ITALIA – L’inferno romano: un caso politico

“Le sterpaglie in alcuni parchi sfiorano le ginocchia, i lavoratori della metropolitana, scontenti, hanno rallentano il servizio a passo d’uomo, un incendio ha reso il più importante scalo della città (si parla dell’aeroporto di Fiumicino), caotico e affollato, gli arresti di funzionari pubblici si accumulano rendendo evidenti le infiltrazioni criminali nel governo della città”. Questo è il bigliettino da visita che il New York Times offre di Roma, un lungo reportage che parla del degrado della capitale. “Il degrado dei servizi, degli edifici, della qualità della vita e alla sensazione generale che la loro antica città, ancora più del solito, stia cadendo a pezzi” continua il pezzo dedicato a Roma. Tutto questo accadeva più di una settimana fa.

C’è chi queste parole non le ha digerite, come riporta Repubblica.it, e sulla pagina Facebook “Io sto col sindaco Marino” c’è chi posta le foto di una New York con l’immondizia per la strada scrivendo “De Blasio dimettiti”. I fan della pagina scatenati chiedono ai cronisti americani di guardare il loro degrado prima di puntare il dito contro Marino. Anna Rosaria Erriquez, ad esempio, scrive: “Parlare male dell’Italia in genere e di Roma in particolare fa sentir superiore gentucola che vede la classica pagliuzza negli occhi degli altri e ignora la trave che lo acceca……. è tutta invidia….. sempre e comunque, ciò non toglie che dovremmo tenere di più al nostro Paese anche mantenendolo pulito con l’esempio e quando occorre anche protestando contro chi lo sporca”.

Ma se da un lato c’è chi cerca di salvare la dignità della Città Eterna, dall’altra parte sono quasi 90000 le persone che seguono la pagina Facebook di “Roma fa schifo” dove giornalmente si denuncia una città sempre più allo sbando. Dai video della stazione Termini in mano alle bande di scippatori, ai paragoni tra il decoro di città come Varsavia messa a confronto con Via Veneto dove i marciapiedi sono pieni di foglie e sporcizia, fino alle infrazioni dei singoli cittadini, come chi sale sul marciapiede con lo scooter per fare un prelievo del bancomat.

Nel frattempo in queste ore rimbalza in tutti i siti la provocazione dell’attore Alessandro Gassman il quale lancia un appello: “Roma sono io. Armiamoci di scopa, raccoglitore e busta per la mondezza e ripuliamo ognuno il proprio angoletto della città”. Con l’hashtag #romasonoio sono migliaia i fans dell’attore che hanno accolto la sua richiesta e sono pronti a rimboccarsi le maniche. Anche Gigi Proietti dice la sua: “Non c’è un solo settore che funzioni bene dai trasporti alla pulizia delle strade. E’ un momento molto doloroso e è il risultato di qualcosa che si è succeduto negli anni – sottolinea l’attore – Forse noi romani avremmo dovuto presagirlo, ma la verità è che Roma non è molto amata, né dai romani né dai turisti. E invece è una straordinaria capitale e meriterebbe di essere amata di più”.

Non più una città di cui essere orgogliosi ma, parafrasando il titolo del film del collega Paolo Sorrentino, ‘La grande tristezza’. Dopo Alessandro Gassmann è Gabriele Muccino a sfogarsi su twitter. Con foto che documentano il degrado, il regista romano non usa mezzi termini e se la prende con Ignazio Marino: “Un sindaco faccia il sindaco – cinguetta – Non si chiuda nel surgelatore aspettando che la tempesta sia passata. Governi. Oppure vada a casa”.

Nel frattempo resta sempre esasperato il clima all’aeroporto di Fiumicino. Tensione in particolare al Terminal 3 dello scalo romano dopo i ritardi e le cancellazioni dovute all’incendio di mercoledì. Nell’aeroporto Da Vinci “persiste una situazione di criticità nonostante tutti gli operatori presenti in aeroporto stiano continuando a lavorare a pieno regime per contenere i ritardi” afferma l’Enac facendo il punto sui disagi dall’incendio e del blackout, precisando che permane una situazione di criticità soprattutto per i voli low cost.

Osservatore Romano, “Fiumicino ultima frontiera” – Titola così l’Osservatore Romano un articolo dedicato a quanto avvenuto all’aeroporto, “ennesimo, nuovo capitolo della lunga crisi che sta soffocando la città di Roma”. “Tuttavia – scrive il giornale vaticano – Fiumicino è solo la punta dell’iceberg. Dopo Mafia capitale, la crisi dell’Ama e dell’Atac, gli scandali che hanno colpito la pubblica amministrazione, come testimoniato anche dalla relazione del prefetto Gabrielli, e il cambio della terza giunta comunale in poco più di un anno e mezzo, Roma è ormai un caso politico”.

Un centinaio di persone hanno “assediato” la biglietteria della Vueling in cerca di spiegazioni per i continui ritardi. Per riportare la calma tra i passeggeri sono intervenuti carabinieri e Guardia di Finanza.

“Diteci cosa dobbiamo fare, siamo esasperati. Chiamate i responsabili, è da stamattina che siamo qui in fila, fatela finita”, le parole di uno dei passeggeri diretto a Palermo. “Quello che sta succedendo è ai limiti del reale”, gli fa eco un signore che invece sarebbe dovuto partire alla volta di Praga. Le forze dell’ordine stanno cercando, non senza difficoltà, di riportare la calma. In fila ci sono anche famiglie con bambini.

L’Enac ha spiegato: “A Fiumicino persiste una situazione di criticità nonostante tutti gli operatori presenti in aeroporto stiano continuando a lavorare a pieno regime per contenere i ritardi”, che colpiscono in particolare i voli low cost.

Sarebbe partito da un cumulo di rifiuti l’incendio di Fiumicino: lo ha reso noto il Corpo forestale. La zona in cui si è generato è in via del Pesce Luna, a bordo strada, in un’area fortemente degradata e disseminata da rifiuti abbandonati, sia domestici che industriali. Le fiamme sono poi state trasportate dal forte vento. Il punto sulle indagini relative all’incendio che è divampato ieri a Fiumicino nella Pineta di Coccia di Morto è stato fatto in una riunione nella Procura della Repubblica di Civitavecchia, tra il Procuratore Capo Gianfranco Amendola e il Capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone accompagnato dal Comandante Regionale per il Lazio e dal Comandante Provinciale di Roma. Le fiamme, trasportate dal forte vento, hanno rapidamente percorso prima gli arbusti della macchia mediterranea limitrofa, per poi interessare la vicina pineta raggiunta in più punti da faville incandescenti prodotte dagli arbusti e dalle canne, che hanno dato origine a diversi focolai. Verosimilmente, dunque, secondo la Forestale il vento ha determinato la rapida propagazione delle fiamme.

“Serve un maggiore rinforzo di personale per le riparazioni e la manutenzione dello scalo”. Sono le parole del presidente dell’Enac, Vito Riggio, che ha parlato del blackout che ha coinvolto l’aeroporto di Fiumicino, già messo a dura prova lo scorso maggio dall’incendio che devastò gran parte del Terminal 3. E’ stato un corto circuito presso una cabina di media tensione a causare il black out durato venti minuti. “Occorre una vigilanza costante e continua di tutti gli apparati – ha sottolienato Riggio -. AdR deve supplire alle carenze di qualche handler in difficoltà”.

Durante il blackout elettrico le operazioni della torre di controllo all’aeroporto di Fiumicino sono proseguite regolarmente grazie ai gruppi di continuità assoluta di cui il sistema operativo dell’Enav è dotato. Pertanto, decolli ed atterraggi degli aerei, a quanto si è appreso, si sono svolti regolarmente anche durante i circa venti minuti di interruzione dell’elettricità.

Sono ancora diverse però le aree al buio come alcuni esercizi commerciali della zona Arrivi e Partenze ed anche uno dei controlli dei bagagli fuori misura nella zona Partenze dello stesso T1. Sono ancora fuori uso anche alcune scale mobili che collegano le aree del Terminal. Restano in piena funzione invece tutti i desk dei check-in così come le aree di imbarco alla loro piena operatività in una giornata considerata con il più alto tasso di arrivi e partenze a Fiumicino.

Ci sono ancora code di disagi e ritardi all’aeroporto di Fiumicino per le ripercussioni legate all’incendo che ha colpito prima la zona di Pesce Luna e poi la pineta di Focene, che si trovano non distanti dalla pista numero uno. Dopo che, durante la notte, si erano ancora prolungati forti ritardi nei voli, anche di diverse ore, con lamentele dei passeggeri, costretti a lunghe attese e alla ricerca di informazioni, anche la prima mattinata è stata segnata da diverse situazioni analoghe.

ENAC convoca Adr e Alitalia – L’Enac, dopo l’incendio di ieri all’aeroporto di Fiumicino ha convocato per il giorno 6 agosto gli Accountable Manager di Aeroporti di Roma e di Alitalia. Lo si legge in una nota secondo cui intende “verificare la rispondenza delle azioni poste in essere a quanto previsto dalla normativa vigente e di ribadire obblighi e competenze a carico delle due figure”.

Ryanair: “Se Alitalia lascia aumenteremo aerei e rotte”

Alitalia pronta a mollare Fiumicino? Noi invece no, anzi raddoppiamo. E’ questo il messaggio che la compagnia low cost irlandese ha lanciato all’indomani del ventilato addio della compagnia di bandiera italiana al Leonardo Da Vinci. Troppi i problemi degli ultimi mesi secondo Alitalia. Per RyanAir invece l’aeroporto romano sembra essere strategico.

“Sin dall’apertura della propria base a Roma Fiumicino nel 2013 (la seconda a Roma)”, fa sapere la compagnia, “Ryanair ha continuato ad accrescere il numero di rotte, ad aumentare traffico e posti di lavoro a Fiumicino. Ryanair continua a lavorare a stretto contatto con ADR per accrescere turismo, traffico e posti di lavoro a Roma, in un momento in cui sia Easyjet sia Vueling stanno tagliando il proprio traffico a Fiumicino e Alitalia sta facendo i capricci e minacciando di fare tagli o di andare via”.

