ITALIA – Le corti femminili e maschili di Venezia e Mestre

di Nadia Cario

 A Mestre, nel rione di Viale San Marco, esistono due quartieri chiamati Corti femminili e Corti maschili. Ideati nel dopoguerra per rispondere al sovraffollamento del centro storico di Venezia, l’intenzione di realizzare questo villaggio nasce dall’idea di ricreare il paesaggio urbano veneziano in terraferma, con case aperte sulle corti che da sempre hanno facilitato la socializzazione, per consentire alle persone che dovevano abbandonare Venezia, di poter ritrovare a Mestre condizioni simili di vita.

Il progetto viene realizzato a metà degli anni ’50.

Le Corti femminili intorno a cui vengono costruite le case – sviluppate al massimo su due piani, con ampie corti collegate da calli – hanno i nomi di figure tratte dalle opere del drammaturgo veneziano Carlo Goldoni, che nel suo teatro ha introdotto un linguaggio preso dalla quotidianità, dando voce a popolane piene di freschezza e vitalità: attive, vivaci, intraprendenti che agiscono amministrando e curando interessi e reputazione.

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Foto 1 – Corti Femminili

Rosaura è La vedova scaltra, giovane e ricca, che ha vari pretendenti tra i quali sceglie, dopo varie “messe alla prova” da lei ideate, chi le è più fedele.

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Foto 2 – Corte Rosaura

 Mirandolina è la famosa protagonista de La locandiera: fiorentina esuberante, complessa, intelligente, sempre lucida e capace di autocontrollo, riesce a superare ogni ostacolo per badare ai propri interessi assicurandosi benessere economico e mantenendo un costante equilibrio tra reputazione, tornaconto e libertà.

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Foto 3 – Corte Mirandolina

Diverso è il ruolo di Clorinda presente nell’opera Gl’innamorati; è una figura secondaria che si trova ad essere di ostacolo, senza volerlo, tra l’amore di Fulgenzio (presente nelle Corti maschili) e l’innamorata Eugenia, amore che andrà a buon fine.

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Foto 4 – Corte Clorinda

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Foto 5 – Corte Fulgenzio

I personaggi delle opere di Goldoni sono frutto di un’attenta osservazione della realtà veneziana del ‘700 nelle sue multiformi manifestazioni, portando così in scena caratteri che si destreggiano nell’arte di vivere mescolando gioie, dolori, imbarazzi, fraintendimenti e ironia.

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Foto 6 – Corte Marina

Marina, Lunardo e Lucietta sono tre soggetti de I Rusteghi: Lucietta è figlia di Lunardo che ha deciso di farle sposare un giovane senza prima farli incontrare, mentre Marina è la zia del futuro sposo che lo aiuta, attraverso lo stratagemma di farlo travestire da donna, a incontrare la promessa sposa.

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Foto 8 – Corte Lucietta

Goldoni ha dato voce e intelligenza all’agire femminile nel secolo dei lumi: Corallina è La serva amorosa e nella prefazione all’opera l’autore scrive «Non ostante che la mia Serva Amorosa abbia avuto sì bell’incontro a Bologna, a Milano, e a Venezia, non manca a lei la sua critica. Dicesi che Corallina parla più che da Serva, ed opera con troppo ingegno e con troppo fina condotta. Ciò è vero, se tutte le Serve hanno ad essere quelle sciocche, che tali Critici avranno praticato sol tanto; ma io ne ho conosciute delle bene educate, delle pronte di spirito, capaci de’ più difficili, de’ più delicati maneggi. Io non imbarazzo questa mia Serva in cose superiori al femminile talento: ella è una femmina più accorta di molte altre, siccome lo è effettivamente l’Attrice medesima, che ha tal carattere rappresentato.»

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Foto 9 – Corte Corallina

La vivace Smeraldina è la servetta di Clarice nell’opera Il servitore di due padroni che si fa portavoce delle donne, ribadendone l’importanza e denunciando i soprusi degli uomini.

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Foto 10 – Corte Smeraldina

Orsetta la troviamo ne Le baruffe chiozzotte che raccontano del “popolino” di Chioggia: donne sedute per strada a ricamare e cucire che litigano aspettando il ritorno dal mare dei fidanzati pescatori con i quali la gelosia li fa litigare in un crescendo che si conclude poi in lieto fine.

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Foto 11 – Corte Orsetta

Zanetta, oltre ad essere presente in un’opera, è il nome dell’attrice Giovanna Maria Farussi (Venezia 27.8.1707 – Dresda 29.11.1776) detta appunto Zanetta. Questa attrice talentuosa fu anche abile amministratrice dei propri interessi, che gestiva direttamente. Si esibì in Italia e all’estero. A Verona conobbe Goldoni che nel 1734 scrisse per lei La pupilla. Recitò a San Pietroburgo e venne chiamata a Dresda, dove si stabilì definitivamente. Sposò a 16 anni Gaetano: il loro primo figlio fu Giacomo Casanova.

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Foto 12 – Corte Zanetta

Accanto alle figure delle opere goldoniane nel 2012 sono state intitolate due strade delle Corti femminili a importanti letterate del ‘700 veneziano, contemporanee di Goldoni. Anche loro ebbero a che fare con il teatro e le opere teatrali.

Elisabetta Caminer (Venezia 29.7.1751 – Orgiano 7.6.1796) fu editrice, giornalista, letterata, traduttrice e poeta. Grazie all’attività svolta con l’Europa letteraria – foglio di tendenza impegnato a diffondere la letteratura moderna francese e a riunire l’intelligenza italiana contemporanea – e alla traduzione delle commedie francesi – che attraverso la loro rappresentazione in teatro educavano il popolo alla libertà – è stata una delle protagoniste dell’illuminismo veneto e veneziano. Il suo salotto divenne centro di raccolta intellettuale e culturale.

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Foto 13 – Via Elisabetta Caminer

La colta Luisa Bergalli (Venezia 10.04.1703 – 18.7.1779), dalla vita sociale molto intensa, fu poeta, drammaturga, traduttrice e critica letteraria. Spaziò in diversi generi teatrali quali il melodramma, la tragedia, la commedia, frequentando la bottega della pittrice Rosalba Carriera.

A ventidue anni una sua opera venne messa in scena al teatro San Moisè e ne aveva 23 quando debuttò nella critica letteraria con un’antologia dal titolo I componimenti poetici delle più illustri rimatrici d’ogni secolo, considerata la prima antologia della poesia femminile realizzata da una donna che suggerisce, di fatto, un nuovo canone di lettura.

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Foto 14 – Via Luisa Bergalli

Il personaggio Cristofolo è lo zio di Anzoletto, novello sposo nell’opera La casa nova alle prese con una serie di disavventure.

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Foto 15 – Corte Cristofolo

Lindoro è l’innamorato ricambiato di Zelinda ne Gli amori di Zelinda e di Lindoro. Il loro amore viene contrastato da rivalità e gelosie.

