Roma, 17 marzo. Salotto letterario

Le Letture d’autrice proposte da Toponomastica femminile si ispirano ai salotti letterari delle salonnières, che hanno rappresentato una forma di emancipazione per le donne, rendendole finalmente protagoniste della cultura.

Attraverso l’interpretazione di alcuni passi di scrittrici, poete, giornaliste e filosofe presenti nella toponomastica nazionale ed estera, esposta in mostra, l’evento vuole restituire visibilità al pensiero e alla scrittura femminile, invitare all’ascolto, al dialogo e al rispetto.

Gli incontri si ripetono, a Roma e in altre città.

Il 17 marzo è la volta del Palazzo del Freddo, di Giovanni Fassi, con letture collegate dal fil rouge del cibo, tratte da opere di Emily Dickinson, Oriana Fallaci, Giana Anguissola, Joyce Lussu, Natalia Levi Ginzburg, Charlotte Brontë, Colette, Elsa Morante, Grazia Deledda, Simone de Beauvoir, Carla Capponi, Caterina Percoto, Agatha Christie.

Esposte in mostra, inoltre, tavole sulla voce poetica e sulla scrittura femminile, sul giornalismo e le donne.

“Il cammino della produzione letteraria femminile è caratterizzato da molte ombre, tracce incerte e pochi riconoscimenti e il percorso creativo delle donne è stato costellato di ostacoli, impedimenti, pregiudizi e giudizi sferzanti(donne pedanti con la mania di scribacchiare), è anche vero che quel percorso c’è stato e, come scrive sempre Virginia Woolf, si è trattato di un evento più importante che le Crociate o la Guerra delle due Rose e meritevole di una più particolareggiata descrizione.

Conoscere i nomi delle letterate, ricordare le loro creazioni e tramandarne la memoria sono passi fondamentali nella costruzione di una genealogia femminile nella letteratura che possa essere modello per le generazioni successive. […]

Le antologie scolastiche, che dovrebbero fornire una formazione culturale paritaria alle nuove generazioni, presentano ancora evidenti squilibri di genere e alle ragazze e ai ragazzi si insegna una storia letteraria formata solo di scrittori.
Ancora in tempi recenti i testi di letteratura italiana dedicati al Novecento, secolo che ha visto non solo un nutrito numero di scrittrici ma anche nascere una nuova coscienza della condizione femminile, presentano panorami letterari quasi totalmente maschili. A fronte di decine e decine di nomi di autori, le scrittrici sono poche unità, al massimo 5 o 6, molto spesso le stesse, Elsa Morante su tutte, con una percentuale trascurabile rispetto alla produzione d

egli uomini; le loro presenze, così ridotte, diventano delle felici e straordinarie eccezioni ma, proprio perché eccezioni, ribadiscono che la scrittura è affare da uomini.

Continuano a essere estranee alla formazione culturale di ragazze e ragazzi autrici come Anna Banti, Maria Bellonci, Alba De Cespedes, Gianna Manzini, Lalla Romano, Fausta Cialente, Anna Maria Ortese, Natalia Ginzburg, solo per citare alcuni nomi.
E se ne potrebbero fare molti e molti altri ancora“.

Parafrasando Virginia Woolf anche la letteratura, come la poesia, avrebbe “bisogno di una madre oltre che di un padre”.




Giornata di studio: Le voci delle musiciste. Storia e storie

Di Katiuscia Carnà

 Il giorno 24 aprile, nell’Aula 4 e nell’Aula Magna della sede dell’Università di Roma Tre, in Via Principe Amedeo, 182 /b Roma (al I piano), si svolgerà la Giornata di studio “Le voci delle Musiciste”, ideata da Milena Gammaitoni, che ha curato con Luca Aversano anche il saggio “Le compositrici, storie e storie” (Edizioni SedM). La Giornata, organizzata in collaborazione con Luca Aversano (DAMS – Università Roma Tre), Orietta Caianiello (conservatorio di Bari), Raffaele Pozzi (Università Roma Tre), Gilberto Scaramuzzo (Università Roma Tre), è un appuntamento annuale giunto ormai alla sua terza edizione, che intende trasmettere la memoria collettiva della storiografia delle musiciste e scriverne nuove pagine.

Lungo i corridoi del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma tre verrà allestita la Mostra “Le donne nelle Arti”, dedicata alle compositrici di diversi Paesi del mondo, a cura dell’associazione Toponomastica femminile, che resterà aperta al pubblico fino al 24 maggio.

I lavori verranno aperti dalla Prorettrice Vicaria dell’Università di Roma Tre Lucia Chiappetta Cajola e dal Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, Massimiliano Fiorucci.

