Rileggere il futuro passato: The Cluetrain Manifesto

 

Sono passati ormai vent’anni dall’elaborazione delle tesi contenute nel Cluetrain Manifesto.

Un libro visionario che disegnava, con uno stile ispirato, il futuro, ormai storia, che abbiamo vissuto: l’esplosione di internet e dei suoi paradigmi. E non solo. Annunciava anche la fine del business come lo avevamo sempre pensato.

“People of the earth…”, Popoli della Terra… questo l’inizio. Un tono profetico, quasi apocalittico, che annunciava, con 95 testi (tradotte in italiano da Luisa Carrada http://www.mestierediscrivere.com/articolo/Tesi ), come sarebbero cambiate le nostre vite grazie al mondo nuovo che sorgeva all’orizzonte.

Internet ha cambiato la socialità, il lavoro e condizionato il nostro mondo, molto più di quanto fosse possibile immaginare, molto più di quanto siamo disposti a riconoscere.

Ho scoperto questo libro (consigliato da Marco Minghetti del Sole 24 Ore in un corso di Marketing della formazione) un po’ in ritardo rispetto alla sua uscita, ma conservava ancora tutto il suo valore. Nonostante ciò, i cambiamenti che annunciava erano ancora lì: il declino dell’individualismo a vantaggio dell’approccio collaborativo, sia nel lavoro come nelle relazioni umane; la rivoluzione che ha messo al centro il consumatore/cliente/utente e le sue necessità, come mai in precedenza; il superamento della barriera interno/esterno nelle aziende, resa inutile dal network degli utenti che si scambiano pareri, giudizi e recensioni.

La lettura (la versione online e gratuita, in inglese, è disponibile su http://cluetrain.com/) permetterà di riconoscere le proprie esperienze nei temi di riflessione che il volume fornisce confermandone la modernità; soprattutto il messaggio più importante: internet non è stato ancora compreso, oggi come vent’anni fa.

Per scoprire l’evoluzione della Rete e il futuro che verrà,  sono state pubblicate le nuove tesi (in italiano https://medium.com/@nuovetesi/nuove-tesi-4a1def360351) che partono da quello che non ha funzionato: i nuovi nemici di internet, i predoni e gli utenti stessi… ma questa è un’altra storia…




ITALIA – Samantha Cristoforetti soffia il primato a Paolo Nespoli: 178 giorni in orbita

Di sere per leggere favole, all’astronauta Samantha Cristoforetti, ne restano ancora, visto che il suo rientro a Terra è stato fissato per l’11 giugno. Al suo ritorno sarà l’astronauta italiano con più giorni di permanenza nello spazio. Il primato lo ha soffiato a Paolo Nespoli, che aveva accumulato 174 giorni nell’arco di più missioni, superandolo  fino ad oggi  di quattro  giorni.

L’agenzia spaziale russa Roscosmos è riuscita nell’intento di accendere i motori della navicella Progress, attaccata alla ISS: grazie al buon esito dell’operazione, seguita a un tentativo fallito di qualche giorno prima, è stato possibile dare inizio alle operazioni necessarie per aggiustare l’orbita della Stazione Spaziale che, adesso, si trova a un’altezza tale per cui i tre astronauti possano tornare sulla Terra entro il prossimo mese. L’incidente di qualche giorno fa, che aveva coinvolto il cargo Progress M-27M , ha infatti causato il rinvio del rientro degli astronauti in missione.

Il fallimento del rifornimento Progress, infatti, è stato seguito da un altro lancio fallimentare di un razzo vettore Proton M che avrebbe dovuto portare in orbita un satellite per le telecomunicazioni messicano (e fortunatamente l’incidente si è risolto con una caduta in una desolata regione siberiana). Poi  i motori della Progress non si erano accesi ma il problema è stato risolto.




ITALIA – I tracciati del metanodotto Snam attraversano i focolai di Xylella. Il Tar Lazio dice stop all’eradicazione

I possibili tracciati del metanodotto Snam, che dovrebbe collegare il Tap di Melendugno allo snodo di Mesagne, attraversano i territori su cui sono stati rinvenuti i maggiori focolai di Xylella fastidiosa e su cui sono previsti gli abbattimenti più massicci, a Veglie, Oria e Torchiarolo. Coincidenza? Per il momento è solo questo, nulla più. Ma tanto basta a far sorgere dubbi. E dunque a porre interrogativi. A sollevarli è il Comitato No Tap, che rende note le cartine dei sospetti.
Una situazione attenzionata da tempo, ma che ora diventa una denuncia palese. “Il gasdotto Tap è ‘provvidenziale’ per lo sviluppo del territorio. Questo ha detto il sindaco di ‪Torchiarolo‬ durante il Consiglio comunale di ieri – riferiscono gli attivisti -. Il sindaco ha anche detto che il 22 ottobre incontrerà i rappresentanti‪ Snam‬. Ora è il caso di palesare i nostri dubbi. Era dall’aprile 2014 che marcavamo stretto sul Nord ‪Salento‬ e sulla questione  precisamente da quando in integrazione alla VIA di TAP fu consegnato questo documento:

http://www.va.minambiente.it/File/Documento/106341”

