Giornata di studio: Le voci delle musiciste. Storia e storie

Di Katiuscia Carnà

 Il giorno 24 aprile, nell’Aula 4 e nell’Aula Magna della sede dell’Università di Roma Tre, in Via Principe Amedeo, 182 /b Roma (al I piano), si svolgerà la Giornata di studio “Le voci delle Musiciste”, ideata da Milena Gammaitoni, che ha curato con Luca Aversano anche il saggio “Le compositrici, storie e storie” (Edizioni SedM). La Giornata, organizzata in collaborazione con Luca Aversano (DAMS – Università Roma Tre), Orietta Caianiello (conservatorio di Bari), Raffaele Pozzi (Università Roma Tre), Gilberto Scaramuzzo (Università Roma Tre), è un appuntamento annuale giunto ormai alla sua terza edizione, che intende trasmettere la memoria collettiva della storiografia delle musiciste e scriverne nuove pagine.

Lungo i corridoi del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Roma tre verrà allestita la Mostra “Le donne nelle Arti”, dedicata alle compositrici di diversi Paesi del mondo, a cura dell’associazione Toponomastica femminile, che resterà aperta al pubblico fino al 24 maggio.

I lavori verranno aperti dalla Prorettrice Vicaria dell’Università di Roma Tre Lucia Chiappetta Cajola e dal Direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, Massimiliano Fiorucci.

Paola Ciarlantini del Conservatorio A. Casella dell’Aquila introdurrà un’importante testimonianza della compositrice Teresa Procaccini, prima donna in Italia a dirigere un conservatorio e fondatrice della Rassegna itinerante “Compositrici di ieri e di oggi”, attività che rivela la sua profonda attenzione nei confronti della creatività femminile. Si alterneranno poi importanti relazioni di esperte che si concluderanno con quello di Linda Maria Bongiovanni, musicista e musicoterapeuta.

A seguire un intervento danzato “Mimesis e musica: una proposta di ascolto dinamico attraverso il movimento corporeo”, a cura di Gilberto Scaramuzzo e delle studentesse del Master “Pedagogia dell’Espressione. Teatro, danza, musica, arte, sport: educazione” dell’Università Roma Tre.

Seguirà il readingmusicale, “Mon amour et aussi l’amour de la musique” di Valeria Palumbo. Dalle lettere, dai diari, dalle cronache, avrà luogo la ricostruzione di tre vicende legate profondamente alla musica che esprimono la lotta delle donne per sottrarsi al destino loro imposto nell’Ottocento, su tre coppie di artisti: George Sand e Fryderyk Chopin, Clara Wieck e Robert Schumann, Fanny e Felix Mendelssohn (con Paola Salvi e, al pianoforte, Emanuele Frenzilli). Alle 17.30 un breve concerto introdotto da Luca Aversano del Trio Musikanten che esegue il Trio Op.17 in sol minore di Clara Wieck Schumann.

La Giornata di studio sarà anche l’occasione per presentare l’apertura di una collana editoriale dedicata alle musiciste presso la Società Editrice di Musicologia SEdM: “Voci di Musiciste” a cura di Bianca Maria Antolini, Luca Aversano, Milena Gammaitoni, Orietta Caianiello, Angela Annese.

Per approfondire una conoscenza delle storie di vita, delle musiche e dei volti delle musiciste, il 26 aprile alle ore 20.30 si svolgerà il concerto “Musiche di Compositrici. Ieri e oggi” presso il Teatro Palladium.

L’intera Giornata di studio e il concerto sono stati patrocinati dall’Associazione Italia di Sociologia (AIS) degli Studi di Genere.

 

Quella delle donne è una storia di anni e anni, secoli e secoli di esclusioni a vari livelli: da quello familiare a quello sociale, lavorativo e artistico. In ambito musicale, il ruolo delle musiciste è la manifestazione di un’estromissione dalla storiografia dell’Europa dell’Ottocento. Le donne sin dai tempi più antichi sono state spesso rappresentate con uno strumento musicale, questo dimostra come le figure femminili siano da sempre protagoniste nelle Arti. Le loro biografie e le recensioni delle loro opere e composizioni sono le testimonianze di doti artistiche di donne geniali che con passione e tenacia, stimate dalle società del tempo, dedicano la loro vita alla musica. Eppure, sebbene le loro composizioni fossero illustri e al pari, se non superiori a quelle maschili, nella storia la loro identità sociale sembra esser stata volutamente cancellata da un retaggio patriarcale che arriva sino ai nostri giorni.