Paola Ciarlantini del Conservatorio A. Casella dell’Aquila introdurrà un’importante testimonianza della compositrice Teresa Procaccini, prima donna in Italia a dirigere un conservatorio e fondatrice della Rassegna itinerante “Compositrici di ieri e di oggi”, attività che rivela la sua profonda attenzione nei confronti della creatività femminile. Si alterneranno poi importanti relazioni di esperte che si concluderanno con quello di Linda Maria Bongiovanni, musicista e musicoterapeuta.

A seguire un intervento danzato “Mimesis e musica: una proposta di ascolto dinamico attraverso il movimento corporeo”, a cura di Gilberto Scaramuzzo e delle studentesse del Master “Pedagogia dell’Espressione. Teatro, danza, musica, arte, sport: educazione” dell’Università Roma Tre.

Seguirà il readingmusicale, “Mon amour et aussi l’amour de la musique” di Valeria Palumbo. Dalle lettere, dai diari, dalle cronache, avrà luogo la ricostruzione di tre vicende legate profondamente alla musica che esprimono la lotta delle donne per sottrarsi al destino loro imposto nell’Ottocento, su tre coppie di artisti: George Sand e Fryderyk Chopin, Clara Wieck e Robert Schumann, Fanny e Felix Mendelssohn (con Paola Salvi e, al pianoforte, Emanuele Frenzilli). Alle 17.30 un breve concerto introdotto da Luca Aversano del Trio Musikanten che esegue il Trio Op.17 in sol minore di Clara Wieck Schumann.

La Giornata di studio sarà anche l’occasione per presentare l’apertura di una collana editoriale dedicata alle musiciste presso la Società Editrice di Musicologia SEdM: “Voci di Musiciste” a cura di Bianca Maria Antolini, Luca Aversano, Milena Gammaitoni, Orietta Caianiello, Angela Annese.

Per approfondire una conoscenza delle storie di vita, delle musiche e dei volti delle musiciste, il 26 aprile alle ore 20.30 si svolgerà il concerto “Musiche di Compositrici. Ieri e oggi” presso il Teatro Palladium.

L’intera Giornata di studio e il concerto sono stati patrocinati dall’Associazione Italia di Sociologia (AIS) degli Studi di Genere.

 

Quella delle donne è una storia di anni e anni, secoli e secoli di esclusioni a vari livelli: da quello familiare a quello sociale, lavorativo e artistico. In ambito musicale, il ruolo delle musiciste è la manifestazione di un’estromissione dalla storiografia dell’Europa dell’Ottocento. Le donne sin dai tempi più antichi sono state spesso rappresentate con uno strumento musicale, questo dimostra come le figure femminili siano da sempre protagoniste nelle Arti. Le loro biografie e le recensioni delle loro opere e composizioni sono le testimonianze di doti artistiche di donne geniali che con passione e tenacia, stimate dalle società del tempo, dedicano la loro vita alla musica. Eppure, sebbene le loro composizioni fossero illustri e al pari, se non superiori a quelle maschili, nella storia la loro identità sociale sembra esser stata volutamente cancellata da un retaggio patriarcale che arriva sino ai nostri giorni.

Nel ‘600 Francesca Caccini crea una delle prime forme di Dramma in Musica e come lei molte altre donne, in altri paesi del mondo affermano la propria arte musicale, divulgandola con passione e risolutezza.

Donne che nonostante avessero un ruolo sociale circoscritto rispetto alla loro epoca, furono in grado di dare un importante contributo all’arte e in particolare alla musica che è importante ricordare e tramandare. Molte delle musiciste avevano una condizione privilegiata, perché nate in famiglie di musicisti, ma pur sempre con l’ostacolo, come donne, di non potersi esibire in pubblico; altre ancora entravano in convento e riuscivano a non rinunciare all’espressione delle proprie capacità musicali, continuando a comporre.




Quattro date italiane per i June of 44

Una delle band più rappresentative del genere, i June of 44, tornerà in Italia il prossimo mese per quattro date, dopo una lunga assenza (ben 19 anni dopo il loro scioglimento nel 1999).
Parlare di “genere”, per questo stile, è molto difficile: è un’etichetta che i critici hanno utilizzato per definire una cerchia di gruppi che ha portato il rock a un altro livello, decostruendolo e riformandolo secondo altre regole, ma utilizzando sempre gli strumenti classici (la formazione è sempre la stessa con chitarra, voce, basso e batteria). Se durante gli anni ’80 l’avvento del noise rock, dell’hardcore e di etichette molto innovative come Dischord e SST ci ha mostrato come si potesse essere innovativi e rumorosi anche al di fuori della new wave, nei ’90 in America qualcuno ha pensato di portare avanti questo discorso producendo musica ancora più complessa e mai ascoltata prima. Esce quindi un disco come Spiderland degli Slint che rimescola completamente le carte in tavola grazie a composizioni lunghe, con una voce quasi narrante piuttosto che un cantato vero e proprio e con un gioco tra effetti sonori e parti di chitarra in pulito. C’è chi però contemporaneamente, nell’underground americano, sta andando nella stessa direzione, come i June of 44. Dischi come Tropics and Meridians del 1996 e Four Great Points sono dei lavori assoluti per gli amanti di queste sonorità, che hanno anche portato alla nascita del cosidetto math rock, cioè del rock in cui non ci sia la classica struttura 4/4, ma tempi dispari, rumorismo e sperimentazioni mai udite prima, che spesso si traducono in brani dalla struttura indefinibile. La band di Louiseville, che tra le sue fila può vantare gente di formazioni più vecchie come Codeine e Rodan, aggiunge ulteriori tasselli in un mosaico di suoni che prima ha conquistato una cerchia di ascoltatori molto limitata e che poi nessuno ha potuto più ignorare. Saranno nel nostro Paese il 25 maggio all’Afro Bar di Catania, il 28 allo Spazio 211 di Torino, il 29 al Locomotiv di Bologna e il 30 all’EVOL di Roma. 