Robin Kiely, direttore della comunicazione di Ryanair poi spiega: “Ryanair prende atto dei commenti di Silvano Cassano e aggiungerà più aeromobili, voli a tariffe basse e rotte da e per Roma Fiumicino se Alitalia dovesse effettuare tagli o lasciare l’aeroporto”.

Secondo “quale maggiore compagnia in Italia, Ryanair sta contribuendo alla crescita del turismo italiano, del traffico e dei posti di lavoro, in un momento in cui Alitalia minaccia Fiumicino, e Easyjet e Vueling stanno tagliando il proprio traffico a Roma, e restiamo impegnati a crescere presso gli aeroporti sia di Roma Fiumicino sia di Roma Ciampino, offrendo ai consumatori e ai visitatori una scelta di 56 rotte da Roma, alle tariffe più basse”.

Non manca la frecciata alla compagnia di bandiera: “Forse è tempo che Alitalia provi ad abbassare le sue tariffe e faccia in modo che piloti e assistenti di volo non scioperino anziché incolpare ingiustamente gli aeroporti italiani che stanno lavorando duramente per accrescere turismo e posti di lavoro in Italia”.

Intanto gli autisti e macchinisti dell’Atac hanno protestato in divisa tutto il giorno sotto il Campidoglio. Un ‘assedio sonoro’ a Palazzo Senatorio con fischietti e cori. Tutti in piazza per dire ‘no alla privatizzazione’, possibile progetto annunciato dal sindaco di Roma Ignazio Marino per evitare il fallimento della municipalizzata che si occupa di trasporti. In camicia blu dell’Atac hanno manifestato senza nessuna bandiera né di partito né di sindacato, ma solo con addosso la divisa di servizio. Poi dalla piazza si è alzato un coro: “Siamo tutti Christian Rosso”, inneggiando al collega sospeso a tempo indeterminato per aver fatto un video-denuncia postato su Facebook dove spiega i motivi dei disservizi nei trasporti capitolini. “Atac mi ha sospeso perché non ci sono mezzi per circolare, non per colpa dei lavoratori”, ha spiegato Christian Rosso presente alla manifestazione. Al suo annuncio è esplosa la rabbia dei colleghi che gli hanno espresso solidarietà.

“Stanno creando un martire e lo stanno creando loro, allargando a macchia d’olio questa vicenda. Io sono stato sospeso a tempo indeterminato dal prossimo 27 agosto non prenderò più lo stipendio perché ho informato i cittadini” ha aggiunto Rosso in piazza. “Due minuti prima del turno – ha spiegato – sono venuti a notificarmi la sospensione, ci sono anche rimasti male loro perché nemmeno ho letto il foglio che mi hanno consegnato. Non mi interessa, io voglio davvero che i cittadini sappiano”.

Dura la reazione del sindaco Ignazio Marino a chi gli chiedeva della sospensione: “Questa domanda la poteva fare a un politicante del secolo scorso, non a me. Io non mi occupo di amministrazione delle aziende ma di selezionare le persone che devono poi avere la responsabilità strategica delle aziende come gli assessori che a loro volta scelgono i dirigenti e i cda delle aziende di loro competenza. In questa città, purtroppo, in passato è accaduto e continua ad accadere che quando qualcuno deve essere punito o licenziato arrivi la telefonata del politico che dice ‘No, ha fatto la campagna elettorale’. A me non me ne frega niente che ha fatto la campagna elettorale di uno di destra o di sinistra. Se fa bene fa bene, se fa male viene giudicato per quello che fa”. Diversa la reazione di Stefano Esposito, neo assessore comunale ai Trasporti: “Invito l’amministratore delegato dell’Atac a valutare forme diverse di sanzioni”. E dalla piazza gli autisti hanno scritto un messaggio diretto al sindaco: “Raccolta fondi per un biglietto di sola andata per Genova per Marino”, posizionato sotto l’ingresso del Campidoglio. Poi, poco prima delle 18, il presidio di protesta, che andava avanti da questa mattina, si è sciolto.

Tra gli striscioni portati in piazza anche ‘Lavoratori e utenti a difesa della Roma-Lido’, ‘Per nascondere la verità c’hai messo contro l’intera città’, ‘False promesse e videomessaggi, son stati questi i veri disagi’. “Ieri il neo assessore Esposito ha detto che si prenderà tre mesi di tempo – hanno spiegato i lavoratori – ma tre mesi non ci sono. Lui e Marino vogliono dare Atac in pasto ai privati dopo averci fatto firmare un accordo vergognoso ma che prevedeva la permanenza di Atac – ha aggiunto – in house (con società interamente a capitale pubblico ndr) fino al 2019: il trasporto è un servizio pubblico e ha bisogno di rimanere tale. Il nostro obiettivo è che il servizio rimanga pubblico, Marino scenda e venga a parlare con noi lavoratori e utenti o riceva una delegazione, perché se è in buona fede è disinformato”.

“Abbiamo scelto il Campidoglio per la nostra protesta perché le dichiarazioni di Marino sono imbarazzanti – ha detto Micaela Quintavalle, presidente del sindacato Cambia-Menti – Ci ha scaraventato contro l’utenza, volendo dimostrare che la colpa è degli autoferrotranvieri. C’è un macabro disegno, la colpa dei disservizi è della ‘troika romana’: governo locale e attuale, organizzazioni sindacali più rappresentative e dirigenza. I disservizi finirebbero se venissero assunte mille unità sul personale viaggiante, operai e meccanici, e se venissero sostituiti e mezzi, che sono vecchi e con tanti km”. Secondo Quintavalle, la privatizzazione “non aiuta nessuno, né i lavoratori né i cittadini. Il privato deve guadagnare. Il trasporto pubblico può funzionare solo se si mettono a governo dell’azienda persone competenti” che, secondo Quintavalle, non è stato fatto: “Serve disconitinuità, e non questa paventata da Marino, che mette in azienda persone che ignorano come funziona un autobus e un treno e parla solo con le organizzazioni più rappresentative. Deve parlare con noi”.
Una vera bomba è deflagrata all’interno del Porto turistico di Roma, ad Ostia sul Lungomare Duca degli Abruzzi, 84. I finanzieri del Comando Provinciale di Romahanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti dei componenti di un’ampia associazione criminale, facente capo a Mauro Balini presidente del Porto Turistico di Roma.

I 4 arrestati sono accusati di “associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, riciclaggio, impiego di denaro, beni e utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori”.

Oltre Balini, in manette sono finiti due “testa di legno” e un avvocato con studio nella Capitale. Altre 9 persone sono state denunciate a piede libero. Numerose le perquisizioni presso i domicili delle persone coinvolte, le sedi di diverse società e gli studi professionali di due avvocati e di un commercialista.

Nell’operazione eseguita dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma sotto la direzione della Procura della Repubblica della Capitale sono stati sequestrati beni mobili e immobili, quote societarie e conti correnti bancari ed il “diritto di superficie su oltre 1300 beni demaniali”, all’interno del porto turistico di Ostia, ossia posti barca, parcheggi, strutture amministrative, commerciali e aree portuali, nonché, per alcuni di essi, il relativo diritto di utilizzo. Il valore commerciale di tutti i beni sottoposti a sequestro è stimato “in oltre 400 milioni di euro”.

Le indagini, avviate nel 2012, per una “ipotesi di bancarotta”, hanno consentito di accertare come i quattro complici avessero “scientemente portato al fallimento la A.T.I. S.p.a.​”, società che aveva curato la realizzazione del Porto Turistico di Roma e che, sino al 2008, era concessionaria dell’infrastruttura, appartenente, peraltro, ad un gruppo di imprese riconducibili allo stesso Balini.

Proprio quest’ultimo, con la complicità di fidati collaboratori e professionisti e grazie a “prestanomi” e “società schermo”, aveva realizzato un “complesso schema societario volto a distrarre fraudolentemente ingenti risorse, patrimoniali e finanziarie, in pregiudizio della fallita A.T.I. S.p.a., dei creditori e dell’erario, per un passivo finale di oltre 155 milioni di euro”.

Balini, secondo gli inquirenti, sembrerebbe essere al centro di tutto. All’imprenditore è stato, inoltre, “contestato il reato di trasferimento fraudolento di valori, per aver intestato a società apparentemente terze, il prestigioso attico sul litorale ostiense in cui vive, anch’esso sottratto fraudolentemente alla A.T.I.”, e un lussuoso catamarano, nella sua esclusiva disponibilità, acquistato, in larga parte, “con risorse sottratte alla fallita mediante il descritto sistema di frode”.

Secondo la Finanza, il disegno criminale nasce nel 2005, quando Balini si “precostituì un ingente credito nei confronti della A.T.I. S.p.a. per oltre 28 milioni di euro, simulando, tra l’altro, l’accollo di un debito in capo alla fallita originato dalla ricezione di false fatture emesse da società riconducibili a suoi fedeli sodali”.

Giustificando le operazioni come “restituzione finanziamento soci”, Balini aveva, quindi, potuto “prelevare ingenti somme dalle casse aziendali nonché distrarre beni immobili dal patrimonio sociale in favore di altre imprese a lui riconducibili”.

Nel 2008, in perfetta sintonia con il piano criminale in atto, la Porto Turistico di Roma S.r.l., posseduta proprio da Balini, aveva ottenuto, dalla A.T.I. S.p.a., la “voltura della concessione sull’intera infrastruttura portuale, ed era, così, subentrata nella possibilità di realizzare l’ampliamento del porto, poi autorizzato nell’agosto 2013, incassandone i conseguenti ingenti profitti”.

IL PORTO DI OSTIA – La struttura attuale si sviluppa su una superficie di circa 22 ettari e dispone di 840 posti barca per lunghezze comprese fra gli 8 e i 60 metri. L’ampliamento del porto ne aumenterà la capienza sino a 1419 posti barca, mettendo a disposizione dei natanti circa 611 nuovi punti di ormeggio per imbarcazioni da diporto lunghe tra i 12 ed i 70 metri”

Ma non finisce qui. Estate, gente in vacanza, case vuote, a Roma, tra i pericoli, specie negli appartamenti popolari, c’è quello di ritrovarsi la casa occupata. Un pericolo che rischiava di diventare la triste realtà in due appartamenti Ater di Fonte Ostiense. Qui la polizia locale, guidata dal Comandante Massimo Fanelli, è intervenuta due volte per evitare gli abusi.