Nel ‘600 Francesca Caccini crea una delle prime forme di Dramma in Musica e come lei molte altre donne, in altri paesi del mondo affermano la propria arte musicale, divulgandola con passione e risolutezza.

Donne che nonostante avessero un ruolo sociale circoscritto rispetto alla loro epoca, furono in grado di dare un importante contributo all’arte e in particolare alla musica che è importante ricordare e tramandare. Molte delle musiciste avevano una condizione privilegiata, perché nate in famiglie di musicisti, ma pur sempre con l’ostacolo, come donne, di non potersi esibire in pubblico; altre ancora entravano in convento e riuscivano a non rinunciare all’espressione delle proprie capacità musicali, continuando a comporre.




locandina evento

Innovazioni tecnologiche in riabilitazione esperienze e prospettive sull’uso degli esoscheletri indossabiliInnovazioni tecnologiche in riabilitazione esperienze e prospettive sull’uso degli esoscheletri indossabili

locandina evento




FRANCIA -La Fuis al Salone del Libro di Parigi per il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri

La Fuis (Federazione unitaria italiana scrittori) sarà presente, dal 20 al 23 Marzo 2015, al Salone del Libro di Parigi, una delle principali manifestazioni europee nel campo dell’editoria, giunta quest’anno alla sua 28esima edizione. Scopo della Fuis è quello di proseguire nella sua attività di sostegno agli autori.
Al fine di promuovere gli scrittori italiani, la Fuis invita all’evento celebri nomi della letteratura italiana fra i quali Melania Mazzucco, Niccolò Ammanniti ed Elio Pecora.
 Inoltre la Federazione vuole ricordare e celebrare il 750esimo anniversario della nascita di Dante Alighieri, che cade proprio nell’anno in corso.

IL SALONE DEL LIBRO DI PARIGI

Organizzato dal Syndicat national de l’édition (SNE), il Salone del Libro di Parigi è una delle principali manifestazioni francesi nel campo dell’editoria. Si svolge ogni anno nel mese di marzo e, insieme alla Fiera del Libro di Francoforte e al Salone Internazionale del Libro di Torino, è tra e principali attrazioni in campo culturale-letterario ed editoriale d’Europa.
La manifestazione si svolge nel centro espositivo di Porte de Versailles. Il Salone riunirà anche quest’anno migliaia di persone tra autori ed editori provenienti da circa 37 paesi. I professionisti del libro saranno coinvolti, insieme agli ospiti della manifestazione, in una molteplicità di attività dedicate alla maggior conoscenza del campo dell’editoria. Tante, infatti, le piattaforme di scambio e di lavoro che saranno presenti presso lo spazio dedicato all’evento.
Per informazioni sull’edizione 2015 è possibile visitare il sito della manifestazione: http://www.salondulivreparis.com/ .




Premiazione del concorso “Sulle vie della parità” (2017/2018)

Il prossimo 27 aprile, in un’aula della facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, in via Principe Amedeo, si svolgerà la cerimonia di premiazione del concorso nazionale Sulle vie della parità, giunto quest’anno alla sua quinta edizione. Bandito insieme alla Fnism e patrocinato sin dalla prima edizione dal Senato della Repubblica, quest’anno il concorso ha avuto il patrocinio della Camera dei Deputati, oltre che della Regione Piemonte, della Commissione Regionale PPOO della Toscana, della Società Italiana delle Storiche, della UISP Emilia-Romagna, dell’associazione Acume e della Libera Università di Alcatraz. Nei corridoi dell’Università sarà possibile visitare due mostre allestite da Toponomastica femminile, “Donne in musica” e “Le madri costituenti”. L’on. Laura Boldrini aprirà la giornata e premierà le prime scolaresche in programma.

Le adesioni, come sempre, sono arrivate da ogni angolo d’Italia, da Avola a Melegnano, da Lodi a Caltanissetta, da Cagliari a Modena, da Foggia a Milano, da Ischia a Imola, da Rovigo a Roma… Scuole primarie e medie, licei, istituti professionali, alberghieri e nautici, e un corso universitario: ogni fascia d’età, ogni livello di istruzione vi è rappresentato. Parteciperanno alla cerimonia conclusiva, oltre a docenti e studenti delle scuole premiate, anche qualche dirigente scolastico, una sindaca, una presidente commissione regionale PPOO e rappresentanti di Comuni che hanno finanziato il viaggio a Roma delle scolaresche.