Tra queste date, vi consigliamo di non mancare alla prima, in cui la band si esibirà come ospite nel trentennale degli Uzeda, assieme ad altri grandi nomi come gli Shellac di Steve Albini (già dietro ai seminali Big Black e attivo come produttore per tanti album celebri come In Utero dei Nirvana), The Ex e Black Heart Procession. Sarà un’occasione più unica che rara per vedere sullo stesso palco dei pezzi di storia che molto raramente si possono ritrovare insieme: chi segue il genere senza dubbio non se li lascerà sfuggire.




Rock in Roma 2018

Una delle città di cui vi abbiamo più parlato in ambito concertistico è Roma, che negli ultimi tempi ospita una quantità e una varietà di eventi maggiore rispetto al passato: sembrerebbe scontato, ma essendo lontana dal confine non è sempre inclusa nei tour europei, i quali vengono spesso studiati secondo un percorso più conciso possibile. Poniamo nuovamente l’accento su questo territorio perché il 20 giugno inizia il Rock in Roma 2018.

La rassegna, che è giunta alla decima edizione, ha contribuito a portare molta più musica nella capitale durante il periodo estivo, grazie a un cartellone variegato, con artisti di grande richiamo, e a una location funzionale come l’Ippodromo delle Capannelle. In totale ha raggiunto una partecipazione di 1.630.000 persone (contando anche alcuni eventi più grossi come i Rolling Stones, Bruce Springsteen e David Gilmour in tre serate diverse al Circo Massimo). In questa edizione, per festeggiare i dieci anni, alcuni concerti avranno luogo anche all’Auditorium Parco della Musica e al Teatro Romano di Ostia Antica.

La prima data sarà quella dei The Killers: la line up completa non è incentrata solo sul rock ma vede al suo interno eventi indie, elettronica e trap.

 

Ecco l’elenco completo dei live:

20 giugno: THE KILLERS
Costo biglietto: € 40 + € 6 d.p.

24 giugno: JEFF BECK (Teatro Romano di Ostia Antica)
Costo biglietto: € 45 + 6,75 d.p.

26 giugno: PARKWAY DRIVE + THY ART IS MURDER + EMMURE 

Costo biglietto: € 30,00 + 4,50 d.p. Prezzo in cassa la sera dello show: € 35,00

28 giugno: MEGADETH + KILLSWITCH ENGAGE
Costo biglietto: € 40,00 + 6,00 d.p. Prezzo In cassa la sera dello show: € 45,00

3 luglio: MACKLEMORE
Costo biglietto: € 46,00 + 6,90 d.p.

7 luglio: COEZ
Costo biglietto: € 22,00 + 3,00 d. p.

8 luglio: HOLLYWOOD VAMPIRES (Auditorium Parco Della Musica)
Costo biglietto: da € 80,00 + 12,00 d.p. a € 52,00 + 7,80 d.p.

10 luglio: POST MALONE + DARK POLO GANG
Costo biglietto: € 35,00 + 5,25 d. p.

10 luglio: CIGARETTES AFTER SEX (Teatro Romano di Ostia Antica)
Costo biglietto: € 25,00 + 3,75 d.p.

12 luglio: CARL BRAVE X FRANCO126
Costo biglietto: € 20,00 + 3,00 d.p.

13 luglio: LO STATO SOCIALE
Costo biglietto: € 15,00 + 2,25 d.p

14 luglio: ROGER WATERS (Circo Massimo)
Costo biglietto: da € 110 + 16,50 d.p a € 80,00 + 12,00 d.p.

16 luglio: CAPAREZZA + EUGENIO in Via Di Gioia
Costo biglietto: € 25,00 + 3,75 d. p.

19 luglio: THE CHEMICAL BROTHERS
Costo biglietto: € 50,00 + 7,50 d. p.