Sono le pagine in cui sono riportati i tre tracciati che dovrebbero collegare il TAP alla rete nazionale del ‪‎gas‬. Come si vede dalle cartine, in alcuni punti attraversano i luoghi in cui nei mesi scorsi si sono tenuti i presidi per impedire i tagli di ulivi in contrada La Duchessa a Veglie e Frascata a Oria, ma anche nelle vicinanze dei focolai di Trepuzzi,Squinzano e Torchiarolo, oltre a Masseria Visciglito di Strudà, dove sono stati denunciati anomali disseccamenti sugli alberi-scultura millenari più importanti del Salento.

Nicola Serinelli, sindaco di Torchiarolo, ribatte ai No Tap e annuncia che l’incontro fissato per il 22 ottobre con Snam è stato annullato “per evitare strumentalizzazioni”. “Premetto che il mio Comune si è già espresso in Consiglio comunale negativamente sull’approdo di Tap nel Brindisino. Snam ci ha inviato una nota dicendo che ha decreti per poter ispezionare i terreni destinati all’attraversamento del metanodotto, sei nel Lecce e tre nel Brindisino. Ho ritenuto doveroso e corretto informare tutti della data del 22, che in ogni caso non sarebbe stata quella di un possibile ok al progetto, perché dovrà esprimersi il Consiglio comunale”. Sulla possibile coincidenza, Serinelli aggiunge: “Io non sono un ingenuo e questa possibilità che ci sia una coincidenza voluta o casuale non mi sfugge. Valuteremo insieme se ci saranno subdoli interessi”.

Intanto nuovi ulivi, nuovi alberelli, a centinaia, sfidando le multe che possono fioccare pesanti, da mille a tremila euro, da  una parte all’altra del Salento, vengono ripiantati in segno di pace e di un passato intero, una sfida al divieto che questa storia prosegua. È la “domenica della disobbedienza”.
Dopo i blocchi stradali, dopo l’occupazione delle campagne per impedire gli abbattimenti, dopo l’amaro in bocca lasciato dalle parole del governatore Michele Emiliano dette  ai sindaci, c’è un popolo che si allarga, diventa sempre più nutrito. Ed è quello degli ulivi. Mattinata nei campi, dunque, con la pala e le nuove piante, acquistate da vivai di fuori provincia, poiché in quelli leccesi c’è il blocco totale delle vendite.

È un movimento spontaneo, alimentato dai social network ma anche dai ritrovi presidiati in questi mesi dagli attivisti. E’ il rifiuto delle misure più estreme imposte dal Piano Silletti: finora ha trovato porte aperte solo al Tar Lazio. Niet totale dalla politica, in parte anche dai Comuni. È finita pure la luna di miele, durata una campagna elettorale, tra attivisti ed Emiliano.

Nelle scorse ore, di fronte ai sindaci del nord Salento, il presidente della Regione ha ribadito che “il batterio non può essere sconfitto o arrestato nella sua espansione se non attraverso l’abbattimento delle piante malate nonché di quelle che circondano le piante infette, secondo le direttive ricevute dall’Unione europea”.

Il cambio di passo annunciato prima dell’insediamento per il momento è un passo indietro. “Emiliano poi dice anche che la Regione spenderà soldi per la sperimentazione, per studiare la convivenza alberi-batterio… Ma se li abbatti come fai a sperimentare? – chiede Luigi Russo, presidente del Csv Salento – Cristos Xiloyannis (docente dell’Università della Basilicata e nome di punta dell’agricoltura sostenibile nel Mediterraneo, ndr) l’altra sera ripeteva a Veglie che il “piano non può che fallire”, perché ha basi scientifiche incerte e mai dimostrate, che l’eradicazione si è sempre dimostrata inutile, come è accaduto e accade con le batteriosi in giro per il mondo”.

Ma qualcosa si muove all’orizzonte e porta in grembo il ripensamento della storia e del paesaggio salentino: “Si è deciso – ha detto Emiliano – di chiedere al ministero dell’Agricoltura e al commissario Silletti di valutare di integrare la quota dei risarcimenti già fissata a 160 euro circa per pianta, anche con un’ulteriore quota di 38 euro finalizzata al temporaneo reimpianto di nuove specie coltivabili”. Che ulivi, di certo, non sono.