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Foto 16 – Corte Lindoro

 Todero è il nome del vecchio fastidioso della commedia Sior Todero Brontolon che oltre ad essere brontolone è avaro e superbo. Nipote di Todero è la giovane Zanetta (presente nelle Corti femminili) e Giovanna Maria Farussi. La morale della Commedia consiste nel mostrare l’odiosità del protagonista, affinché quelli che si trovano, per loro disgrazia, da questa malattia attaccati, se ne correggano.

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Foto 17 – Corte Todero

Ridolfo è il caffettiere-padrone ne La bottega del caffè: dal centro della piazza vede e partecipa a ciò che succede intorno, prendendosi a cuore la sorte di un giovane mercante che si sta rovinando la vita perdendo tutto al gioco.

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Foto 18 – Corte Ridolfo

Vite che si intrecciano tra realtà, storia e fantasia, riscritte ed esposte sul territorio veneziano.

 

 




ITALIA – Ultima campana per figli e figliastri. Quanti ne resteranno?

Di Nic98

La scuola un mondo da riqualificare, cominciando dallo svecchiamento e dalla selezione del personale docente sempre più demotivato e impreparato a seguire giovani che in questa istituzione già credono poco. Già, perché come diceva un grande, Giuseppe Di Vittorio, “Mondo era e mondo è”. Perchè è nella scuola che si semina l’ingiustizia sociale quando si promuovono i figli e non i figliastri, i figli di… che, comunque sia, una meta l’hanno o chi, per loro, l’ha già tracciata. Non conta quanti giorni abbiano frequentato o quante interrogazioni abbiano sostenuto, neanche la media dei voti conta perché a questa penseranno i figliastri promossi, a cui sarà alzata, per supportare gli inetti figli di…, e così tutto quadrerà. Per gli sventurati figliastri a cui questo gioco non serve e a cui si è data la speranza di poter rimediare con le ultime interrogazioni, magari invitandoli a farsi aiutare con qualche lezione privata, il gioco è fatto: la presa in giro e la beffa, il figlio promosso e il figliastro bocciato. Peccato che, in fin dei conti, il figliastro con tanta fatica e un po’ di fortuna potrebbe risultare brillante: sempre meglio che essere stato raccomandato anche se magari soltanto dal suo cognome. L’Italia ingiusta parte da qui, visto che anche la selezione dei docenti è spesso truccata, superata solo da chi ha potuto comprare l’abilitazione. Preparazione nozionistica e impegno nel lavoro, è questo che rende un insegnante completo, perché un alunno, di qualsiasi ceto sociale, ha bisogno di comunicazione e di esempi reali di vita che solo un insegnante che ama la sua professione sa trasmettere anche con un aspro richiamo al dovere, perché la sensibilità e la sincerità penetrano nell’animo dello studente. Regole comportamentali più severe dovrebbero essere usate a scuola, visto che la società tecnologica e commerciale ha contribuito a eliminare la buona educazione. La scuola non può essere un’azienda, non si possono attrarre iscrizioni offrendo distrazioni, come ad esempio i distributori di accessori per telefonini. Tutto questo in Italia avviene da nord a sud.




ISTANBUL – I Falchi del Kurdistan rivendicano l’attentato

Un gruppo radicale vicino ai ribelli del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), i Falchi per la libertà del Kurdistan (Tak), hanno rivendicato l’attentato con autobomba che ha fatto 11 morti, sette poliziotti e quattro civili, martedì nella zona turistica di Istanbul.

“La mattina del 7 giugno abbiamo portato un attacco contro la polizia anti-sommossa per vendicare la sporca guerra condotta in Kurdistan” dalle forze turche, ha precisato il gruppo in un comunicato pubblicato sul sito internet in cui ha messo in guardia anche i turisti stranieri da altri possibili attacchi e li ha invitati a non visitare la Turchia.




POLO NORD – Greenpeace: “Ciò che accade nell’Artico non resta nell’Artico”

Ghiaccio artico, a maggio nuovo record negativo. E’ allarme per il Polo Nord ma anche per il Pianeta. Gli esperti del National Snow and Ice Data Center (NSIDC), parte integrante del Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences (CIRES) presso l’Università del Colorado a Boulder e il supporto della NASA, hanno annunciato, qualche mese fa, il nuovo record (per il secondo anno consecutivo) “negativo” per il Polo Nord: “il ghiaccio Artico è ai minimi storici a causa del riscaldamento globale”.

Greenpeace – Ciò che accade nell’Artico non resta nell’Artico. La fragile regione polare si sta infatti scaldando due volte più in fretta di qualsiasi altra area del mondo, con conseguenze che pesano sull’intero clima terrestre. Nell’emisfero nord del Pianeta, in particolare, potranno aumentare i fenomeni meteorologici estremi.

Un rapporto scientifico pubblicato da Greenpeace svela che l’Artico si sta scaldando due volte più in fretta che qualsiasi altra regione del mondo, con possibili gravi ripercussioni sull’intero clima terrestre.
Come infatti suggerisce il titolo del nuovo rapporto, “What happens in the Arctic doesn’t stay in the Arctic”, ciò che accade nell’Artico non resta confinato nell’Artico, l’alterazione di questo ecosistema unico e prezioso può aggravare gli effetti dei cambiamenti climatici e avere ripercussioni anche sulle nostre vite.

Facendo riferimento alla Terra il termine Polo Nord può indicare diversi punti geografici posti sulla superficie terrestre la maggior parte dei quali sono situati nel Mar Glaciale Artico. Spesso il termine polo nord è anche utilizzato per riferirsi in maniera generica a quella regione del mondo denominata Artide o in alcuni casi al territorio compreso all’interno del circolo polare artico. Ti potrebbe interessare: Emergenza Polo Nord: potrebbe svanire quest’anno? La previsione choc di un climatologo…

La calotta polare artica è un elemento fondamentale del sistema climatico del nostro pianeta. La sua funzione più importante è quella di isolare l’acqua dell’oceano artico, relativamente calda, dall’aria polare soprastante che è invece molto più fredda. Nello stesso tempo, la calotta impedisce l’assorbimento dei raggi solari: l’albedo dei ghiacci polari è 0,6, che sale a 0,8 se sono coperti di neve, mentre l’acqua di mare ha un’albedo di solo 0,15. L’effetto complessivo quindi è quello di mantenere freddo il polo nord, bloccando nello stesso tempo il trasferimento del calore dall’oceano all’atmosfera.

GREENPEACE – A causa del riscaldamento globale, negli ultimi 30 anni l’area artica coperta di ghiacci si è ridotta in modo sostanziale estate dopo estate, diminuendo la capacità della superficie ghiacciata di riflettere la luce solare (un fenomeno conosciuto come albedo) e aumentando il calore assorbito dal mare, che a sua volta contribuisce allo scioglimento dei ghiacci, in un circolo vizioso molto pericoloso.