19 luglio: MYLES KENNEDY + DORIAN SORRIAUX (Teatro Romano di Ostia Antica)
Costo biglietto: € 30,00 + 4,50 d.p

21 luglio: SFERA EBBASTA
Costo biglietto: € 25,00 + 3,75 d.p.

25 luglio: MANNARINO
Costo biglietto: € 25,00 + 3,75 d.p.

26 luglio: FABRI FIBRA
Costo biglietto: € 22,00 + 3,30 d. p.

La location (eccetto dove diversamente indicato) è l’Ippodromo di Capannelle.

Sul sito www.rockinroma.comtrovate tutti i dettagli su ogni singola serata.

 




Otto marzo in musica

Per celebrare al meglio l’annuale giornata delle donne vi segnaliamo alcuni eventi nella capitale e nel capoluogo lombardo che riteniamo interessanti.

Iniziamo con Roma. Se siete degli amanti del romanticismo, al Teatro Tor Bella Monaca c’è Vorria Madonna, una serata dedicata alle serenate e ai canti d’amore, in cui brani di Paisello, Caldara, Rossini e Giuliani vengono presentati da Nando Citarella e dalla voce di Valeria Tersetti. Chi invece predilige la musica può venire al Mons, in via della Fossa 16 (in pieno centro, vicino Piazza Navona) per Female Songwriters Night – La notte delle cantautrici, in cui si esibiranno tre nomi del cantautorato emergente come Renza Castelli, Charlotte Cardinale e Giulia Pratelli. Molti si ricorderanno quest’ultima per la sua partecipazione al tour di Marco Masini “la mia storia piano e voce”, in cui è stata un’ospite fissa. Tutte e tre suoneranno brani unicamente per voce e chitarra. Degno di nota è anche il ritorno di Femminarium, uno spettacolo unico, riproposto in una versione speciale per l’8 marzo: traendo ispirazione dal bestiario medievale, unisce musica, danza e teatro. Le musiche originali di Umberto Papadia saranno accompagnate dalle narrazioni di Martina Barboni, Lisa Recchia e Giorgia Valeri (autrice anche delle coreografie). L’evento premiato come Miglior Testo al  Testaccio Comic Off 2016 e che ha passato la selezione del Milano OFF2017 si svolgerà al 931 Club in Via Passo Corese 11, in zona Arco di Travertino.

Uno dei più interessanti eventi al femminile è senza dubbio Female in March, che avrà però luogo sabato 9: giunto alla decima edizione, riunisce ben 50 artiste tra musica, design, arte e fotografia. La location è il Lanificio 159, in Via Pietralata 159/A. Inizierà per le 19:00, al suo termine ci sarà un party che coinvolgerà ben 20 artiste romane tra electro, house, techno, rock, funk ed elettronica.

Per quel che riguarda Milano, vi segnaliamo il concerto delle Cameriste ambrosiane al Belvedere Jannacci di Palazzo Pirelli, organizzato dal Consiglio regionale della Lombardia. Si tratta di un complesso di musiciste che può arrivare fino a 15 elementi, tutte con strumenti ad arco. In occasione della giornata della donna, il repertorio che presenteranno sarà incentrato sulla riscoperta delle compositrici per il cinema. Al Forum di Assago suonerà Giorgia: la celebre cantante romana torna a calcare i palchi italiani per un tour che toccherà Roma, Milano e Padova. La data dell’8 sarà una delle due nel territorio milanese, la scaletta conterrà diversi brani tratti dal suo ultimo disco “Oronero”. Segnaliamo anche l’esibizione delle Sorelle Marinetti al Teatro Leonardo da Vinci in Via Ampere, 1. Con il Trio Lescano ispiratore – che ricordiamo essere stato il primo gruppo vocale femminile in Italia a proporre il canto armonizzato – da un lato rappresentano lo stile di vita di “signorine per bene” degli anni Trenta, dall’altro conferiscono spessore a un genere e allontanano pericolosi luoghi comuni sul travestitismo. Se invece avete voglia di ballare al 55Milano di Via Piero della Francesca c’è l’International Women’s day, con selezioni musicali a cura dei dj del locale.