La prima in via Paolo Buzzi. Qui una donna anziana, al suo rientro da una commissione, aveva trovato all’interno del suo appartamento un’altra donna che dichiarava di esserne la titolare. Agli agenti è bastato fare rapidamente le necessarie verifiche per restituire l’appartamento alla legittima titolare, in lacrime per la gioia, e denunciare l’occupante abusiva all’Autorità Giudiziaria.

La seconda segnalazione, sempre nella stessa strada, ha di fatto permesso di sventare una occupazione in corso d’opera. La rapidità di intervento dei vigili ha messo in fuga gli occupanti che avevano già forzato la porta di ingresso, smurandola. Durante la perlustrazione gli agenti hanno trovato nell’appartamento tracce di più persone e attrezzi, che sono al vaglio per le doverose indagini.




TURCHIA – La Polizia dà la caccia a Algoz, kamikaze dell’Isis esploso a Suruc

La polizia turca è impegnata in una caccia all’uomo per arrestare Yunus Alagoz, fratello di Abdurrahman, il ventenne kamikaze dell’Isis che si è fatto esplodere a Suruc, al confine con la Siria, uccidendo 31 volontari con aiuti diretti alla città curdo-siriana di Kobane. Secondo gli inquirenti, l’uomo starebbe progettando un nuovo attentato. La polizia ha anche individuato una sala da tè gestita da Yunus Alagoz nella sua città sudorientale di Adiyaman che sarebbe un probabile centro di reclutamento jihadista.

Le indagini condotte finora hanno ricostruito gli spostamenti dei due fratelli turchi jihadisti, che a gennaio sarebbero entrati illegalmente in Siria e addestrati dall’Isis fino al ritorno in Turchia a maggio. La scomparsa dell’attentatore di Suruc era stata denunciata dalla famiglia alla polizia il 22 novembre scorso. Da allora era stato inserito nella lista delle “persone scomparse con legami con il terrorismo”. La madre ha raccontato di averlo rivisto per l’ultima volta una decina di giorni prima dell’attentato, ma di non aver poi più avuto sue notizie. L’ultimo testimone ad averlo visto, l’autista del minibus che lo ha condotto a Suruc, ha detto agli investigatori che viaggiava accompagnato da una donna. Nel frattempo si stringe il cerchio intorno al fratello del kamikaze, che nel 2013 sarebbe andato per alcuni mesi in Arabia Saudita. Tornato ad Adiyaman l’anno scorso, ha aperto una sala da tè che secondo gli inquirenti si è trasformata in un centro di radicalismo islamico e reclutamento jihadista. Otto mesi fa, dopo i sanguinosi scontri di inizio ottobre nel sud-est turco per il mancato supporto di Ankara alla battaglia dei curdi a Kobane contro l’Isis, il locale è stato chiuso, ufficialmente per mancanza di una licenza.

Isis: Pkk rivendica omicidio di un jihadista a Istanbul – Il Pkk curdo ha rivendicato l’omicidio di un sospetto affiliato dell’Isis, ucciso a Istanbul martedì sera. Si tratta di Mursel Gul, commerciante di sapone, cui hanno sparato quattro colpi di pistola dopo averlo attirato in una trappola con un falso ordine nel quartiere popolare di Sultangazi. Come nel caso dei due poliziotti trovati morti ieri nella loro abitazione nella città turca di Ceylanpinar, al confine con la Siria, si tratta di una rappresaglia per la strage jihadista di Suruc, in cui lunedì sono stati uccisi 31 volontari che portavano aiuti diretti alla città curdo-siriana di Kobane. Nella rivendicazione l’Ydg-h, gruppo armato giovanile del Pkk, spiega di aver seguito Gul per tre mesi prima di ucciderlo. L’uomo avrebbe combattuto con l’Isis nel nord della Siria contro le milizie curde dell’Ypg per poi tornare in Turchia sette mesi fa per ricevere cure mediche. Nel comunicato l’Ydg-h minaccia anche di uccidere altre persone legate all’Isis in Turchia. Secondo gli inquirenti potrebbe essere stato commesso dal Pkk anche l’omicidio avvenuto ieri nella provincia meridionale di Adana del 33enne Ethem Turkben, anche lui ritenuto un simpatizzante jihadista.

Lo Stato Islamico avrebbe distrutto anche lo Stadio Olimpico della città irachena di Ramadi, facendo esplodere tre tonnellate e mezzo di esplosivo. Secondo la fonte i miliziani hanno preparato per giorni le cariche esplosive fatte esplodere successivamente tramite un telecomando. Lo stadio, non ancora completo, avrebbe potuto ospitare 30mila persone.
Gli esplosivi fanno parte della strategia di ritirata dello Stato Islamico, che avrebbe collocato ordigni in tutta la città per ostacolare l’esercito iracheno, che negli ultimi giorni sta intensificando i suoi sforzi per riprendere il controllo dell’area.
Lo stadio avrebbe dovuto essere uno dei simboli della rinascita irachena, costruito alla fine della guerra, prima dell’avvento dell’Isis. Di fatto parte di un progetto da 100 milioni di dollari che prevedeva anche la creazione di un villaggio olimpico, parcheggi, biblioteche, centri di trasmissione televisiva e un albergo con 80 camere.




LIBIA – Quaranta muoiono in mare mentre in Italia sfrattano i profughi

Mentre  alcune decine di migranti – una quarantina secondo le testimonianze dei superstiti – affrontavano il  mare e sarebbero annegate in seguito al naufragio di un gommone avvenuto davanti alle coste libiche (lo hanno riferito alcuni dei sopravvissuti sbarcati ad Augusta dalla nave militare tedesca Holstein che ha soccorso complessivamente 283 profughi), i vertici di Forza Nuova  hanno trovato una nuova missione: allontanare i circa 200 profughi ospitati in una tenuta di Costagrande di Avesa (Verona). A chiamare i militanti della destra estrema, scrive il Corriere del Veneto, sono stati i residenti di Avesa: “Ho visto cosa hanno fatto a Treviso e mi è sembrata una cosa valida. Così li ho chiamati e loro mi hanno detto che verranno lunedì sera”, dice uno degli abitanti della zona contrario alla presenza dei richiedenti asilo nella periferia veronese.

In piazza anche i militanti di Christus Rex, gruppuscolo veronese di ispirazione ultracattolica e tradizionalista. Alle 19, ma nella piazza di Avesa, protesterà la Lega Nord per lo spostamento dei richiedenti asilo.

Ma dal canto loro gli stessi profughi vorrebbero essere portati altrove: nella mattinata di lunedì hanno inscenato una protesta contro le condizioni delle tende dove dormono, invase secondo i racconti dagli scorpioni e dai serpenti. “Non vogliamo vivere in uno zoo”, hanno ripetuto prima di cedere e tornare alla tenuta di Costagrande.

Anche l’arrivo di 101 profughi a Quinto di Treviso aveva scatenato la furia dei residenti che nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi si sono introdotti negli appartamenti destinati ai richiedenti asilo, hanno portato in strada i mobili e infine hanno dato fuoco alle masserizie in segno di protesta.

Secondo la Tribuna di Treviso, ci sarebbe stata anche una rissa tra alcuni abitanti della zona e due operatori della cooperativa incaricata di gestire i profughi. Luca Zaia, governatore del Veneto, ha commentato: “La gente ha fatto bene. Questa è una situazione intollerabile. Ora dichiaro guerra al Prefetto”. Pronta la replica del prefetto Maria Augusta Marrosu: “I residenti che hanno fatto danneggiamenti verranno denunciati. Chi si è comportato male sono gli italiani, non gli stranieri”.

Ad accendere gli animi è stato il fatto che ai migranti sono stati consegnati in via temporanea 30 appartamenti in varie palazzine di Quinto dove già vivono dieci famiglie italiane. Gli alloggi, scrivono i quotidiani locali, erano già pronti e arredati, provvisti anche di televisori, vestiti, ciabatte infradito e sigarette. Scrive il Corriere del Veneto:

Nella notte un gruppo di cittadini ha aperto un alloggio destinato ai richiedenti asilo portando fuori letti e televisori e dandogli fuoco. I residenti sono furiosi: «Hanno trasformato le nostre case, che abbiamo pagato col mutuo, in un campo profughi. Devono andarsene di qui».
In molti sono preoccupati per la sicurezza del quartiere. «Come può essere garantita? Ci sono famiglie, con bambini e ragazze, chi controllerà che non succeda niente? Siamo noi gli ospiti da oggi, visto che 30 appartamenti su 40 verranno dati ai profughi». In mattinata è stato necessario anche l’intervento di un’ambulanza, per soccorrere una donna colpita da un malore. Sono volate urla all’indirizzo dei profughi che si trovavano in alcune terrazze dello stabile.
Nel mattino Luca Zaia si è recato a visitare il luogo dell’assalto e ha usato parole durissime contro la Prefettura di Treviso, lodando la resistenza dei cittadini contro l’arrivo degli stranieri: “Se ne devono andare”. Matteo Salvini ha annunciato che visiterà il quartiere di Quinto sabato.

La situazione non si è ancora calmata. I migranti si trovano attualmente all’interno del complesso residenziale ex Guaraldo. I residenti hanno annunciato che le iniziative di protesta continueranno ad oltranza fino a che i profughi non saranno allontanati.

La tensione sale di minuto in minuto. Anche i militanti di Forza Nuova hanno allestito un presidio permanente accanto alle tende dei residenti. Polizia e carabinieri sorvegliano l’area e i residenti si ostinano a non voler tornare in casa dopo che molti di loro hanno passato la notte all’aperto, dormendo in tenda.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha di fatto annunciato l’allontanamento del prefetto del capoluogo veneto Maria Augusta Marrosu. Una scelta presa dopo la ferma volontà espressa dal premier Matteo Renzi, che ha probabilmente inteso mandare un segnale forte anche ai sollevamenti popolari cavalcati dalla Lega Nord del governatore Luca Zaia.