Come se non bastasse, il ritiro dei ghiacci agevola lo sfruttamento delle risorse naturali nel Mar Glaciale Artico: pesca, trasporto marittimo e trivellazioni fanno gola a molti e minacciano la sopravvivenza di questo fragile ecosistema.

Per questo chiediamo che le acque internazionali che circondano il Polo Nord diventino un Santuario Artico in cui sia vietata qualsiasi attività industriale estrattiva e proprio tra poche settimane l’OSPAR, la commissione internazionale deputata alla conservazione dell’Artico, potrebbe decidere di istituire un’area protetta di oltre 226 mila chilometri quadrati, realizzando così il primo pezzo del Santuario.

Non siamo i soli a voler difendere questo splendido e fondamentale ecosistema: con noi ci sono quasi otto milioni di persone che hanno già firmato la petizione internazionale per mettere fine allo sfruttamento dell’Artico! E tu, hai già firmato?
Gli effetti dello scioglimento dei ghiacci nel resto del pianeta
La letteratura scientifica più recente, cui fa riferimento Greenpeace, suggerisce l’esistenza di un collegamento causale diretto tra il declino del ghiaccio marino e le fluttuazioni sempre più estreme delle temperature nell’emisfero nord. Ecco gli effetti del surriscaldamento del Polo nel mondo.

Estati più calde in Usa e Canada – Dallo scioglimento dei ghiacci del Polo Nord dipende il surriscaldamento della parte orientale degli Usa e del Canada. Entro la fine del secolo le estati vedranno temperature del 20% più variabili rispetto ad ora, e diventeranno più comuni le ondate di calore. Un quadro corroborato dai risultati di 29 modelli predittivi sui cambiamenti climatici che interesseranno la fascia delle Great Plains americane.

Mediterraneo bollente – Le evidenze raccolte dimostrano che durante le estati con meno ghiaccio al Polo Nord, le temperature di superficie delle acque del Mediterraneo (ma anche dei mari del sud-est asiatico) tendono a salire e vengono modificati anche i modelli di andamento atmosferico.

Inverni sempre più rigidi e nevosi alle medie latitudini – Nord America, Europa e Asia orientale: ormai gli scienziati sono concordi nell’affermare che le ondate improvvise di freddo e copiose precipitazioni nevose sono strettamente legate allo scioglimento dei ghiacci artici durante le estati.

Piogge in nord Europa, siccità in America e Asia – Nel nostro continente le 6 estati tra il 2007 e il 2012 sono state più umide e piovose della norma. Anche questo è un effetto dei cambiamenti climatici in corso al Polo Nord. Viceversa, America del nord e Asia orientale potrebbero vedere siccità sempre più frequenti in futuro.

Innalzamento del livello delle acque – Lo scioglimento dei ghiacci artici è ormai considerato a livello internazionale un fattore con alta probabilità di causare l’aumento dei livello dei mari.

Sparirà la tundra artica – Gli incendi in questi ecosistemi sono un fatto ciclico e naturale. Ma estati più calde e secche li intensificheranno, liberando in atmosfera CO2 e minacciando gli equilibri della regione.




Le donne di Maggio

Di Paola Spinelli e Maria Pia Ercolini

Dalla rubrica SIGNORE SI NASCE di Toponomastica femminile

Io mi sentivo libera e leggera
come quei fiocchi bianchi di pelurie
che si sprigionano dai pioppi, in maggio
e cercan l’alto.

Antonia Pozzi ci introduce con questi versi alle donne nate a maggio che “cercan l’alto”.

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“Nacque ad un certo punto e comunque, sia chiaro, nacque e visse al di fuori della storia”, così scrive di sé Laura Betti, che in realtà inaugura il nostro mese perché nata il primo giorno di maggio. La ammiriamo come cantante e attrice, donna intelligentissima e dal carattere difficile, ideatrice e direttrice del Fondo Pier Paolo Pasolini.

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Il 2 di maggio ci regala ancora due attrici: Fiammetta Baralla, grande caratterista del cinema e della televisione, ma anche interprete del teatro d’avanguardia e Norma Aleandro, la “pasionaria” argentina, combattente dello schermo e della vita, attrice e intellettuale di posizioni progressiste.

Il 3 ci porta Mary Astor, un’attrice che ha saputo reinterpretarsi più di una volta, da femme fatale, alla più classica delle dark lady (Il mistero del falco) fino a diventare la madre saggia di Piccole donne (edizione del 1949) o di Incontriamoci a Saint Louis di Vincente Minnelli.

Il giorno 4 è la volta di Audrey Hepburn, troppo fragile per realizzare il suo sogno di fare la ballerina, ma che divenne invece un’attrice talentuosa che impose un nuovo modello di bellezza femminile. Fu ambasciatrice dell’UNICEF e icona dell’eleganza. L’abito bianco a fiori che Givenchy creò per lei quando vinse l’Oscar per “Vacanze romane” è considerato ancor oggi il migliore abito di tutti i tempi indossato alla premiazione degli Oscar.

Voglio ricordare Anna Maria Mozzoni, nata il 5 maggio, attraverso queste sue parole del 1906: “tutto ci ha ormai persuaso che la giustizia non riguarda che gli elettori e non si estenderà a noi se non quando e in quanto saremo elettrici perché siamo cittadine, perché paghiamo tasse e imposte, perché siamo produttrici di ricchezza, perché paghiamo l’imposta del sangue nei dolori della maternità, perché infine portiamo il contributo dell’opera e del denaro al funzionamento dello Stato”.

Il giorno 6 abbiamo un volto noto: Lianella Carell. Era l’epoca del neorealismo e degli attori presi dalla strada. Lei, giornalista, andò da De Sica per fargli un’intervista. Lui, colpito dall’intensità del suo volto, la scelse per fare la moglie di Lamberto Maggiorani in”Ladri di biciclette” e in quel ruolo l’abbiamo conosciuta tutti.

Giorno 7: Ruth Prawer Jhabvala che come sceneggiatrice ha avuto 3 nomination e ha vinto 2 Oscar con “Camera con vista” e “Casa Howard”e come scrittrice ha vinto il Booker Prize con “Calore e polvere”.

Quando ero bambina le magliette e i cappellini con stampati i marchi delle ditte erano capi da lavoro che muratori e contadini indossavano per non rovinare i vestiti buoni. Te li regalavano al giro d’Italia o nei negozi di sementi o di ferramenta. Nessuno si sarebbe sognato di spendere dei soldi per fare pubblicità a qualcuno. Poi è cambiato tutto e i marchi sono diventati status symbol. Poi è uscito NO LOGO. Il giorno 8 è il compleanno di Naomi Klein.

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Il 9 maggio nascono a distanza di circa cento anni l’una dall’altra due donne assolutamente diverse ma simili, credo, per l’intraprendenza e il coraggio, tutte e due francesi, tutte due, a modo loro, eroine.