 

 




Chrysta Bell a Roma per il Festival delle Scienze

Il prossimo 21 aprile all’Auditorium Parco della Musica (sala Sinopoli) ci sarà Chrysta Bell in concerto, in una delle serate del National Geographic Festival della Scienza, che si terrà all’interno della struttura dal 16 al 22 (con celebrazione dell’Earth Day nella sua data finale). Come solista, il suo è un nome che ancora deve emergere, ma gli amanti del cinema (in particolar modo se legato alla musica) l’avranno già incontrata in precedenza. L’artista texana è nota soprattutto per le sue collaborazioni con David Lynch: il loro primo incontro ha avuto luogo nel 1999, quando l’agente della CAA (Creative Artists Agency) Brian Loucks le fece conoscere il regista, il quale rimase subito molto colpito dalla sua voce. La prima canzone che compongono insieme è Polish Poems, che troviamo negli ultimi minuti del suo film Inland Empire, uscito lo stesso anno. Chiunque conosca Lynch sa bene quanto la componente musicale sia importante per i suoi film: le colonne sonore di Strade Perdutee Twin Peaks, ad opera di Angelo Badalamenti, hanno spianato la strada a quello che molti oggi descrivono come dark jazzper il suo suono oscuro ma molto raffinato (etichetta che poi è divenuta un vero e proprio genere grazie a nomi come The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble e Bohren Und Der Club Of Gore, ma che legata alle sue composizioni risulta riduttiva e forse anche impropria). Quando nel 2006 il regista decide di abbandonare il cinema e inizia a mettersi in gioco come musicista, trova in Chrysta Bell una sua musa personale. I due collaborano insieme per il disco This Train(con canzoni scritte a quattro mani), prodotto da Lynch, e per l’ep Somewhere In The Nowhere. Nel 2017 esce il suo primo disco solista, We Dissolve, che in parte riprende le atmosfere cupe e misteriose di questi lavori arricchendole con un tocco più pop e molto più personale.

Questa data fa parte di un tour europeo che la cantante sta facendo per promuovere il suo ultimo ep omonimo, del quale non si conoscono molti dettagli, fatta eccezione per il singolo Undertow.

Se la sua musica vi è di gradimento, vi segnaliamo anche le date italiane degli A Place To Bury Strangers. La band shoegaze (trai gruppi migliori del genere emersi negli ultimi 10 anni) sarà il 20 aprile al Benicio a Giavera di Montello (TV), il 21 a Bologna al Freakout e il 22 a Torino allo Spazio 211. Sarà un’ottima occasione per sentire dal vivo i classici della band e i nuovi brani estratti dall’ultimo Pinned, uscito quest’anno per Dead Oceans.

 

 

 




Kraftwerk e Placebo al Medimex di Taranto

Se c’è una regione al sud musicalmente molto attiva, questa è la Puglia. Una delle sue manifestazioni più importanti è il Medimex, il festival che ogni anno si riconferma come un evento cardine del meridione, grazie a incontri, presentazioni e performance di primo livello.

Se fino al 2017 si è tenuto a Bari, per quest’edizione è stata scelta Taranto e anche per il 2018 sono stati chiamati a suonare degli artisti di primo livello. A chiudere le serate del 7 e dell’8 giugno abbiamo dei nomi molto importanti nella musica internazionale.

Nella prima serata si esibiranno i Kraftwerk (in copertina), uno dei gruppi che più hanno contribuito a sviluppare l’elettronica per come la conosciamo oggi. Nati nel 1970, inizialmente legati al filone della kosmische musik e del krautrock, in un secondo momento hanno sviluppato un suono che ha determinato le coordinate per quello che sarebbe stato il pop di lì a oggi, influenzando pesantemente generi come l’hip hop, l’house e la techno. Così come hanno già fatto negli ultimi tempi, il loro show sarà “Kraftwerk-3D”: suoneranno con immagini alle spalle che, grazie agli occhiali adatti, diventeranno tridimensionali.

Sebbene della line-up attuale sia rimasto tra i membri fondatori il solo Ralf Hütter, un loro live è un’esperienza unica, che nessun altro gruppo può replicare, con una scaletta che ripropone tutti i grandi classici della formazione tedesca.

FOTO. I Placebo

Nella seconda serata avremo invece i Placebo, uno dei gruppi più noti del rock alternativo anni ’90, in tour per festeggiare i venti anni dalla pubblicazione del loro debutto. A questo proposito il frontman Brian Molko ha dichiarato: “Diciamo solo che ci saranno in scaletta canzoni che avevo giurato di non suonare mai più. Penso sia giusto dare ai nostri fan quello che vogliono ascoltare veramente. Sono stati molto pazienti con noi, perché raramente proponiamo i brani più commerciali. Un anniversario di venti anni è il momento giusto per farlo. Questa è l’intenzione. Questo tour è soprattutto per i fan; per noi è l’occasione di rivisitare un sacco di vecchio materiale. Quindi, se volete vederci suonare dal vivo canzoni come Pure Morning e Nancy Boy, che non facciamo da quasi dieci anni e probabilmente non faremo mai più, farete meglio a venire a uno di questi concerti! Ci saranno anche altre sorprese”.

Il prezzo del biglietto sarà di 15 euro per una singola serata, ma è anche disponibile un abbonamento per entrambi i concerti a 25 euro, un prezzo più che onesto tenendo presente che altrove gli stessi nomi si sono esibiti per molto di più.

In questa pagina (http://medimex.it/programma/) trovate il programma completo del festival, con tutte le attività previste dal 7 al 10 giugno.