«Al prossimo Consiglio dei ministri sostituirò il prefetto di Treviso», ha dichiarato Alfano, ribadendo «il grande sforzo di accoglienza da parte del governo» nei confronti dei migranti». «Io mi chiedo», ha proseguito il ministro, «rispetto ad alcuni disguidi verificatisi in alcune realtà del Veneto, quanto saremmo stati agevolati dalla partecipazione e cooperazione delle Regioni e altri enti locali». Per questo, ha concluso, «dobbiamo mettere in campo sempre maggiore efficienza» e se anche «abbiamo avuto sempre da parte delle prefetture uno sforzo straordinario, alcune cose non hanno funzionato anche per responsabilità delle Regioni».
Da parte sua, il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, ha espresso soddisfazione per la prossima sostituzione del prefetto: «Ero al corrente di questa intenzione. Il governo manifesta vicinanza al nostro territorio, come dimostrato anche dalla telefonata che avevo ricevuto dal premier. Apprezzo la tempestività della decisione. Ora auspico che il nuovo prefetto sappia interpretare il ruolo di necessario coordinamento di tutto il territorio della Provincia per la soluzione dei problemi e dei temi legati all’accoglienza».

La vicenda di Treviso, con la rivolta dei residenti e le manifestazioni incrociate di Forza Nuova e centri sociali, aveva portato al trasferimento dei 101 profughi dai condomini di Quinto di Treviso all’ex caserma Serena, vicino Casier (Treviso), dove si trovano tuttora E proprio il prefetto Marrosu era stata criticato da più parti per il modo in cui aveva gestito la questione. Di fronte al clima incandescente creatosi davanti al residence trevigiano, la prima reazione della prefettura era stata dura: i profughi – si disse – non potevano «che rimanere dove stanno». Salvo poi, sotto la pressione dei sindaci trevigiani e del governatore Zaia, decidere due giorni dopo il loro trasferimento nell’ex caserma Serena. Dal prefetto, finora, nessuna reazione dall’annuncio di Alfano. Da domenica 19 luglio Maria Augusta Marrosu risulta ufficialmente in ferie.




EGITTO – I terroristi dell’Isis colpiscono una nave con un razzo

I terroristi dell’Isis hanno colpito una nave egiziana davanti a Gaza, sulla costa mediterranea del Sinai. Un’azione condotta con il lancio di un razzo, forse un «sistema» anti tank. A causa dell’esplosione a bordo dell’unità è scoppiato un incendio che è durato diverse ore. Le autorità non hanno precisato l’entità dei danni mentre non si hanno dati certi sulle eventuali vittime.

Il movimento jihadista ha diffuso un comunicato con la foto-sequenza dell’agguato. Per gli esperti si tratta di un salto di qualità nelle operazioni degli estremisti che agiscono nella penisola del Sinai. In realtà, già in passato, i militanti hanno preso di mira il traffico marittimo nel canale di Suez ed hanno cercato di colpire anche unità della Marina locale. Ora però sono in possesso di un arsenale più potente, creato con le prede di guerra e i traffici. In questo caso la trappola è stata resa possibile dal fatto che la nave era non troppo lontana dalla costa, infatti incrociava entro il raggio d’azione di razzi Milan o Kornet, armi ormai molto diffuse dalla Siria alla Libia.

L’attacco contro la nave militare giunge dopo la serie di attentati e scontri a fuoco con i terroristi che hanno sconvolto in queste ultime settimane l’Egitto. La scorso primo luglio i guerriglieri dello Stato del Sinai hanno dato il via ad una complessa operazione di assalto contro 20 posti di blocco della polizia e dell’esercito nell’area delle città di Sheik Zuid e al Arish, sempre nel Sinai settentrionale, dove sono rimasti uccisi 21 militari e 240 terroristi. In seguito agli attacchi l’esercito ha intensificato le operazioni nella regione anche con l’ausilio di elicotteri Apache. Lo scorso 11 luglio al Cairo è invece esplosa un’autobomba nei pressi del Consolato italiano, causando la morte di una persone e diversi feriti.

Le polizie occidentali hanno da tempo segnalato il pericolo terrorismo lungo le rotte marittime. Nuclei jihadisti potrebbero prendere di mira mercantili o anche navi da crociera utilizzando pescherecci modificati oppure motoscafi veloci. Tre gli scenari: 1) il dirottamento in stile Achille Lauro. 2) Il barchino-kamikaze. 3) Tiro con mitragliatrici e razzi imbarcati su battelli.




INDIA – Arbitraggio internazionale per la testa dei marò. Rinnovato il permesso a Latorre

Dopo oltre 40 mesi di stallo, la contesa tra Italia e India sul caso dei fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone ha ufficialmente imboccato la strada dell’arbitrato internazionale. Riconoscendo gli obblighi derivanti dalla Convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos), New Delhi ha infatti accettato che la Corte permanente di arbitraggio (Cpa) dell’Aja risolva la controversia sulla giurisdizione per l’incidente che ha coinvolto il team antipirateria della petroliera Enrica Lexie il 15 febbraio 2012 e in cui sono morti due pescatori indiani.

Nel frattempo ha appoggiato la decisione dei giudici di estendere di altri sei mesi (è stato il quarto rinnovo) del permesso a Latorre, che scadeva il 15 luglio, per proseguire la sua convalescenza dopo l’ictus che l’ha colpito a fine agosto 2014 e l’operazione al cuore dello scorso gennaio.

Per il governo di Roma è la conferma che la strategia dell’internazionalizzazione sta finalmente dando frutti dopo l’insuccesso dei contatti diplomatici. “E quindi le decisioni di oggi – ha sostenuto la Farnesina – confermano il consolidamento del percorso arbitrale intrapreso dall’Italia il 26 giugno”. “Non possiamo sottrarci agli obblighi di una convenzione di cui siamo firmatari”, ha detto al giudice il rappresentante del governo indiano, P.S. Narasimha, ma ha detto che l’India parteciperà “per dire agli arbitri che la giurisdizione è nostra e non dell’Italia”.

Nel frattempo però la Corte Suprema dovrà pronunciarsi su un’altra istanza presentata dalla Difesa italiana in cui si chiede che siano sospesi tutti i procedimenti penali in attesa dell’inizio del processo in Olanda. A questo proposito, il presidente della sezione ha chiesto al governo indiano che formalizzi la sua posizione con un “affidavit” per il 26 agosto, quando è stata fissata la prossima seduta. Nel comunicato degli Esteri si sottolinea poi che «non c’è stata opposizione» dell’India, anche se era stato richiesto per Latorre un periodo più lungo sulla base di certificati medici.

La Farnesina ha aggiunto che “l’Italia si accinge ora ad attivare tutte le misure necessarie per consentire il rientro» anche di Girone. È quello che auspica anche lo stesso Latorre. «Sono soddisfatto ma il mio pensiero è sempre rivolto a Salvatore e al desiderio di poterlo riabbracciare al più presto in Italia”.

Le notizie provenienti da New Delhi sono state accolte da un coro di commenti del mondo politico dopo le infuocate polemiche sul “post” su Facebook “Non è ora che impicchino i due marò?” del segretario di Rifondazione comunista di Rimini, Paolo Pantaleoni, che ha deciso di rimettere il suo mandato. Tra le reazioni politiche va segnalata quella del presidente della Commissione Difesa della Camera, Elio Vito (Fi), secondo il quale l’Italia si deve attivare ora «per ottenere il rientro di Girone», mentre Fabrizio Cicchitto (Ncd) ha parlato di «passi significativi frutto di un lavoro difficile sia del governo Letta sia di questo governo».

Da parte sua Nicola Latorre (Pd), presidente della Commissione Difesa del Senato, ha sottolineato come “il dialogo con l’India stia dando i suoi frutti”, per cui “ora si rende necessaria l’unità del Paese”. E se Pier Ferdinando Casini ritiene che “l’arbitrato può essere una via d’uscita da una situazione che pregiudica i rapporti” fra Italia e India, Maurizio Gasparri dice “basta a prepotenze e sotterfugi”.




USA – Un attentato uccide 4 marines a Chattanooga. Abbattuto Abdulazeez

L’attentato terrorista che uccide 4 marines negli Stati Uniti avviene a Chattanooga, Tennessee: Muhammad Youssef Abdulazeez, 24 anni, è il terrorista sospettato di simpatie islamiste che ha aperto il fuoco usando “numerose armi” e ha lasciato sul terreno 4 militari americani prima di venir abbattuto dalle forze di polizia, non prima di aver ferito altre tre persone. L’uomo ha aperto il fuoco contro un centro di reclutamento dei marines, prima di dirigersi verso una struttura della marina e riprovarci; le persone che sono rimaste ferite non sarebbero gravi e si starebbero già riprendendo.

La dinamica è raccontata da Huffington Post nella sua edizione americana.
Muhammad, che la polizia ha identificato come l’uomo che ha aperto il fuoco, avrebbe usato “numerose armi da fuoco” quando ha sparato contro un centro di reclutamento militare intorno alle 10.45 del mattino, prima di dirigersi verso una struttura della marina poco distante. I testimoni lo hanno descritto mentre riversava contro il centro salve di proiettili: “Non riuscivo a credere a quanti fori di proiettili ci fossero in quella porta. Era assurdo. Era un giorno come gli altri e lui è saltato fuori e basta, non pensavo che cose del genere potessero succedere”, raccontano i testimoni.
E’ trascorsa circa mezz’ora prima che le forze dell’ordine abbattessero l’uomo, anche se non è chiara la dinamica: Muhammad potrebbe essersi ucciso. Le forze dell’ordine indagano per l’ipotesi di reato di “terrorismo”.