La prima, Olympe Pélissier all’età di 15 anni fu venduta dalla madre a un giovane aristocratico. Oggi queste cose non avvengono più? Non saprei. E comunque Olympe da lì iniziò il suo faticoso percorso di formazione da cortigiana a modella, e poi da “cortigiana cattiva”, come la definì Balzac, a moglie devota di Gioacchino Rossini.

La seconda donna del giorno 9 è Marise Hilsz, che da modista, presa dalla passione per il volo, diventa prima paracadutista poi aviatrice. È una donna dai molti record e dai molti meritati riconoscimenti: le sono stati dedicati un campo sportivo, una scuola, diverse vie, un monumento e almeno tre francobolli.

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Il 10 maggio è il giorno di Rosanna Benzi che ha trascorso gran parte della sua vita a Genova, dentro un polmone d’acciaio, ma che sorprendentemente diceva di sé: “La mia vita tutto sommato è normale, anche se me ne sto qua dentro, immobile. Faccio le cose che fanno tutti. Studio, lavoro, dirigo una rivista, GLI ALTRI. Faccio politica”.

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11 maggio: “Le nostre braccia hanno origine dalla schiena perché un tempo erano ali”. E sembravano ali le braccia di Martha Graham che fu per la danza quello che Picasso rappresentò per la pittura e Stravinsky per la musica.

Il 12 maggio il sipario è per Giulietta Simionato, una signora del Bel Canto che si ritirò dalle scene “in bellezza”, quando la sua voce non aveva ancora incrinature, perché il suo pubblico potesse ricordarla al meglio, ma che nella sua lunga vita non cessò mai di occuparsi di musica.

Maria Teresa d’Asburgo, 13 maggio, dimostra che per una donna, a tutti i livelli, è difficile far valere i propri diritti. Pur potendo succedere al padre grazie alla Prammatica Sanzione, Maria Teresa dovette combattere sette anni, rinunciare a diversi territori per vedersi riconosciuto alla fine il titolo di sovrana ma non di imperatrice. Fu il marito a diventare imperatore e lei dovette accontentarsi del titolo di imperatrice consorte.

Spesso la narrazione storica si dimentica delle donne, ma può anche succedere che le racconti male o che le diffami scientemente. È il caso di Margherita di Valois, 14 maggio, consegnata alla memoria collettiva come la bellissima, scaltra e intelligente ma dissoluta “regina Margot”. D’altra parte, essendo Margherita l’ultima dei Valois, per legittimare ancor più la successiva dinastia dei Borboni, si volle vedere in lei l’ultimo frutto di una dinastia marcia e depravata.

Il 15 maggio è il giorno di Maria Reiche, famosa per le sue ricerche sulle linee di Nazca, proclamate nel 1995 dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Di lei si dice: “vive di certo ancora a Nasca. Ed è il vento, qua onnipresente, che lo racconta.”

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16 maggio: ecco Gaetana Agnesi, matematica, filosofa e benefattrice, alla quale sono stati tributati tanti riconoscimenti e sono intitolate tante strade in tutta Italia, “una delle più grandi matematiche di tutti i tempi, fu la prima donna autrice di un libro di matematica e la prima a ottenere una cattedra universitaria di matematica”.

Ed ecco, il 17 maggio, Candida Mara, cantadora sarda, che fu la prima donna a partecipare alle gare a chitarra, fino ad allora riservate ai soli uomini. Girava in calesse di paese in paese armata di pistola e ci viene descritta dal musicologo Gavino Gabriel come un “vulcano di passioni che ha sconvolto cuori e famiglie”. Dal suo canto traeva “un potere di dominio che piegava ogni volontà”, con una voce che le dava “una strana personalità di fattucchiera e di dea”.

Chi ha una certa età, come me, ha molti ricordi in bianco e nero. Nella colonna sonora di questi ricordi non possono mancare i Cetra. Lucia Mannucci, 18 maggio, era la voce femminile del quartetto Cetra, ma è stata anche cantante solista, attrice di musical, presentatrice di programmi televisivi e doppiatrice. Inoltre assieme al marito, Virgilio Savona, svolse attività di ricerca nell’ambito della musica popolare.

19 maggio: cambia completamente il quadro, è la scena del finto orgasmo di “Harry ti presento Sally”. Solo una donna la poteva scrivere, la stessa che ha detto: “E soprattutto cerca di essere l’eroina della tua vita, non la vittima” e cioè Nora Ephron, scrittrice, sceneggiatrice, regista, giornalista, saggista che, attraverso le lenti dell’arguzia e dell’ironia seppe trarre ispirazione da tutto: i tradimenti del marito Carl Bernstein, la madre alcolizzata, i gatti dell’ex marito, il complesso del seno piccolo, la torta al limone, il collo che invecchia e il dolore.

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20 maggio: due donne durante il regime fascista. La prima, Paola Masino, è una scrittrice malvista dal regime, ma il cui romanzo “Nascita a morte della massaia” è ancora attualissimo. La seconda, Ondina Valla, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Berlino, a soli 20 anni, diventa un simbolo per le ragazze in un’Italia che dava molta importanza all’esercizio fisico, per fare dei maschi dei forti guerriere e delle femmine delle sane riproduttrici. Racconta Ondina: “avrei dovuto partecipare anche all’Olimpiade precedente, quella del 1932 a Los Angeles. Ma sarei stata l’unica donna della squadra di atletica e così mi dissero che avrei creato dei problemi su una nave piena di uomini. La realtà è che il Vaticano era decisamente contrario allo sport femminile”.

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Il 21 maggio abbiamo una donna che è addirittura finita sulla banconota da 5 sterline inglesi: è Elisabeth Fry, la filantropa che promosse la riforma del sistema carcerario inglese.

Il 22 nasce Elvira Badaracco, politica, pubblicista, femminista, che ha lasciato tutto il suo patrimonio economico, scientifico e politico alla Fondazione che porta il suo nome e che ha la finalità di raccogliere, organizzare, conservare e rendere fruibile il patrimonio di conoscenze e pratiche elaborato dal movimento delle donne.

Il 23 maggio ci porta la voce di Marilyn Monroe e di tantissime altre attrici famose: è Rosetta Calavetta, esempio della grande professionalità dei nostri doppiatori, talmente bravi che a volte riescono a dare un tocco in più ai film e all’interpretazione degli attori che doppiano.

Il 24 è il giorno di Felicia Bartolotta Impastato, che aveva aperto la sua casa a quanti volevano conoscere il suo Peppino. Ai giovani che le chiedevano come si fa a combattere la mafia dava questo consiglio: “Tenete la testa alta e la schiena dritta” e, aggiungeva: “Studiate, perché studiando si apre la testa e si capisce quello che è giusto e quello che non è giusto”. Costituitasi parte civile, riuscì ad ottenere giustizia e a vedere condannati i mandanti dell’omicidio del figlio.

Colette Rosselli, giorno 25, autrice di libri per ragazzi, illustratrice di moda, pittrice, giornalista, come Donna Letizia, raccolse le confessioni, i timori, le speranze le angosce, le inquietudini di almeno quattro generazioni di italiani, quando, piuttosto che all’analista, ci si rivolgeva alla posta del cuore.