ITALIA – Cotte crude terre mostra a cura di Saverio Simi de Burgis

di Domenico Simi de Burgis

“Atelier 3+10” è un insieme di tredici giovani artisti che, guidati da Marija Markovic e Zongqi Geng a nome della loro multiculturalità (vengono tutti da paesi molto diversi), hanno fondato questo gruppo prendendo in affitto un capannone in via Cappelletto 20 a Mestre e trasformandolo in studio e spazio espositivo a loro destinato.

L’iniziativa risale ormai a qualche mese fa ma già tre mostre sono state realizzate in questo breve arco di tempo. La prima, “Contents in continents”, ha inaugurato lo spazio e non aveva un tema ben preciso ma raccoglieva testimonianze di diverse culture ed esperienze pittoriche e non, nello spirito del gruppo: un breve sunto si può esprimere attraverso i quadri quasi antropologici che ritraggono donne serbe in costumi tradizionali di Ivana Bukovac (artista però ospite come anche tanti altri esposti in quell’occasione) oppure le sculture incubo di Marija Markovic o anche l’aggrovigliarsi umano nella colonna in legno di Zongqi Geng.

Al contrario di questa, la mostra “Cotte crude terre” segue un filo ben preciso che è quello della terracotta.

Le opere infatti sono tutte modellate a partire da questo materiale. La mostra è caratterizzata da un alternarsi significativo di artisti maturi con giovani. Il contrasto è evidente e colpisce positivamente passare dall’atmosfera ragionata e grave nel gesto delle opere di Giovanni Scardovi, Ilaria Ciardi, Sergio Monari, Gianni Guidi, Maurizio Bonora, Ampelio Zappalorto, Sarah Marchetto, il duo Albertini e Moioli e gli iraniani Amir Sharifpour e Sima Shafti all’atmosfera invece più fresca e spensierata soprattutto nella forma e nel gesto più che nel contenuto di Marija Markovic, Zongqi Geng, Lorenzo Rumonato e Valter Cerneka. Un alternarsi quindi di sensazioni passando accanto alla gravosità del bellissimo disco solare dai volti contrapposti di Scardovi con un palo a forma di braccio che indica l’oltre fuoriuscendo dalla bocca, alla pesantezza del tempo espressa dalle tartarughe perfettamente rifinite della Ciardi, alla libertà del volo pensato dal volto di Monari coronato da un nido, all’espressione stravolta dell’opera di Zappalorto, passando ancora per l’angoscia espressa dalle teste imprigionate e deformate di Zongqi Geng o alla calma trasmessa dal cerchio sacrale steso a terra come un mandala accompagnato da una poesia e prolungato sulla parete da una stoffa di Shafti o dei coni-alberi di Sharifpour fino ad arrivare alla figura mistica di sirena accompagnata da una riflessione particolare sulla base della stessa che diventa parte integrante dell’opera al contrario delle numerose altre di Bonora.

Una veloce riflessione la merita anche la terracotta. Un materiale in qualche modo magico per il suo legame con l’origine nel senso per cui l’argilla viene modellata e dalla sua informità si crea una forma definita, attraverso infine un processo alchemico che è quello della cottura che trasforma e agisce sul materiale stesso fino al momento della creazione.

Belle da ricordare sono le parole a tal proposito di Giovanni Scardovi nella presentazione della mostra parafrasabili così: “La terracotta è il materiale più antico perché uno dei primi a essere utilizzati, il più moderno in quanto utilizzato dagli uomini legati all’origine”.




L’Elica e la Luce. Le futuriste a Nuoro

Il Museo MAN di Nuoro ospita fino al 10 giugno 2018 la mostra “L’Elica e la Luce” curata da Chiara Gatti e Raffaella Resch dedicata alle artiste che operarono nell’ambito del Futurismo. È solo a partire dagli anni Settanta  che si è prestato attenzione alle opere e alle biografie delle artiste delle avanguardie del Novecento. Inutile dire che si tratta di personalità eccezionali le cui date di nascita e morte e le loro stesse opere sono state ignorate o dimenticate..

Esse aderirono al più misogino dei movimenti dell’avanguardia del secolo scorso, che si diceva programmaticamente avverso alla presenza femminile. La visione futurista descrive una visione dell’arte totalizzante, che esalta la forza, la velocità, la guerra da cui il genere femminile deve essere escluso.

Oggi le protagoniste del movimento futurista femminile, autrici di opere di alto valore dalle biografie intriganti e complesse, sono raccontate mirabilmente al MAN, rappresentate e ricordate in rigoroso ordine alfabetico, su un lunghissimo bianco striscione, che dal terzo piano del Museo giunge fino al pian terreno.