“Le autorità statunitensi stanno verificando l’ipotesi che l’attentatore si sia ispirato allo Stato islamico o ad altri gruppi jihadisti”, scrive il Corriere della Sera, anche se le ultime notizie, riportate da Reuters, vedono l’Fbi essere plausibilmente sicuro che l’attentatore “non avesse collegamenti con gruppi internazionali: stiamo ancora indagando il movente”, ripete l’autorità federale di indagine. L’uomo, scrive Washington Post, veniva da “una famiglia della classe media” di religione mussulmana: “Mohammad Youssef Abdulazeez era nato in Kuwait, ma si era trasferito negli Stati Uniti con la famiglia poco dopo l’inizio della Guerra del Golfo persiano ed era diventato cittadino americano”. Aveva sempre vissuto nei dintorni e si era laureato in ingegneria proprio all’università del Tennessee di Chattanooga, molto vicino al luogo degli attentati.




AUSTRIA – Il Parlamento discute il referendum sull’adesione all’Ue. Rauscher:“Un grande risultato”

Oltre 260.000 austriaci hanno firmato una petizione che chiede l’uscita europea per il paese e ora il Parlamento austriaco deve discutere di un referendum sulla questione.

Nel complesso, le 261.159 persone che hanno firmato la petizione rappresentano il 4,12 per cento dell’elettorato.

La petizione è stata più popolare nelle regioni della Bassa Austria (dove il 5,18 per cento di potenziali elettori ha firmato) e in Carinzia (4,85 per cento).

La soglia per indire un dibattito su un potenziale referendum è di 100.000 persone.
La petizione è stata lanciata da Inge Rauscher, 66 anni, traduttrice in pensione che compose una petizione simile nel 2000. In tale occasione, è stato firmato dal 3,35 per cento dell’elettorato.

Rauscher ha detto a The Local che probabilmente c’è maggiore sostegno per il referendum adesso a causa della crisi economica e la crisi greca.

In un comunicato stampa, ha detto che è stato “un grande risultato.”

L’Austria è uno dei più benestanti paesi dell’UE, con solo il 4,3 per cento della disoccupazione nel 2012, la cifra più bassa nel blocco EU. L’Austria è anche uno degli 11 paesi più ricchi del mondo in termini di PIL.

Un referendum simile è previsto anche nel il Regno Unito. Dovrebbe svolgersi prima del 2017, anche se la data esatta non è stato data. L’ultimo sondaggio d’opinione condotto da YouGov suggerisce che il 38 per cento dei cittadini britannici vorrebbe lasciare l’Unione europea, mentre il 44 preferirebbe rimanere.

La prima volta che David Cameron ha promesso di tenere il referendum nel 2013, ha innescato sondaggi d’opinione sulla stessa questione in altri paesi dell’UE. In Danimarca il 52 per cento sostiene di restare nell’Unione europea, anche se il 47 per cento dei danesi voleva una revisione dei termini di adesione del paese. In Irlanda, i due terzi degli intervistati ha detto che preferirebbe restare.




ITALIA – Riforma scuola: Imposimato lancia appello a Mattarella. Giannini: “Io credo che il consenso individuale crescerà”

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E’ una lunga lettera quella che il Presidente aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato ha inviato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, proprio pochi istanti dopo l’approvazione della riforma della Buona Scuola alla Camera.

Il testo dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta ufficiale e sarà quindi convertito in legge. I voti favorevoli sono stati 277, i contrari 173 e gli astenuti 4.

Uno dei principi fondamentali della riforma è il rafforzamento dell’autonomia scolastica, cioè una maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola: le scuole avranno l’onere di determinare triennalmente la propria offerta formativa e a questa triennalità saranno legati altri adempimenti dell’amministrazione, come gli organici, la mobilità del personale e le assunzioni.

L’organico sarà gestito interamente dal dirigente scolastico che potrà proporre le cattedre ai docenti (a partire dall’anno scolastico 2016/2017) e i posti utilizzando gli albi territoriali che – dal 2016 – racchiuderanno le Reti di scuole. La chiamata degli insegnanti sarà, dunque, senza più graduatorie ma sulla base degli albi (o ambiti) a cui si accederà per concorso pubblico oppure tramite il Piano straordinario di assunzioni 2015. Per quanto riguarda quest’ultimo saranno assunti nel 2015 gli iscritti nelle Gae, i vincitori e gli idonei del concorso a cattedre 2012.

Il mondo scolastico sa bene come il Giudice si sia fatto ‘paladino’ della causa e come abbia cercato, in tutti i modi, di fermare la trasformazione in legge del progetto renziano.

Imposimato ha rivolto questo messaggio al Capo dello Stato, con la consapevolezza che le possibilità che ‘lei non ponga la firma sulla ‘Buona Scuola’ siano poche’. Tuttavia, il giudice si sente in dovere di chiedere, quale massimo garante della Costituzione, una nuova deliberazione secondo quanto enunciato dall’articolo 74.

Sono ben dieci i punti ‘focali’ della lunga missiva inviata al Presidente della Repubblica: essi toccano i punti critici della riforma come ad esempio le linee guida per la valutazione dei docenti (violazione dell’art. 76 e dell’art. 72).
Il secondo punto riguarda l’ormai famosa sentenza della Corte di Giustizia Europea del 26 novembre 2014: anche in questo caso viene violato un importante principio della Costituzione (Art. 36) che va in contrasto con gli stipendi inadeguati degli insegnanti precari. Sempre il mancato rispetto della sentenza UE rappresenta una violazione dell’articolo 10 e dell’articolo 117.

Il terzo punto, invece, riguarda i poteri del dirigente scolastico e quelli del Comitato di valutazione docenti che dovrà stabilire gli insegnanti più meritevoli: la presenza di un genitore e di uno studente in tale collegio va in contrasto con l’articolo 97 che parla di imparzialità nella pubblica amministrazione e con l’articolo 33 sulla libertà di insegnamento.
Gli altri punti trattati dal Giudice Ferdinando Imposimato riguardano il finanziamento delle scuole private e paritarie, l’uguaglianza sociale dei cittadini e l’altrettanto famoso ‘School bonus’ (gli sgravi fiscali per chi manda i figli nelle scuole private).

Imposimato conclude che la chiara intenzione del governo è quella di spingere verso un sistema di finanziamento pubblico a favore delle scuole private e, al contrario, a un finanziamento privato a sorreggere la scuola pubblica: tutto ciò va in netto contrasto con gli articoli 3,9,33 e 34, quelli cioè enunciati oggi, in piedi, dai deputati M5S alla Camera.
Il Giudice Imposimato, infine, punta il dito contro i sindacati, colpevoli di non aver agito di fronte al momento più grave dell’attacco alla Costituzione, abbandonandosi solo ad una sterile ed inutile critica fatta solo a parole.
L’appello finale al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è quello di disporre una nuova deliberazione alle Camere del disegno di legge sulla Buona scuola, tenendo presente i molteplici profili di incostituzionalità in essa contenuti.

GIANNINI – ‘Devo dire che è stato un lungo dibattito parlamentare e nel Paese su un tema che scatena normalmente molte discussioni. – ha detto il ministro – Io ritengo, però, che sia un atto finale: è l’atto conclusivo di un percorso parlamentare ma è l’atto iniziale di un nuovo protagonismo della scuola. Questo è il forte messaggio che vogliamo dare, con soddisfazione, con felicità piena al Paese.
Noi oggi consegniamo un patrimonio, quello rappresentato dall’autonomia della scuola ai dirigenti scolastici, ai docenti, agli studenti, alle famiglie, di nuovo partecipi del mondo della scuola – ha detto – Ora tocca a loro però e tocca anche a noi accompagnare il processo della Buona Scuola e la sua effettuazione: rispetteremo, perciò, i tempi e gli impegni, assumeremo tutti quei docenti che sappiamo dobbiamo assumere entro quest’anno, dando quindi il via a un nuovo corso anche grazie alle nuove risorse messe a disposizione che non sono chiacchiere, sono tre miliardi a regime.

Referendum abrogativo? La protesta è sempre organizzata – ha detto il ministro Giannini – ma il consenso è sempre individuale e più silenzioso. Io credo che il consenso individuale crescerà nel rendersi conto che questo provvedimento dà la possibilità alla scuola italiana di trovare un nuovo slancio. I 277 voti a favore sono solo delle assenze, credo giustificate in aula: oggi non ho visto dissensi annunciati’.

In merito alla conferenza del governo con tutte le rappresentanze del mondo scolastico, annunciata in TV da Matteo Renzi, nel corso del programma televisivo ‘Porta a Porta’ e prevista per questo mese di luglio (ma a riforma già approvata e non ancora da approvare…), il ministro Stefania Giannini ha risposto: ‘Beh, questa domanda bisognerebbe chiederla al Presidente Renzi sull’iniziativa specifica. Di certo, da un anno abbiamo acceso il dibattito sulla scuola e sull’istruzione assumendoci le responsabilità e i rischi di quello che poi in effetti è successo. L’anno scolastico inizierà regolarmente, è evidente, anche se assumere centomila persone è un’operazione straordinaria e non è un’operazione dovuta ai sensi di una sentenza europea come è stato ripetuto fastidiosamente al Parlamento. La piaga del precariato ha dato instabilità agli insegnanti e instabilità alla scuola e tutto questo deve cessare.

Ecco i contenuti del testo

PIÙ AUTONOMIA: MONTE ORE RIMODULATO
Con l’articolo 1 viene ribadita l’autonomia scolastica da attuare attraverso alcuni strumenti: la possibilità di rimodulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina; il potenziamento del tempo scuola anche oltre i modelli e i quadri orari; la programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo.
Le scuole dovranno dunque garantire ‘l’apertura pomeridiana delle scuole e la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe’ o potrà prevedere ‘articolazioni di gruppi di classi, anche con potenziamento del tempo scuola o rimodulazione del monte orario rispetto a quanto indicato al decreto del presidente della Repubblica 89 del 2009’. Infine, le scuole potranno rimanere aperte anche d’estate.
Nei periodi di sospensione dell’attività didattica, infatti, gli istituti e gli enti locali promuoveranno ‘attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive’ da svolgersi negli edifici scolastici.

ORGANICO DELL’AUTONOMI
Organico dell’autonomia, chi lo determina, come si articola? di Anselmo Penna DDL riforma. Organico dell’autonomia, chi lo determina, come si articola? Una delle novità più consistenti del dd di riforma della scuola riguarda l’avvio dell’organico dell’autonomia.