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“Mia sete grande era poter dire in versi tutto ciò che mi passava per l’anima”, sono parole di Vittoria Aganoor Pompilj, la donna del 26 maggio. I temi delle le sue liriche sono la vita, la morte, la natura, i ricordi, i temi sociali, ma su tutti domina l’amore, che è per Vittoria bisogno di superare la condizione esistenziale della solitudine.

Con Amelia Bloomer, 27 maggio, si coniugano insieme abbigliamento e impegno femminista. Nella sua lotta a favore dei diritti delle donne, la Bloomer volle riformare l’abbigliamento femminile con una sorta di pantaloni, i bloomers. L’epoca non era matura. Si pensò che la donna volesse indossare i pantaloni in senso metaforico e che all’interno della famiglia si potesse realizzare una rivoluzione di ruoli senza precedenti, perciò Amelia fu coperta di improperi e di ridicolo.

Il 28 è il giorno di Giuliana Dal Pozzo che nel 1988, quando il termine femminicidio non era di moda e non si parlava della violenza sulle donne, specie di quella domestica, si inventò il Telefono Rosa: cinque volontarie con un quaderno e una penna che si alternavano in una stanza nell’ascolto di donne che chiamavano chiedendo aiuto da tutta Italia

29 maggio: Alfonsina Storni, una poetessa così importante che ora la poesia femminile argentina viene divisa in due tappe: prima e dopo Alfonsina Storni. La sua ultima poesia “Voy a dormir”, scritta prima del suicidio in mare, ispirò la notissima canzone “Alfonsina y el mar”, una canzone struggente e malinconica, dolce e triste, tragica ed epica allo stesso tempo.

L’attrice Anna Proclemer, 30 maggio, negli ultimi suoi anni si era organizzata un sito web interessante, intelligente e divertente, con tanto di istruzioni per l’uso, insomma è obbligatorio andarci anche perché, confessa, è l’autobiografia che si era sempre rifiutata di scrivere e, aggiunge, “Il prodotto può essere conservato a temperatura ambiente e non ha data di scadenza. Vale a dire che quando l’attrice “tirerà il calzino”, come dicono magnificamente a Firenze, il Sito resterà qui, per vostro uso e consumo”.

Il mese di maggio si chiude in bellezza con Alida Maria Altenburger von Markenstein und Frauenberg, nota come Alida Valli, attrice straordinaria e intensa che ha dato il suo splendido volto a personaggi indimenticabili.

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Queste sono le donne di maggio, messe una dopo l’altra, come le perle di una preziosissima collana:

“Il giardino era fiorito, tutte le porte erano aperte sul cielo azzurro di maggio.”

(Anna Maria Ortese)




ITALIA – Il suicidio seconda causa di morte per i giovani

In Italia il consumo di antidepressivi cresce. E se è difficile quantificare il peso della crisi economica, diversi soggetti le attribuiscono un ruolo importante nell’aumento dell’uso di questo tipo di farmaci. Nei primi otto mesi di quest’anno è salito del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2012; tra 2000 e 2011 le dosi assunte giornalmente sono più che quadruplicate. L’associazione pensionati Confesercenti, quella dei Contribuenti e la Società Italiana di Psichiatria puntano il dito contro la recessione.

E’ allarmante il dato diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che rivela un aumento del 40% negli ultimi 7 anni di consumo di psicofarmaci tra i paesi occidentali. Il suicidio è la seconda causa di morte per i giovani italiani dopo gli incidenti stradali.




FRANCIA – Disoccupazione ai massimi storici: 2,845 milioni francesi senza lavoro

I sindacati hanno proclamato una settimana di “scioperi illimitati” con lo scopo di impedire l’approvazione della nuova legge sul lavoro proposta dal presidente della Repubblica Francois Hollande.

Della legge si parla da mesi e fin dall’inizio è stata osteggiata dalle organizzazioni dei lavoratori, ma nelle ultime settimane la tensione è arrivata a livelli non più controllabili. La legge, infatti, smantella moltissimi aspetti del diritto del lavoro che erano dati per acquisiti e rende più flessibile il mercato dell’impiego. La disoccupazione in Francia è arrivata ai suoi massimi storici. E questo è successo proprio sotto la presidenza Hollande le cui ricette economiche, evidentemente, non sono riuscite a dare una risposta convincente alla crisi.

I dati parlano chiaro: nel primo trimestre del 2012 i disoccupati erano 2,582 milioni che passano a 2,648 milioni nel secondo trimestre per iniziare un crescendo rossiniano. Nel secondo trimestre del 2014, a due anni dall’insediamento dell’ex segretario del partito socialista alla presidenza, erano arrivati a 2,790 milioni per poi raggiungere il picco nel quarto trimestre del 2015: 2,935. L’ultimo dato, relativo al primo trimestre del 2106, fissa il numero di francesi disoccupati a 2,845 milioni.

Di fronte a questi numeri la risposta dell’ex segretario del partito socialista francese, che ha tradizioni assai più “radicali” di quelle della sinistra italiana, ha proposto un ampliamento delle causali che rendono legittimo il licenziamento di tipo economico come, ad esempio, il calo di attività dell’impresa per la quale si lavora (calo degli ordini e delle vendite, per esempio) per tre trimestri consecutivi. Ma, in base alla legge, è possibile licenziare anche per riorganizzazione aziendale e per salvaguardare la competitività dell’azienda.




FRANCIA – Maltempo: aumentano i morti tra Francia, Germania e Belgio. Louvre chiuso

La piena della Senna ha raggiunto i sei metri. Secondo gli esperti, un picco massimo di 6,30-6-50 metri è atteso nel tardo pomeriggio. Un livello comunque inferiore agli 8,62 del 1910, quando il fiume esondò nella grande piena del secolo.
Il Premier francese Manuel Valls ha convocato una riunione interministeriale, mentre è stata attivata una cellula di crisi per coordinare la risposta alle inondazioni che colpiscono Parigi e tutto il Paese. “Il momento richiede vigilanza e attenzione – ha spiegato – tutti i servizi dello Stato sono mobilitati per far fronte a una situazione che, sfortunatamente, potrebbe prolungarsi”.

Intanto, nel Paese si contano già tre vittime, un uomo trascinato via dalla corrente mentre era a cavallo su un lungofiume a Yerres, 25 chilometri a sudest di Parigi, una donna di 86 anni ritrovata annegata a pochi passi dalla sua casa nella Seine-et-Marne e un’altra donna ritrovata morta annegata nel fiume Vernisson, nel Loiret. Ma il bilancio che, ha avvertito il ministro dell’Ambiente Segolène Royal, potrebbe rivelarsi più grave quando le acque si ritireranno.