Tra i lavori premiati tantissimi ppt e video, in cui studenti, improvvisatisi attori e attrici, ci raccontano la storia di donne, più o meno note, protagoniste internazionali, o figure della storia locale da valorizzare. Richieste di intitolazioni alle istituzioni, con tanto di timbri, una guida della città realizzata come libro sfogliabile online, percorsi di genere femminili nelle città, trasmissioni radiofoniche, app che si possono scaricare sui telefoni cellulari, una canzone rap che stravolge il testo del nostro inno nazionale, cambiandolo in “Sorelle d’Italia”. Tra i premi, messi a disposizione dagli sponsor, molti i libri, borse e materiale didattico, un gioco di carte alla scoperta di importanti figure femminili, l’abbonamento annuale alla rivista “L’Eco della scuola nuova”, diplomi e attestati.

Con la padrona di casa, Lucia Chiappetta Caiola, Prorettrice Vicaria dell’Università Roma Tre, saranno presenti associazioni e federazioni da sempre amiche di Toponomastica femminile – Affi, Fildis, Acume, Sis, Noidonne – e molte referenti regionali, venute a Roma anche per partecipare all’assemblea associativa convocata nella stessa sede il giorno successivo.

 




Conferenza stampa di presentazione

imPagine | webzine

9 dicembre 2014 – 17,30
Museo della Fotografia del Politecnico Campus – Bari

Presentazione del primo sito web prodotto dalla neonata cooperativa sociale ZEROBARRIERE:
un magazine online con specifiche di navigazione pensate per le disabilità visive e motorie.




Outdoor Festival 2018. L’installazione di Wasted Rita

L’ottava edizione del Festival Outdoor, il più grande evento di cultura urbana a Roma, ha inaugurato sabato 14 Aprile. Ogni anno viene scelta una location differente, atta a ospitare le esposizioni di artisti provenienti da tutto il mondo e per questa edizione sono gli spazi dell’ex mattatoio che vedranno, fino al 12 maggio, non solo mostre e installazioni, ma anche mercatini, conferenze ed eventi musicali.

Il tema di quest’anno è il Patrimonio, (Heritage): “la cultura popolare di oggi, tra influenze internazionali, mass media e social network, sarà al centro di un’indagine che metterà in risalto il singolo e le proprie scelte”.

ll padiglione dedicato all’arte, curato da Antonella di Lullo e Christian Omodeo, vede la presenza di una decina di artiste/i, che hanno sviluppato, insieme al collettivo di architetti Orizzontale, quattro differenti percorsi con i quali fruitori e fruitrici possono interagire in prima persona, diventando parte integrante delle installazioni.

All’interno del percorso intitolato Disobedience, troviamo l’artista portoghese Wasted Rita, conosciuta per le sue opere urbane che pongono al centro dell’attenzione il ruolo della donna nella nostra società.

FOTO 1

L’artista ha deciso di modificare lo spazio circostante rendendolo somigliante ad una camera ardente. A terra ci sono le tipiche candele rosse delle chiese, sulla parete è esposta una corona di fiori bianchi e rosa usata per commemorare il lutto. Fogli colorati con scritte sarcastiche riguardanti la misoginia, tappezzano il resto dello spazio. L’installazione, chiamata “Il funerale del Patriarcato” vuole denunciare il machismopresente nella nostra società e, attraverso l’arte e l’ironia, combatterlo.

FOTO 2

Rita nasce nel 1988, è una graphic designer ed illustratrice portoghese con sede artistica a Lisbona. Ha iniziato la sua carriera con la creazione del blog Rita Bored, nel quale ha pubblicato i suoi primissimi lavori. La peculiarità di quest’artista è il suo continuo ironizzare sul sesso, sull’amore e sui social attraverso delle illustrazioni e con l’uso di semplici scritte in stampatello su fogli di carta.

Quest’ultime, che Banksy ha voluto in mostra alla collettiva Dismaland, si caratterizzano per la mancanza di una estetica nella grafia, per l’uso di frasi concise e dirette, per la quasi assenza di punteggiatura.

Negli ultimi suoi lavori usa come supporto della carta di colore fluo, quasi per accentuare l’incisività del messaggio.

FOTO 3

Prima di approdare a questa scelta troviamo il classico nero su bianco nella serie “The art of flirtingless” e una serie di lettere, “love letters”, nero su rosa, che cominciano tutte con l’asserzione “it’s not you. Ciò che caratterizza ogni serie è la grafia disordinata, le parole sono cancellate, altre sottolineate o cerchiate. Le frasi sono scritte a mano libera con la volontà di non seguire una linea dritta, così come quando scriviamo su un foglio bianco e man mano che si va avanti si pende da un lato. Tutti questi connotati fanno sì che il lavoro dell’artista risulti spontaneo e genuino. Apparentemente sembrano pensieri scritti di getto da un’adolescente sul proprio diario segreto, ma il loro contenuto di un pungente sarcasmo si pone in antitesi all’estetica: il pensiero è quello di una donna matura.