Lo stop del Tar Lazio all’eradicazione degli ulivi arriva anche per dieci proprietari di Trepuzzi e Squinzano, che si affiancano, dunque, ai ventidue che hanno già ottenuto la sospensiva a Torchiarolo. Il decreto emesso  congela, limitatamente alle proprietà dei ricorrenti, i tagli imposti dal Piano Silletti bis e dalle notifiche dei giorni scorsi.
Fissa la discussione della domanda cautelare in sede collegiale alla Camera di Consiglio del 4 novembre prossimo, stessa data per la discussione dei ricorsi dei proprietari torchiarolesi. Stavolta, però, gli ulivi sono tutti in territorio leccese, in agro di Trepuzzi. E anche per loro la presidente della I Sezione del Tar Lazio, Giulia Ferrari, ha riconosciuto che dall’ordine di estirpazione delle piante di olivo, impartito con i provvedimenti impugnati, “deriva ai ricorrenti un danno grave e irreparabile, perché irreversibile”, che dunque c’è non solo per le piante sane nel raggio di cento metri da quelle malate, ma anche per quelle infette.

Per il momento, dunque, ruspe ferme anche su dieci terreni trepuzzini. È il primo risultato incassato con l’accoglimento dell’istanza di misure cautelari provvisorie proposta dai ricorrenti, rappresentati, al pari di 21 olivicoltori di Torchiarolo, dagli avvocati Mariano Alterio e Mario Tagliaferro, con la consulenza legale di Nicola Grasso, docente di diritto Costituzionale presso l’Università del Salento.

Il ricorso è stato proposto “contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, Commissario Delegato per Fronteggiare il Rischio Fitosanitario alla diffusione della Xylella nel territorio della Regione Puglia, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Regione Puglia”.

È stato richiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, degli atti emessi dal dirigente del Servizio Agricoltura della Regione Puglia l’1 ottobre scorso, gli stessi con cui è stato fatto obbligo agli agricoltori di abbattere, entro dieci giorni, gli alberi considerati “infetti”.




Il gap nello spazio

Fino ad oggi, su un totale di 556 viaggiatori dello spazio, 60 sono di genere femminile: Russia, India, Cina, Stati Uniti, Corea del Sud, Canada, Francia, Iran, Giappone, Regno Unito e, con Samantha Cristoforetti, anche l’Italia ha mandato una donna nello spazio.

Sebbene la prima partecipazione di una donna a un programma di esplorazione spaziale avvenne nel 1963, poco dopo l’inizio dei viaggi con equipaggiamento umano, ci vollero circa vent’anni perché l’evento si ripetesse; durante gli anni ’80 diverse donne furono incluse nelle missioni spaziali (soprattutto statunitensi) fino a rendere abbastanza comune la loro presenza.

Un piccolo passo per una donna un grande passo per l’umanità

In questo elenco, accompagnato dalle immagini, sono incluse astronaute (partecipanti a programmi statunitensi), cosmonaute (parte di programmi sovietici) e taikonaute (viaggiatrici dello spazio per l’agenzia spaziale cinese).




ITALIA – Samantha Cristoforetti da 48 giorni in orbita nello spazio

Il 22 novembre ha avuto inizio la missione spaziale SS Expedition 42/43 Futura volta ad analizzare alcuni aspetti della fisiologia umana in totale assenza di gravità. A bordo della Soyuz è salita assieme al russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry W. Virts, l’italiana Samantha Cristoforetti. È la prima donna Italiana, la terza Europea dopo la britannica Helen Sharman e la francese Claudie Haigneré a partecipare ad una missione spaziale. La navicella con a bordo i tre astronauti ha raggiunto la stazione spaziale internazionale in meno di cinque ore e quarantotto minuti ove sono stati accolti dal comandante NASA della Stazione Barry Wilmore e dai cosmonauti Yelena Serova ed Alexander Samokutyaev .Il progetto avrà la durata di sei mesi, ed è il secondo di lunga durata realizzato dagli italiani. Altri oggetti di studio saranno un dimostratore per un processo di realizzazione di oggetti tridimensionali in assenza di peso e una macchinetta che funziona a capsule in grado di offrire bevande calde, quest’ultima avrà l’obiettivo di studiare il comportamento dei fluidi ad alta pressione in assenza di peso. C’è stato un episodio avvenuto durante l’attracco della navicella alla stazione spaziale che ha catalizzato l’attenzione di milioni di persone, ossia l’urlo pregno di spavento che Samantha ha lanciato alla vista di un oggetto di forma sferica schizzare verso il basso. Il comandante ha cercato di rassicurarla dicendole : “tiho, tiho, tiho”ossia“calma, calma, calma”. La versione ufficiale è che si sia trattato di un detrito, ma in molti ipotizano l’idea che  fosse in realtà  un ufo.

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