Centinaia di abitanti sono stati intanto evacuati in diversi comuni dell’Ile-de-France. A Parigi anche il Grand Palais e la centralissima stazione della metro di Cluny/La Sorbonne, nei pressi della storica univeristà, sono stati chiusi, scrive il Parisien.fr.
Gli otto dipartimenti della regione dell’Ile-de-France e cinque dipartimenti della Valle della Loira centrali sono a livello di allerta inondazione: rosso per il dipartimento Seine-et-Marne e arancione per gli altri.

Al Louvre si lavora per spostare e mettere in sicurezza il patrimonio di opere di uno dei più importanti musei del mondo, minacciato dalla possibile esondazione della Senna. Altri musei e le istituzioni culturali sono stati chiusi in tutta la Francia, tra cui i rinomati castelli di Chambord e Azay-le-Rideau.

E’ stato ritrovato il corpo dell’uomo dato per disperso in Belgio, precisamente ad Harsin, nella provincia belga del Lussemburgo: si tratta di un sessantenne, sorpreso dall’acqua e dal fango mentre cercava di salvare i suoi alveari. La conferma arriva dal sindaco di Nassogne, uno dei villaggi maggiormente danneggiati dall’alluvione.




Donne estoni tra leggenda e realtà

di Livia Capasso

Tallinn, capitale dell’Estonia e suo principale porto, affaccia sul Mar Baltico, nel Golfo di Finlandia, quasi di fronte a Helsinki.

1_panorama Tallinn

Fig. 1

L’etimologia del nome è ancora incerta, probabilmente deriva da Castrum Danorum, nome che la città aveva durante il periodo danese (1219-1346), e che tradotto in estone divenne Tannin lidna, poi abbreviato in Tallinn. Toompea è il nome della collina che si erge sul centro della città, col suo castello medioevale, sede del governo estone, con le ambasciate e le rappresentanze diplomatiche.

Tallinn è stata crocevia dei commerci dal Nord Europa alla Russia; i mercanti tedeschi ne fecero uno dei più importanti porti della Lega anseatica. Passata dal dominio danese, che convertì gli abitanti al cristianesimo, a quello svedese e poi a quello della Russia zarista, divenuta indipendente nel 1918, fu occupata dall’URSS nel 1944, e Tallinn divenne la capitale delle Repubbliche socialiste sovietiche estoni, che comprendevano la Lituania, l’Estonia e la Lettonia. Il periodo di occupazione sovietica, durato quasi cinquant’anni, terminò nel 1991, quando l’Estonia proclamò la propria indipendenza.

Benché nel corso della sua storia la città sia stata più volte attaccata, saccheggiata e assediata, e durante la seconda guerra mondiale anche pesantemente bombardata, la città vecchia medioevale mantiene intatto il suo fascino, ed è divenuta patrimonio dell’umanità dell’UNESCO nel 1997. Da visitare la chiesa di Sant’Olav, in stile gotico, fino al 1600 l’edificio più alto del mondo; il palazzo del Municipio, con la guglia del Vecchio Tommaso, risalente agli inizi del 1300, la chiesa medievale di San Nicola, oggi utilizzata prevalentemente come parte del Museo d’arte medioevale e come sala da concerti; il Duomo, cattedrale di Tallinn, dedicato a Maria Vergine; la cattedrale ortodossa dedicata ad Aleksandr Nevskij; la Colonna della Vittoria dell’Indipendenza dell’Estonia che sorge in piazza della Libertà. Notevoli anche la Cinta muraria, medioevale con torri di guardia, il Monastero domenicano e il Passaggio di Santa Caterina.

2_Passaggio S. Caterina

Fig. 2

Quest’ultimo (in estone: Katariina Käik) è un passaggio pedonale di origini medioevali, nel centro storico di Tallinn. È un tipico e caratteristico percorso pedonale, con la pavimentazione risalente all’epoca medioevale. È chiamato di Santa Caterina, in quanto conduce al monastero domenicano o di Santa Caterina, uno degli edifici più antichi della Città Vecchia. Da una ventina di anni ospita la Gilda di Santa Caterina: un insieme di botteghe di artigianato tradizionale che vendono oggetti di vetro, cappelli, piumini, ceramica, gioielli, seta dipinta a mano e altre merci.

3_via Linda.ridotta

Fig. 3

Linda è un personaggio della mitologia finnica, sposa di Kalev e madre di Kalevipoeg; compare nel poema epico in lingua estone Kalevipoeg, redatto nell’Ottocento dallo scrittore Friedrich Reinhold Kreutzwald e pubblicato dal 1857 al 1861. Linda nacque da un uovo che la madre aveva trovato al pascolo assieme a un pulcino, che si trasformò in sua sorella Salme, e un corvo, che diventò una piccola serva. Sposò Kalev, da cui ebbe moltissimi figli, forti e coraggiosi come il padre; ma l’eredità delle sue virtù doveva essere destinata, per intero, a un solo figlio, e nessuno, per quanto avesse ricevuto dal padre la forza, sembrava degno di succedergli. In età molto avanzata Kalev chiamò la moglie per annunciarle una nuova maternità, un figlio che avrebbe ereditato tutto. Nella speranza di salvare l’ormai vecchio Kalev, Linda chiamò una coccinella e la mandò alla ricerca di un grande mago che potesse scongiurare la morte dello sposo, ma ben tre maghi predissero l’imminente morte di Kalev. Linda pianse il marito per sette giorni, poi lo seppellì in una fossa profonda, infine eresse un tumulo sulla cui sommità voleva trasportare un grande blocco di pietra, ma, mentre faticosamente saliva, cadde e la pietra rotolò alla base della tomba. Linda allora cominciò a piangere, e le sue lacrime divennero dapprima una pozza, poi uno stagno e infine un lago che oggi è individuato nel Lago Ulemiste presso Tallinn. Poco tempo dopo mise al mondo il figlio postumo di Kalev, e in suo onore lo chiamò Kalevipoeg ovvero “Figlio di Kalev”. Questi crebbe rapidamente e fu l’immagine del padre, ereditando tutte le sue virtù. Kalevipoeg è l’eroe nazionale estone. Si dice che la tomba di Kalev sia sulla collina di Toompea, che è sorta proprio dal mucchio di pietre trasportate da Linda.

4_Elfriede Lender

Fig.4

Elfriede Lender Amanda (nata Elfriede Meikov, Tallinn, 19 maggio 1882 – Stoccolma, 10 aprile 1974) è stata la fondatrice della prima scuola femminile estone.