FOTO 4

Wasted Rita in occasione della mostra “Felice come triste” all’Underdogs Gallery di Lisbona, parla di “abbracciare la tristezza con un cuore leggero”, ed è proprio questa la capacità dell’artista esperta nel trattare argomenti delicati senza essere pesante.

 

OUTDOOR FESTIVAL 2018

Roma, Mattatoio Testaccio

14 Aprile – 12 Maggio

Per saperne di più:

https://www.out-door.it/

 

 

 




Il paesaggio possibile: la ricerca artistica di Goffredo Parise

In mostra al MuPa dal  14 giugno al 15 novembre  Torre di Mosto (Ve),




Pittura e poesia




Venezia – A Cà Rezzonico in mostra i nudi di Giulia Lama

In uno dei più famosi palazzi veneziani, Cà Rezzonico, martedì 23 maggio, si è svolta la Conferenza inaugurale della mostra dal titolo Giulia Lama. Nudi. 

Nello splendido salone da ballo gremito di persone, Vittoria Surian, presidente dell’associazione culturale Eidos Venezia e artefice del progetto …Eppur ci sono! Tre donne intorno al… Settecento veneziano: Luisa, Giulia, Maddalena, ha spiegato come questo progetto intenda dare risalto al lavoro di donne che, inserendosi nell’ambiente culturale del tempo, hanno onorato nei secoli le Arti a Venezia, e ad alcune di queste donne, ma noi sappiamo che sono molte, dice ancora Vittoria Surian, l’associazione intende prestare attenzione insieme a tutte le persone che vogliono collaborare, poiché nonostante la raggiunta uguaglianza giuridica tra i sessi, si è ancora molto lontani dal conoscere ciò che le donne sapienti hanno fatto, detto, scritto, dipinto, musicato. Lo scopo è che questo sapere venga analizzato, studiato, approfondito per dare soprattutto ai giovani e alle giovani quella base culturale indispensabile per costruire il futuro. Per questo, chiediamo che in questo museo venga colmata l’assenza delle artiste, dice ancora Surian, che così presenta al pubblico, in chiave di politica pubblica da perseguire, il suo Manifesto per la presenza delle artiste nei Musei.

La Conferenza inaugurale, con Mariacristina Gribaudi, presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, Alberto Craievich che ha curato anche la mostra e Daniele D’Anza, vede la presentazione di un’artista completa, Giulia Lama, nata il 1° ottobre 1681, con aspetti ancora da scoprire.

Foto 1. Sala degli Arazzi

Giulia è figlia d’arte – il padre Agostino era pittore, mercante d’arte e perito – e ha uno stile autonomo rispetto agli altri pittori contemporanei, dipinge con carattere e toni chiaroscuri forti. Oltre a dipingere ritratti, le vengono commissionati quadri a carattere religioso per Santa Maria dei Miracoli e per la scuola di San Teodoro, le viene commissionata inoltre la pala per l’altare maggiore di Santa Maria Formosa e molte altre opere. Commissioni che infastidiscono gli altri pittori che la vedono una concorrente, anche se non fu mai iscritta alla Fraglia veneziana, suscitando invidie e maldicenze, tanto da far scrivere all’abate Antonio Conti: “La povera donna è perseguitata dai pittori ma la sua virtù trionfa sui suoi nemici”. Giulia, che vive nello stesso periodo della più famosa pittrice Rosalba Carriera, si cimenta anche nella miniatura con ottimi risultati. 

Quelli in mostra nella Sala degli Arazzi di Cà Rezzonico, sono dodici splendidi studi di nudo tratti dal vero realizzati dall’artista e sono parte di una più ampia raccolta di sue opere grafiche, appartenenti al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo Correr. Sono corpi nudi studiati, analizzati, interiorizzati, restituiti sulla carta da disegno con il tratto in gessetto rosso o nero, con lumeggiature di gesso bianco, che esprimono vitalità e forza. Osservarli non lascia indifferente. 

E’ un’occasione da non perdere questa mostra, che sarà visitabile fino al 3 settembre, perché i disegni, patendo l’esposizione alla luce, possono essere messi in mostra solo ogni cinque anni. 