100 MILA ASSUNZIONI
Il testo – dopo il passaggio al Senato – conferma l’assunzione, da quest’anno, di circa 100 mila docenti: i vincitori e agli idonei (una delle novità del maxiemendamento) del concorso a cattedre del 2012 e gli iscritti nelle graduatorie a esaurimento. Rimangono fuori dal Piano straordinario di assunzioni gli abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto.
Con la nuova formulazione del provvedimento, una prima fase riguarderà le immissioni in ruolo per coprire i posti vacanti, che rimarrà con le modalità ordinarie del turover.
Le immissioni in ruolo disposte dopo il 15 settembre 2015 (anche su organico dell’autonomia) prevederanno nomina giuridica dal 1° settembre 2015 ma economica dal 1° settembre 2016. Le assunzioni aumentano: saranno 102.734.

SÌ SCELTA TRA SOSTEGNO O POSTI COMUNI. SALTA OBBLIGO
I docenti che saranno assunti con il Piano straordinario di assunzioni 2015 potranno scegliere se entrare di ruolo sul sostegno oppure sui posti comuni. Quindi salta l’obbligo per gli insegnanti abilitati al sostegno di essere assunti sui posti medesimi.

CHIUSURA GAE SOLO SE ESAURITE
Alla Camera è stato approvato anche un emendamento del Pd che modifica la chiusura delle Graduatorie a esaurimento (le Gae) in modo che perdano efficacia dal 1° settembre 2015 (in vista del Piano straordinario di assunzioni) ma solo – ed è questa la novità – ‘se esaurite’.

FUTURO CONCORSO PER SOLI ABILITATI. IDONEI MAX 10%
Per quanto riguarda gli abilitati Tfa e Pas, anche loro esclusi dal Piano assunzioni, è stato previsto un concorso ‘ad hoc’: il concorsone dovrà essere bandito entro il 1°ottobre 2015 e vi potranno accedere, per l’assunzione a tempo indeterminato, ‘esclusivamente i candidati in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento per la classe di concorso o la tipologia di posto per cui concorrono’. Inoltre, è stato previsto un limite al numero di idonei: non potranno essere più del 10% del numero dei posti banditi.

Sempre per il futuro concorso viene previsto che costituiranno titoli ‘valutabili in termini di maggior punteggio’: aver insegnato per massimo 180 giorni con contratti a tempo e il titolo di abilitazione all’insegnamento ‘conseguito a seguito sia dell’accesso ai percorsi di abilitazione tramite procedure selettive pubbliche per titoli ed esami, sia del conseguimento di specifica laurea magistrale o a ciclo unico’. Le graduatorie avranno durata di 3 anni.

2015/16 ANNO TRANSITORIO. ALBI COME PROVINCE
Il ddl disciplina l’istituzione dell’organico dell’autonomia, che sarà composto da posti comuni, posti di sostegno e posti per il potenziamento dell’offerta formativa. L’anno scolastico 2015-2016, con le modifiche, diviene di fatto un anno transitorio nel quale non vengono applicate le nuove norme della riforma.
Gli ambiti territoriali saranno definiti, infatti, solo nel 2016 (entro il 30 giugno da parte degli uffici scolastici regionali). All’interno degli ambiti saranno poi costituite le Reti di scuole.

‘RETI’ DA 2016, MENO SEGRETERIE E PIÙ MOBILITÀ
Dal 2016 partiranno a regime gli ambiti territoriali sub-provinciali (e inferiori alle città metropolitane) e le Reti di scuole (queste potranno utilizzare gli stessi docenti e accorpare le segreterie amministrative). Con il maxiemendamento entro il 30 giugno 2016 gli uffici scolastici regionali dovranno definire l’ampiezza degli ‘ambiti territoriali’ – che dovranno essere ‘inferiori’ alla provincia – e dentro i quali saranno istituite le Reti di scuole. Queste potranno sottoscrivere accordi per la gestione delle ‘risorse professionali’ (il personale), le attività amministrative (segreterie) e le iniziative didattiche.
L’utilizzo dei docenti nelle future reti di scuole dovrà rispettare le leggi in tema di non discriminazione sul luogo di lavoro.

COME SARANNO FORMATI GLI AMBITI TERRITORIALI
I futuri ambiti territoriali (a regime dal 2016/2017) saranno definiti in base a tre criteri: la popolazione scolastica; la prossimità (quindi la vicinanza) delle istituzioni scolastiche; e le caratteristiche del territorio. Quindi sarà tenuto conto – prevede l’emendamento – anche ‘delle specificità delle aree interne, montane e delle piccole isole, della presenza di scuole in carcere, nonché di ulteriori situazioni o esperienze territoriali già in essere’.

LE RETI DI SCUOLE
All’interno degli ‘ambiti’ si formeranno le reti di scuole. Come detto, queste potranno sottoscrivere degli accordi; sarà il Miur, entro 120 dall’approvazione del ddl, a emanare le linee guida con i criteri di cui dovranno tenere conto i futuri accordi. Dunque le convenzioni conterrano i ‘criteri’ e le modalità’ per l’utilizzo dei docenti all’interno della rete; in altre parole, i professori potranno muoversi all’interno delle Rete che corrisponderà a un determinato territorio, che potrà ovviamente comprendere più città.
E ancora: le reti si accorderanno anche sugli insegnamenti opzionali, quelli specialistici, di coordinamento e di progettazione funzionali ai piani dell’offerta formativa. Anche la formazione dei docenti potrà essere ‘condivisa’ e quindi ai docenti potrà essere chiesta maggiore mobilità anche per la propria formazione. Stessa cosa per le risorse: saranno destinate all’intera rete che dovrà gestirle ‘per il perseguimento delle proprie finalità’ e che dovrà rendere pubblici i rendiconti e le decisioni.

Infine, ma non meno importante, viene previsto che al fine ‘di razionalizzare gli adempimenti amministrativi a carico delle istituzioni scolastiche’, la parteche riguarda le pensioni, il Tfr e gli atti amministrativi della scuola, potrà ‘essere svolta dalla rete di scuole in base a specifici accordi’. Fonti parlamentari spiegano che la norma potrebbe portare, in futuro, a una riduzione delle segreterie amministrative e, quindi, anche del personale Ata.

STOP PIANO ANNUALE, CI SARÀ SOLO POF TRIENNALE
Il Piano dell’offerta formativa sarà solo triennale, ma potrà essere ‘rivisto annualmente entro il mese di ottobre’. E ancora: cambia l’iter di preparazione del Piano dell’offerta che sarà prima elaborato dal Collegio dei docenti sulla base ‘degli indirizzi definiti’ dal dirigente scolastico’ e sarà poi approvato dal Consiglio di istituto.
Il nuovo Pof triennale dovrà prevedere ‘il fabbisogno dei posti comuni e di sostegno dell’organico dell’autonomia sulla base del monte ore degli insegnamenti, nonché del numero del numero di alunni con disabilità, fema restando la possibilità di istitutire posti di sostegno in deroga’.

SCELTA DOCENTI RIMANE A DS. POTRANNO AUTOCANDIDARSI
La scelta dei docenti a cui attribuire gli incarichi rimarrà in capo al solo dirigente scolastico, ma i professori potranno inviare la propria candidatura per i colloqui. La scelta in capo ai dirigenti partirà dal 2016 (per il 2015 le procedure rimangono ordinarie). Sarà inoltre ‘assicurata trasparenza e pubblicità dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti attraverso la pubblicazione sul sito internet dell’istituzione scolastica’. Dirigenti sceglieranno docenti, ma prima le 104.

Il dirigente, per la copertura dei posti della scuola ‘propone’ gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti.
Per l’assegnazione della sede, però, varranno le precedenze della legge 104, articolo 21 e 33, comma 6. Di conseguenza i docenti con disabilità personale avranno la priorità nella sede presso cui invieranno il curriculum.

Il preside potrà inoltre utilizzare i professori in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché non siano disponibili nell’ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso e siano in possesso di titoli di studio, percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire’.
La proposta di incarico dovrà avvenire sulla base di questi criteri: durata triennale e rinnovabile per ulteriori cicli triennali; ‘conferimento degli incarichi con modalità che valorizzino il curriculum, le esperienze e le competenze professionali, anche attraverso lo svolgimento di colloqui’; trasparenza e pubblicità degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti attraverso la pubblicazione sul sito internet della scuola.

L’incarico ha durata triennale ed è rinnovato, “purché in coerenza con il piano dell’offerta formativa”. Il che significa che si rinnova automaticamente fino a che nel POF non ci siano modifiche relative alle materie. Il mancato rinnovo dell’impiego, quindi, non sarà più legato alla discrezionalità del dirigente, ma ad un cambio di progettazione dell’intero istituto.

Il nuovo organico dell’autonomia darà alla scuola l’8% di docenti in più, una media di 7 docenti aggiuntivi per ciascun istituto.

PRESIDI NON POTRANNO CONFERIRE INCARICHI A PROF-PARENTI
Il dirigente scolastico, nel conferire gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento ‘è tenuto a dichiarare l’assenza di cause di incompatibilità derivanti da rapporti di parentela o affinità entro il secondo grado con i docenti iscritti nel relativo ambito territoriale’.

ASSEGNAZIONE E ACCETTAZIONE DELL’INCARICO
L’incarico è conferito con l’accettazione della proposta da parte del docente. Nel caso di più proposte, il docente effettua la propria opzione fra quelle ricevute, fermo restando l’obbligo di accettarne almeno una. In caso di inerzia dei dirigenti scolastici nella individuazione dei docenti, sarà l’ufficio scolastico regionale a provvede ad assegnarli d’ufficio alle istituzioni scolastiche. Lo stesso Usr provvederà a conferire l’incarico ai docenti non destinatari di alcuna proposta.

SÌ VALUTAZIONE DS. INCARICHI A ESTERNI PER ISPEZIONI
Sì alla valutazione dei dirigenti scolastici che saranno giudicati in base al miglioramento formativo e scolastico degli studenti, sulla direzione unitaria della scuola, le competenze gestionali e organizzative e la valorizzazione dei meriti del personale dell’istituto. Per la loro valutazione, per il triennio 2016-2018, potranno essere affidati incarichi ispettivi a tecnici del ministero dell’Istruzione. Valutazione docenti: a premiare saranno i dirigenti, ma ci saranno linee guida nazionali.