Nata da famiglia operaia (suo padre era un sellaio, la madre si guadagnava da vivere cucendo), dopo aver studiato all’Alexander Gymnasium, si laurea all’Università di Tartu e diventa insegnante. Comincia a lavorare con bambini che avevano difficoltà di apprendimento e problemi con la disciplina. Sposa nel 1904 l’ingegnere Voldemar Lenderig, che nel 1906 diventa il primo sindaco estone di Tallinn. Elfriede deve però rinunciare al suo insegnamento perché allora le leggi non permettevano alle donne sposate di lavorare nella scuola pubblica. Nel 1907, a soli 25 anni, fonda l’Elfriede Lender Eragümnaasium, scuola secondaria per ragazze estoni, di studi umanistici. A quel tempo, c’erano solo le scuole tedesche, che fornivano l’istruzione scolastica secondaria, Elfriede Lender diede alle ragazze l’opportunità di studiare in estone anche nella scuola secondaria. Subito dopo l’apertura della scuola, purtroppo, arriva una battuta d’arresto. Poche sono le iscrizioni e i genitori considerano Elfriede troppo giovane e non credono in lei. Nel 1927 la scuola però raggiunge un livello di élite.

Nel 1944 Elfriede fugge in Svezia durante il periodo di occupazione tedesca. Qui scrive le sue memorie, pubblicate nel 1967. Muore all’età di 92 anni.

Nel 2006 le è stato dedicato un francobollo.

L’autore della targa commemorativa, di granito nero, con in rilievo il ritratto di bronzo, è lo scultore Aime Kuulbusch-Molder.

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Fig.5

ll Palazzo Kadriorg è un edificio in stile barocco petrino risalente al 1718: situato nell’omonimo parco di Kadriorg fu costruito per volere di Pietro il Grande in onore della moglie Caterina I di Russia da Gaetano Chiaveri, su progetto dell’architetto veneziano Nicola Michetti. Originariamente era chiamato Catherinethal (la Valle di Caterina); dopo la morte dello Zar Pietro, Caterina si mostrò disinteressata a questa proprietà, che entrò progressivamente nell’oblio. Con l’indipendenza dello stato, nel 1918, prese il nome estone di Kadriorg, utilizzato anche per il quartiere e il parco circostante. Il palazzo odierno è il risultato di drastici restauri ordinati da Nicola I di Russia nel 1827. Attualmente in parte è sede del Museo estone d’arte.

Sculture femminili si possono ammirare in giro per Tallinn.

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Fig.6

Il Russalka Memorial è un monumento in bronzo scolpito da Amandus Adamson nel 1902 a Kadriorg, in occasione del nono anniversario del naufragio della nave da guerra russa Russalka, o “Sirenetta”, affondata in Finlandia nel 1893. E ‘stato il primo monumento in Estonia realizzato da uno scultore estone. Raffigura un angelo che regge una croce ortodossa verso la direzione assunta dal naufragio. Il modello per l’angelo fu la governante dello scultore Juliana Rootsi.

7_Eva copia

Fig.7

Eve (Hämarik) è una statua di donna nuda con la mano sulla testa. Secondo una leggenda, nei tempi antichi Eve (Hämarik= Crepuscolo) aveva il compito di mettere a riposo il sole ogni sera e Dawn invece doveva accendere la sua luce ogni mattina. Nei paesi nordici l’estate è il periodo delle notti bianche. In questo momento i due si incontrarono e si innamorarono. Il Creatore suggerì che si sposassero, ma gli amanti rifiutarono, sostenendo che il loro amore sarebbe rimasto in questo modo sempre fresco e nuovo. Il Creatore rispettò il loro desiderio e li benedì.

L’autrice della scultura è Mare Mikoff (Tallinn 1941). Mare ha studiato storia presso l’Università di Tartu e scultura presso l’Istituto Statale d’Arte Estone. Dal 2005 è docente di scultura presso l’Estonian Art Academy. Ha iniziato a impegnarsi attivamente nel campo delle arti nei primi anni ‘70, influenzata dalla pop art e dall’iperrealismo. Tra i suoi lavori più noti, oltre a questo di Eve nel centro di Viru, anche Nõmme Madre (1998) a Tallinn nel dstretto di Nõmme. Allo stesso tempo produce anche immagini digitali. Mostre personali hanno avuto luogo in Estonia, Austria e Russia, mostre collettive in Estonia, Cina, Lituania, Francia, Finlandia, Russia e molti altri paesi.

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Fig.8

Le Cariatidi sono 6 figure femminili sulla facciata del Tallinna Reaalkool (The Building of Tallinn Secondary Science School). Si intervallano tra ampie finestre e raffigurano varie discipline scolastiche, avendo in mano libri, scultura, tavolozza con pennello e altri attributi.

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Fig.9

La poeta estone Lydia Koidula è stata raffigurata sulle banconote da 100 korone.

Lydia Koidula (Vana-Vändra, 24 dicembre 1843 – Kronštadt, 11 agosto 1886) è considerata la prima autrice di poesia patriottica della letteratura estone. Figlia di Johann Voldemar Jannsen, attivo nel movimento nazionalista estone, fondatore del primo giornale in lingua estone e autore dell’inno nazionale estone, collaborò strettamente col padre, e fu una pioniera del giornalismo femminile estone. Non ebbe una produzione letteraria molto vasta, ma le sue raccolte di poesie Emmajöe Öpik (L’usignolo del fiume Emma) e Vaino-Lilled (I fiori del campo) sono ritenute la prima espressione di poesia patriottica estone.

Fu legata da una forte amicizia con Friedrich Reinhold Kreutzwald, l’autore del Kalevipoeg, il poema epico nazionale estone.

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Fig.10

Betti Alver (Jõgeva, 23 novembre 1906 – Tartu, 19 giugno 1989) è stata una delle poete estoni più importanti. Appartenuta alla prima generazione educata nelle scuole dell’Estonia indipendente, ha studiato a Tartu. Ha fatto parte dell’Arbujad (“Indovini”), un piccolo gruppo di poeti estoni. Dopo la guerra il marito Heiti Talvik è stato imprigionato dai sovietici ed è morto in Siberia. Per qualche decennio Betti è rimasta in silenzio come poeta, in segno di protesta contro il dominio sovietico, poi ha ripreso a scrivere nel 1960. Da segnalare in questo secondo periodo la raccolta del 1966 Tähetund o Starry Hour. Ha scritto anche romanzi e ha fatto il lavoro di traduzione. Nel centesimo anniversario della sua nascita le è stato dedicato un francobollo.

E per finire, sapevate che la nostra Ornella Muti è nata a Roma nel 1955 da padre napoletano, giornalista, e da madre estone, Ilse Renate Krause, scultrice?

