.

Il progetto “Viale delle giuste“ è diventato, poi, una sezione del concorso nazionale “Sulle vie della parità”, indetto da Toponomastica femminile e FNISM, invitando scuole di tutta Italia a ricercare e riflettere su figure femminili che in società hanno denunciato e combattuto ingiustizie o discriminazioni, sia nel passato sia nell’attualità, sia in Italia sia nel mondo.

Nel marzo 2017 il Viale delle Giuste, dedicato a Franca Rame, si è concretizzato nella tenuta della Libera Università di Alcatraz, in un percorso di circa tre chilometri, lungo il quale sono state esposte le biografie delle prime venti donne meritevoli del titolo di Giuste, selezionate dalla giuria del concorso fra centinaia di nomi mandati dalle scuole, inizialmente rappresentate con totem lignei, che poi verranno sostituiti da opere d’arte in materiali non deperibili.

Nel frattempo le biografie, appositamente stampate, sono divenute una mostra itinerante per scuole e biblioteche. (FOTO_04)

Quest’anno, domenica 11 marzo 2018, ad Alcatraz si completerà il Viale, con il ricordare altre venti donne Giuste e verranno istallate le prime tre opere d’arte, che andranno a sostituire i totem.

Obiettivo è però continuare la ricerca di donne Giuste da far uscire dall’ombra e ricordare come esempio, per le nuove generazioni: l’impegno è realizzare nei paesi, nelle città, nelle scuole… tanti Viali delle Giuste, sino a ricordarne cento, mille… di donne che hanno lottato per rendere questo mondo migliore!




Il Québec e la memoria femminile

Il riconoscimento del ruolo delle donne nella storia e nelle società è un aspetto che riguarda anche Paesi ritenuti più sensibili a questa questione.
Il Canada, infatti, patria di valenti scrittrici e attiviste politiche come Lucy Montgomery e Nellie McLung, non fa differenza rispetto ad altre realtà dove si mortifica il contributo che le donne hanno da sempre saputo dare alla comunità.

Tuttavia, già da qualche anno, questo stato federale, e nel contempo monarchia costituzionale, si è fatto promotore di iniziative volte al riconoscimento delle donne canadesi. Per la giornata internazionale delle donne nel 2016, ad esempio, le autorità hanno indetto un sondaggio cittadino per individuare le figure femminili ritenute protagoniste attive del progresso sociale canadese.

Questa iniziativa, oltre a far conoscere biografie poco note ma fondamentali per la crescita della nazione, ha anche sviluppato un vivace dibattito a riguardo, sia nell’opinione pubblica che a livello politico. Lo scopo del sondaggio era quello di dedicare una banconota alla donna scelta. E così è stato. La vincitrice, ‘a furor di popolo’, è stata l’attivista abrogazionista di colore Viola Desdmond che apparirà proprio da questo anno sulle banconote da 10 dollari canadesi diventando così la prima canadese ad essere raffigurata su una banconota regolarmente in circolazione.

Nel 2012 la sua vita è diventata un libro per bambini e le è stato dedicato un francobollo commemorativo.

Le sarà inoltre intitolata una nuova strada a Montréal dopo l’approvazione formale avvenuta la scorsa estate da parte del Comune.

Questa sensibilità verso la riscoperta, e in alcuni casi si può parlare di una vera e propria scoperta, di figure femminili di valore riguarda anche più in particolare la provincia  del Québec, che ha deciso di riconoscere alle proprie patriote, attiviste, scrittrici, artiste, lavoratrici…, un segno tangibile della loro appartenenza nella storia e nel territorio della provincia. La Commissione toponomastica del Québec infatti intende valorizzare in modo permanente la toponomastica femminile, dedicandole uno spazio stabile nel più ampio riquadro dell’ufficio preposto. Sarà un’occasione per scoprire interessanti storie.

Il Québec ha spesso derivato i nomi delle sue municipalità dalle parrocchie religiose già presenti sul territorio dal XVIII -XIX secolo, secondo la tradizione che voleva rendere omaggio al nome di un uomo o di una donna ricorrendo al relativo santo o santa di riferimento. Ne consegue che la maggior parte dei toponimi siano riferiti a figure santificate o beatificate, come nella tradizione più diffusa e consolidata da cui anche l’Italia, a maggior ragione, non sfugge.

Su 1133 municipi 515 hanno nomi santificati: in particolare sono 139 le municipalità che rievocano figure religiose, se includiamo anche la Vergine Maria e le sue declinazioni come Nostra Signora (Notre- Dame), cioè il 12% sul totale dei municipi. In dettaglio, 103 sono dedicati a sante dichiarate venerabili e 36 a donne ‘santificate’ ma laiche, spesso mogli, figlie di signori importanti nella società e nell’economia locale.

Il numero delle municipalità dedicate a donne meritevoli estranee alla religione è ben più esiguo: se ne contano appena undici. Il totale dei municipi femminili raggiunge quota 150, superando di poco il 13% dell’intero Québec.