Elio e le storie tese. Il tour d’addio

Questa settimana vi consigliamo una band che sicuramente molti lettori già conosceranno e che, purtroppo, verso la fine dell’anno scorso ha annunciato il proprio scioglimento. Elio e Le Storie Tese, dopo una militanza sulle scene durata ben 37 anni, avevano deciso di terminare la loro carriera con un grande concerto al Mediolanum Forum di Assago lo scorso 19 dicembre, che aveva registrato un incredibile sold out, del quale è uscito anche un disco dal vivo, Arrivedorci. Per questo motivo il gruppo milanese ha deciso di soddisfare le richieste di moltissimi fans e di imbarcarsi in un ultimo tour nello Stivale per celebrare al meglio la propria dipartita dalle scene. Sul loro sito ufficiale a riguardo spiegano che “ Dopo avere preso atto di quanti avrebbero voluto, ma non hanno potuto, raggiungere Milano per partecipare alla festa al Mediolanum Forum, gli EelST hanno accettato la proposta di organizzare un altro giro di concerti. Un Tour d’Addio, che sarà però “a scadenza”: da consumarsi entro e non oltre il 30 giugno 2018. Con una sorpresa per i fan: il biglietto del concerto del Mediolanum Forum di Assago si potrà riutilizzare per ascoltare gli EelST quando il Tour passerà nella propria città”. Le prime due serate sono state il 20 aprile al Pala George di Montichiari (BS) e il 21 aprile alla Kioene Arena di Padova e questa settimana continua con i concerti del 3 maggio al Pala Alpitour di Torino, 5 maggio al Nelson Mandela Forum di Firenze. Le ultime saranno il 10 maggio all’Unipol Arena di Bologna, 12 maggio al Pala Lottomatica di Roma, 14 maggio al Palapartenope di Napoli, 17 maggio al Pal’Art Hotel di Acireale, 19 maggio al Pala Florio di Bari e 23 maggio all’RDS Stadium di Rimini (era prevista anche Genova che però è stata cancellata di recente).

Queste date saranno quindi le ultime occasioni che avrete per vedere la band dal vivo, ed è un modo più che encomiabile di porre fine a un percorso che non ha avuto eguali nella storia della musica italiana. Sebbene non siano stati i primi a scegliere l’ironia come tema principale per i testi delle loro canzoni (ricordiamo i napoletani Squallor e soprattutto gli Skiantos, che hanno inaugurato il filone demenziale nella fine degli anni ’70), Elio E Le Storie Tese (abbreviati anche come “gli Elii”) sono stati gli unici ad aver portato questa formula al grande pubblico, arrivando quasi a vincere l’edizione del Festival di Sanremo del 1996 con il brano “La Terra dei Cachi” (arrivarono secondi, c’è chi ancora sostiene che in realtà a loro spettasse il primo posto ma per non chiare questioni interne – non ufficiali ovviamente – andò a Nek). Il livello qualitativo delle loro uscite è sempre stato molto alto sia per l’efficacia del loro senso dello humour che per l’estrema cura che ci hanno sempre messo dal punto di vista strumentale, grazie a strumentisti di primo livello. 




Kraftwerk e Placebo al Medimex di Taranto

Se c’è una regione al sud musicalmente molto attiva, questa è la Puglia. Una delle sue manifestazioni più importanti è il Medimex, il festival che ogni anno si riconferma come un evento cardine del meridione, grazie a incontri, presentazioni e performance di primo livello.

Se fino al 2017 si è tenuto a Bari, per quest’edizione è stata scelta Taranto e anche per il 2018 sono stati chiamati a suonare degli artisti di primo livello. A chiudere le serate del 7 e dell’8 giugno abbiamo dei nomi molto importanti nella musica internazionale.

Nella prima serata si esibiranno i Kraftwerk (in copertina), uno dei gruppi che più hanno contribuito a sviluppare l’elettronica per come la conosciamo oggi. Nati nel 1970, inizialmente legati al filone della kosmische musik e del krautrock, in un secondo momento hanno sviluppato un suono che ha determinato le coordinate per quello che sarebbe stato il pop di lì a oggi, influenzando pesantemente generi come l’hip hop, l’house e la techno. Così come hanno già fatto negli ultimi tempi, il loro show sarà “Kraftwerk-3D”: suoneranno con immagini alle spalle che, grazie agli occhiali adatti, diventeranno tridimensionali.

Sebbene della line-up attuale sia rimasto tra i membri fondatori il solo Ralf Hütter, un loro live è un’esperienza unica, che nessun altro gruppo può replicare, con una scaletta che ripropone tutti i grandi classici della formazione tedesca.