 




ITALIA – Le Madri della Repubblica

Nel 1946, per la prima volta in Italia, si consentì alle donne l’esercizio del voto attivo e passivo, prima nelle elezioni amministrative di marzo e successivamente con il Referendum istituzionale monarchia-repubblica del 2 giugno. Il diritto di votare e di essere votate costituiva una reale svolta nell’Italia ferita e lacerata da anni di regime e di guerra: le donne potevano scrivere pagine nuove e significative della loro storia e della storia della nazione.
Le 21 neo-deputate elette, meno del 4% dell’intero Parlamento, hanno contribuito a fissare nella Carta Costituzionale principi fondamentali, nuove solide basi con cui ripartire e creare una nuova società, quella in cui viviamo.
Di certo l’apporto delle Madri della nostra Repubblica al riconoscimento del valore e della dignità del pensiero femminile e alla sua libera espressione è stato decisivo. Si devono al loro pensiero e alla loro determinazione l’art. 3 che disciplina il principio di uguaglianza, l’art. 37 che tutela il lavoro delle donne e dei minori, l’art. 29 che riconosce l’uguaglianza tra i coniugi, l’art. 30 che tutela i figli nati al di fuori del matrimonio, l’art. 51 che garantisce alle donne l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive.
Se alle idee dei Padri della Costituzione si è sempre dato il giusto riconoscimento, minor considerazione è stata rivolta alle Madri Costituenti: pochissimo spazio – se non silenzio assoluto – sui loro nomi nei libri di storia, negli articoli dei giornali, nelle trasmissioni televisive.

La stessa disattenzione emerge nelle intitolazioni stradali che indicano le figure degne di essere ricordate e celebrate e che concorrono a definire il volto di un popolo.

Nonostante il valore di quelle pagine di storia nazionale, le Costituenti non sono celebrate in tutti i comuni d’Italia e le vie loro dedicate costituiscono un interessante osservatorio della misoginia che ancora pervade il modo di pensare e di ricordare la storia.

Nilde Iotti, una delle cinque deputate che entrarono a far parte della Commissione dei 75 incaricata di formulare la proposta di Costituzione da dibattere e approvare in aula, è la più commemorata.
Vie, piazze e aree verdi la ricordano a Bellaria, Bologna, Calderara di Reno, Canicattì, Carbonia, Carpi, Colbordolo, Genazzano, Modica, Moncalieri, Monterotondo, Olbia, Ozzano dell’Emilia, Pescara, Pianezza, Piombino, Pomigliano d’Arco, Pontedera, Ravenna, Reggio Emilia, Ragusa, Rivalta, Roma, San Quirico d’Orcia…
É la sola Costituente ad aver ricevuto tante intitolazioni sul territorio nazionale.
In molti casi però, e questo vale per esempio per Roma, la sua figura si lega al ruolo successivo di prima donna a presiedere la Camera dei Deputati e a diventare la terza carica dello Stato. Nel 2007 venne inaugurato, dall’allora amministrazione capitolina, un viale all’interno del parco pubblico di Villa Celimontana. Nelle motivazioni presenti nella delibera della Giunta Comunale non si fa alcun accenno al suo impegno nella Commissione dei 75 e al ruolo svolto in quel primo fondamentale momento della vita nazionale. La scelta del luogo, suggestiva ma certamente un po’ appartata per una protagonista della Repubblica, appare legata più alla sfera privata che politica di Nilde Iotti che, nel verde del parco romano, amava passeggiare con Togliatti.

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Fecero parte della Commissione dei 75 anche Teresa Noce, Angelina Merlin, Angela Gotelli, Maria Agamben Federici (di cui si è parlato in un precedente articolo). Pur se in misura minore, anche loro sono ricordate in alcuni comuni italiani. Teresa Noce, militante insieme a Nilde Iotti nel PCI, è entrata nella memoria odonomastica con intitolazioni a Carpi, Lecce, Milano, Mosciano Sant’Angelo (TE), Pessano con Bornago, Pisa e Ravenna; Lina Merlin ha una piazza intitolata ad Adria, vie a Chioggia, Crotone, Ravenna, Rovigo, un giardino a Padova; Maria Agamben Federici strade a L’Aquila, suo luogo d’origine, a Monteleone Sabino e Perugia; una piazza è stata dedicata a Angela Gotelli a Varese Ligure, in provincia di La Spezia, e una via si trova nel paese di Albareto dove nacque nel 1905.

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Altre deputate sono ricordate qua e là in giro per l’Italia con intitolazioni spesso, ma non sempre, nei rispettivi luoghi natali: Adele Bei a Cantiano, Bianca Bianchi a Vicchio, Laura Bianchini a Castenedolo e a Brescia, Maria De Unterrichter Jervolino a Salerno, Angela Guidi Cingolani a Ravenna, Ottavia Penna a Caltagirone, Elettra Pollastrini a Rieti, Maria Maddalena Rossi a Codevilla…

3_BIANCHINI_Castenedolo (BS)_MarinaBorghetti.ridotta

5_DELLI.CASTELLI_Pescara_EmanuelaAmadio.ridotta

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14_ROSSI_Codevilla_PV_RosaEnini.ridotta

2_BIANCHI_Vicchio di Mugello_FabioInnocenti.ridotta

12_PENNA.BUSCEMI_Caltagirone_EsterRizzo.ridotta

13_POLLASTRINI_Rieti_NoemiMattana.ridotta

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15.Salerno_Iervolino2_AnnaTedesco.ridotta

Tutti riconoscimenti giusti, anche se centellinati, che le relegano in ambiti locali senza alcuna prospettiva ampia e nazionale, loro che invece hanno difeso e immaginato un futuro nuovo per un’intera nazione.
Per altre non c’è spazio né memoria in alcuna città, grande o piccola, d’Italia.
È il caso di Maria Nicotera Fiorini, nata a Catania nel 1913 ed eletta nel gruppo parlamentare della DC, o di Nadia Gallico Spano, classe 1916 e deputata del PCI. Anche ad Angela Minella Molinari non hanno intitolato strade ma a Noli, in provincia di Savona dove si rifugiò nel ’42 con la madre e la sorella dopo i bombardamenti di Torino, le è stata dedicata una biblioteca.

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Fino a poco tempo fa anche Rita Montagnana non aveva ricevuto riconoscimenti odonomastici. Ma qui comincia una nuova storia.

Nell’estate dello scorso anno la Giunta del Comune di Roma ha deliberato l’intitolazione di 7 nuovi percorsi ciclopedonali ad altrettante Madri costituenti, fra queste proprio Rita Montagnana che nella capitale ha a lungo vissuto come parlamentare del PCI e fondatrice dell’UDI. Insieme a lei sono state ricordate Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Angelina Merlin, Teresa Noce, Maria Maddalena Rossi e Elettra Pollastrini.

8_MATTEI_PISA_PatriziaSeppia.ridotta

La delibera è stato l’atto conclusivo del concorso Sulle vie della parità @ Roma, organizzato da Toponomastica femminile in collaborazione con Legambiente e il Comune di Roma, che ha dato vita a un interessante laboratorio di collaborazione fra istituzioni scolastiche e istituzioni politico-amministrative. La proposta di commemorare nell’odonomastica cittadina le sette deputate è partita dalle alunne e dagli alunni di una scuola romana ed è stata accolta dal Comune di Roma, che ha avviato le procedute tecniche per le intitolazioni di sette tratti consecutivi della pista ciclabile di Monte Mario. Le targhe stradali sono state affiancate da pannelli esplicativi sui quali sono trascritte le biografie redatte dalle/dagli studenti: un’interessante opportunità di rileggere la storia nazionale attraverso uno sguardo di genere.