ANCHE ALLE ELEMENTARI DOCENTI DI EDUCAZIONE FISICA
Coloro che hanno una specializzazione in Scienze motorie dal prossimo anno scolastico potranno essere a tutti gli effetti docenti nelle scuole elementari.

FORMAZIONE DOCENTI E BONUS ANNUALE
I docenti avranno 500 euro all’anno per la propria formazione: si va dai libri ai software, dai concerti ai corsi. A questi si aggiungono anche 40 milioni di euro stanziati per la loro formazione durante il servizio. Il ddl, inoltre, mette a disposizione 200 milioni di euro a partire dal 2016 per il merito del singolo docente: il bonus verrà distribuito dal dirigente al docente che lo merita, motivando la decisione al consiglio di Istituto.

PRIMA COPERTURA ORGANICO SOSTEGNO, POI CATTEDRA
Il governo è delegato a rivedere i criteri di inserimento nei ruoli di sostegno e, in particolare, a garantire che l’alunno con disabilità abbia per l’intero grado d’istruzione lo stesso insegnate di sostegno. L’esecutivo dovrà quindi prevedere ‘la revisione dei criteri di inserimento nei ruoli per il sostegno didattico, al fine di garantire la continuità del diritto allo studio degli alunni con disabilità, in modo da rendere possibile allo studente lo stesso insegnante di sostegno per l’intero ordine o grado d’istruzione’.
Inoltre dovrà essere previsto ‘che il passaggio di cattedra su posto disciplinare’, non avvenga ‘prima di aver coperto il posto organico di sostegno’.

SUPPLENZE FINO A 10 GIORNI
Per quanto riguarda le supplenze, sarà sempre il dirigente a effettuare le sostituzioni dei docenti assenti – fino a 10 giorni – con personale dell’organico dell’autonomia che, ‘se impiegato in gradi di istruzione inferiore, conserva il trattamento stipendiale del grado d’istruzione di appartenenza’.

NO RETROATTIVO LIMITE 36 MESI CONTRATTI SUPPLENZE
Cambia, nuovamente, l’inizio del conto alla rovescia per il personale della scuola con contratti a tempo determinato. Il limite di 36 mesi per i contratti di docenti e personale Ata – per la copertura di posti vacanti e disponibili – partirà dal 1° settembre 2016 e non dall’entrata in vigore del ddl Scuola.

SU PREMI E VALUTAZIONE DECIDE DIRIGENTE
Il conferimento dei premi e la valutazione dei docenti rimarranno in capo al dirigente scolastico, che però sarà affiancato dal Comitato per la valutazione.

ARRIVA RIFORMA COMITATO VALUTAZIONE
Sì alla riforma del Comitato per la valutazione dei docenti, previsto da un decreto del 1994 del primo Governo Berlusconi. Con il maxiemendamento è stata modificata la sua composizione: ne faranno parte, oltre al preside, quattro docenti (tre scelti dal consiglio dei docenti e uno dal consiglio d’istituto), due genitori e uno studente.

STANZIATI 32 MLN PER POTENZIARE SISTEMA VALUTAZIONE
Al fine di potenziare il sistema di valutazione delle scuole è autorizzata la spesa di 32 milioni di euro dal 2016 al 2019. Con la modifica vengono stanziati 8 milioni per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019. La spesa è destinata alla realizzazione delle rilevazioni nazionali degli apprendimenti; alla partecipazione dell’Italia alle indagini internazionali; e all’autovalutazione e alle visite valutative delle scuole.

IN STAFF PRESIDE FINO A 10% DOCENTI
I dirigenti scolastici potranno individuare fino al 10% di docenti che lo ‘coadiuvano’ nel supporto organizzativo e didattico dell’istituzione colastica. I docenti individuati costituiscono lo staff del dirigente scolastico.

PIÙ RISORSE PER STIPENDI DS. IN 2015 +46 MLN
Aumento delle risorse del fondo unico nazionale per la retribuzione della posizione, fissa e variabile, e della retribuzione di risultato dei dirigenti scolastici. Con una modifica la commissione ha deciso che per quest’anno il Fondo dovrà essere incrementato di 46 milioni di euro (invece che 12 milioni, come prevede ora dal testo) e che queste risorse siano utilizzate per il triennio scolastico passato (da 2012 al 2015). E ancora: altri 14 milioni (invece che 12) vengono stanziati per l’anno scolastico 2015/2016 e 36 milioni di euro all’anno a partire dal 2016.

IL ‘TAGLIO DELLE DELEGHE’
Durante l’esame alla Camera sono state cancellate dal testo una serie di deleghe al governo, tra quelle previste dall’articolo 21 del ddl, una vera riforma nella riforma. Dunque il governo non legifererà sul rafforzamento dell’autonomia scolastica, dei poteri del preside per la scelta e la valutazione dei professori e l’ampliamento delle competenze amministrative delle scuole.

È stata poi soppressa la delega per il riordino dei organi dei convitti e quella sulle future assunzioni e valutazioni dei dirigenti scolastici. Con larga maggioranza è stata successivamente cancellata la delega al governo per la riforma della governance e degli organi collegiali e la delega per rivere le norme sul digitale nelle scuole. Per quanto riguarda quest’ultimo tema, saranno le scuole a ‘definire’ la gestione dell’identità digitale di studenti, docenti e Ata; i criteri per la tutela della’riservatezza’ dei dati personali degli studenti; e i criteri e le finalità per l’adozione di e-book e materiali digitali per la didattica.

‘SCHOOL BONUS’ E DETRAZIONI IRPEF
Il ddl prevede un credito d’imposta al 65% per il 2014 e al 50% per il 2016 per coloro che donano soldi ‘per gli investimenti in favore’ delle scuole, ‘per la realizzazione di nuove strutture, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti’. Con il maxiemendamento è stato posto il tetto massimo di 100mila euro per le erogazioni liberali.
E ancora: 400 euro all’anno, da detrarre ai fini Irpef, per ogni alunno iscritto alle scuole paritarie. Le detrazioni riguarderanno gli iscritti agli asili, alle scuole elementari e superiori paritarie.

BANDI GARA PER SCUOLA INNOVATIVE
Il ddl prevede anche l’emanazione di un avviso pubblico per l’elaborazione di proposte progettuali per la realizzazione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’incremento dell’efficienza energetica e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento. Inoltre, vengono rafforzate le funzioni dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica – al quale, in particolare, saranno affidati compiti di indirizzo e di programmazione degli interventi – e la redazione di un piano del fabbisogno nazionale 2015-2017, al quale sono destinate risorse già stanziate e non utilizzate.

Il governo ha poi deciso di ridurre le sanzioni per gli enti locali che non hanno rispettato gli obiettivi del patto di stabilità 2014 e hanno sostenuto, nello stesso anno, spese per l’edilizia scolastica. Infine, vengono stanziati 40 milioni per il 2015 per il finanziamento di indagini diagnostiche dei solai e dei controsoffitti degli edifici scolastici.

NO SPONSOR PER FINANZIARE PERCORSI FORMATIVI
Per finanziare i percorsi formativi e iniziative diretti a garantire un maggiore coinvolgimento degli studenti nonché una valorizzazione del merito scolastico e dei talenti, il preside potrà utilizzare sì finanziamenti esterni, ma non quelli derivanti da sponsorizzazioni.

ISTRUZIONE ADULTI
Per sostenere e favorire nuovi assetti organizzativi e didattici, per aumentare l’istruzione degli adulti, il ddl prevede che il Miur – entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della riforma – dovrà modificare le norme in merito.

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO
Il ddl rafforza il collegamento fra scuola e mondo del lavoro. In particolare, introduce una previsione di durata minima dei percorsi di alternanza scuola-lavoro negli ultimi 3 anni di scuola secondaria di secondo grado (almeno 400 ore negli istituti tecnici e professionali e almeno 200 ore nei licei), prevede la possibilità di stipulare convenzioni anche con gli ordini professionali e dispone che l’alternanza può essere svolta durante la sospensione delle attività didattiche e anche con la modalità dell’impresa formativa simulata.

MATERIE OPZIONALI 2° BIENNIO E ULTIMO ANNO SUPERIORI
Le scuole introdurranno, anche utilizzando la quota di autonomia, insegnamenti opzionali nel secondo biennio e nell’ultimo anno delle scuole superiori.

CURRICULUM STUDENTE FARÀ MEDIA PER ESAME STATO
Per l’esame di Stato delle scuole superiori la commissione d’esame terrà conto del curriculum dello studente.

ARRIVA POTENZIAMENTO PER TUTTE LINGUE UE
Valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano, ‘nonché alla lingua inglese e alle altre lingue comunitarie’, anche mediante utilizzo della metodologia Content language integrated learning.

PIÙ ATTIVITÀ IN LABORATORIO
Il testo, in particolare all’articolo 2 (sull’autonomia scolastica) prevede il ‘potenziamento delle metodologie laboratoriali e della attività di laboratorio’.

STOP CYBERBULLISMO E DISPERSIONE
La commissione, durante l’esame, ha approvato l’emendamento della relatrice per il contrasto al cyberbullismo e alla dispersione scolastica. Dunque tra gli obiettivi nazionali che le scuole dovranno garantire dovrà esserci il ‘contrasto’ della dispersione scolastica, al bullismo della e dovrà essere garantita ‘la più ampia inclusione scolastica’. Non solo perché le scuole dovranno garantire il diritto allo studio degli alunni ‘con bisogni educativi speciali’ anche attraverso percorsi individualizzati e personalizzati.

TECNICO INFORMATICO SCELTO TRA PERSONALE ATA
Le scuole potranno individuare – nell’ambito dell’organico dell’autonomia – il personale Ata per il coordinamento del contesto amministrativo e informatico delle attività del Piano nazionale della scuola digitale.

EQUIPOLLENZA LAUREE 3+2 E TITOLI ACCADEMIE
È riconosciuta ‘l’equipollenza’ alla laurea triennale, magistrale e alla specializzazione dei titoli rilasciati da scuole e istituzioni formative nei settori di competenza del ministero dei Beni culturali.