FOTO. I Placebo

Nella seconda serata avremo invece i Placebo, uno dei gruppi più noti del rock alternativo anni ’90, in tour per festeggiare i venti anni dalla pubblicazione del loro debutto. A questo proposito il frontman Brian Molko ha dichiarato: “Diciamo solo che ci saranno in scaletta canzoni che avevo giurato di non suonare mai più. Penso sia giusto dare ai nostri fan quello che vogliono ascoltare veramente. Sono stati molto pazienti con noi, perché raramente proponiamo i brani più commerciali. Un anniversario di venti anni è il momento giusto per farlo. Questa è l’intenzione. Questo tour è soprattutto per i fan; per noi è l’occasione di rivisitare un sacco di vecchio materiale. Quindi, se volete vederci suonare dal vivo canzoni come Pure Morning e Nancy Boy, che non facciamo da quasi dieci anni e probabilmente non faremo mai più, farete meglio a venire a uno di questi concerti! Ci saranno anche altre sorprese”.

Il prezzo del biglietto sarà di 15 euro per una singola serata, ma è anche disponibile un abbonamento per entrambi i concerti a 25 euro, un prezzo più che onesto tenendo presente che altrove gli stessi nomi si sono esibiti per molto di più.

In questa pagina (http://medimex.it/programma/) trovate il programma completo del festival, con tutte le attività previste dal 7 al 10 giugno.




Patrie, popoli, corpi: ripensare genere, sessualità e famiglia nell’era dei nuovi nazionalismi

di Eleonora de Longis

Di stringente attualità il seminario omonimo che la SIS (Società italiana delle storiche) e la rivista della SIS «Genesis» organizzano a Roma presso la Casa internazionale delle donne, venerdì 15 giugno 2018.

Al centro dell’attenzione le politiche identitarie che sembrano dominare la scena in Europa e anche nell’America di Trump e vedono manifestarsi, insieme con l’opposizione al progetto sovranazionale europeo, il ricorso ai valori religiosi come base del vivere civile, come collante dei nuovi nazionalismi e dell’attacco alla concezione liberale dei rapporti di genere, della sessualità e della riproduzione. Dove la svolta nazionalista è già avvenuta, i diritti delle donne e delle minoranze sessuali si sono trovati rapidamente sotto assedio, mentre la vecchia equazione famiglia-nazione si è ripresentata in tutta la sua forza. Anche l’Italia è coinvolta, dopo le elezioni del 4 marzo, da questo clima e gli appelli al ritorno alla famiglia e ai ruoli sessuali tradizionali e “naturali” hanno conquistato nuova visibilità. 

Nella giornata di studi un gruppo di storiche e storici provenienti da varie università europee discuterà delle trasformazioni in atto collocandole in una prospettiva storica lunga e mettendo a fuoco le specificità dei diversi contesti nazionali.

Stefania Bernini, docente di Storia contemporanea nell’Università di Venezia Ca’ Foscari, introdurrà l’incontro. A seguire, il panel Famiglia, religione, nazione: alle origini della questione, presieduto da Giulia Calvi, direttrice di «Genesis», nel quale interverranno Nadia Filippini (Il corpo fecondo dello stato. Nazionalismi e politiche della riproduzione nel lungo periodo), Liviana Gazzetta (Nazione, patria, famiglia: ripensare la dottrina sociale della Chiesa nel lungo ‘900), Carlotta Ferrara degli Uberti (Nazione, stirpe o razza? Rappresentazioni e reazioni ebraiche nell’Italia liberale), Marius Turda (The Protection of Mothers, Family, and Race during the Interwar Period in East-Central Europe); il commento sarà affidato a Emmanuel Betta, docente di Storia contemporanea all’Università di Roma Sapienza. 

All’inizio della sessione pomeridiana, Andrea Peto, del Department of Gender Studies della Central European University di Budapest, terrà una conferenza sul tema Memory politics of illiberal states. Seguirà il panel Contestare e resistere coordinato da Stefania Bernini, nel quale si succederanno gli interventi di Agata Ignaciuk, dell’Università di Varsavia, sulla situazione polacca – Abortion stigma and abortion practice in Poland -, di Massimo Prearo, dell’Università di Verona, che analizzerà le manifestazioni anti gender in Italia (Contestare per credere: strategie di mobilitazione e registri argomentativi dei movimenti “anti-gender”in Italia), di Elisabetta Vezzosi, docente di Storia e istituzioni delle Americhe all’Università di Trieste, (Un  gender gap per Donald Trump. Nuovi femminismi negli Stati Uniti). Commenterà le relazioni del panel Alessandra Gissi, dell’Università di Napoli L’Orientale.

In fine la tavola rotonda coordinata da Ida Fazio, docente di Storia moderna all’Università di Palermo.