Sono figure indipendenti, artiste e intellettuali di primo piano nella ricerca estetica d’inizio secolo. I campi d’interesse sono vastissimi, dalla scrittura alla pittura, dall’illustrazione alla ceramica, non esclusi gli studi di metapsichica e l’occultismo. Ci sono le astrattiste, un compatto gruppo che operò sul lago di Como, centrale elettrica di imperiosa spiritualità, tra cui spiccano Carla Badiali, Carla Prina, Cordelia Cattaneo e Bice Lazzari, autrice di opere improntate alla libertà espressiva nei materiali e nelle forme astratte. Non mancano le donne del post domani, vere attiviste dei diritti femminili, come Rosa Rosà e Valentine de Saint-Point,responsabile del gruppo Actione féminine fondato a Parigi nel 1913. Presenti le autrici dei paesaggi cosmici, che assumono caratteri visionari e allegorici – Luce Balla, Leandra Angelucci e Rùzena Zàktovà con i suoi quadri-sensazione, in cui indaga il valore tattile della materia – e le sperimentatrici dell’ebbrezza del volo nella realtà e nell’arte, come Benedetta, Barbara, Regina e Marisa Mori.Artiste totali, spregiudicate, spesso passate in sordina, inosservate dalla critica coeva, o assorbite dall’anonimato della vita familiare, o cancellate delle guerre (valga, tra i tanti, il caso di Alma Fidora, la cui biblioteca e l’archivio di documenti sono andati distrutti sotto i bombardamenti).

La mostra rintraccia – attraverso oltre 100 opere fra dipinti, sculture, carte, tessuti, maquette teatrali e oggetti d’arte applicata – l’operato di queste donne che hanno lavorato dagli anni dieci fino agli anni quaranta, firmando i manifesti teorici del futurismo, partecipando alle mostre, sperimentando innovazioni di stile e di materiali in ambiti trasversali quali le arti decorative, la scenografia, la fotografia e il cinema, ma anche la danza, la letteratura e il teatro recitano le note di presentazione delle curatrici .

Una mostra da visitare

Sito http://www.museoman.it/it/mostre/mostra/mostra/Lelica-e-la-luce/




LAVORATRICI IN PIAZZA

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LAVORATRICI IN PIAZZA

IV Convegno nazionale di Toponomastica femminile

Libera Università di Alcatraz – Gubbio, località Santa Caterina (PG)

18-20 settembre 2015

 

Programma

ANTEPRIMA

Mercoledì 16 settembre

Terni – Ore 17

Bct – Biblioteca comunale – Caffè letterario  (piazza della Repubblica, 1)

Incontro con Ester Rizzo autrice di Camicette bianche. Oltre l’8 marzo (Navarra 2014)

Coordina Carla Arconte, presidente IrsUM e vice presidente ISUC

Interverranno Daniela Tedeschi, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Terni,

e Maria Pia Ercolini, fondatrice e presidente dell’associazione Toponomastica femminile

Mostre sulle intitolazioni femminili collegate al libro e su donne di penna nella toponomastica nazionale

Giovedì 17 settembre

Gualdo Tadino – Ore 17

Mediateca del Museo dell’Emigrazione Piero Conti (via del Soprammuro)

Incontro con Ester Rizzo autrice di Camicette bianche. Oltre l’8 marzo (Navarra 2014)

A seguire: visita del museo

APERTURA CONVEGNO

 

Venerdì 18 settembre

Mattina. Didattica itinerante in ottica di genere. Orientamento al lavoro

L’imprenditoria femminile nel territorio umbro, tra memoria e futuro

Ore 9.00-10.o0 –Visita al Laboratorio di tessitura Giuditta Brozzetti

http://www.brozzetti.com/default.html

appuntamento ore 9.00 in via Tiberio Berardi, 5/6

Ore 10.30-11.30 –Visita al Laboratorio di vetrate artistiche Moretti Caselli

http://www.studiomoretticaselli.it/

appuntamento ore 10.15 in via Fatebenefratelli, 2

SPUNTINO LIBERO A PERUGIA

Ore 13.30 – Alcatraz, sistemazione nelle camere

 

Pomeriggio. Tavoli di lavoro

Ore 15-17

1A. Didattica e toponomastica: condivisione delle esperienze, progetti locali, nazionali, europei contro la dispersione scolastica, l’orientamento al lavoro, e la prevenzione della violenza.

Conducono Pina Arena e Danila Baldo.

Con mostra fotografica leggera sulle esperienze didattiche

1B. Lavoro femminile: memoria e futuro.

Conducono Irene Giacobbe e Barbara Belotti

Con mostra fotografica leggera sulle targhe delle professioni

Ore 17-19

2A. Toponomastica femminile in Italia e all’estero: esperienze, collegamenti, intenzioni, reti, azioni, confronti istituzionali.

Conducono Ester Rizzo e Livia Capasso

Con mostra fotografica leggera sulle targhe estere e sulle vie/donne umbre.