ARRIVANO 56 MLN PER AFAM IN 2015-2022
Il Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni statali dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) è incrementato di 7 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2022.

A MENSA ALIMENTI A KM ZERO E DA AGRICOLTURA BIO
Le istituzioni che gestiscono le mense scolastiche potranno inserire nei bandi di gara, per l’affidamento dei servizi, criteri di priorità per l’inserimento di prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero, proveniente dall’agricoltura biologica, a ridotto impatto ambientale e di qualità e della pesca sociale.

TECNICHE PRONTO SOCCORSO IN TUTTI I CICLI
Per promuovere la conoscenza delle tecniche di primo soccorso nelle scuole elementari, medie e superiori saranno attivate ‘iniziative specifiche’ rivolte agli studenti.

IN REGISTRO IMPRESE ALBO PMI PER ALTERNANZA
Presso le Camere di commercio sarà istituita una apposita sezione speciale del Registro delle imprese a cui dovranno essere iscritte le Pmi per l’alternanza scuola-lavoro.

CHI USA EDIFICI È RESPONSABILE
Gli esterni che usufruiranno dell’edificio scolastico per effettuare attività di scuola saranno responsabili ‘in odine di sicurezza e al mantenimento del decoro degli spazi’.

CARTA DEL PROF
500 euro annui per ciascun anno scolastico per l’aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile.

CHI INSEGNERA’ INGLESE, MOTORIA E MUSICA ALLA PRIMARIA

La versione finale del maxiemendamento approvato il 25 giugno al Senato ci dice come si comporrà l’organico della scuola primaria.




ITALIA – Imposimato consegna la petizione dei docenti a Boldrini. “La Costituzione sarà il nostro faro nella battaglia”

Il  Presidente Ferdinando Imposimato ha consegnato alla Boldrini una petizione firmata dai docenti.

Con questa petizione si chiede di rispettare la sentenza europea sul precariato e di non  mettere la fiducia sul ddl scuola in quanto contenente ampie deleghe al governo, come prevede l’art. 76 della Costituzione.

“La Costituzione sarà il nostro faro nella dura battaglia che ci attende”, ha dichiarato.

Il ddl approderà in Aula il 7 Luglio, in terza lettura, per essere approvato. Il testo è quello uscito dal Senato. Tutte le richieste di modifica sono state respinte. La maggioranza punta al varo definitivo senza modifiche, ma non si prevede nessuna fiducia.

Caratteristiche del piano di assunzioni
Le assunzioni “normali” previste per il 2015/2016 (turn-over e posti di sostegno stabilizzati) saranno effettuate entro il 31/08/2015 con le attuali regole: 50% alle GAE e 50% ai Concorsi (tutti). Si tratta di circa 21.880 posti dovuti al turn-over e di 14.747 di sostegno.
Dopo tale fase le graduatorie dei concorsi antecedenti quello del 2012 saranno soppresse.

Successivamente su tutti i posti disponibili in organico di diritto non coperti dalle assunzioni “normali” (si tratta di 10.849 posti liberi già negli anni precedenti a cui si aggiungono tutti quelli non assegnati con le “normali” assunzioni) e sui posti dell’organico aggiuntivo (55.258 tra comuni e sostegno) si procederà alle assunzioni del piano straordinario.
Saranno destinatari delle proposte di assunzione del piano straordinario gli inclusi a pieno titolo nelle GAE e nelle graduatorie dei concorsi del 2012 (compresi gli idonei).
Queste ulteriori assunzioni avverranno in tre fasi, tutte con decorrenza giuridica 1/9/2015. In una prima fase si assumerà su tutti i posti vacanti di organico di diritto rimasti liberi con le attuali procedure nella provincia/regione di inclusione (50% alle GAE e 50% al Concorso). Ai docenti assunti in questa fase sarà assegnata una sede provvisoria. La sede definitiva sarà assegnata con la mobilità 2016/2017.
Nelle due fasi successive si assumerà sui posti dell’organico di diritto non assegnati nella prima fase (per carenza di aspiranti) e sui posti dell’organico aggiuntivo. Tutti gli aspiranti interessati potranno scegliere, in ordine di priorità, tutte le province e optare tra posto comune e sostegno (se specializzati). Gli assunti in queste due fasi avranno una sede provvisoria e con la mobilità 2016/2017 potranno chiedere il trasferimento negli ambiti territoriali a livello nazionale (ma senza avere più una titolarità sede).

Gli inclusi nelle GAE che non dovessero essere assunti nelle varie fasi (per carenza di posti) restano in graduatoria e negli anni successivi potranno essere assunti sul 50% dei contingenti provinciali.




ITALIA – Sbarchi e terrorismo: l’Ue deve comportarsi in modo solidale. Salvini: “Controllare i luoghi di ritrovo islamici”

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Tunisia, Francia, ma anche Kuwait e Somalia. La jihad si scatena nel venerdì del Ramadan colpendo tre continenti quasi simultaneamente. Gli attentati hanno dimostrato come il terrorismo possa colpire ovunque senza preavviso. E che proprio su questo fatto gioca per scatenare la paura nei cittadini. Ma senza dubbio il periodo è particolare, e fra Expo e Vaticano l’Italia ha molti obbiettivi sensibili. Per questo motivo il ministro degli Interni Angelino Alfano, intervenendo a un convegno sulla legalità a Milano, ha annunciato: “nessun paese a rischio zero, abbiamo elevato il livello di allerta per risensibilizzare le unità a presidio dei luoghi sensibili. Abbiamo diramato l’allerta a prefetture e questure”. Nonostante questo, però, le polemiche non sono mancate. In particolare con la Lega Nord.

Il più critico è stato Matteo Salvini, che dal suo profilo Facebook ha sparato due bordate contro la gestione del ministro dell’Interno. “Ci hanno dichiarato guerra? – scrive in un primo post – Controllare le presenze e i luoghi di ritrovo islamici in Italia. Ritirare le truppe Nato dai confini con la Russia, e dislocarle in Nordafrica e in Medioriente. Ritirare buona parte dei soldati italiani in missione nel mondo. Bloccare ogni sbarco sulle coste italiane, e difendere i confini”. Venti di guerra insomma, che secondo Salvini né il Governo né tantomeno Alfano sono in grado di gestire: “A Roma è stato arrestato un pakistano, che avrebbe a sua volta ospitato un altro terrorista islamico. Ma noi abbiamo Renzi e Alfano che ci proteggono. Siete tranquilli vero?”, ironizza ancora il leader della Lega. A mettere il carico da dodici ci pensa poi Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato: “Chi si scandalizza quando chiediamo i controlli alle frontiere capirà che far entrare illegalmente una cifra enorme di persone nel nostro paese e lasciare che girino indisturbate, magari scroccando vitto e alloggio a spese nostre, è un rischio enorme, non solo per la nostra sicurezza, ma per la sopravvivenza stessa dell’intera civiltà occidentale?”.

Nonostante le critiche della Lega Alfano ha difeso il suo operato, dimostrando come non ci sia nesso fra aumento dell’immigrazione e criminalità o terrorismo: “nel 2014 c’è stato un calo dei reati del 7,7%, nel primo quadrimestre del 2015 un calo tra il 14 e il 15%. Nel 2014 c’è stato un aumento del flusso migratorio dovuto principalmente all’instabilità della Libia. È indimostrabile che vi sia stato un aumento dei reati in conseguenza di un aumento dell’immigrazione. Questa è la realtà, poi c’è la percezione dovuta anche a certe campagne politiche che sollecitano le paure più profonde dei cittadini”.

Non si contano più le imbarcazioni stracariche di disperati in cui molti di essi trovano la morte, soffocati da altri corpi ammonticchiati, gettati in mare da scafisti senza pietà, sfiniti dagli stenti.

E ogni volta che un battello affonda o si trasforma in trappola esiziale, si accendono discussioni acide sulle capacità italiane di soccorrere adeguatamente chi è in pericolo. Si fanno sempre gli stessi discorsi, si tirano in ballo i soliti argomenti. La Lega sostiene che i popoli affamati vanno aiutati nei luoghi di nascita e dove soffrono come se fosse semplice farlo: con quali soldi? I negoziati tra Italia e Libia, che ai tempi di Gheddafi prevedevano un controllo delle partenze dall’Africa, sono stati azzerati, cosicché i migranti seguitano a giungere numerosi sulle nostre coste; e noi con gli scarsi mezzi di cui disponiamo siamo obbligati ad ospitarli inadeguatamente dopo averli tratti in salvo.

Malta se ne infischia e non si cura di chi crepa in mare. Gli spagnoli attuano il sistema dei respingimenti violenti, le immagini dei quali sono state trasmesse dalla televisione. In sintesi. Nessuno si occupa dei poveri cristi che abbandonano l’Africa attratti dall’illusione di conquistare un mondo migliore. La stessa Europa, di cui il nostro Paese è la propaggine meridionale (la più vicina al Continente nero), dimostra una gelida insensibilità verso i poveri del Sud. E ci ordina: arrangiatevi e cercate di comportarvi umanamente nei loro confronti, altrimenti vi condanniamo. E ci condanna anche quando abbiamo agito al massimo delle nostre potenzialità.

In pratica nel Mediterraneo è impegnata soltanto l’Italia nel gravoso compito di prevenire tragedie o almeno di ridurne la portata. L’Ue non interviene e noi non siamo stati in grado di pretendere dai nostri partner nemmeno un finanziamento da utilizzarsi per realizzare le strutture necessarie ad accogliere decentemente i disgraziati provenienti dall’infelice mondo della fame e del disagio. Oltre a pagare il conto dei salvataggi, dobbiamo anche sopportare gli insulti di chi verso di noi usa atteggiarsi a maestro di civiltà.

È arrivato il momento in cui l’Italia è chiamata a presiedere il vertice delle istituzioni europee. Sarà Matteo Renzi a sedersi sullo scranno più alto e a esercitare una serie di poteri non certo di secondo piano.

Verificheremo se ha la personalità per imporre alla Ue di comportarsi in modo solidale, come si conviene a una comunità di Stati.