Ma Giulia Lama, oltre ad essere pittrice e aver studiato matematica, è anche poeta e la troviamo inserita nella raccolta di Luisa Bergalli del 1726, Componimenti poetici delle più illustri rimatrici di ogni secolo; è inoltre una ricamatrice eccellente con i cui proventi, oltre a quelli della pittura, si mantiene facendo vita ritiratissima. 

La presenza di Giulia Lama nella toponomastica si attesta nel comune di Napoli che, dimostrando rara attenzione all’arte “oltre confini”, le intitola una via nel 2014.

Intitolazione a Napoli. Foto di Giuliana Cacciapuoti

Oltre a Giulia Lama, spentasi il 7 ottobre 1747, questo progetto prevede, il 12 giugno, la presentazione di Luisa Bergalli, scrittrice e poeta, e Maddalena Lombardini, compositrice di fine Settecento. In questa occasione la musicista Paola Pezzolo dirigerà un trio di violini su musiche composte da Maddalena Lombardini, della quale quest’anno ricorre il bicentenario della morte.

Alla mostra Eidos ha abbinato la stampa del catalogo dei nudi in mostra nella Collezione Artemisia in cinquecento copie. 

Per informazioni: http://carezzonico.visitmuve.it/category/it/mostre/mostre-in-corso/




Parole O_Stili – 7 maggio: chiusura iscrizioni al secondo convegno nazionale

Di Sara Marsico 

7 maggio 2018 – Save the date! Da questa data sarà possibile iscriversi al Secondo Convegno nazionale di Parole O_ Stili, che si terrà a Trieste il 7 giugno.  L’associazione che ha dato origine al Manifesto della comunicazione non ostile e che si propone di diffondere le buone prassi nella comunicazione, soprattutto tra gli utenti di Facebook, Twitter, Instagram e affini, ha scelto un titolo che va controcorrente rispetto all’aggressività verbale dei nostri media, non solo quella dei social. Le parole non devono servire per dividere, ma per unire. Sono portatrici di un potere squisitamente femminile, il potere di unire, come ci ricorda in un suo bel saggio la filosofa Elena Pulcini. Una bella sfida, in questo mondo di haters!

“Parole O_Stili è un’associazione no-profit, nata a Trieste nel luglio del 2017; vuole sensibilizzare, responsabilizzare ed educare le/gli utenti della Rete a praticare forme di comunicazione non ostile, e vuole promuovere la condivisione dei valori espressi nel “Manifesto della comunicazione non ostile”(dal sito web di Parole O_Stili), decalogo che ha avuto il patrocinio del Miur ed è stato distribuito in tutte le scuole italiane. Recentemente il Miur ha anche firmato un Protocollo con l’ATS Parole O_Stili per “promuovere una cultura della rete non ostile che sia propedeutica a una maggiore consapevolezza dell’utilizzo degli strumenti digitali, funzionali alla costruzione di un vero e proprio diritto alla cittadinanza digitale.”

Come al solito, se alla distribuzione di un testo tanto importante non si accompagna una formazione docente, si corre il rischio che il suo messaggio passi quasi inosservato. E la giornata destinata alla scuola (“Parole a scuola”) c’è stata: il 9 febbraio di quest’anno, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, è stato presentato alle/agli insegnanti questo Manifesto, accompagnato da un numero notevole di incontri di approfondimento, a cui ci si poteva iscrivere. 

Sono intervenuti sociologi, docenti, psicologi, giornalisti, scrittori. Ecco, già mentre sto elencando i relatori di questo Convegno mi accorgo che c’è qualcosa che non va. Uso l’universale maschile ma chi mi legge capirà che c’erano molte relatrici donne? Sto rappresentando fedelmente chi era presente e quello che ho visto e ascoltato?

Foto 1. Un’astronauta

Nell’incontro di apertura del Convegno, a una platea composta prevalentemente da donne, ma in cui gli uomini erano una nutrita rappresentanza, la ministra Valeria Fedeli si è rivolta alla platea declinando ogni termine al femminile. I commenti tra il pubblico maschile non si sono fatti desiderare: si è percepita una sorta di disorientamento, di spaesamento, un mormorìo neanche tanto soffuso, sintomo di uno stupore generale, anche tra molte delle donne presenti. Si è trattato naturalmente di una provocazione, tesa a stimolare in modo diretto alcune riflessioni sull’uso della lingua e in particolare del linguaggio di genere. 

Sarebbe importante, per questo secondo incontro, che un gran numero di partecipanti raccogliesse l’invito utilizzando con grande attenzione, visibilità e persistenza il linguaggio corretto, come indicato dall’Accademia della Crusca, e rispettoso del genere.

Foto 2.  L’Accademia della Crusca scrive…