2B. La Dea madre: un fil rouge dal matriarcato al post-femminismo.

Conducono Nadia Cario e Manila Cruciani

 

Sera

Jacopo Fo: Educazione al sentimento come prevenzione della violenza (1° parte)
Sabato 19 settembre

Mattina – Relazioni convegno
Ore 9.00-9.45 – Saluti delle istituzioni e delle associazioni coinvolte

Conduce Paola Spinelli (Tf Umbria)

Brevissimi interventi di

  • Maria Pia Ercolini (Tf nazionale)
  • Manila Cruciani (per Tf Terni)
  • Fausto Dominici (FNISM)
  • Livia Capasso (Presidente giuria concorso Sulle vie della parità)
  • Luana Conti (BCT-Biblioteca Comunale di Terni)
  • Filippo Maria Stirati, Sindaco di Gubbio

 

Ore 9.45-10.00 – TOPONOMASTICA E DIDATTICA – relazione tavolo di lavoro 1A

Con mostra fotografica leggera sulle esperienze didattiche.

RELAZIONANO E CONDUCONO Pina Arena, Danila Baldo

Ore 10.00-10.15 – Giovanna Conforto: tecnica di narrazione di paesaggi urbani e rurali

Ore 10.15 – 10.30 – Manila Cruciani: la tecnica del Kamishibai

 

Ore 10.30 – 10.45  Pausa caffè

Ore 10.45-11 – LAVORO FEMMINILE – relazione tavolo di lavoro 1B

RELAZIONANO E CONDUCONO Irene Giacobbe e  Barbara Belotti

Ore 11.00-11.15 – Fortunata Dini: donne, salute, benessere e lavoro

Con mostra fotografica leggera sulle intitolazioni a donne mediche e paramediche.

 

Ore 11.15-11.35 – TOPONOMASTICA ITALIANA ED ESTERA – relazione tavolo di lavoro 2A

Con mostra fotografica leggera sulle targhe estere e umbre.

RELAZIONANO E CONDUCONO Ester Rizzo e Livia Capasso

Ore 11.35-12.00 – La parola alle istituzioni, con Irina Imola e Paola Lanzon

 

Ore 12.00- 12.15 – DEA MADRE – relazione tavolo di lavoro 2B

Con mostra fotografica leggera sulle archeologhe.

RELAZIONANO E CONDUCONO Nadia Cario e Manila Cruciani

Ore 12.15-12.30 – Alessandra Bravi – Antiche Dee madri: archeologia dell’immaginario femminile

Ore 12.30 12.45 – Benedetta Selene Zorzi –Maria di Nazareth e la Dea madre: una lettura teologica femminista

Ore 12.45 – 13.15 – relazione Marisa Pizza – Franca Rame e la dea madre – video su Franca Rame.

 

Pomeriggio – Visita a Terni in ottica di genere

Ore 14.30-15.30

Alcatraz-Terni – pullman 50 posti offerto dal Comune di Terni (in ordine di prenotazione)

In collaborazione con la Coop. Sociale ACTL

Pullman 50 posti offerto dal Comune di Terni (in ordine di prenotazione)

In viaggio, relazione:

Cooperativa ACTL – Storia e memoria del lavoro femminile in fabbrica a Terni: lo Iutificio Centurini, il Lanificio Gruber, le Acciaierie e la Fabbrica d’Armi

Narrazione e ascolto musicale a cura di Carla Arconte

Ore 15.45-16.30 – Visita al museo Archeologico CAOS (viale Luigi Campofregoso, 98) e alla mostra fotografica itinerante Donne e Lavoro di Toponomastica femminile.

A cura di Manila Cruciani

Ore 16.45-17.30 – Visita alla biblioteca comunale – BCT – chiostrina (piazza della Repubblica, 1), che ospita la sezione Donne di penna della mostra Donne e Lavoro

A cura di Luana Conti

Ore 17.45-18.30 – La fortuna di avervi incontrate, ritratti di donne tra video e dipinti, a cura di Francesca Ascione, pittrice e videomaker. Vernissage della mostra personale e visione di corti

Casa delle Donne (via Ludovico Aminale, 20/22)

Ore 18.45-19.45

Terni-Alcatraz

In viaggio, relazione:

Storia e memoria del lavoro femminile a Perugia: Luisa Spagnoli

A cura di Paola Spinelli

 

Sera

Jacopo Fo: Educazione al sentimento come prevenzione della violenza (2° parte)

 

 

Domenica 20 settembre

Mattina

Ore 8.00-11.00 Assemblea delle socie

Ore 11.00-13.00 Conclusioni

– Report assemblea delle socie (Barbara Belotti e Rosa Enini)

– Proposte operative

– Progetti in atto e futuri

Pomeriggio (per chi resta)

Passeggiata sul sentiero delle lavandaie